Carovigno

Carovigno - Piazza
Carovigno - Piazza

 

E' un comune italiano con poco più di 16.000 abitanti della provincia di Brindisi. La cittadina fa parte dell'Altosalento ed è un centro di produzione di olio di oliva di alta qualità.

 

Frazioni: Pantanagianni, Serranova, Specchiolla, Torre Santa Sabina.

 

Territorio

Posizione del comune di Carovigno nella provincia di Brindisi
Posizione del comune di Carovigno nella provincia di Brindisi

Carovigno (Carvigni in dialetto) sorge a 161 m a circa 7 km dal Mare Adriatico, nella parte settentrionale della Penisola Salentina.

 

Il capoluogo della provincia, Brindisi, è distante circa 30 km.

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Cenni storici

Le origini del nome

Stemma di Carovigno
Stemma di Carovigno

Quanto rimane delle antiche mura e dell'acropoli e il materiale archeologico, abbondantissimo, rinvenuto nel suo territorio attestano l'origine messapica di Carovigno. Sul nome della città esistono varie ipotesi; una lo fa derivare dal greco Karpene (poi lat. Carbina, e il medievale Carvineo) che significa "frugifera" e che trova riscontro nella fertilità della sua terra e nell'antico culto che la popolazione tributava a Cerere; un'altra dal messapico Karp che indicherebbe la collina sulla quale fu eretta la città fortificata.

 

Emblema dello stemma

Un delfino cavalcato da un amorino che suona la cetra.

 

Le origini e la storia

Carovigno - Veduta
Carovigno - Veduta

Fu distrutta e sottomessa definitivamente dai Tarentini nel 473 a.C. che crearono sul suo litorale un piccolo porto. La stessa Brindisi, di cui condivise le sorti, fu, temporaneamente, sottomessa e la sua sfera di influenza ridotta alla sola cinta muraria. L'egemonia di Taranto durò dal 473 al 400 a.C., comprendendo tutta l'area jonico adriatica e la Calabria le cui polis dovevano fornire reparti di fanteria all'esercito tarantino. La stessa moneta urbica federale forse coniata a Carovigno al tempo della guerra italica recante la legenda CARB-BRUN (Carovigno-Brindisi), attesta che la città aveva un ruolo subalterno rispetto a Brindisi e l'effigie di Taras, figlio di Nettuno ribadisce la sottomissione a Taranto. Durante la guerra fra Taranto e Roma, Brindisi e il porto di Carvinia, fungono da riva d'approdo delle truppe di Pirro, giunto in aiuto della potente città ionica. Dopo alcune vittorie, i tarantini dovettero arrendersi alla superiore organizzazione militare romana e finirono nella sfera d'influenza dell'Urbe. Durante la Seconda guerra punica, Taranto passò dalla parte di Annibale, fomentando la rivolta in tutta quella che era stata la Magna Grecia, ma questo non servì a cambiare le sorti del conflitto.

Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, la villetta di contadini oggi nota come Carovigno venne incorporata nei territori di Ostuni: Bizantini e Goti se ne contesero alternativamente il possesso, così come, in epoca più recente, i Normanni, gli Svevi, gli Angioini, gli Aragonesi e poi i Veneziani, gli Spagnoli, gli Austriaci e i Borboni. I segni del feudalesimo sono rappresentati sia dal Castello costruito nel sec. XV dagli Orsini-Del Balzo a difesa dalle incursioni dei Turchi e dalle scorrerie dei pirati, sia dai resti delle mura innestate sulla più antica muraglia messapica. Molti sono i feudatari che hanno preso possesso del territorio di Carovigno molti anche senza risiedervi: da Adamo Trambay, dispotico e crudele, a Carlo de Carvigna, dagli Orsini ai Loffredo ai Caputo, Serra, Costaguti, dai Granafei agli Imperiali e ai Dentice de Frasso.

Nel 1817 era viva e presente in Carovigno una "vendita" carbonara, che teneva le sue adunanze segrete nei locali offerti all'uopo da Francesco Trisolini. Una menzione a parte merita Salvatore Morelli, perseguitato dal 1849 fino ai compimento dell'unità d'Italia, perché nemico acerrimo del regime borbonico cui dette battaglia con l'azione e con gli scritti che apparivano su Il Dittatore, il periodico da lui diretto.

 

Tradizione e folclore

Gruppo sbandieratori di Nzegna
Gruppo sbandieratori di Nzegna

Tradizione centenaria di Carovigno è quella degli sbandieratori, specializzati nella cosiddetta battitura della 'Nzegna, ossia nel lanciare in alto una bandiera multicolore, facendola roteare attorno al corpo. È di buon auspicio se la bandiera va in alto senza cadere per terra e il raccolto dell'anno venturo sarà buono.

 

Personaggi illustri

Bertoldo Orsini del Balzo (morto dopo il 1488), figlio di Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, fu barone di Salice, signore di Guagnano e Carovigno e conte di Lecce (1463-1464).

Clemente Brancasi (Carovigno XVI secolo - Napoli 1657), frate osservante, rappresentante dello scotismo meridionale nel campo della teologia trinitaria; scrisse De Deo Trino et Uno (Napoli 1638).

Vincenzo Andriani (Carovigno, 10 novembre 1788 - 29 aprile 1851), medico, ma fu anche archeologo e numismatico per passione. Ha lasciato numerosi scritti, alcuni furono pubblicati: Sull'aria di Brindisi (Napoli 1827); Dell'antica città di Rudia patria di Ennio (Napoli 1851); Carbina e Brindisi (Ostuni 1889, postuma).

Salvatore Morelli (Carovigno, 1824 – Pozzuoli, 1880) patriota risorgimentale e convinto sostenitore della dignità e dei diritti della donna (La donna e la scienza o la soluzione del problema sociale, Napoli 1861). Deputato al Parlamento dal 1867 al 1880, fu il primo politico europeo a richiedere in Parlamento la parità tra i sessi.

Alessandro Massimo Cavallo (Carovigno, 1834 - 1917), storico e sindaco di Carovigno, fu anche pittore e scultore. Patriota e protagonista attivo del Risorgimento Italiano, si adoperò affinché anche Carovigno condividesse i nuovi ideali di libertà e democrazia scaturenti dai moti rivoluzionari del 1848-1849 e 1860. Nel 1885 divenne sindaco di Carovigno e portò avanti la causa contro Casa Dentice, difese strenuamente i diritti del popolo carovignese sul Santuario di Belvedere. Scrisse molte opere su svariati argomenti, tra le più importanti si ricordano, "Sulla interpretazione delle iscrizioni messapiche di Carovigno", "Carovigno e la Casa Dentice", "Il Santuario di Belvedere" e molte altre.


Guglielmo Cavallo (Carovigno, 1938), studioso di paleografia e storia della scrittura.

Feste e tradizioni locali

FESTE PATRONALI
S. Maria di Belvedere (1a Fase)
Il primo lunedì - martedì e sabato dopo Pasqua.
Legata a questo culto è la tradizione della "Nzegna".

I festeggiamenti prevedono:
- Processione con la messa all'asta della Statua di S. M. di Belvedere per il trasporto a spalla della stessa per le vie principali della città, con la partecipazione a corteo storico religioso dei Battitori della "Nzegna", delle Congregazioni religiose con i relativi stendardi e Palio, del Gruppo Storico Folkloristico degli Sbandieratori Battitori "Nzegna" e del Gruppo Sbandieratori "Rione Castello";
- Riproposizione della tradizionale Battitura della "Nzegna" in Largo Machiavelli il Lunedì, in Piazza Municipio il martedì e davanti al santuario il sabato dopo Pasqua, concerti bandistici musicali, spettacoli dei Gruppi Folcloristici, di scuole musicali e di danza, fuochi pirotecnici, concerti di musica moderna;
Inizio ore 10.30, conclusione ore 13,30.
Organizzatori: Comitato Feste Patronali e Comune di Carovigno - Ufficio Spettacolo.

Madonna dell'Uragano (2a Fase)
Il 17 Agosto.
Organizzatori: Comitato Feste patronali e Comune di Carovigno - Ufficio Spettacolo.

S. Maria Goretti
Il primo sabato e domenica di Agosto.
Borgo Serranova.
Organizzatori: Comitato Feste Serranova - Comune di Carovigno - Ufficio Spettacolo.

S. Sabina
L'ultima domenica di Agosto.
Marina di Torre Santa Sabina.
Organizzatori: Comitato Feste Torre S.ta Sabina - Comune di Carovigno - Ufficio Spettacolo.

S. Maria di Belvedere (3a Fase)
La seconda domenica di settembre.
Presso Santuario rupestre di Belvedere.
Organizzatori: Comitato Feste S. Maria di Belvedere - Comune di Carovigno - Ufficio Spettacolo.

Madonna del Carmine
Il 16 luglio.
Organizzatori: Parrocchia S. Pietro - Comune di Carovigno - Ufficio Spettacolo.

CARNEVALE
Sfilata di carri allegorici
Il giovedì grasso e la domenica prima delle ceneri.
Organizzatori: Soc. Coop. Pegaso - Comune di Carovigno - Ufficio Spettacolo.

FIERE
Fiera del bestiame del SS. Crocifisso
La prima domenica di maggio.
Borgo Serranova
Organizzatori: Comitato Feste Serranova - Comune di Carovigno - Ufficio Spettacolo.

Madonna dell'Uragano
La prima domenica di Agosto.
Organizzatori: Comitato Fiera S. Maria di Belvedere e Comune di Carovigno - Ufficio Spettacolo.

ESTATE CAROVIGNESE
Luglio-Settembre
Serie di manifestazioni culturali, musicali, teatrali, sportive, ricreative nelle località marine di Torre Santa Sabina, Specchiolla e Centro città.
Organizzatori: Comune di Carovigno - Ufficio Spettacolo e Associazioni Culturali, Musicali, Sportive e ricreative diverse.

MERCATO INFRASETTIMANALE
Il martedì.
Zona circoscritta da Via S. Sabina, Via Vitt. Veneto, Via D. Chiesa e Via Pisacane.

 

Masserie

Masseria Carmine

Masseria Carmine
Masseria Carmine

Il complesso originario risale al 1644. Nel tempo ha subito diversi ampliamenti, come testimoniano le incisioni riportate sull'arco di ingresso della recinzione, sulle arcate delle porte d'ingresso delle varie abitazioni. Del 1775 è A piano rialzato; del 1860 sono le abitazioni dei dipendenti; del 1940 sono le corri e le staffe e la ristrutturazione della vicina chiesetta, denominata proprio "del Carmine". Questi ultimi lavori vennero commissionati dal dott. Luigi Tamburini, padre di Italo e nonno dell'attuale proprietario Luigi. La famiglia Tamburini di Ostuni acquistò questa tenuta dalla famiglia Tanzarella, anch'essa ostunese verso il 1860. Prima di tale data, questi beni erano proprietari dei frati carmelitani (donde il nome dell'intera contrada) di Carovigno, ai quali vennero confiscati in seguito all'Unità d'Italia. Entrati a far parte del patrimonio statale, vennero venduti all'asta e passarono nelle mani di privati. L'attuale proprietario, Luigi Tamburini, ricorda che la chiesetta era oggetto di particolarissime cure da parte della sua mamma, Donna Mimina, persona molto devota alla Madonna del Carmine. Costei qui trascorreva molto tempo in preghiera.

 

Masseria Caselli

Masseria Caselli
Masseria Caselli

La masseria risale al 1853. Tale data era incisa sull'arco di ingresso del muro di cinta, abbattuto in seguito ai lavori di ristrutturazione. E' appartenuta alla famiglia Dentice di Frasso come si evince da uno stemma affisso sull'acquario recante il delfino (ora defraudato) e la scritta "A.D. 1934". E' stata residenza di alcuni amministratori presso persone di fiducia della famiglia Dentice tra cui Don Mariano Cannoletta di Lecce e Vincenzo Capone di San Vito dei Normanni. Passò successivamente nei possedimenti del Sig. Marasciulo di Monopoli che vendette il podere a Raffaele Roma di Carovigno, che insieme ad alcuni familiari ha gestito l'azienda per numerosi anni. Attualmente è di proprietà della Società P.E.A. con sede a Busto Arsizio (Varese).

 

Masseria Colacavallo

Masseria Colacavallo
Masseria Colacavallo

La costruzione risale al 1552 come si deduce da una tela, ora dispersa, che era esposta nella chiesetta annessa, recante la seguente scritta: "I Faraoni donano alla famiglia Azzarito, 1552". L'attuale proprietario, il signor Pasquale Lanzillotti, si trasferì in questa tenuta dopo averla ereditata dal padre Matteo. Con enormi sacrifici ha ristrutturato una parte della masseria conservandone la struttura originaria: stalle, deposito, acquari, cisterna, aranceto, chiesa, pista per i cavalli, corti, palummieddu. La masseria è denominata anche Lu Cursèttu, dal nome di uno dei vecchi proprietari. Lu Cursèttu, nonno del Signor Pasquale, aveva a sua volta ereditato il podere dal padre Teodosio Lanzilotti, detto Lu Corsu, morto nel 1912.

 

Masseria Li Frascinari

Masseria Li Frascinari
Masseria Li Frascinari

La masseria di Li Frascínari dista appena 2 km da quella di Morgicchio. Nel complesso è inserita una torre di forma circolare interamente coronata da beccatelli, i cui interspazi furono e sono tuttora sfruttati a colombaia. La torre e quindi la masseria risalgono al XVI secolo. Dal 1659 al 1665 il complesso è appartenuto al marchese Castaldi, e dopo la sua morte, in assenza di eredi, venne devoluta in favore del Reale Fisco Allodiale. Nel 1678 fu acquistato dal marchese di Serranova, Scipione Granafei, poi dal Principe di Francavilla, Michele Imperiali ed infine dai principi Dentice di Frasso che corredarono il portone d'ingresso con la loro arma. Sugli inizi del '900 la masseria venne acquistata da Vita Luigi di Carovigno e nel 1937 fu donata alla Signora Anna Zito, passata alla storia come la massàra di li Frascinàri. Frascinàri indica un soprannome di alcuni abitanti di Carovigno che in qualche modo hanno avuto a che fare con la frasàna, pietrisco sottile usato per la costruzione di case e strade.

 

Masseria Grotta Cigghjiàna

Masseria Grotta Cigghjiàna
Masseria Grotta Cigghjiàna

Più che una masseria, la struttura deve essere considerata un'abitazione signorile per villeggiatura. Le notizie di seguito riportate sono state fornite dalla sig.ra Ninì De Cillis, il cui bisnonno Teodosio Lanzilotti, detto lu Curso, aveva donato la masseria ai nipoti Nicoletta e Regina. Queste la vendettero ad Algimiro Lanzilotti. In seguito fu acquistato dal genero Arturo De Cilis Che la rivendette a Alfredo Epifani, detto Liolà. L'attuale proprietaria Rosa Epifani, l'ha ristruturata, ricavandone quattro comodi appartamenti. La costruzione prende il nome da una grotta esistente a nord della abitazzione che sicuramente fu abitata in epoca preistorica.

 

Masseria La Specchia

Masseria La Specchia

La masseria de La Specchia è povera di storia ma ricca di cronaca. Costruita nel 1870 dal Signor Martano di Lecce, fu acquistata da Don Donato Rodio di Ostuni. Il figlio, già proprietario di altre masserie in agro di Ostuni, cercò di farne un'azienda modello fidando nei fondi regionali che la Regione Puglia, o meglio alcuni politici regionali, promettevano negli anni '60. Costruì capannoni, silos, acquistò macchinari, animali selezionati, ma fu costretto a vendere a Francesco Roma di Carovigno perché non arrivavano i contributi promessi. L'azienda, successivamente, fu rivenduta ed acquistata da Soleto Pietro che, essendo celibe, la donò alla nipote Anna, i cui figli sono stati e sono alunni della nostra scuola. La masseria è stata, negli anni '70, sede di scuola sussidiata. L'insegnante Mimina Botrugno ricorda con affetto l'attuale proprietaria ed il fratello Antonio che ogni mattina, dopo aver condotto le pecore al pascolo, arrivava a scuola (collocata nella stessa masseria) con un mazzo di fiori campestri.

 

Masseria Magli

Masseria Magli
Masseria Magli

La Masseria Magli, ubicata in contrada Padula a circa 3 Km da Carovigno, è stata costruita nel 1887 dal Sig. Pietro Magli, secondo il progetto dell'Arch. Vito Felice De Vita, come testimoniano i due stemmi presenti sull'arco di ingresso del muro di recinzione dello stabile.

Nel 1944 fu ereditata dal figlio Alessandro Magli, che vi ha abitato per 30 anni circa, fino al 1973.

A tale data risale l'atto di donazione della proprietà da Alessandro al figlio Pietro Magli che, dopo aver apportato completamenti alla struttura, ne ha modificato l'uso: da abitazione rurale a fattoria.

Dal 1999 è gestita con impegno e passione dal figlio Alessandro Magli.

 

Masseria Carrone

Masseria Carrone
Masseria Carrone

Della masseria Carrone, meglio conosciuta come quella di Don Cristino Magli, troviamo notizie nel libro di Enzo Filomena "Il castello di Carovigno", dove viene riportato un episodio risalente al 1737: "fu quella di prendersi anco di propria autorità et manu armata il frutto di una giornata degli animali che stavano nella masseria del Deserto e delli Carroni, frutto chiamato volgarmente, la monta". Saltando a pie' pari altri due secoli di storia, arriviamo al 1938, anno in cui Don Cristino Magli acquista la masseria dalla cugina Giuseppina Perrino in Giacovazzo. Dal 1982 è stata ereditata dal figlio Andrea che insieme ai figli ne ha fatto un'azienda modello.

 

Masseria Marinò

Masseria Marinò
Masseria Marinò

Dal libro "Il brigantaggio politico nel brindisino dopo l'Unità" si evince che la masseria Marinò esisteva fin dal 1862 e che il proprietario era Lorenzo Del Prete. Sull'arcata dell'ingresso principale è scolpita invece la data del 1877; ovvio che tale scritta si riferisca alla ristrutturazione o all'ampliamento delle mura di recinzione. L'attuale proprietario, avvocato Nicola Del Prete, ha trasformato la coltura dei terreni da seminativi e pascoli ad uliveti e ortaggi. Come tutte le masserie, anche questa è dotata di un grande rifugio sotterraneo per nascondere le derrate dalle incursioni brigantesche.

 

Masseria Monacelle

Masseria Monacelle
Masseria Monacelle

"I cinque ebbero ricetto nella masseria Monacelle di Domenico Aurisicchio". Da questa citazione si desume che nel 1862 il proprietario della Masseria Monacelle era appunto Domenico Aurisicchio che la vendette alla famiglia Mindelli. L'ultimo acquirente è stato il sig. Livino Massaro, proprietario della masseria Lo Spagnulo di Ostuni e genero del dott. Giuseppe Andriani di Carovigno. L'edificio quasi tutto in degrado, conserva l'antica struttura: c'è la chiesa deturpata e privata dell'altare, le stalle, i depositi e le grandi corti. I terreni annessi, una volta adibiti a pascoli e a seminativi, sono stati trasformati in uliveti.

 

Masseria Morgicchio

Masseria Morgicchio
Masseria Morgicchio

La Masseria Morgicchio si trova sul lato occidentale del paese ed è posta nella fascia interna alla marina tra Torre S. Sabina e Specchiolla. E' una torre-masseria sviluppatasi su una zona pianeggiante e priva di vegetazione (pezza) che attualmente viene sfruttata per pascolo vaccino. Nel complesso la torre risulta ben conservata. Attualmente è adibita a deposito di attrezzi agricoli. La costruzione fu eretta agli inizi del XVII secolo per difendere la masserie dalle incursioni di pirati e barbareschi che riuscivano ad eludere la vigilanza nel tratto di mare tra Torre S. Sabina e Torre Guaceto, i due punti di guardia. Prima dell'attuale proprietario, Lorusso Donato di Locorotondo, è appartenuta tra gli altri, alla famiglia Dentice, la quale pose sul portale di ingresso un'arma rappresentante "un Dentice d'oro ricurvo su un campo azzurro, contornato da sedici pezzi di ungheria". Tale famiglia tenne la Torre per oltre un secolo affidandola prima ad un vassallo e poi ad affittuari e privati cittadini.

 

Masseria Pietrasanta

Masseria Pietrasanta
Masseria Pietrasanta

Adagiata sulle ultime propaggini della Murgia Salentina e circondata da un bosco di ulivi secolari, la Masseria Pietrasanta trae il suo nome dal terreno carsico che preserva gli alberi dalla calura estiva permettendo agli stessi di prosperare rigogliosi ed imponenti. La sua costruzione tipica di fine '600, ha una funzione prettamente agricolo-bucolica come si evince da una scritta facilmente leggibile incisa su una pietra situata nel centro di un portale che invita a godere della pace rurale, lontano dalle insidie della città. L'attuale proprietario Francesco Colucci, in ossequio alla scritta, ne ha fatto la sua dimora principale.

 

Località di mare

Il mare di Carovigno risulta davvero spettacolare. La costa si presenta bassa e rocciosa, con un susseguirsi di cale e calette che ne frastagliano il profilo in modo caratteristico. E’ la cosiddetta Costa Merlata, che si estende ad oriente della Marina di Ostuni e si prolunga fino alla zona di Brindisi. Le località di mare che si incontrano lungo questo percorso sono Torre Pozzella, la bella Torre S. Sabina, il lido Specchiolla e la zona di Punta Penna Grossa e Apani. Il mare si presenta limpido e la presenza di rocce ne rende spettacolare le immersioni subacquee e lo snorkeling. Dal punto di vista naturalistico grande importanza merita la zona di Torre Guaceto, una zona umidi protetta, di rilevanza internazionale.

 

Di seguito la galleria fotografica delle località appena citate.

 

Monumenti e luoghi di interesse

Di seguito una galleria fotografica con i luoghi di maggiore interesse.

 

Scheda tecnica

 

Provincia
Brindisi
Sindaco

Carmine Pasquale Brandi (centro-destra)

dal 15.06.2015

Altitudine

161 m s.l.m.

Superficie

105,48 km²

Popolazione residente

16.555 (dato ISTAT al 01.01.2015)

Densità 156,95 ab./km²
Estensione comunale 105 km²
Frazioni, Marine, Località

Pantanagianni, Serranova di Carovigno,

Specchiolla, Torre Santa Sabina, Torre Guaceto

Codice postale

72012

Prefisso telefonico

0831

Targa

BR

Denominazione abitanti

Carovignesi

Santo patrono S.S. Giacomo e Filippo
Festa patronale

3 maggio

Mercato settimanale

Martedì

 

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