San Michele Salentino

San Michele Salentino - Piazza Marconi
San Michele Salentino - Piazza Marconi


San Michele Salentino è un comune italiano di 6.246 abitanti della provincia di Brindisi. Fa parte dell'Altosalento.

Frazioni: Borgata Ajeni.

 

Territorio

Posizione del comune di San Michele Salentino nella provincia di Brindisi
Posizione del comune di San Michele Salentino nella provincia di Brindisi

Con i suoi 6.400 abitanti ed una esten­zione di 26,2 kmq, di cui 122 ettari di centro urbano, è posizionato nell'Alto Salento ed ai piedi della bassa Mur­gia e gode di una posizione strategica nell'intero territorio provinciale.

Adagiato nella verde e ridente campa­gna salentina, punteggiata di trulli e masserie, il centro è situato ad appena 15 km dal Mare Adriatico e ad appena 40 km dal Mare Ionio.

 

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Cenni storici

Le origini del nome

Tutti gli storici sono concordi nell’affermare che il toponimo di San Michele Salentino deriva dall’omonimo Santo (“San Michele”); mentre il determinante indica la penisola salentina (“Salentino”).

 

Emblema dello stemma

Stemma di San Michele Salentino
Stemma di San Michele Salentino

Lo stemma di San Michele Salentino raffigura nella parte superiore una stella a cinque punte; nella parte centrale è presente una fascia a scacchi rossi e bianchi; mentre nella parte inferiore dello stemma è raffigurato un delfino.

 

Le origini e la storia

Abitato di origini recenti, San Michele Salentino si sviluppò a partire dai primi del XIX secolo dagli insediamenti circondanti masseria San Michele, costruita alla fine del Settecento dal feudatario locale, il principe Gerardo Dentice di Frasso, e masseria Ajeni, attuale borgo antico a un chilometro dal centro urbano. L’iniziativa vera e propria che portò alla fondazione dell’originario nucleo abitativo come frazione di San Vito dei Normanni si deve al principe di S. Giacomo Francesco Dentice, figlio di Gerardo, il quale concesse i suoi terreni in enfiteusi a contadini provenienti dai vicini paesi Ceglie Messapica, Ostuni e, in misura minore, Carovigno. Ai contadini furono assegnati terreni, abitazioni ed edifici rustici, concessi tramite atto notarile in data 4 e 15 agosto 1839: questi documenti, rogati nella masseria, possono essere considerati quasi degli atti costitutivi del paese stesso. Il villaggio, dopo poco più di trent’anni, si vide riconosciuto dalla Amministrazione di San Vito il diritto ad avere un proprio cimitero ed una chiesa autonoma, costruita grazie alle donazioni del nipote di Franceso Dentice ed al contributo degli abitanti ed inaugurata nel 1882 con grandi festeggiamenti.

Ottenuta l’autonomia parrocchiale nel 1901, la località che continuava a crescere notevolemente nel numero di abitanti, pretese a più riprese anche condizioni di vita migliori, tanto che nel 1912 gli ormai numerosi abitanti, nel desiderio di slegarsi dal centro amministrativo di San Vito, cominciarono delle pubbliche dimostrazioni presto degenerate in tumulto. Le ragioni di San Michele vennero parzialmente prese in considerazione e l’anno successivo il Consiglio Comunale di San Vito, debitamente aumentato di numero, delegò una parte dei suoi componenti ad occuparsi delle necessità degli abitanti della ‘Masseria Nova’. Questo stato di cose durò poco meno di quindici anni, fino all’elevazione a comune di San Michele Salentino, stabilita con Regio Decreto emesso il 2 ottobre del 1928 da Vittorio Emanuele III.

Pur essendo fra i comuni di più recente formazione, San Michele Salentino vanta frequentazioni di popolazioni preistoriche nei suoi territori. E’ stata accertata la presenza dell’uomo di Neanderthal (paleolitico medio. 185.000-35.000 a.C.) presso la grotta sita in contrada Augelluzzi, e nelle vicinanze della stessa sono stai rinvenuti resti di un villaggio capannicolo dell’età del bronzo (tra il IX e il VII secolo a. C.).

Numerosi sono gli indizi che svelano il legame territoriale con la presenza dei Messapi, il sottogruppo pugliese di probabili origini illiriche o elleniche, stabilitosi nei territori del Salento, per i greci poi Messapia, la “terra di mezzo, fra due mari”. La posizione del territorio svela infatti un misterioso confine definito da specchie megalitiche, cumuli enormi di sassi di forma conica e alti fino a 15 metri, in gran parte purtroppo scomparse o ormai di dimensioni modeste. Molte di quelle poste nelle estreme propaggini sud-orientali della Murgia, nei territori comprendenti anche San Michele Salentino, sembrano costituire, i resti di fortificazioni costruite dai Messapi in funzione antigreca. E’ ipotizzabile, dunque, che la zona fosse inserita nella fatidica “Dodecapoli Messapica”, lega messapica, la cui vita ruotava intorno alla capitale Hyria, l’attuale Oria.

Parte del sistema difensivo messapico sarà integrato nel medievale “Limitone dei Greci”, detto anche ”Paretone di Virginio”, ciclopica muraglia difensiva costruita durante la contesa territoriale fra Longobardi di Benevento e Bizantini nel VIII secolo d.C., di cui risulta che un tratto combaciasse con parte della SP S.Michele S.-Latiano, supportando, in tal modo l’idea che i nostri territori avessero vissuto da vicino questa contesa territoriale alto-medievale.

Intorno al IX secolo, prima che i Bizantini stabilissero un dominio definitivo nella da loro così denominata “Terra d’Otranto”, questa area, ancora rientrante in quella oritana, conobbe saccheggi e distruzioni a causa delle diverse incursioni arabe. Gli insediamenti nelle grotte, già assunte a dimore sacre da monaci basiliani fuggiaschi a partire dalla persecuzione iconoclasta di Costantinopoli del VIII sec., divennero sempre più rifugio per le popolazioni stremate. Da tale fenomeno si svilupperà la civiltà rupestre locale, di cui sono testimonianza numerose cripte e toponimi di natura religiosa, dimostrazioni della stretta combinazione tra devozione sacra e vita agro-pastorale.

Nel XVI secolo la storia di San Michele Salentino va definendosi meglio come la storia del feudo di S. Giacomo, che vivrà la separazione da Oria con l’accorpamento a San Vito dei Normanni. Lo stesso feudo perverà, infine, ai prìncipi Dentice nel 1770, precisamente nelle mani di Placido Dentice di Frasso, avo dell’inconsapevole fondatore del nostro paese, Francesco Dentice di Frasso.

 

Feste e tradizioni locali

FESTE PATRONALI
Festa della Beata Vergine del Carmelo
15-16 luglio
Presso Borgo Ajeni, rito religioso e civile con spettacolo musicale e pirotecnico.

Festa Patronale San Michele Arcangelo
Prima domenica di agosto
Rito religioso e civile con spettacolo musicale e pirotecnico.

FIERE
Fiera del Bestiame
Agosto
In ricorrenza della festa patronale di San Michele Arcangelo.

SAGRE
Sagra delle Braciole e delle orecchiette
15-16 luglio
Presso Borgo Ajeni, degustazione di piatti tipici delle braciole e delle orecchiette.

Sagra del fico
Agosto
La tradizionale Fiera dedicata al frutto "principe" del paese.

EVENTI
Carnevale a San Michele
Febbraio
Sfilata di carri allegorici e gruppi in maschera e pentolaccia per i bambini.

Presepe Vivente
Dicembre
Si svolge in Borgo Ajeni.

MERCATO INFRASETTIMANALE
Il giovedì.

 

Monumenti e luoghi d'interesse

San Michele Salentino presenta sul suo territorio architetture che testimoniano la sua importanza storica e culturale. Di seguito una galleria fotografica con i luoghi di maggiore interesse.

 

Scheda tecnica

 

Provincia
Brindisi
Sindaco Pietro Epifani (lista civica) dal 08.05.2012
Altitudine

153 m s.l.m.

Superficie

26 km²

Popolazione residente

6.372 (dato ISTAT al 01.01.2014)

Densità 245,08 ab./km²
Estensione comunale 26 km²
Frazioni, Marine, Località
Borgata Ajeni
Codice postale

72018

Prefisso telefonico

0831

Targa

BR

Denominazione abitanti
Sammichelani
Santo patrono San Michele Arcangelo
Festa patronale

Prima domenica di agosto

Mercato settimanale

Giovedì

 

Sito Istituzionale

 

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