Ostuni

Ostuni - Panorama
Ostuni - Panorama


Ostuni (IPA: [osˈtuni]) è un comune italiano di 32.182 abitanti della provincia di Brindisi.

Detta anche Città Bianca, per via del suo caratteristico centro storico che un tempo era interamente dipinto con calce bianca, oggi solo parzialmente. Il suo territorio è parte integrante della Valle d'Itria e della Murgia meridionale, al confine con il Salento.

Rinomato centro turistico, dal 2008 al 2013 ha ricevuto la Bandiera Blu e le cinque vele di Legambiente per la pulizia delle acque della sua costa e per la qualità dei servizi offerti, divenendo la città con il mare più pulito d'Italia. Nel 2005, inoltre, la Regione Puglia ha riconosciuto il comune come "località turistica".

Frazioni: Villanova, Pilone, Rosa Marina, Lamaforca.

 

Territorio

Posizione del comune di Ostuni nella provincia di Brindisi
Posizione del comune di Ostuni nella provincia di Brindisi

Ostuni sorge su tre colli ad un'altezza di 218 metri s.l.m.. È situato a 8 km dalla costa adriatica nell'Altosalento. La Murgia, sulle cui propaggini sud orientali si trova la città, è una zona carsica costituita essenzialmente da calcari cretacei. È perciò una zona piuttosto arida e priva di corsi d'acqua: al loro posto le cosiddette "lame", letti torrentizi a carattere stagionale, dai solchi poco profondi e dalle pareti ripide. Altra caratteristica geologica del territorio sono le "gravine", dei burroni carsici.

Le attività economiche più importanti sono il turismo e l'agricoltura (soprattutto ulivi e viti). Importanti e numerose le presenze di strutture dette "masserie", ovvero antiche fattorie fortificate presenti sia nella selva ostunese che nella marina, dove si svolgeva l'attività agricola dei grossi proprietari terrieri e che oggi sono diventate alberghi di lusso.

 

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Cenni storici

Le origini del nome

Poco si sa sull’origine del toponimo di Ostuni. Alcuni storici sostengono che derivi dall'eroe Sturnoi, compagno di Diomede, che dopo la Guerra di Troia l'avrebbe fondata; successivamente i Romani chiamarono la città Sturninum. Secondo il parere di altri studiosi, invece, il termine potrebbe derivare dal greco Astu Neon, dove astu significa “cittadella fortificata” e neon “nuova”.

 

Emblema dello stemma

Stemma di Ostuni
Stemma di Ostuni

Lo stemma di Ostuni raffigura tre torri situate su tre monti, aventi lo stesso colore e con finestre nere. La torre centrale è la più alta. Lo stemma è circondato da un ramo di quercia e uno d’alloro annodati con un nastro dai colori nazionali. Lo stemma è sormontato da una corona turrita.

 

Le origini e la storia

Ceramica messapica
Ceramica messapica

Il territorio di Ostuni era già frequentato nel paleolitico medio (50.000-40.000 anni fa) da cacciatori neanderthaliani. La zona collinare, sede di numerose grotte, offriva perfetti rifugi naturali per le primitive comunità umane.

Nel paleolitico superiore le tracce di presidi umani diventano più consistenti: gli scavi effettuati hanno permesso il rinvenimento di reperti ossei e ceramici. Tuttavia, la testimonianza più eclatante rimane il ritrovamento dello scheletro della "donna di Ostuni", una donna di circa 20 anni prossima al parto e del suo feto, scoperta fatta dal Prof. Donato Coppola dell'Università Aldo Moro di Bari. Il corpo, deposto in una grande buca, è in posizione contratta, col capo ricoperto da una sorta di cuffia composta da centinaia di piccole conchiglie. L'appartenenza della donna ad un gruppo di cacciatori è documentata dai resti del corredo, ossia selci e denti di cavallo e di bue primitivo. La sepoltura, denominata Ostuni 1º, è unica al mondo: risalente a circa 25.000 anni fa, è collocata nella grotta di Santa Maria di Agnano, presso l'omonima masseria. Un calco di questa sepoltura può essere esaminato presso il "Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale", nell'ex convento delle Monacelle, nel centro storico di Ostuni.

Al neolitico appartengono invece gli insediamenti di Lamaforca e San Biagio, mentre reperti dell'età del bronzo sono stati ritrovati negli scavi in zona Lama Morelli.

Il primo nucleo cittadino fu fondato dai Messapi, un'antica popolazione italica che stanziata nel Salento nel VII secolo a.C.; i Messapi furono abili costruttori di strade e città e scelsero l'ubicazione per la città in cima a un colle dalle pareti molto ripide (murex in latino, da cui proviene per l'appunto il termine Murgia) molto interessante dal punto di vista strategico. Recenti scavi nei pressi del foro Boario (la zona prospiciente le mura medievali), hanno permesso il rinvenimento di tombe del IV – II secolo a.C., che documentano la presenza di un centro abitato, la cui estensione andava dai fianchi della collina alla piana digradante verso il mare.

Nel III secolo a.C. anche il Salento fu conquistato dai Romani e con esso la città. Sul periodo romano le fonti dicono molto poco, probabili tracce rimangono in alcune masserie, sorte sulle fondazioni di antiche ville romane.

 

Cavalieri normanni
Cavalieri normanni

Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente, Ostuni, come il resto d'Italia fu percorsa da Ostrogoti, Longobardi, Saraceni e strenuamente difesa dal potere imperiale esercitato dai Bizantini. Durante il periodo bizantino, nell'876 diventò diocesi e diede rifugio ai monaci basiliani provenienti da Siria ed Egitto; minacciati dai Turchi, ma soprattutto dall'iconoclastia, i monaci si rifugiarono nelle stesse grotte che avevano dato rifugio agli uomini preistorici. Fra l'XI e il XII secolo i Normanni conquistarono gli insediamenti bizantini in Puglia unificandoli sotto la Contea di Puglia istituita Roberto il Guiscardo e poi divenuta Ducato di Puglia. I normanni intensificarono inoltre la coltivazione dell'ulivo e provvidero a stabilire con precisione i confini della Città.

 

Nel XII secolo Goffredo III, conte di Lecce e funzionario del re Ruggero II di Sicilia, con giurisdizione militare sulla Terra d'Otranto, costruì un castello sulla cima del colle più alto di Ostuni; oggi di quella costruzione imponente e ben fortificata, rimangono solo una torretta e il giardino (Giardino Zurlo). Il feudo ostunese risulta di rilevante importanza militare, tanto da fornire al regno normanno dodici Cavalieri di cui alcuni extra moenia. Ostuni viene integrata nell'ampio territorio della contea normanna di Lecce e nel Principato di Taranto. Con gli Svevi Ostuni si sviluppò notevolmente. Federico II di Svevia intese liberare Ostuni dai suoi vincoli feudali e prendere sotto la sua diretta e particolare protezione la città facendo del suo castello insieme a quello di Oria, Taranto e Brindisi perno della difesa imperiale in Apulia e rendendolo esente da tasse e controlli di funzionari.

 

Gli abitanti di Villanova e di Carovigno, inoltre, erano tenuti alla manutenzione castello di Ostuni, uno dei Castra exempta del Regno di Sicilia, difatti nel XII secolo il sistema portuale dell'area adriatica sotto l'autorità di Ostuni è ampliato dallo sviluppo della piccola Petrolla, oggi Villa Novaa. Indice dell'espansione sull'Adriatico di Ostuni. Nel 1182 Tancredi Conte di Lecce e signore di Ostuni, concede al vescovo ed ai cittadini ostunesi di fondare un centro presso San Nicola di Petrolla e di popolarlo. È in oltre concesso un mulino ed un forno, riservandosi il diritto di amministrarvi la giustizia.

 

Il Papa Niccolò II
Il Papa Niccolò II

Il centro viene rilevato nel percorso di ritorno dalla terza crociata di Filippo II Augusto re di Francia nel 1191 et recedens, inde transitum fecit.. per villam que dicitur la Petrolle.

È l'imperatore Federico II di Svevia a dare la maggiore spinta propulsiva per lo sviluppo del casale. Il 9 ottobre 1239 Federico II ordina ad Andrea di Acquaviva, giustiziere di Terra d'Otranto di verificare perché il suo predecessore Filippo di Maremonte non sia riuscito a far ripopolare Petrolla nonostante il suo ordine. Il 29 febbraio 1240 rinnova l'ordine allo stesso giustiziere e richiede di far pervenire ad cameram nostram una relazione completa. Pervenuta puntualmente il 6 aprile 1240.

Ostuni si aprì al commercio con gli Angioini, i quali costruirono nuove fortificazioni per la città e rifondarono, sulle rovine dell'antica Petrolla, il porto di Villanova (la frazione costiera del paese).

La particolarissima conurbazione del borgo medievale, con le case addossate le une alle altre e la presenza di domus palatiate a più piani, risale proprio a questo periodo storico e si spiega sia con esigenze difensive sia col voler sfruttare appieno in larghezza ed altezza tutto lo spazio disponibile all'interno delle mura.

Ostuni fu circondata da nuove mura con torrioni circolari in periodo aragonese: furono aperte quattro porte, delle quali oggi si conservano solo Porta Nova risalente al XII secolo e ricostruita nel XV secolo e Porta San Demetrio del XIII secolo.

 

Ritratto di Isabella d'Aragona
Ritratto di Isabella d'Aragona

Nel 1506 Ostuni passò al ducato di Bari di Isabella d'Aragona e della figlia Bona Sforza: sotto il dominio spagnolo cominciò così il periodo d'oro della città, sia dal punto di vista economico che culturale. I duchi concessero a Ostuni onori e privilegi, rafforzarono le fortificazioni delle mura cittadine e dotarono il litorale delle torri Pozzella (oggi diroccata) e San Leonardo. Il periodo rinascimentale corrisponde anche al massimo sviluppo urbanistico della città: il numero di abitanti tocca ormai quota 17.000. All'impianto medievale del centro storico si aggiungono numerosi nuovi edifici.

Ma nel XVII secolo cominciò una fase di declino: infatti nel 1639 Filippo IV d'Asburgo, a fronte dei debiti per la guerra dei trent'anni, vendette Ostuni agli Zevallos, una famiglia di mercanti che trattò la città alla stregua di feudo personale: anche la popolazione crollò al di sotto dei 10.000 abitanti. Fu durante questo periodo storico che la peste imperversò nella zona, pur risparmiando proprio Ostuni: questo perché era invalso l'uso di imbiancare le abitazioni con la calce, in quanto disinfettante naturale. Questa pratica non solo bloccò il contagio, ma, protrattasi nel tempo, rende ancora oggi la Città Bianca così peculiare a distanza di secoli.

Con i Borboni la città fiorì nuovamente. Ostuni si espanse in direzione dei vicini colli di Casale, Cappuccini, Sant'Antonio e Molino a Vento. Il centro della vita cittadina si spostò da piazza del Moro all'odierna piazza Libertà, dove si trova oggi il Municipio (e una volta sede del Convento dei Francescani). Fu proprio in questa piazza che Giuseppe Greco, nel 1771, innalzò la colonna in onore di Sant'Oronzo, il quale secondo la tradizione popolare aveva preservato la città dal contagio della peste.

Ai primi dell'Ottocento, sull'onda degli ideali dell'illuminismo, anche Ostuni venne attraversata da tumulti insurrezionali: vennero fondati un circolo della Giovine Italia e una rivendita carbonara. Durante questi moti Ostuni fu la prima città della Puglia a innalzare il tricolore.

 

Vista di Ostuni, la Città Bianca
Vista di Ostuni, la Città Bianca

Dal secondo dopoguerra a oggi, accanto allo sviluppo dell'agricoltura e dell'industria di trasformazione ad essa correlata (olio di oliva, mandorle, vino), la città è diventata una rinomata meta turistica, riuscendo a valorizzare i suoi beni culturali, storici e architettonici. Numerosi villaggi turistici, come ad esempio Rosa Marina, di rilevanza internazionale, sono sorti sul litorale, uno dei più puliti della costa pugliese. Nel 2006 si è istituito sulla costa che confina con il comune di Fasano il Parco naturale regionale Dune costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo, area protetta di elevato interesse naturalistico e paesaggistico.

La caratteristica più peculiare del centro storico, che così tanto affascinava i turisti, era l'imbiancatura a calce delle case fino ai tetti. L'uso, attestato sin dal Medioevo, deriva, oltre che dalla facile reperibilità della calce come materia prima, dalla necessità di assicurare alle viuzze e agli ambienti ristretti di impianto medievale una maggiore luminosità, data dalla luce sia diretta che riflessa. Come già detto, questo costume ha rivestito anche un ruolo importante storicamente nel XVII secolo, quando l'imbiancatura a calce fu l'unico modo per evitare che la peste dilagasse nella cittadina ed il contagio aumentasse sino a portarne la distruzione.

Questa pratica, oggi in declino tanto che il sindaco ha dovuto emanare un'ordinanza per farla tornare in auge, fece sì che Ostuni fosse denominata Città Bianca o Città Presepe, ed era una caratteristica che la rendeva riconoscibile e indimenticabile ai visitatori.

 

Personaggi illustri

Beato Paolo (Salice Salentino, 1561 – Ostuni, 1615) è un frate cappuccino.

Ludovico Pepe (Ostuni, 7 gennaio 1853 – Monopoli, 21 novembre 1901) è uno storico e docente.

Francesco de Filippis (Gagliano del Capo, 12 ottobre 1875 - 3 gennaio 1964) è un arcivescovo titolare di Gangra, già arcivescovo di Brindisi ed amministratore apostolico perpetuo di Ostuni.

Giovanni Maria Semerano (Ostuni, 21 febbraio 1911 – Firenze, 20 luglio 2005) è un bibliotecario, filologo, linguista e studioso delle antiche lingue europee e mesopotamiche. E’ autore di ampi dizionari etimologici di greco e latino, che hanno gettato nuova luce sulle origini della cultura europea, che risultano così essere sempre più inequivocabilmente mediterranee e fondamentalmente semitiche.

Francesco Bagnulo (Ostuni 1911- 1991) è uno scultore e docente.

Umberto Veronesi (Milano, 28 novembre 1925) è un chirurgo e politico. E’ cittadino onorario dal 1992.

Andrea Iaia (Ostuni, 9 agosto 1982) è un attore.

 

Feste e tradizioni locali

FESTE PATRONALI
Festa patronale di San Biagio
3 febbraio
Il 3 febbraio si festeggia san Biagio vescovo, martire, compatrono di Ostuni insieme al protettore sant'Oronzo, i cittadini si recano sempre numerosi sui colli ostunesi dove nella roccia c'è la cripta di san Biagio. Nella giornata del 3 febbraio, numerose funzioni liturgiche hanno lo scopo di rinnovare per i fedeli l'intercessione del santo protettore dei mali della gola, il sacerdote ponendo la reliquia del santo sulla gola del fedele lo librerebbe dai mali della gola.

Festa di San Pietro
Giugno
Festa religiosa con programma civile dedicata a San Pietro. Luminarie e bancarelle.

Fiera patronale di Sant'Oronzo
dal 24 al 27 agosto
I festeggiamenti per il protettore sant'Oronzo durano quattro giorni (dal 24 al 27 agosto). Di particolare interesse è la Cavalcata di sant'Oronzo, originariamente Cavalcata dei Devoti, una processione con cavalli e cavalieri, bardati con gualdrappe e divise rosse ricche di ricami e lustrini, che si svolge il 26. I festeggiamenti comprendono anche due fiere e uno spettacolo di fuochi pirotecnici.

SAGRE
Sagra dei Vecchi Tempi
15 agosto
A Ferragosto nel centro storico si tiene la "Sagra dei Vecchi Tempi" dove, oltre a gustare i piatti tipici della gastronomia locale, si possono ammirare gli artigiani che ripropongono mestieri ormai scomparsi.

EVENTI
Sfilata equestre Attacchi d’Epoca
Luglio
Manifestazione le strade della Città Bianca si popoleranno di decine di attacchi d’epoca, trainati da magnifici esemplari di cavalli di razze differenti, ricordando luoghi e tempi passati.

Presepe vivente Ostuni
Dicembre
La manifestazione, presentata in chiave storico-biblica, minuziosamente progettata, vedrà l’impegno di tutti i soci del sodalizio, degli amici, dei familiari e degli ultimi abitanti del vecchio rione della città bianca, per un totale di circa centocinquanta figuranti.

Il Presepe vivente, rappresentato da personaggi in costumi dell’epoca dell’Impero Romano, sarà realizzato per le vie del Centro Storico con ingresso da via Cattedrale per giungere alla grotta della NATIVITA’ posizionata sulla cinta muraria

MERCATO INFRASETTIMANALE
Il sabato.

 

Masserie

Il territorio è costellato di numerose masserie, alcune di importanza storico-architettonica e fondamentali per comprendere le strutture sociali e produttive della zona.

 

Masseria Asciano

Masseria Asciano
Masseria Asciano

 

La Masseria Asciano risale all’800, tramandata di generazione in generazione, non solo a livello di proprietà terriera ma, anche di cultura tradizioni e passione.

Oggi la masseria rimane ancora immersa in una splendida tenuta ormai diventata una selva di 17.000 piante di ulivo secolare.

L’aspetto architettonico conserva l’integrità e l’autenticità del passato, grazie ad un’opera di sapiente ristrutturazione e valorizzazione di tutti gli ambienti ed edifici che si incontrano anche all’interno dell’uliveto. Bisogna sapere che la masseria vera e propria risulta essere una specie di comunità autonoma e autosufficiente.

Qui si svolgevano le diverse attività, nella diverse stagioni dell’anno,o meglio,seguendo il ritmo della natura. Nell’uliveto si trovavano anche altri edifici adibiti a diversi servizi:rimesse per attrezzi, stalle, conservazione di raccolti e abitazioni dei lavoratori stagionali. Quest’ultimi edifici citati sono stati ristrutturati e convertiti in strutture ricettive di diverso livello e diversa offerta di confort, libertà, riservatezza e obbiettivi del soggiorno presso la masseria.

Oggi è un resort.

 

Masseria Santa Caterina

La Masseria Santa Caterina, sulla strada statale 16 Adriatica in direzione Carovigno, dall'aspetto di un fortilizio con alta torre ottagonale (XVI-XIX secolo).

 

Masseria Lo Spagnulo

Masseria Lo Spagnulo
Masseria Lo Spagnulo

La Masseria Lo Spagnulo sorge all'interno di un castello fortilizio il cui nucleo più antico risale al ‘500. L'antica dimora fortificata, restaurata nel pieno rispetto delle caratteristiche originarie, rientra nella tipologia delle masserie fortificate castello e ripete la forma del castello medievale: una piccola fortezza munita di espedienti difensivi che si erge con quattro torrioni laterali circolari. Il suo nome rimanda a origini spagnole (così come anche alcuni elementi architettonici) : essa, infatti, fu edificata come abitato rurale per Don Saverio Lopez y Rojo, Vescovo originario di Pamplona, in Spagna che in quel periodo era Auditore generale dei tribunali della Santa Sede.

Alla fortificazione si accede attraverso due porte collocate nell'alta cinta muraria: esse immettono in una ampia corte, centro amministrativo del possedimento fondiario.

Subito colpisce la elegante scala a due rampe, in stile barocco, ricca di fregi e colonnine e che conduce alla casa padronale.

La masseria ha anche un'antichissima chiesetta ad aula unica con portale architravato: da notare un confessionale ed una tela del ‘600. Tutto intorno le abitazioni dei coloni, le stalle ed un frantoio ipogeo.  

Oggi è un resort.

 

Masseria Carestia

Masseria Carestia
Masseria Carestia

Il toponimo Carestia è dovuto all'aridità del terreno che si presenta accidentato e petroso, coperto da cerri, lentischi, mirtilli, e dafne. Gran parte del latifondo è adibito a pascolo per l'allevamento caprino. La Masseria Carestia è racchiusa da un lungo muraglione che la proteggeva dai briganti e presenta due ingressi che conducono ad un'ampia corte, ai lati della quale si trovano l'alloggio del massaro, le stalle, i magazzini e una chiesetta con incisa sull'architrave la frase 'Qui non si gode asilo' per tenere lontani e scoraggiare i malfattori. Nei locali della masseria adesso sono custodite antiche carrozze.

 

Masseria Ottava

La Masseria Ottava, costituita da una torre fortificata del XVI secolo, che ha anche nelle sue pertinenze una chiesetta medievale di fondazione angioina (XIV secolo) con interessante portale decorato con motivi a zig-zag.

 

Masseria Cappuccini

Masseria Cappuccini
Masseria Cappuccini

La Masseria Cappuccini è costituita da un gruppo di trulli, del (XVII secolo) con un'interessante aia risalente al XVII secolo. La masseria è oggi un resort.

 

Masseria Ferri

Masseria Ferri
Masseria Ferri

La Masseria Ferri, costituita da un gruppo di trulli a cono, del (XVIII secolo) con interessante chiesa medioevale e decorazioni scultoree originali. Oggi la masseria è un resort.

Masseria Tolla

Masseria Tolla
Masseria Tolla

 

Nel cuore della Valle d'Itria in un 'atmosfera intatta che ha conservato fedelmente quell'autenticità dei luoghi legata al passato, sorge la Masseria Tolla, un'affascinante costruzione del 1804. La masseria, oggi un'agriturismo, si trova ad appena 1 km da Ostuni.

 

Masseria Monticelli a Monte

Masseria Monticelli a Monte
Masseria Monticelli a Monte

L’edificio rurale presenta un primo nucleo risalente al XV sec. cui si sono aggiunti gli ampliamenti e innovazioni effettuate nel lontano 1600. Con la denominazione de “il Frantoio” la Masseria Monticelli è oggi un Agriturismo.

 

Masseria Narducci

Masseria Narducci
Masseria Narducci

 

La Masseria Narducci si estende su una superficie di 15 ettari, tutti ubicati in pianura, a 100 metri di altitudine sul livello del mar adriatico con spiagge e ampie zone scogliere. Antica stazione di posta sorta verso la fine dell' ottocento, è stata interamente ristrutturata rispettando scrupolosamente tutte le caratteristiche della tipica masseria pugliese, con cibi genuini e fascino di tempi passati. La masseria oggi è un'agriturismo.

 

Masseria Pizzicucco

Masseria Pizzicucco
Masseria Pizzicucco

 

La Masseria Pizzicucco, che si raggiunge con una strada sterrata, è facilmente individuabile perché è tinteggiata di rosso. A 300 mt si trova un antico ovile. Qui prima di riprendere il vecchio tratturo segnato dalle stazioni della tradizionale ‘Via Crucis’, ci si può fermare ad assaggiare un po’ di ricotta freschissima. E’ speciale perché il suo sapore varia a seconda delle fioriture della macchia mediterranea, di cui ovini e caprini si nutrono.

 

Masseria Rialbo di Sopra

Masseria Rialbo di Sopra
Masseria Rialbo di Sopra

La Masseria fortificata Rialbo di Sopra si trova a 5 Km da Ostuni sulla statale 16 tratto Ostuni-Fasano. La masseria è molto antica (1579), al nucleo originario risalente al XVI sec. Si sono aggiunti in epoche diverse altri corpi di fabbrica. Un’ala della costruzione è oggi destinata ad alloggi agrituristici inoltre presso la masseria si è costituito il Club ippico “Cavalieri di Rialbo” che offre agli amanti dell’equitazione la possibilità di piacevoli escursioni.

 

Masseria San Benedetto Piccolo

Masseria San Benedetto Piccolo
Masseria San Benedetto Piccolo

 

Il toponimo si riscontra già nel catasto del 1578 sebbene il monastero sia pervenuto in possesso della masseria successivamente a tale data. E’ probabile che vi fosse un antico luogo di culto dedicato a San Benedetto che ha dato il nome alla contrada. Di proprietà delle benedettine, la masseria San Benedetto Piccolo, nel 1825 risulta che era costituita da una abitazione per uso del massaro, una stalla, una pagliara, un lammione per vaccini, un magazzino per riporre le vettovaglie, un gallinaro, un forno, un’aia, delle corti murate e delle cisterne. Durante il brigantaggio la masseria fu teatro di scontri tra le forze dell’ordine e la banda di Francesco Monaco il 27 dicembre del 1862.

 

Masseria Traetta Piccola

Masseria Traetta Piccola
Masseria Traetta Piccola

 

La Masseria Traetta Piccola è una delle più antiche della selva e la sua costruzione risale al XVII secolo. Fu proprietà dell’ordine religioso dei Francescani fino al 1866, quando lo Stato avocò a sé i beni ecclesiastici. Il nome trae origine dalla configurazione della contrada che dopo la pioggia diveniva un pantano e per uscire dalla palude era necessario servirsi di tavole come traghetto.

 

Masseria Follifuoco

Masseria Follifuoco
Masseria Follifuoco

Nel catasto del 1578 Don Marco de Apruzzo possiede in questa contrada, la masseria Follifuoco appunto, una defesa de terre tomola 30 uno paluimbaro con diversi arbori 3 allazaturi, due cisterne, grotta, 5 chiusure de tomola, 22 cisterne, due chiusure e un giardino. Nel successivo catasto del 1608 è proprietario della masseria Donato de Pomis. Comprende 10 tomoli di terre chiuse, grotta, lamia, cisterne e pezze 4 di vigne.

 

Masseria Traetta

Masseria Traetta
Masseria Traetta

 

Il toponimo è tardo, probabilmente deriva dagli antichi proprietari i Draghetto, famiglia attestata in Ostuni nel XVI e XVII secolo. Probabilmente il toponimo fa riferimento alla natura paludosa di questi luoghi per cui era necessario servirsi di tavole per il traghetto. La costruzione rimonta al XVII secolo e fu proprietà dell’ordine dei francescani. Altre due masserie oggi si chiamano Traetta.

 

Masseria Satìa Piccola o Trullo Sovrano

Masseria Satìa Piccola o Trullo Sovrano
Masseria Satìa Piccola o Trullo Sovrano

 

La Masseria Satìa Piccola, costruita nella metà del sec. XVII, è costituita da tre enormi trulli, dei quali quello centrale è a due piani, caso unico nel territorio ostunese, e perciò denominato Trullo Sovrano (in dialetto ostunese).

 

Località di mare

Villanova

Il porticciolo di Villanova
Il porticciolo di Villanova

È la frazione principale della cosiddetta "Marina di Ostuni" che si estende dal Parco naturale delle Dune costiere (nel quale vi sono il Lido Morelli e il Lido Bosco Verde) e l'adiacente frazione Pilone, fino alla frazione Santa Lucia - Torre Pozzella.

Villanova dispone di un porticciolo turistico ai piedi del basso castello fortilizio del XIV secolo, una chiesa ottocentesca e numerose spiagge. La zona del porto è il nucleo centrale del paese che comprende anche le zone di Camerini e Fontanelle.

 

Rosa Marina

Rosa Marina
Rosa Marina

Il Villaggio Internazionale Rosa Marina, realizzato sul finire degli anni sessanta su iniziativa dell'imprenditore austriaco Max Schachter, attirò moltissimi turisti stranieri, soprattutto svedesi e inglesi, che acquistarono le prime ville realizzate.È una rilassante località immersa nella macchia mediterranea.

Negli anni settanta il villaggio conobbe un notevole sviluppo: si realizzò uno dei primi esempi di albergo diffuso con la coesistenza di villette di proprietà e altre destinate alla ricettività alberghiera. Tra il 1972 e il 1974 il villaggio Rosa Marina accrebbe il suo territorio con la realizzazione delle villette a schiera di "Cala di Rosa Marina". Nello stesso periodo fu realizzato un albergo e avviata la costruzione di un Palazzo dei Congressi, che rimase incompiuto con il fallimento della Inter Atlas, la società di proprietà di Max Schachter.

Dal 1977 il villaggio è gestito da due distinti consorzi di proprietari che complessivamente includono oltre mille abitazioni, tra mono e plurifamiliari. L'accesso al villaggio è riservato ai residenti e ai loro ospiti.

 

Lido Morelli

Lido Morelli
Lido Morelli

Lido Morelli è una lunga spiaggia, con dune e macchia mediterranea. Questa zona è stata dichiarata dalla Comunità Europea zona di Importanza Internazionale ed è, inoltre, Riserva Regionale Naturale.

 

Torre Pozzella

Torre Pozzella
Torre Pozzella

Torre Pozzella consiste in una successione di piccole insenature, protetta da scogli.

 

È una zona selvaggia ed intatta, di una bellezza incantevole.

 

È stata così chiamata per la presenza di una torre del XVI secolo.

 

 

Torre Guaceto

Torre Guaceto
Torre Guaceto

Torre Guaceto è un pò lontano dai normali tragitti ma è certamente una incantevole serie di insenature con spiaggia fine che non si può mancare di vedere.

 

 

 

 

 

 

Costa Merlata

Costa Merlata
Costa Merlata

Così chiamata, Costa Merlata, per la linea di costa estremamente frastagliata, con il mare che si insinua tra gli anfratti di una costa rocciosa formando singolari ed intime calette sabbiose.

 

Monticelli

Monticelli
Monticelli

Sulle alte dune che danno il nome alla località, Monticelli, è possibile trovare un'atmosfera tranquilla e familiare.

 

Nell'area sono state ritrovate testimonianze di un villaggio dell'età del bronzo.

 

Diana Marina

Diana Marina
Diana Marina

Gorgognolo

Gorgognolo
Gorgognolo

Cala dei Ginepri

Cala dei Ginepri
Cala dei Ginepri

Pilone

Pilone
Pilone

Monumenti e luoghi d'interesse

Ostuni presenta sul suo territorio architetture che testimoniano la sua importanza storica e culturale. Di seguito una galleria fotografica con i luoghi di maggiore interesse.

 

Scheda tecnica

 

Provincia
Brindisi
Sindaco

Gianfranco Coppola

(coalizione di centro-destra) dal 11.06.2014

Altitudine

218 m s.l.m.

Superficie

223 km²

Popolazione residente

31.710 (dato ISTAT al 01.01.2014)

Densità 142,20 ab./km²
Estensione comunale 206 km²
Frazioni, Marine, Località

Campanile, Cavallerizza, Certosa,

Cervillo, Chianchizzo, Chiobbica,

Costa Merlata, Diana Marina, Fantese,

Fogliarella, Fumarola, Galante, Grieco,

Grotta Figazzano, La Fica, Lamardilla

Martellotti, Molillo, Monticelli, Pascarosa,

Pilone, Pinto, Portarino, Ramunno,

Refrigerio Santa Lucia, Rosa Marina,

Salinola, San Salvatore, Santo Scalone,

Santoro, Satia, Soluco, Sorbola

Specchiaruzzo, Stazione, Tamburroni,

Taverne, Traghetto, Villanova

Codice postale

72017

Prefisso telefonico

0831

Targa

BR

Denominazione abitanti

Ostunesi

Santo patrono Sant’Oronzo
Festa patronale

26 agosto

Mercato settimanale

Sabato

 

Sito Istituzionale

 

Meteo

Dove siamo