Oria

Oria - Piazza Manfredi
Oria - Piazza Manfredi


Oria (Uria in latino, Urbius nella Tavola Peutingeriana, אוריה in ebraico, أوريا in arabo) è un comune italiano di 15.437 abitanti della provincia di Brindisi.

Situata in territorio collinare nel Salento settentrionale al confine con la Murgia, ha ricevuto il titolo di città nel 1951. Importante centro messapico e successivamente romano, la città è nota nel Medioevo per la sua comunità ebraica. Dalla fine del XVI secolo è sede dell'omonima diocesi.

 

Frazioni: Case Grandi, Chiani, Palombara, Preti, Salinelle, San Cosimo, Spilonci.

 

Territorio

Posizione del comune di Oria nella provincia di Brindisi
Posizione del comune di Oria nella provincia di Brindisi

Oria è collocata sulle più elevate alture di un cordone collinare di antiche dune fossili nel nord Salento, che le conferiscono una posizione dominante sulla circostante pianura salentina.

L'altezza massima con 166 metri s.l.m., è raggiunta dal Colle del Vaglio, sulla cui sommità è costruito il castello.

 

Non lontana dal percorso dell'antica via Appia tra Brindisi e Taranto, Oria dista 35 km da Taranto, 32 km da Brindisi e 45 km da Lecce.

 

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I Rioni

Rione Castello

Rione Castello
Rione Castello

Questo rione deve il suo nome alla presenza, nel suo territorio e sul colle più alto della città, dell'imponente maniero federiciano. I colori che lo distinguono sono il rosso e l'azzurro e lo stemma è costituito da una torre rossa sormontata da una corona dello stesso colore su campo azzurro.

Il territorio comprende gran parte del centro storico ma, recentemente, è stato allargato anche ad alcune zone limitrofe per scongiurare l'inevitabile chiusura nel borgo antico. L'espansione urbanistica ne avrebbe, di fatto, limitato per sempre i confini.

Nel corso dell'anno questo rione organizza diverse manifestazioni culturali e turistiche.

 

Rione Judea

Rione Judea
Rione Judea

Questo rione deve il suo nome alla presenza, nel suo territorio, di una fiorente colonia di Ebrei, volgarmente detti Giudei.

 

I colori che lo distinguono sono il bianco e il celeste e lo stemma è costituito dal candelabro ebraico a sette bracci su bande trasversali bianche e celesti. Dal 1985 il rione è gemellato con la contrada San Martino di Faenza che ha gli stessi colori.

Nel corso dell'anno organizza la tradizionale Sagra della Salsiccia e la relativa Fiera.

 

Rione Lama

Rione Lama
Rione Lama

Questo rione deve il suo nome al fatto che in, parte, è situato sulla "Lama", la pianura verso la quale confluivano le acque defluenti dal colle del castello. I colori che lo distinguono sono il verde e il giallo-oro. Lo stemma è diviso trasversalmente in due bande: in una compare un albero di arancio verde su campo giallo-oro, nell'altra un pozzo giallo-oro su campo verde.

Si tratta di simboli che richiamano il passaggio sul territorio di San Francesco d'Assisi. Nel giardino attiguo alla parrocchia, che porta il nome del Santo, esiste ancora l'albero che, secondo la tradizione, fu messo a dimora proprio dal Poverello di Assisi che, nello stesso luogo, volle anche scavare un pozzo.

Nel corso dell'anno questo rione organizza diverse manifestazioni come la Pettolata e la Pedalata.

 

Rione San Basilio

Rione San Basilio
Rione San Basilio

Questo rione deve il suo nome alla presenza, nel suo territorio, del Colle San Basilio. Il Santo, fondatore del più antico ordine monastico - quello dei basiliani - si stabilì ad Oria, fondando un cenobio che divenne il centro della chiesa oritana di rito greco.

I colori che lo distinguono sono il giallo-oro e il nero. Lo stemma è costituito da una croce greca con stelle agli angoli di colore giallo-oro su campo nero.

Nel corso dell'anno questo rione organizza diverse manifestazioni culturali tra le quali spicca la festa Oro e Argento (celebrazione delle coppie che festeggiano 25 e 50 anni di matrimonio).

 

Cenni storici

Le origini del nome

Ci sono svariate ipotesi sull’origine del toponimo di Oria. Tutti gli storici però sono concordi nel dichiarare che il nome ha subìto svariati cambiamenti nell’arco dei secoli: il nome originale è stato Hyria, poi Orra, dopo Ouria, successivamente Uria e, dopo ulteriori cambiamenti, Orea ed infine Oria. Pare che la città sia stata fondata da un gruppo di cretesi naufragati sulle coste ioniche a seguito di una tempesta e trasferitisi poi nell’entroterra.

 

Emblema dello stemma

Stemma di Oria
Stemma di Oria

Lo stemma di Oria raffigura un castello con tre torri situato sopra una collina e sostenuto da due leoni rampanti (uno sul lato sinistro e l’altro su quello destro), entrambi con una corona dorata sul capo. Dalla torre centrale sguiscia un serpente nero, pronto a difendersi dall’attacco di una cicogna in volo.

 

Le origini e la storia

Oria come appariva nel 1642
Oria come appariva nel 1642

 

La fondazione di Oria, secondo Erodoto, avvenne quando un gruppo di cretesi naufragò lungo le coste salentine non lontano da Oria.

 

I cretesi scelsero il colle più alto per iniziare la costruzione della città in quanto da lì potevano ben controllare tutto il territorio circostante. Diedero a tale città il nome Hyria.

Durante l'VIII secolo a.C. Oria comincia la sua evoluzione da abitato "sparso" a città vera e propria: infatti abbiamo una concentrazione probabilmente di capanne sul colle più alto della città. Oria divenne la capitale politica della confederazione messapica, intessendo rapporti sia con centri della Messapia che con città magno-greche. Di particolare interessa risulta il rapporto con la vicina e potente città di Taranto, con la quale il rapporto non era certo dei più pacifici, anche se vi erano periodi di floridi scambi culturali e commerciali. La rivalità dei Messapi con Taranto giunse all'apice nel 473 a.C. quando i Tarantini, uniti ai Reggini si scontrarono con i Messapi. Tale forte conflitto fini con l'indebolire sia i Messapi che i Tarantini. Nel 272 a.C. Taranto e di lì a poco i Messapi finirono nella sfera d'influenza di Roma; Oria non perse però la sua importanza. Nel 88 a.C. divenne municipio romano.

 

Stele funeraria ebraica presso la biblioteca comunale di Oria
Stele funeraria ebraica presso la biblioteca comunale di Oria

Tra VIII e X secolo, la città di Oria raggiunge il suo massimo splendore culturale. Il suo prestigio è dovuto alle scuole della sua comunità ebraica. Tra i più noti maestri di Oria Amittai, il nipote Amittai ben Shefatiah e il medico Shabbetai Donnolo. Donnolo, grazie al suo sapere e alla sua perizia non comune, anticipa l'archiatra, figura tipica del basso Medioevo. Amittai, Shefatiah, Amittai ben Shefatiah, Shabbatai ben Abraham Donnolo e Ahimaaz ben Paltiel hanno prodotto una cospicua mole di fonti utili alla ricostruzione del pensiero mistico, della filosofia e della mentalità ebraica tra IX e X secolo.

Le fonti di natura ecclesiastica sono poco affidabili, e frutto di evidenti quanto grossolani falsi storici.

In seguito la città fu un territorio di transizione tra Bizantini e Longobardi nei pressi del centro abitato città doveva trovarsi il cosiddetto limitone dei greci; una sorta di confine tra territori longobardi e bizantini. Nel corso del IX-X secolo fu spesso bersaglio dei Saraceni, che saccheggiarono e distrussero più volte la città. L'imperatore Ludovico II nel 867 si recò in Oria per liberarla dai saraceni; ma gli attacchi non cessarono. Nel 924 i saraceni misero a ferro e fuoco la città e ci furono numerose vittime.

Nell'XI secolo si assiste all'ascesa dei Normanni: nel 1062 fu conquistata da Unfredo d'Altavilla. Federico II espropria e amplia a partire 1225 la fortificazione normanna, stabilendo l'obbligo per nobili, possidenti, ecclesiastici e comunità sia urbane che rurali di contribuire alla manutenzione del castello di Oria. La città si ribellò a Manfredi, subì l'ennesimo assedio ma ne fu presto liberata grazie anche all'eroico Tommaso d'Oria. Sotto il dominio degli Angioini, Oria subì un nuovo assedio, nel 1433 venne saccheggiata dal condottiero Giacomo Caldora. Divenne poi feudo degli Orsini Del Balzo.

 

Ritratto dell'umanista Giovanni Bernardino Bonifacio Duca di Oria
Ritratto dell'umanista Giovanni Bernardino Bonifacio Duca di Oria

Alle soglie del 1500 Oria dovette subire nuovi assedi; celebre l'aspra resistenza contro gli spagnoli che assediavano la città, salvata secondo la leggenda dal patrono san Barsanofio e dal valore di tutti i cittadini. Da questo momento in poi la città fu infeudata a diverse famiglie: nel 1572 san Carlo Borromeo alienò il feudo al vescovo di Cassano; per poi passare agli Imperiali di origine genovese. Dopo il XVI secolo comincia anche un lento declino dell'antica città, soprattutto a causa dello sviluppo del borgo di Francavilla Fontana. Nel corso del Settecento a cura di Michele Imperiali vengono restaurati alcuni monumenti della città, tra cui Porta Manfredi.

Nella seconda metà dell'Ottocento, nonostante la propaganda post-unitaria, non mancarono a Oria voci contrastanti l'unità: per citare solo un esempio negli atti di polizia contro associazioni e atti contro lo Stato, figurano parole oltraggianti la persona del re in casa di Luigi Lombardi. Vi sono anche altri atti di presunte riunioni sovversive in cui parteciparono cittadini oritani e dei paesi limitrofi. Il 21 settembre del 1897, la città venne investita da un potente ciclone che danneggiò gran parte dei monumenti antichi.

Durante le guerre mondiali il comune ha versato il suo contributo alla Patria: furono molti infatti gli oritani morti combattendo.

 

Personaggi illustri

Teodosio (Oria, 14 agosto 814 – Oria, verso la fine del IX secolo) è un vescovo cattolico.

Zevadyah (Oria, IX secolo – Venosa, IX secolo) è un poeta ebreo.

Amittai ben Shefatiah (Oria, 850/860 – Oria, 920/930) è un poeta ebreo.

Gaideris, detto anche Gaiderisio, Waifer, Waifar, Guaifer o Gaudieri (muore a Benevento dopo l’anno 885) è un principe longobardo di Benevento e protospatario bizantino governatore di Oria.

Shabbetai ben Abraham Donnolo, noto anche come Donnolo da Oria (Oria, 913 – 982) è un medico, farmacologo e astronomo, eminente rappresentante della cultura ebraica dell'alto medioevo.

Ahimaaz ben Paltiel (Capua, 1017 – Capua, 1054/1060) è uno storico ebreo, noto per aver scritto un libro di genealogia. Discende da un’antica e ricca famiglia ebraica della città di Oria.

Quinto Mario Corrado (Oria, 1508 – Oria, 1575) è un umanista.

Giovanni Bernardino Bonifacio (Napoli, 10 aprile 1517 – Danzica, 24 marzo 1597) è un letterato umanista e duca di Oria.

Domenico Tommaso Albanese (Oria, agosto 1638 – Oria, 29 gennaio 1685) è un medico, storico ed umanista.

Giovanni Battista Labanchi (Maratea, 12 febbraio 1677 – Mesagne, 23 luglio 1746) è vescovo di Oria dal 1720 al 1745.

Michele Imperiali Junior (Napoli, 7 luglio 1719 – Napoli, 10 febbraio 1782) è un nobile, appartenente alla famiglia degli Imperiali. Gli sono stati attribuiti i titoli di IV principe di Francavilla e di VII marchese di Oria.

Francesco Milizia (Oria, 1725 – Roma, 1798) è un teorico dell'architettura, storico e critico d'arte e teorico del Neoclassicismo.

Alessandro Maria Kalefati, detto anche Calefati (Bari, 25 giugno 1726 – Oria, 30 dicembre 1793) è un vescovo cattolico, archeologo, storico, linguista e teologo.

Gaspare Messerquà Papatodero (Lukoviz, 30 dicembre 1732 – Oria, 1802) è un prete. Si dedica per tutta la vita all'insegnamento di retorica, filosofia, diritto, teologia e morale.

Vincenzo Corrado (Oria, 18 gennaio 1736 – Napoli, 11 novembre 1836) è un cuoco, filosofo e letterato.

Quinto Mario Corrado Juniore (Oria, 4 dicembre 1747 – Oria, 28 agosto 1801) è un letterato, poeta, scrittore e insegnante di teologia e di diritto canonico.

Francesco Saverio Scarciglia (Oria, 5 Febbraio 1764 – Oria, 1 Novembre 1840) è un prete e insegnante di filosofia e matematica.

Giuseppe Renato Lombardi (Oria, 10 agosto1773 - 16 luglio 1863) è uno scrittore, docente, archeologo e numismatico.

San Giustino de Jacobis (San Fele, 9 ottobre 1800 – Eidale, 31 luglio 1860) è un missionario lazzarista, che trascorre un certo tempo nella cura delle anime ad Oria.

Francesco Giuseppe De Pace (Nardò, 5 marzo 1801 – Oria, 13 novembre 1873) è un sacerdote.

Vincenzo De Angelis (Oria, 19 luglio 1809 – Oria, 13 febbraio 1893) è un professore di lettere italiane e latine.

Camillo Monaco (Oria, 23 febbraio 1819 – Oria, 10 febbraio 1896) è un patriota risorgimentale.

Barsanofio Pasquale Marsella (Oria, 20 agosto 1880 – Roma, 1973) è uno storico e presbitero.

Luigi Corrado (Oria, 1890 - Roma, 1982) è un militare del Regio Esercito, capitano dei bersaglieri.

Salvatore De Giorgi (Vernole, 6 settembre 1930) è un cardinale e arcivescovo cattolico. Il 29 novembre 1975 viene nominato vescovo coadiutore di Oria.

Vincenzo Pisanello (Galatina, 3 maggio 1959) è l’attuale vescovo di Oria.

 

Feste e tradizioni locali

FESTE PATRONALI
Rievocazione della Passione di Cristo nel Borgo Antico
Aprile
I luoghi, scelti nel centro storico, ben si prestano per le scenografie, organizzate in quattro scene e concepite in modo da offrire al pubblico la possibilità, mentre segue la rievocazione religiosa, di ammirare i vari monumenti "incastonati" nel caratteristico borgo medievale; i colori delle luci, gli effetti sonori, le musiche, i costumi, la scenografia e la drammatizzazione che si fondono e si intrecciano nei caratteristici luoghi del centro storico, divenuti per l'occasione palcoscenico naturale, offrono al pubblico delle suggestive emozioni. La rappresentazione, curata in tutti i suoi aspetti dallo stesso "Gruppo di Promozione Umana" è organizzata dal 1995 e si tiene ogni anno il giorno della Domenica delle Palme.

Oltre 200 personaggi prendono parte alla rievocazione, dove si possono ammirare i caratteristici costumi e gli allestimenti scenografici riprodotti fedelmente, a seguito di uno studio particolare sugli usi e costumi nella Palestina ai tempi di Gesù. Il testo, scritto ed elaborato da una equipe del gruppo, a seguito di ricerche e studi su testi della tradizione locale e su vari testi sacri, si attiene, comunque, agli episodi della Passione di Gesù Cristo narrata nei Vangeli.

Pasquetta ad Oria
Aprile
Il giorno di Pasquetta Oria apre le sue porte e i suoi monumenti a tutti i turisti che vorranno passare un'indimenticabile giornata, immersi in un’atmosfera di arte, cultura, storie e leggende. Attraverso il centro storico, ricostruito sull’antico quartiere ebraico, si scorgono le mura e le Torri del Castello Svevo, mentre si raggiunge la maestosa Basilica Cattedrale. Per l’occasione, i volontari della Cooperativa Nuova Hyria, con il patrocinio del Comune di Oria, Assessorato al turismo e alla Cultura, hanno organizzato le Visite Guidate ai Tesori della Basilica. Dalle Statue, le Reliquie e gli Argenti dei Santi Medici Cosma e Damiano, agli Ipogei, antichi cimiteri sotterranei, oggi depositi e custodi di storie millenarie. La visita continua con la “Mostra degli Antichi Reliquari”, per la prima volta visibili ed esposti e la Cripta dell’Arciconfraternita della Morte (o delle Mummie). L’Oratorio del XVII sec. ospita le bellissime statue della Passione e, l’antica Cripta del XV sec., i cadaveri disidratati dei membri dell’Arciconfraternita, che faranno rivivere l’impresa di Otranto del 1481 e il rito della mummificazione. L’affascinante visita alla città si completa con una passeggiata al Santuario di San Cosimo alla Macchia, poco distante da Oria, dove il Museo Etnografico Regionale Pugliese (Museo della Civiltà Contadina Pugliese) con 3 ampi saloni dedicati al Mondo Contadino ,alla Vita Sociale ed ai Mestieri Scomparsi si fa ammirare come tra i più grandi d’Italia con i suoi oltre 5000 pezzi. Con Foto, Arredi, ricostruzioni di ambienti ed una vasta collezione di giornali e riviste d’epoca, offre un ritratto fedele di storia passata e vissuta: la cultura contadina ed artigiana degli ultimi due secoli. Una vastissima collezione di conchiglie, di farfalle, di insetti e di reperti provenienti dall’Amazzonia, completano la collezione, testimone di un mondo ed un paesaggio naturale ormai estinto. Tra le ultime curiosità, reperti e oggetti di tortura dell’Inquisizione con le “Maschere della Vergogna”, una Berlina e una Ghigliottina usata nel 1800 a Lecce e Catanzaro e rari oggetti di detenzione, come la “Palla al piede” e le manette.

SAGRE
Sagra dell'uva
Settembre

Sagra della Sazizza
Settembre
E' accompagnata sempre dall'ottimo vino locale. Contemporaneamente, nella zona del rione, si svolge anche una ricca fiera.

EVENTI
Carnevale di Oria
Febbraio
Manifestazioni carnevalesche con concorsi e sfilate.

Estate Oriana
Luglio
Visite guidate per i turisti, spettacoli, mostre, concerti e rievocazioni storiche negli angoli più suggestivi. Degustazioni di piatti tipici nel centro storico con concorso nazionale gastronomico dedicato al cuoco oritano del settecento Vincenzo Corrado.

Corteo Storico di Federico II
Agosto
La manifestazione trae origine dal bando emanato da Federico II nel 1225 per "sollazzare" gli abitanti della "fedelissima cittade d'Orea" in attesa delle nozze con la promessa sposa Isabella di Brienne, che avvennero nel novembre dello stesso anno nella cattedrale di Brindisi.

Il Corteo Storico di Oria rappresenta la più importante rievocazione medievale del periodo fridericiano che si svolga oggi in Italia. Oltre quattrocento figuranti in costume d'epoca sfilano lungo le principali vie della cittadina, fastosamente addobbate con i vessilli colorati dei quattro rioni.

Lo sfarzo dell'epoca fridericiana viene rappresentato fedelmente attraverso movenze e portamenti di nobili, dame, cavalieri, giullari, uomini di corte, paggi e armigeri. Uno spettacolo stupendo di colori e musiche, sensazioni e atmosfere che è davvero unico per la ricercata meticolosità nei particolari.

Il Corteo Storico si conclude nella suggestiva Piazza Manfredi, dove l'araldo legge il bando emanato da Federico II nel 1225 per bandire il Torneamento tra i quattro rioni della Cittade.

E' lo stesso Imperatore, a conclusione di una suggestiva cerimonia con danze e musiche medievali ed una coreografia particolarmente suggestiva con mangiatori di fuoco e giocolieri, a presentare a cortigiani e contradaioli l'ambito Palio, il sogno inseguito per tutto l'anno dai quattro rioni.

Festa della Bandiera
Agosto
Grazie al "Corteo Storico di Federico II - Torneo dei Rioni" sono nati, ad Oria, ben quattro gruppi di sbandieratori le cui esibizioni vengono richieste in Italia e all'estero. Tutti i gruppi si sono distinti per le loro eccellenti prestazioni e piazzamenti in tutte le competizioni alle quali hanno partecipato. Si svolgono ad Oria anche i campionati nazionali della Federazione Italiana Sbandieratori e, dal 1980, i gruppi locali danno vita alla tradizionale "Festa della Bandiera".

Il Torneo dei Rioni
Agosto
Trae origine dal bando che l'Imperatore Federico II volle emanare nel 1225, durante un periodo di permanenza ad Oria.

Atleti e cavalieri appartenenti ai quattro rioni si sfidano nelle durissime prove di stampo medievale valide per l'assegnazione dell'ambito "Palio".

Uno spettacolo stupendo di colori e sensazioni che si avvale dell'alto patrocinio della Presidenza della Repubblica e che da qualche anno è abbinato ad una delle lotterie nazionali, grazie anche al gemellaggio con le città federiciane di Jesi e Palermo.

Un appuntamento da non perdere che si ripete ogni anno - dal 1967, nel secondo fine settimana di agosto - per rivivere una delle pagine più affascinanti e misteriose della storia pugliese.

LEGGENDE
La Leggenda di Oria fumosa
Al periodo di costruzione del castello (1225-1233) o a quello ancora più antico della costruzione delle mura che circondavano la città, si deve la famosa leggenda di "Oria fumosa".

La città, agli occhi di chi giunge dai centri limitrofi, appare spesso avvolta da una leggera nebbiolina che rende il suo paesaggio quasi fiabesco. Intorno a questo fenomeno naturale, si è sempre sbizzarrita la fantasia popolare, dando vita alla leggenda. Una versione romantica esalta l'eroismo di una fanciulla che si trafisse il seno o si gettò da una delle torri del castello per sfuggire ai desideri del castellano.

Secondo la tradizione popolare, fu una madre disperata - alla quale fu strappata la figlia, immolata per bagnare con il suo sangue (così come avevano consigliato gli oracoli) le mura del castello o della città ed evitare così che crollassero - ad imprecare contro il territorio: "Possa tu fumare Oria, come fuma il mio cuore esasperato", urlò a squarciagola la povera donna.

Nacque così la leggenda che ancora oggi gli anziani ricordano con una struggente nenia: "A Oria fumosa 'ccitera 'nna carosa, tant'era picciredda, ca si la mintera 'mposcia" (Ad Oria fumosa, uccisero una bambina così piccola che potevano metterla in una tasca).

Una leggenda, unita ad un fenomeno atmosferico legato alla posizione della città, che ha contribuito a rendere famosa questa terra in tutto il Mezzogiorno dove l'antica nenia è conosciuta.


Leggenda ebraica

Le più antiche leggende della città sono narrate dalla letteratura giudaica e sono collegate ai sapienti ebrei di Oria: una narra del golem di Oria, un bambino ebreo resuscitato nel IX secolo. Un'altra leggenda ebraica è relativa a due Se'Irim sconfitte da un sapiente ebreo di Oria. Entrambe sono narrate dal cronista Ahimaaz ben Paltiel.

MERCATO INFRASETTIMANALE
Il mercoledì.

 

Monumenti e luoghi d'interesse

La Città di Oria presenta sul suo territorio architetture che testimoniano la sua importanza storica e culturale. Di seguito una galleria fotografica con i luoghi di maggiore interesse.

 

Scheda tecnica

 

Provincia
Brindisi
Sindaco

Pasqua Erminia Cicoria

(Commissario Straordinario) dal 20.10.2014

Altitudine

166 m s.l.m.

Superficie

83 km²

Popolazione residente

15.409 (dato ISTAT al 01.01.2014)

Densità 185,65 ab./km²
Estensione comunale 83 km²
Frazioni, Marine, Località

Case Grandi, Chiani, Palombara,

Preti, Salinelle, San Cosimo, Spilonci

Codice postale

72024

Prefisso telefonico

0831

Targa

BR

Denominazione abitanti

Oritani

Santo patrono San Bernasofio
Festa patronale

30 agosto

Mercato settimanale

Mercoledì

 

Sito Istituzionale

 

Meteo

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