Ceglie Messapica

Ceglie Messapica - Panorama
Ceglie Messapica - Panorama


Ceglie Messapica, è un comune italiano di 20 639 abitanti della provincia di Brindisi in Puglia. La cittadina vanta il riconoscimento di città d'arte e terra di gastronomia, è tra le più antiche della regione e fu fondata attorno al XV secolo a.C..

Il territorio si caratterizza per i trulli, le masserie, gli oliveti secolari e le grotte carsiche; gli stranieri ne sono molto attratti.

 

Dialetto

Trovandosi in una zona di "confine" (confinante con la provincia di Taranto, poco distante da quella di Bari) il dialetto di Ceglie Messapica viene definito un dialetto di transizione, pur facendo parte dei dialetti italiani meridionali e non dei dialetti italiani meridionali estremi. Nonostante una quasi totale coincidenza col vocabolario tarantino, si trovano anche vocaboli baresi, ne sono un esempio i pronomi dimostrativi, cusse (questo) e cudde (quello), a differenza del tarantino che li indica con quiste (questo) e quidde (quello); elementi baresi e lucani si riscontrano anche nella declinazione dei verbi. I dialetti dei piccoli centri limitrofi di San Michele Salentino e Villa Castelli derivano direttamente dal cegliese, per cui ne conservano moltissime assonanze e similitudini (le due cittadine furono infatti fondate da contadini e coloni cegliesi ivi trapiantatisi secoli or sono) soprattutto quello castellano.

 

Territorio

Posizione del comune di Ceglie Messapica nella provincia di Brindisi
Posizione del comune di Ceglie Messapica nella provincia di Brindisi

Il territorio comunale si estende per 130,33 kmq nella parte meridionale dell'altopiano delle Murge tra la Valle d'Itria e l'Altosalento, in una zona collinare al confine con la pianura salentina chiamata Soglia messapica. Il comune si trova a 31 km da Taranto e a circa 35 km da Brindisi.

Il territorio comunale può essere suddiviso in due macro aree: una, dall'aspetto collinare, si estende sostanzialmente a nord-ovest dell'abitato, si presenta con dolci colline e terrazzamenti con muretti a secco e numerosissimi trulli; l'altra declina lentamente verso la piana salentina. Proprio per questi motivi Ceglie Messapica viene considerata uno degli ultimi lembi meridionali della Murgia. L'altitudine del territorio comunale varia tra i 133 metri m s.l.m. e i 382 metri m s.l.m. della località Monte d'Oro. L'abitato invece è posto a un'altezza di 302 metri m s.l.m., si estende su 2 colli, uno dei quali interamente occupato dal centro storico e dalla zona ottocentesca.

Nel territorio sono numerose le forme carsiche (doline, grotte, inghiottitoi, lame): esse hanno un rilevante valore paesaggistico, ambientale, naturalistico ma anche storico-archeologico, in quanto spesso, le grotte in particolare, erano già in epoca preistorica sede privilegiata per gli insediamenti umani. La presenza di diffusi fenomeni carsici è strettamente connessa alle caratteristiche del substrato geologico di questo territorio: ovunque affiorano infatti strati di rocce calcareo-dolomitiche, spessi alcune migliaia di metri e molto fessurate. Le rocce calcaree sono a tratti ricoperte da strati, spesso di esiguo spessore, di "terre rosse", localizzate in particolare nelle aree morfologicamente più depresse, quali le doline e i letti dei principali solchi erosivi.

 

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Cenni storici

Le origini del nome

Il toponimo di Ceglie Messapica, secondo la maggior parte degli storici, deriva dal termine messapico Kailia, che significa “altura” (indica l’ubicazione geografica della città); mentre il determinante messapica allude ai fondatori più importanti della cittadina (l’antico popolo dei messapici).

 

Evoluzione dei nomi della città

Kalia (Καιλια): nome della città in età ellenistica, epoca in cui era abitata dai coloni greci.

Caelia, Caelium: nome latino adottato in seguito all'occupazione romana del 267 a.C.

Castellum Caeje: nome usato in età normanna.

Cilia.

Celio.


Cilij/Celie del Galdo o Guado: nome utilizzato per identificare la città utilizzato tra il 1600 e il 1806. L'appellativo Guado/Galdo indicava una della caratteristiche della Ceglie di quel periodo, cioè quella di essere circondata da fitti boschi.

Ceglie: tra il 1806 e il 1864.

Ceglie Messapico: l'appellativo Messapico fu introdotto con un Regio Decreto, in memoria dell'antico popolo dei messapici che fondo la città.

Ceglie Messapica: l'appellativo Messapico fu trasformato in Messapica con decreto n° 921 del Presidente della Giunta Regionale Pugliese, del 10 ottobre 1988.

 

Emblema dello stemma

Stemma di Ceglie Messapica
Stemma di Ceglie Messapica

Lo stemma di Ceglie Messapica raffigura una torre merlata.

 

Le origini e la storia

Le Murge
Le Murge

 

Secondo una leggenda, la fondazione di Ceglie sarebbe legata all'arrivo in Italia del mitico popolo dei Pelasgi, al quale è attribuita la costruzione di manufatti megalitici noti con il nome di specchie.

In seguito all'arrivo di coloni greci nella zona, intorno al 700 a.C., la città assunse il nome di Kailìa. Il nucleo urbano, esteso ai piedi di un colle (nella zona dove attualmente sorge la stazione ferroviaria delle Ferrovie Sud-Est), era difeso da fortificazioni i cui scarsi resti sono noti con il nome locale di "Paretone". Presso la città sarebbero sorti santuari extraurbani dedicati alle divinità greche Apollo (in corrispondenza dell'odierna chiesa di San Rocco), Venere (sulla collina di Montevicoli) e sotto la Basilica di Sant'Anna nel corso dei lavori di sondaggio i frammenti di ceramica votiva e resti del tempio della Dea Latona madre di Apollo e Diana (Archivio 1987).

La città fu punto di avvistamento del popolo dei Messapi subalterno ai centri di Oria e Brindisi a lungo in lotta contro la spartana Taranto che aveva un suo avamposto militare detto Phrouron in località Pezza Petrosa nel territorio di Villa Castelli. Taranto aspirava ad uno sbocco sul mar Adriatico e giunse a sottomettere tutti i centri messapici; oltre a Ceglie, caddero sotto il dominio tarantino una dopo l'altra Oria, Rudiae, Lecce, Brindisi, Egnatia e Carbina. In epoca romana la città era ormai decaduta.

Le dinamiche insediative di Ceglie medievale sono state ampiamente analizzate in un convegno di studi del 2009. In età normanna Ceglie è nota come feudo, Castellum Caeje, sotto l'autorità del Castellano Paganus che delinea i suoi confini con la potente città di Ostuni. in età Sveva il borgo è noto come Celie de Galdo (Ceglie della Foresta) ed era tenuto a contribuire, insieme al Chiesa di Santa Maria dei Grani, alla manutenzione del Castello di Oria. Il suo feudatario più importante è Glicerio de Persona signore delle Terre di Ceglie del Gualdo, di Mottola, di Soleto e del Casale di San Pietro in Galatina. Glicerio parteggiò per Corrado IV di Svevia figlio di Federico II di Svevia e Re di Sicilia contro gli angioini. Caduto anche Manfredi di Sicilia, l'ultimo degli Svevi, Carlo I d'Angiò ordina la cattura di Glicerio, che si era dato alla latitanza nelle campagne di Taranto dove fu catturato, condotto in carcere nel castello di Brindisi (insieme ai figli Gervasio, Giovanni e Perello) e condannato per fellonia, subì il patibolo. I possedimenti che deteneva furono confiscati e ceduti ad Anselino de Toucy. Dotato di un piccolo castello, il feudo fu successivamente in possesso delle famiglie Orimi, Scisciò, Brancaccio, Dentice e Pignatelli, e degli arcivescovi di Brindisi.

Nel territorio circostante erano già stati fondati gli importanti monasteri dell'abbazia di Sant'Anna, alla periferia dell'odierno abitato e della Madonna della Grotta, di cui resta la chiesa, sulla via vicinale per Francavilla Fontana. Nel 1521 venne costruita al posto della chiesa matrice la collegiata, ingrandita e arricchita di decorazioni barocche nel 1786.

Il 24 ottobre 1584 il feudo venne ceduto in permuta da Cornelio Pignatelli a Ferdinando Sanseverino, conte di Saponara e barone di Viggianello. I Sanseverino ampliarono il castello e promossero la fondazione del convento dei Cappuccini, oggi scomparso, e di quello dei Domenicani, sede del comune fino al 2005. Ai Sanseverino subentrarono quindi i Lubrano e i Sisto y Britto: in seguito all'estinzione di questa casata con il duca Raffaele, nel 1862, il castello e le residue proprietà dell'ex feudo vennero ereditate dalla famiglia Verusio.

Durante il Risorgimento ebbe sede a Ceglie una vendita carbonara, ad opera di Domenico Termetrio di Cisternino, e una sezione della Giovine Italia, ad opera di Pietro Elia, amico personale di Giuseppe Mazzini. Dopo l'annessione al Regno d'Italia visse un periodo di fioritura e agli inizi del XX secolo vide una crescita demografica, nonostante la presenza del fenomeno dell'emigrazione.

 

Personaggi illustri

Giuliano di Eclano (Ceglie Messapica, 385 circa – 455 circa) è un teologo cristiano, sostenitore del Pelagianesimo.

Gervasio de Persona, noto anche come Gervasio de Matina o de Maytino (Mottola, 1210 circa – post 1270) è un Giustiziere di Capitanata; signore di Mottola e Ceglie Messapica, fedele alla famiglia Hohenstaufen.

Glicerio de Persona, noto anche come Glycerius o Glicisius de Matino (Mottola, 1235 circa – Brindisi, 22 aprile 1269) è un signore feudale, fedele alla dinastia imperiale sveva. E’ signore delle terre di Soleto (comprendente Cutrofiano, San Pietro in Galatina, Sternatia, Zollino, Sogliano e Aradeo), di Matino, di Ceglie del Gualdo e Mottola.

Nicolaus Zacharie (Brindisi, 1400 circa – 1466) è un compositore e cantore del primo Rinascimento. Verso il termine della sua vita è cappellano della Chiesa di Santa Maria a Ceglie Messapica.

Stefano Ligorio (nasce a Ceglie Messapica nel 1643) è un abate.

Antonio Ligorio (nasce a Ceglie Messapica nel 1655) è un notaio.

Francesco Ligorio (nasce a Ceglie Messapica nel 1775) è un presbitero, poeta e letterato.

Giuseppe Lagamba (Ceglie Messapica, 1853 - 1932) è un medico e numismatico.

Rocco Caliandro (Ceglie Messapica, 1872 - 1924) è un vescovo cattolico.

Emilio Notte (Ceglie Messapica, 30 gennaio 1891 – Napoli, 7 luglio 1982) è un pittore, esponente del movimento futurista.

Cataldo Agostinelli (Ceglie Messapica, 16 dicembre 1894 – Torino, 18 gennaio 1988) è un matematico.

Pietro Gatti (Ceglie Messapica, 1913 - 2001) è un poeta dialettale.

Domenico Caliandro (Ceglie Messapica, 5 settembre 1947) è un arcivescovo cattolico.

Teresa Bellanova (Ceglie Messapica, 17 agosto 1958) è una politica.

Angelo Petracca (Casarano, 6 gennaio 1970 – Ceglie Messapica, 22 gennaio 1990) è un carabiniere, medaglia d’oro al valor militare.

Rocco Casalino (Ceglie Messapica, 1972) è un personaggio televisivo.

Claudio Leo (Ceglie Messapica, 1 novembre 1972 – Ceglie Messapica, 17 gennaio 2013) è un chitarrista rock-metal.

Damiano Faggiano (Ceglie Messapica, 11 marzo 1975) è un cestista, di ruolo ala piccola.

 

Feste e tradizioni locali

FESTE PATRONALI
Festa di Sant'Antonio
Giugno
Processioni, musica e spettacolo pirotecnico.

Messapica Festa di San Lorenzo
Luglio

FIERE
Fiera del Santissimo Crocifisso
Maggio

EVENTI
Scascia Pignata (La pentolaccia)
Febbraio/marzo
Tradizionalmente avviene la domenica dopo carnevale. Attualmente viene mantenuta la tradizione dai commercianti di Corso Garibaldi. I bambini vestiti in maschera e bendati, con un bastone lungo tentano di rompere delle pignate piene di caramelle e canditi.

Quaremma
Tempo di Quaresima
Pupazzo tradizionale rappresentante una vecchina che fa il fuso con appesa una collana formata da 7 taralli. Il fantoccio si appende per le strade a inizio quaresima e ogni settimana si toglie un tarallo fino a quando terminati i taralli si festeggia la fine della quaresima incendiando il fantoccio.

Giovedì di settembre
Settembre
Particolarmente sentita dagli abitanti è la festa dei "giovedì di settembre". Più che una festa vera e propria si tratta di un'usanza ereditata dalle civiltà contadine del passato; difatti queste "feste" si svolgono nelle campagne, tra amici, dove si mangia, si beve, si balla e si cantano canzoni popolari fino a tarda notte. Sconosciuto è il motivo per cui quest'usanza esiste, anche se la spiegazione più verosimile è che veniva usata come pretesto per consumare il vino "vecchio" e svuotare i capasoni per far posto al vino "nuovo".

MERCATO INFRASETTIMANALE
Il sabato.

 

Masserie

Masseria Galante
Masseria Galante

 

Le masserie erano delle grandi aziende agricole abitate, a volte, anche dai proprietari terrieri. La grande costruzione rurale comprendeva gli alloggi dei contadini, anche solo stagionali, le stalle, i depositi per foraggi e i raccolti.

Le masserie dell'agro cegliese presentano fra loro caratteristiche simili. Si sviluppano principalmente intorno a delle corti su cui affacciano l'edificio principale sviluppato su due livelli, numerosi trulli usati come magazzini o stalle ed in alcuni casi chiese o cappelle rurali (Masseria Madonna della Grotta,Masseria Epifani, Masseria Galante, Masseria la Selva ed altre). Alcune masserie presentano anche delle fortificazioni.

 

Masseria Montecchie
Masseria Montecchie

 

Anche dal punto di vista agrario sono presenti delle similitudini, infatti spesso nei pressi masserie sono individuabili vaste aree di terreno utilizzate come pascolo o seminativo chiamate comunemente "pezze", boschi e aree di macchia mediterranea, più o meno vasti a seconda dei casi, ed oliveti di grandi dimensioni.

Alcune masserie a partire dalla fine degli anni '90 sono state riconvertite, in seguito ad opere di restauro, in strutture ricettive quali agriturismi, Bed and Breakfast e ristoranti.

Elenco delle masserie presenti nel territorio comunale.

 

Casa del Monaco
Casina Vitale
Masseria Abate Amato
Masseria Abate Nicola Piccolo
Masseria Abate Nicola Grande
Masseria Alfieri
Masseria Angelo di Maglie
Masseria Barone
Masseria Beneficio
Masseria Cappella vecchia
Masseria Casamassima
Masseria Castelluzzo
Masseria Circiello
Masseria Coccia Coccia
Masseria Donno Santo
Masseria Epifani
Masseria Facciasquata
Masseria Falascuso
Masseria Fedele Grande
Masseria Gaetano Oliva
Masseria Galante
Masseria Genovese
Masseria Iazzo
Masseria La Marina Vecchia
Masseria La Selva
Masseria Lamia Nuova

 

Masseria Le Croci
Masseria Madonna della Grotta
Masseria Madonna Piccola
Masseria Marangi
Masseria Menzella
Masseria Montecalvo
Masseria Montecchie
Masseria Montedoro
Masseria Montefocaro
Masseria Monte Marcuccio
Masseria Palazzo
Masseria Palagogna
Masseria Petrelli
Masseria Pisciacalze
Masseria Recupero
Masseria S. Anna
Masseria S. Pietro
Masseria Sardella
Masseria Sciotta
Masseria Scuole Pie
Masseria Selvaggi
Masseria Sumarano
Masseria Taglialascia
Masseria Tagliente
Masseria Tarturiello
Masseria Turco

 


Masseria Casina Vitale

Masseria Casina Vitale
Masseria Casina Vitale

La Masseria Casina Vitale sorge in un angolo assolato del paesaggio pugliese,  tra valle d' Itria e Salento a pochi passi dalle spiagge del mare Adriatico e Mar Ionio.

Un’ampia distesa di verde, maestose piante secolari di querce ed ulivi, vegetazione aromatica spontanea e antichi muri di pietra fanno da sfondo alla struttura risalente all’Ottocento ed espressione della nostra civiltà contadina. Oggi è un resort.

 

Monumenti e luoghi d'interesse

Ceglie Messapica presenta sul suo territorio architetture che testimoniano la sua importanza storica e culturale. Di seguito una galleria fotografica con i luoghi di maggiore interesse.

 

Scheda tecnica

 

Provincia
Brindisi
Sindaco Luigi Caroli (lista civica) dal 13.04.2010
Altitudine

305 m s.l.m.

Superficie

130,31 km²

Popolazione residente 20.243 (dato ISTAT al 01.01.2015)
Densità 155,34 ab./km²
Estensione comunale 130 km²
Frazioni, Marine, Località
-
Codice postale

72013

Prefisso telefonico

0831

Targa

BR

Denominazione abitanti

Cegliesi

Santo patrono
Sant’Antonio da Padova
Festa patronale

13 giugno

Mercato settimanale

Sabato

 

Sito Istituzionale

 

Meteo

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