Alezio

Alezio - Chiesa dell'Addolorata
Alezio - Chiesa dell'Addolorata

 

Alezio (Alytia in greco e messapico; Aletium in latino) è un comune di 5.611 abitanti della provincia di Lecce.

Situato nel versante occidentale del Salento, nell'entroterra di Gallipoli, dista 36,8 km dal capoluogo provinciale. Fino al 1873 il comune era denominato Villa Picciotti e in passato fu un importante insediamento messapico.

 

Frazioni: Convento Starace.

 

Territorio

Posizione del comune di Alezio nella provincia di Lecce
Posizione del comune di Alezio nella provincia di Lecce

Il territorio del comune di Alezio, che si estende su una superficie di 16,53 km² per una densità abitativa di 307,6 abitanti per chilometro quadrato, si distribuisce su una pianura a est di Gallipoli movimentata da basse colline la cui altimetria massima supera di poco i 100 metri.

 

La casa comunale è situata a 75 m s.l.m.

 

 

 

 

 

 

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Cenni storici

Le origini del nome

Nel corso dei secoli Alezio ha subito diversi cambiamenti di nome: Alexsias, Alentium, Casal d'Alezio. Nel 1873, infine, Vittorio Emanuele II firmò il decreto che sancì il suo nome definitivo.

Alezio ha origini antichissime. Alcuni studiosi sostengono che l'abbia fondata Lizio Idomeneo, un mitico re cretese. La leggenda narra che Lizio Idomeneo, cacciato dalla sua isola, approdò con i suoi soldati sulla costa del Salento; si diresse nell'interno ed ebbe la meglio sulle popolazioni indigene. Quando giunse al cospetto di Euippa fu preda della sua bellezza, la sposò, ricostruì la città e le diede il nome Litium. C’è da precisare che tale città è Lecce e non Alezio.

Altri studiosi invece sostengono che Alezio sia nata grazie ai Messapi che, volendo ricordare la propria madrepatria, chiamarono la neocittadina Alytia, come la capitale della Acarnania.
L'origine di Alixias (“messapica”), diventata poi Aletium (“romana”), è oscura.

 

Emblema dello stemma

Stemma di Alezio
Stemma di Alezio

Lo stemma di Alezio raffigura una fenice che, risorgendo dalle proprie ceneri, spicca il volo verso il sole. La fenice è un mitico uccello sacro la cui peculiarità è di poter vivere fino a cinquecento anni e quando si accorge di stare per morire prepara un rogo funebre con dei rami di erbe aromatiche fra cui la Mirra e al tramonto, rivolta verso il sole calante con le ali aperte, dà fuoco alla pira, lasciandosi consumare dalle fiamme. Nove giorni dopo l'uccello risorge dalle sue stesse ceneri.

 

Abbiamo appena detto che lo stemma civico di Alezio raffigura la fenice. Evidentemente tale simbolo si riferisce metaforicamente alla storia di Alezio che è sempre riuscita a risollevarsi dopo le varie distruzioni subite nel corso dei secoli. Sullo stemma c'è anche un rotolo spiegato di carta, in cui c'è l'iscrizione "post fata resurgo", ovvero "rinasco dopo gli avversi destini". Sotto la fenice invece si scorge l’iscrizione Alexias (“messapica”).

 

Le origini e la storia

Tavola Peutingeriana. L'immagine mostra i Balcani, l'ex-Jugoslavia, l'Adriatico con l'isola di Cefalonia, la Puglia, la Calabria, la Sicilia e la costa libica di fronte
Tavola Peutingeriana. L'immagine mostra i Balcani, l'ex-Jugoslavia, l'Adriatico con l'isola di Cefalonia, la Puglia, la Calabria, la Sicilia e la costa libica di fronte

Alezio ha origini antichissime poiché c'è chi la dice fondata da Lizio Idomeneo (mitico re di Creta), e chi dai Messapi che, per ricordare la loro patria e la loro capitale, la città di Alytia, nell'Acarnania, la chiamarono similmente Alytia.

Plinio descrive la topografia della Japigia è indica la città di Alezio fra le più importanti della Regione. Secondo il noto storico latino gli Aletini discendevano dagli Japigi, derivati questi dagli Osci (popolo italico insediatosi in Campania tra il XI e VIII secolo a.C.), come hanno poi confermato le molte epigrafi rinvenute ad Alezio, scritte con caratteri Osci (Messapici).

È stata rinvenuta e in parte indagata, a pochi metri dal centro urbano, in località Monte d'Elia una necropoli messapica utilizzata tra il VI ed il II secolo a.C. sono state scoperte vari tipi di sepoltura: dalla semplice fossa scavata nella terra o nella roccia, coperta da una pietra appena sbozzata, in uso in età arcaica; all'impiego del sarcofago monolitico ricavato da un unico pezzo di pietra con copertura di lastroni, talvolta con un gradino sul fondo come cuscino; infine la cassa di lastroni, costituita da lastre parallelepipedi unite tra loro attraverso un sistema ad incastro.

Successivamente, ed almeno sino al II secolo a.C., mancano in questo sito tracce di strutture abitative; gli scavi condotti non hanno rilevato nessun dato sicuro sulla presenza di zone di culto ed edifici pubblici. I rinvenimenti tombali riferibili al periodo messapico non offrono indicazioni utili per definire l'estensione del moderno centro abitato, in quanto le tombe sono state rinvenute sia all'interno che all'esterno del territorio aletino; secondo l'uso di seppellire i defunti vicino alle abitazioni proprio delle popolazioni indigene del Salento. Dalle ricerche a tutto oggi effettuate l'insediamento di Alezio nel VI secolo a.C. risulta un centro importante grazie ai contatti e i continui scambi culturali, con la città greca di Taranto spesso alleata e nemica.

Rispetto ad altri insediamenti messapici (Oria, Cavallino, Ugento, Vaste) Alezio non fu caratterizzata dagli stessi fenomeni di urbanizzazione, benché fosse inserita in una rete di traffici commerciali lungo la via Traiana, che metteva in comunicazione i centri più importanti della Messapia.

La città conobbe continuità di vita almeno dal VII secolo a.C. al VI secolo d.C.

In tutte le fonti il centro viene definito popoloso e fortunato, collegato com'era al vicino scalo marittimo di Gallipoli e attraversato da importanti vie di comunicazione. Anche durante la dominazione romana sulla Messapia, Alezio conservò il proprio peso economico e culturale, traendo ulteriore vantaggio dalla costruzione della via Traiana che collegava la città ed altri centri salentini a Roma.

Intorno all'anno 1000, la civilissima Alezio venne distrutta dai Saraceni e i suoi abitanti si rifugiarono nella vicina isola di Gallipoli. Il sito versò in stato di abbandono sino al XII - XIII secolo, periodo in cui venne edificato il tempio dedicato a Santa Maria della Alizza o Lizza (fastosamente festeggiata il 15 agosto di ogni anno) ad opera di alcuni monaci basiliani. Venne così ricostruito Casal d'Alezio, un vallaggio di modeste dimensioni che restò tale sino al XVII secolo.

Per registrare una ripresa del casale bisogna arrivare al 1714-1715, quando due proprietari terrieri, Antonio Coppola prima e Francesco Alemanno (detto "picciotto") poi, concessero in enfiteusi il terreno ad alcuni contadini. La tradizione vuole che in onore di quest'ultimo, Casal d'Alezio venne chiamato Villa Picciotti. Secondo un'altra ipotesi, il nome sarebbe derivato dalle presenza nel porto di Gallipoli di molti pescatori siciliani che alloggiavano con le loro famiglie in alcuni casolari intorno alla chiesa della Lizza.

Nel 1854 il piccolo centro ottenne l'autonomia amministrativa e dopo l'Unità d'Italia, per R.D. del 1º luglio 1873 il comune ottenne di portare nuovamente il nome di Alezio.

 

Personaggi illustri

Matteo Perez d'Aleccio, conosciuto anche come Matteo da Lecce (Alezio, 1547 – Lima, 1616) è un pittore e incisore di soggetti storici, devozionali e marittimi.


Maria Maddalena della Passione (al secolo Costanza) Starace (Castellammare di Stabia, 5 settembre 1845 – Castellammare di Stabia, 13 dicembre 1921) è una religiosa, fondatrice della congregazione delle Suore Compassioniste Serve di Maria. Maria Maddalena ad Alezio ha fondato la prima casa delle Suore Compassioniste.

 

Feste e tradizioni locali

FESTE PATRONALI
Festa Madonna della Lizza
15 agosto
Nello stesso periodo attualmente si svolge un'importante e secolare fiera, alla quale nel 1484 re Ferdinado I D'Aragona concesse il privilegio dell'esenzione da ogni dazio e gabella. Concessione che venne a decadere il 25 luglio 1810, quando Gioacchino Napoleone Murat, "autorizzando" il comune di Gallipoli a tenere la fiera nella Parrocchia della Lizza nei giorni nei giorni 13, 14 e 15 del mese di agosto, riassoggettò la stessa al nuovo regime fiscale del Regno di Napoli. Un tempo era diffuso tra le donne che rendevano omaggio alla Vergine l'usanza di giungere a piedi camminando sulle ginocchia dall'ingresso del paese fino alla chiesa. Ancora si rinnova la consuetudine di annunciare per tutta la novena l'avvicinarsi della festa con il suono di un fischietto e di un tamburo. Una tradizione antichissima vuole che, in passato sino alla fine dell'Ottocento, si accompagnasse cantando "la tiara" canto popolare religioso in onore dell'Assunta.

Festa La Lizziceddra
27 agosto
Oltre alla festa del 15 agosto vi è una celebrazione minore ma non meno importante per gli aletini la cosiddetta Lizziceddra che si svolge il 27 dello stesso mese per ricordare, secondo la tradizione popolare, la patrona che fu artefice di un miracoloso evento, accaduto il 27 agosto 1886. La sera di quel giorno Alezio venne colpita da un terremoto di tale intensità e durata da far temere la distruzione del paese; nonostante fosse stato così impetuoso non ci furono danni alle costruzioni e neppure nessuna vittima e i danni furono di lieve entità. Tra la popolazione avvenne il riconoscimento che il miracolo dello scampato pericolo fosse avvenuto per intercessione dell'Assunta patrona del paese.

In segno di ringraziamento si organizzarono solenni festeggiamenti, divenuti da quell'anno una tradizione molto sentita, appunto la Lizziceddra. Inoltre si racconta che la stessa vergine Assunta mentre lasciava Alezio, dopo averla liberata dal terremoto, giunta sulla strada per Gallipoli, si fermò in un podere a riposare, chiamato appunto "Croce te la Lizza", che era probabilmente un segnale di confine di proprietà. Da questo episodio, realmente avvenuto, la leggenda ha tramandato che quella stele fu eretta proprio a ricordo della sosta della Vergine ed in seguito nelle vicinanze fu costruita una cappelletta a Lei dedicata, dove il 27 agosto i fedeli si recano in processione.

MERCATO INFRASETTIMANALE
Il giovedì.

 

Monumenti e luoghi di interesse

Alezio presenta sul suo territorio architetture che testimoniano la sua importanza storica e culturale. Di seguito una galleria fotografica con i luoghi di maggiore interesse.

 

Scheda tecnica

Provincia
Lecce
Sindaco

Vincenzo Romano (lista civica)

dal 27.05.2013

Altitudine

75 m s.l.m.

Superficie

16,53 km²

Popolazione residente

5.722 (dato ISTAT al 01.01.2015)

Densità 346,16 ab./km²
Estensione comunale 17 km²
Frazioni, Marine, Località
Convento Starace
Codice postale

73011

Prefisso telefonico

0833

Targa

LE

Denominazione abitanti

Aletini

Santo patrono
San Rocco
Festa patronale

16 agosto

Mercato settimanale Giovedì

 

Sito Istituzionale

 

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