Artigianato

Nel Salento l'artigianato rappresenta oggi una delle realtà produttive ed economiche della zona, ed è in forte ripresa soprattutto per la forte unione che c’è fra lo stesso e il turismo.

L’artigianato può essere considerato come un fenomeno integrato e radicato nella cultura salentina. Non rinnegando il passato, il territorio ha visto vecchio e nuovo mescolarsi ed integrarsi attraverso gli usi e il folklore; tanto che gli artigiani si esprimono da sempre seguendo i canoni dell'arte popolare.

 

L’artigianato salentino ha saputo mantenere vive le sue tradizioni nonostante i mutamenti sociali, culturali e politici che hanno caratterizzato questi ultimi anni. La natura stessa dell'artigianato che, per sua formazione tende alla conservazione, ha limitato nel tempo l’innovazione tecnologica dei vari settori, conservando e tramandando quelle che erano le tecniche di lavorazione di un tempo.

Molte sono oggi le botteghe e i negozi che offrono i prodotti dell’artigianato locale, che abili maestri hanno saputo realizzare lavorando i materiali poveri e caratteristici di questa terra.

Passeggiando fra le vie dei comuni del Salento si possono incontrare ancora oggi tante piccole botteghe dove viene lavorata la cartapesta, la pietra leccese, il legno, la ceramica così come avveniva nel passato e che sono caratterizzate dalla diversità che ogni opera prodotta assume, in quanto elaborata secondo l’impronta personale dell’artigiano.

 

 

 

La Cartapesta

Le origini della Cartapesta, fenomeno tipicamente salentino, sono da ricercarsi nel '700, periodo in cui si assisteva al moltiplicarsi delle Chiese e dei Monumenti.

E proprio il culto dei salentini, che non disponevano di materie pregiate, trovò nell'arte di plasticare la carta (grazie all'aggiunta di altre materie povere come la paglia, stracci colla e gesso, e di pochi modesti attrezzi) la sua massima espressione artistica con la possibilità di realizzare una miriade di lavori sacri.

Ancora oggi sono visibili alcuni magnifici lavori di quel periodo, uno tra tanti la controsoffitta della Chiesa di Santa Chiara a Lecce (progettata nel 1738) e ancora statue a grandezza naturale raffiguranti Santi, ad ornare l'interno e l'esterno delle varie Chiese e sparse su tutto il territorio salentino.

 

Dopo un periodo di declino negli ultimi anni si assiste ad una riscoperta della Cartapesta nell'artigianato e nell'arte.

La tecnica per la realizzazione della Cartapesta leccese e pressoché rimasta la stessa in tutti questi anni.

La Cartapesta è composta, come già detto, da una poltiglia di carta straccia con poca cellulosa, acqua e colla di farina, viene pestata e fatta bollire, poi viene pressata per eliminare l'eccesso di acqua e aggiunta ad una soluzione di pasta di amido, colla d'animale e una sostanza resinosa; il risultato deve essere una pasta compatta da cui non scoli né acqua, né colla.

Così pronta per l'uso può essere schiacciata in degli stampi di gesso oppure applicata su un'intelaiatura leggera di filo di ferro e paglia.

 

Dopo averla essiccata ad una temperatura di 30° C ca. viene modellata con la cosiddetta "fuocheggiatura", in seguito si passa alla pittura.

Oggi la produzione della Cartapesta, che nel Salento è prevalentemente concentrata nel suo capoluogo, Lecce, costituisce senza dubbio il grande risultato di una lunga lavorazione molto vicina alla massima espressione d'arte.

La produzione degli ultimi anni si è indirizzata soprattutto verso nuovi modelli quali natività, pastorelli, bambole, oggetti d'arredamento, bomboniere, ecc., senza però trascurare il tradizionale, inoltre vi è un confortante riavvicinamento dei giovani a questa bellissima arte.

 

 

 

La Pietra Leccese

La Pietra Leccese viene da sempre utilizzata nel Salento per la sua grande duttilità e freschezza espressiva.

In epoche passate, soprattutto nel periodo barocco, la pietra leccese veniva largamente utilizzata per la costruzione e l’abbellimento delle facciate e degli interni dei palazzi, degli edifici pubblici e delle chiese grazie alle sue caratteristiche di duttilità e facile lavorazione che permetteva di ottenere splendidi ornamenti minuziosamente intagliati.

 

Oggi, soppiantata dall’uso di materiali da costruzione tecnologici e più adatti all’edilizia, la pietra leccese viene essenzialmente utilizzata per creare meravigliose opere d’arte e oggetti artigianali di alto valore stilistico.

Estratta da numerose cave sparse sul territorio del Salento, tra cui la qualità più pregiata si trova a Cavallino e soprattutto a Cursi, la formazione della pietra leccese risale al Miocene, periodo dell’era del Terziario che va dai 23 ai 17 milioni di anni fa.

 

Oggi la produzione della pietra leccese ha fatto passi da gigante, riducendo notevolmente i tempi di realizzazione degli oggetti, con l’introduzione dei macchinari per la lavorazione semi-industriale, ma in giro per le tante botteghe di Lecce e dei paesi del Salento si possono ancora trovare artigiani e scultori che lavorano e intagliano questa roccia così dura a allo stesso tempo così facilmente lavorabile, armati solo di uno scalpellino come i loro predecessori.

 

 

 

La Terracotta

La lavorazione della Terracotta è una della arti più antiche del Salento, la produzione di ceramiche e terrecotte inizia nel terzo millennio a.c., come possiamo riscontrare visitando uno dei tanti musei del Salento, dove è possibile ammirare infiniti reperti archeologici risalenti anche a questa data remota che testimoniano la primitiva e già intensa attività sociale e commerciale del Salento.

 

La manifattura antica ha prodotto soprattutto un numero considerevole di vasi di tutte le forme e dimensioni, che si distinguevano per il loro valore d’uso. La più famosa ed usata all’epoca, il “Cucco”, piccola brocca con un solo braccio che serviva per versare l’acqua. Invece, per la raccolta dell’acqua dalle fontane, compito che spettava alle donne, veniva usato l’”Orcio” , una brocca di dimensioni modeste e con due manici per facilitare il trasporto sul capo. Tra i recipienti più grandi, troviamo la “Fiasca”, un fiasco rudimentale con un solo braccio e ricoperto da un involucro di vimini, i “Minzani”, che serviva per conservare l’olio, le “Capase”, in terracotta smaltata, erano destinati a conservare gli alimenti, le “Pignate”, piccoli contenitori che servivano e servono ancora e cuocere i legumi vicino al fuoco, infine i “Trimmuni” e il “Limmo” impiegati sempre per usi domestici.

 

Accanto ai recipienti e agli oggetti di uso domestico nati nel periodo messapico, col passare dei secoli la produzione di Terrecotte del Salento si è arricchita di tanti altri piccoli prodotti e giochi come fischetti, campanelle e personaggi, i così detti “pupi”, per i presepi.

Diffusa un po’ in tutta la provincia di Lecce, la produzione della ceramica e della terracotta ha la sua massima diffusione oggi nelle zone di Lecce, San Pietro in Lama, Cutrofiano, Ruffano e Lucugnano.

 

 

 

Il Ferro Battuto

Strumentazione, fasi e metodi di lavorazione hanno subito, anche in questo caso, poche variazioni nel corso dei secoli. Ancora oggi, i maestri artigiani si servono di incudini, martelli, forge e attrezzature tradizionali per realizzare sia raffinati candelieri, lampade, balaustre e letti destinati a facoltosi estimatori, sia prodotti la cui semplicità e sobrietà, non scevre da eleganza, ben si adattano ad un mercato più accessibile.

 

Nel passato il ferro non veniva utilizzato molto, e la sua diffusione si ebbe solo in un’epoca avanzata, a causa dell’impossibilità di raggiungere la temperatura necessaria per la fusione di questo metallo e per la successiva lavorazione. Un’altra causa del ritardo nell’utilizzo di questo materiale è l’errata considerazione che gli antichi avevano su questo metallo.

 

Infatti, secondo molti, il ferro era considerato un metallo molle e non adatto a costruire armi e suppellettili resistenti, fino a quando non si scoprì che raffreddandolo in acqua, quando era ancora rovente, raggiungeva una consistenza e una durezza pari a quella del bronzo. Da qui ebbe inizio lo sviluppo e il propagarsi delle arti legate al ferro che si sono tramandate da generazione in generazione e che ancora oggi vedono il Salento come uno dei maggiori centri artigiani nella lavorazione di questo metallo.

Pur essendo la zona povera della materia prima. Numerosi sono ancora oggi i decori e le casellature che si possono ammirare sulle facciate di molti palazzi aristocratici oltre a numerose opere d’arte candelieri, lampade, lampadari, testate di letti, grate balaustre ecc.

 

 

 

Tessitura e Ricamo

Girando per molti paesi del Sud Salento, praticamente la provincia di Lecce, si possono trovare filatrici che tessono con grande maestria dei meravigliosi tessuti pregiati utilizzando ancora gli antichi telai in legno di ulivo e a pedali, tipici del Salento.

Oltre ai tessuti, ancora persiste la produzione artigianali di delicati merletti, ricami e pizzi, non solo per opera di esperte artigiane che portano avanti questa tradizione antica ma anche grazie all’usanza radicata in questa terra di tramandare i saperi e i mestieri da madre in figlia per generazioni.

 

Tra i ricami più belli e particolari, ricordiamo il “Chiacchierino”, realizzando facendo passare una spoletta tra le dita, il “Tombolo” che si basa sull’intreccio di fili su fili fino a creare un disegno appoggiandosi su un grande cuscino cilindrico.

 

 

 

 

 

Gli Intrecci in Giunco

Gli spettacolari e perfetti panieri e cesti intrecciati oggi ormai si possono trovare solo nella zona di Acquarica del Capo. Nel corso del tempo, infatti, si è perduta questa preistorica tecnica di unire con maestria tra loro fili di giunco, vimini, e in questi ultimi tempi ma anche canne e rami di ulivo, per realizzare contenitori per uso domestico. Ancora oggi in molti paesi del Salento, gli oggetti intrecciati vengono utilizzati per la raccolta della frutta, per raccogliere la ricotta e la giuncata.

 

Accanto alle tecniche artigianali, anche in questa attività salentina, sono comparse le produzioni industriali, che comunque non riescono a competere con le meravigliose creazioni fatte a mano che conservano il loro fascino grazie ad un metodo di esecuzione perfetto.