Erchie

Erchie - Piazza
Erchie - Piazza


Erchie (Erchi in dialetto salentino) è un comune italiano di 8.989 abitanti della provincia di Brindisi.

La cittadina è situata nel Salento centro-settentrionale. Il comune di Erchie è situato nel Salento in una posizione particolare, è al confine delle tre province salentine di Brindisi, di Taranto e di Lecce nel cuore culturale di tale subregione. Ciò si evince soprattutto dal dialetto peculiare del comune, a tratti simile al leccese, con una forte impronta brindisina.

 

Territorio

Posizione del comune di Erchie nella provincia di Brindisi
Posizione del comune di Erchie nella provincia di Brindisi

Erchie è collocato su una pianura dell'entroterra brindisino, a 68 metri sul livello del mare.

 

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Cenni storici

Le origini del nome

Secondo alcuni studiosi le origini di Erchie si fanno risalire ai Messapi che, avendo scelto come loro stanziamento principale la vicina Oria, vollero creare un centro dedicato al culto dei loro Dei, al posto dei preesistenti Japigi.

Fu così che, intorno ai secoli VI e V a.C., i Messapi dettero il nome di Herculea al sito dove ora sorge Erchie. Questa è l'origine più verosimile del toponimo, avallata peraltro dallo storico salentino Marciano, che scrisse nel primo Seicento la storia della Terra d'Otranto.

 

Emblema dello stemma

Stemma di Erchie
Stemma di Erchie

Lo stemma di Erchie ha lo sfondo celeste ed è diviso in due sezioni verticali. Nella parte sinistra è rappresentato Ercole che abbraccia due pezzi di una colonna spezzata e in quella di destra un calice chiuso da una teca recante due occhi umani.

 

Le origini e la storia

Erchie, il cui territorio ha restituito reperti risalenti al neolitico, potrebbe essere stata un centro religioso, legato ad un luogo di culto del dio Ercole, dal quale avrebbe ripreso il nome di Hercolanum (o Heracle). Dopo la conquista romana, perse d'importanza per la vicinanza di Mandurium (Manduria) e soprattutto di Tarentum (Taranto). Nel I secolo d.C. compare con il nome di Hercle.

Verso il X secolo alcuni monaci basiliani crearono il santuario di Santa Lucia su un antico luogo di culto messapico sito in una grotta. Ai monaci basiliani si deve inoltre l'introduzione del culto di Santa Irene, oggi patrona della città.

Tra il XIII e il XIV secolo la sua popolazione continua a diminuire: nel 1377 sono attestati una ventina di abitanti e più che un centro abitato si può parlare di un casale rurale. Il toponimo nel frattempo si è andato modificando da Hercle a Herchie.

Il ripopolamento del borgo iniziò nel XVI secolo con l'arrivo di albanesi che fuggivano dai turchi, ma solo dopo il Seicento il numero degli abitanti crebbe in modo più consistente.

Passò come feudo dai Montefuscoli, che ricostruirono il centro dopo le incursioni saracene, ai Mairo, ai Bonifacio, agli Albrizzi e ai Laviano che nel XVIII secolo fecero costruire il palazzo ducale. Nel 1754 la popolazione contava poco meno di mille abitanti, dei quali 233 sparsi sul territorio rurale (foresi). Oggi la popolazione è di circa 9000 abitanti.

 

Personaggi illustri

Carlo Pinto (Erchie, 1560 - 1602) è un letterato e teologo.

Carmelo Monetta (Erchie, 1756 - 1816) è un medico e filosofo.

Pietro Tatulli (Erchie, 1785 - 1861) è un musicista e poeta; maestro di filosofia, teologia e lettere.

Emmanuele Tatulli (Erchie, 1787 - 1847) è un forbito oratore e maestro di filosofia, teologia e lettere.

Quintino Maggiore (Erchie, 1895 - 1945) è un capitano, comandante di compagnia. E’ forse l'unico che si è dedicato alla ricerca delle origini di Erchie.

Giuseppe Cionfoli (Erchie, 19 ottobre 1952) è un cantautore e musicista.

Alfredo Nigro (Erchie, 1975) è un cantante d'opera.

Archimede Morleo (Mesagne, 26 settembre 1983) è un calciatore. Ha vissuto molti anni ad Erchie.

Domenico Nicolì (Erchie) è un musicista.

 

Feste e tradizioni locali

FESTE PATRONALI
Festa di S. Giuseppe
19 marzo
In questo giorno si imbandisce una tavolata, "la mattra", costituita per lo più da piatti (nove o tredici) tipici ercolani: "tria" (tagliatelle) condita con olio fritto e pane grattugiato, tria con miele, "ampasciuni" (mascari) fritti ed al sugo, baccalà e pesce fritto, cavolfiori fritti.

Questa manifestazione, che attualmente riveste un carattere votivo, era la normale dieta dei progenitori. Caratteristica saliente di questo giorno è quella di offrire ai convenuti, in segno di pace, "l'uccellino"; il piatto in questione è fatto semplicemente con farina ed acqua, senza lievito e, nei giorni in cui stava per abbattersi sul paese un temporale, era usanza sbriciolarlo e distribuirlo ai quattro venti, per allontanare l'evento calamitoso.

Nel dialetto locale, la parola MATTRA indica una specie di cassa di legno di forma rettangolare dove si impasta la farina per preparare il pane. Nella festa essa diviene simbolo di prosperità ed abbondanza.

Il giorno di S. Giuseppe le mattre vengono disposte in piazza e lungo le strade che circondano il Santuario di Santa Lucia, dove si custodisce la statua del Santo. Su di esse vengono disposte le diverse pietanze, in numero di nove secondo alcuni e in numero di tredici a parere di altri. Un tempo il pranzo veniva offerto, per devozione al Santo, dai benestanti del paese e consumato dai più poveri; oggi vi provvedono centinaia di devoti e volontari che hanno a cuore il perpetrarsi della tradizione.

Nella Mattra, secondo la più antica tradizione, fanno bella mostra i cibi di S.Giuseppe che era "spilusu" e, quindi, accettava di buon grado offerte varie e di sapore diverso. Il piatto fondamentale è la TRIA; sempre della tradizione sono le fritture di pesce, cavolfiori, "ampasciuni" e baccalà. La pasta col miele, infine, per lo più bucatini, chiude l'elenco dei piatti tipici e, probabilmente, sostituiva i dolci (zeppole) e la frutta, rigorosamente secca: noci, mandorle , noccioline.

A mezzogiorno in punto, la statua di S. Giuseppe esce in processione preceduta dai "fratelli" dell'Arciconfraternita dell'Immacolata e dal parroco che provvede, durante il percorso, a benedire, una alla volta, le diverse mattre. Al termine della processione, uno o più spari segnano l'inizio del pranzo. Oggi l'assalto alle mattre avviene in forme civili; nei tempi passati, invece, bisognava conquistarsi lo spazio necessario a gomitate.

Riti della Settimana Santa
Pasqua
Rappresentazione della Passione e morte di Gesù, effettuata dalla Confraternita di S. Nicola, il Venerdì Santo.

Festa di Santa Lucia
Secondo giovedì dopo Pasqua
Santa protettrice del paese, si festeggia con rito civile e religioso. Oltre al 13 dicembre, giorno in cui ricorre la memoria liturgica secondo il calendario romano, in Erchie si è soliti celebrare la festa civile il secondo giovedì dopo Pasqua di ogni anno: questa usanza deriva da un'antica tradizione cristiana secondo cui le memorie dei santi martiri erano venerate particolarmente nel tempo pasquale, periodo in cui la Chiesa celebra la vittoria di Cristo sulla morte. Oggi questa ricorrenza è accompagnata dalla fiera, denominata appunto "Fiera di S. Lucia" che dura dai tre ai cinque giorni.

Festa Sant'Irene
5 giugno
Santa Irene, santa patrona del comune di Erchie, viene festeggiata ogni anno il 5 giugno.

Il suo culto in Erchie risale al 1700. Narra la leggenda che nel 1897, alle 3 pomeridiane, si abbattè su Oria un violento ciclone che, oltre a devastare gran parte del paese, procurò 70 morti e 400 feriti. Alla stessa ora, un contadino ercolano si stava recando in campagna; ad un tratto il cielo divenne minaccioso in quanto il ciclone che aveva colpito Oria si apprestava a devastare anche Erchie. All'improvviso il contadino vide Santa Irene che, circondata da nuvole e con le braccia aperte, fermava il ciclone ricacciandolo lontano da Erchie e impedendo così un sicuro disastro.

FIERE
Festa della puccia
Giugno

Fiera di S. Lucia
13 dicembre
Natale, tempo di regali e di magia. Proprio questa è, infatti, l’atmosfera che per due giorni si respira nel piccolo comune di Erchie in occasione della fiera di Santa Lucia. Tra le più disparate le merci in esposizione e vendita: dagli utensili per la campagna ai prodotti tipici artigianali, da varia oggettistica per confezionare regali ai tradizionali pupi da presepe; non mancano anche animali e lucine natalizie. E infine tanti dolci e specialità tipiche della cucina pugliese.

SAGRA
Festa della Puccia
Giugno
Sagra enogastronomica. Stand di prodotti tipici da forno.

La Pettolata
Domenica prima di Natale

EVENTI
Manifestazioni Teatrali
Gennaio
Commedie in vernacolo.

Manifestazioni Musicali
21 Marzo
Concerto di primavera.

MERCATO INFRASETTIMANALE
Il sabato.

 

Monumenti e luoghi d'interesse

Erchie presenta sul suo territorio architetture che testimoniano la sua importanza storica e culturale. Di seguito una galleria fotografica con i luoghi di maggiore interesse.

 

Scheda tecnica

 

Provincia
Brindisi
Sindaco

Giuseppe Antonio Salvatore Margheriti

(lista civica) dal 01.06.2015

Altitudine

68 m s.l.m.

Superficie

44 km²

Popolazione residente

8.900 (dato ISTAT al 01.01.2015)

Densità 202,27 ab./km²
Estensione comunale 44 km²
Frazioni, Marine, Località
-
Codice postale

72020

Prefisso telefonico

0831

Targa

BR

Denominazione abitanti

Ercolani

Santo patrono
Sant’Irene
Festa patronale

5 giugno

Mercato settimanale

Sabato

 

Sito Istituzionale

 

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