Alliste

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Alliste

 

Alliste (Caddhrìste in dialetto salentino) è un comune italiano di 6.657 abitanti della provincia di Lecce.

Situato nel basso Salento, comprende anche la frazione di Felline e le località costiere di Capilungo e Posto Rosso.

Frazioni: Capilungo, Felline, Pacci, Pilella, Posto Rosso, Cisternella.

 

Territorio

Posizione del comune di Alliste nella provincia di Lecce
Posizione del comune di Alliste nella provincia di Lecce

Alliste si colloca in una valle compresa tra la "Serra orientale" e la "Serra costiera", presso la costa del mar Ionio.

Il territorio è caratterizzato da lievi alture, formate da compatti calcari mesozoici; raggiunge la massima altitudine in località Madonna dell'Alto (86 m. s.l.m.).

 

La costa è bassa e rocciosa e la pianura è costituita da formazioni più recenti (calcareniti del Salento e formazioni di Gallipoli, costituite da sabbie argillose). Dal sostrato roccioso dipendono i tipi di terreno, dei quali i più diffusi sono quelli argillosi e le terre rosse, mentre occupano un'estensione ridotta le terre brune ed i terreni tufacei.

 

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Cenni storici

Le origini del nome

Secondo la tradizione orale, Alliste deve la sua origine ad un gruppo di profughi che, fuggiti da Felline, incendiata dai Saraceni, fondarono un nuovo paese, a cui diedero il nome di Alliste, in ricordo delle ali con cui un angelo li avrebbe avvolti durante la fuga rendendoli invisibili ai nemici. Alla base della leggenda vi sono alcuni elementi reali: le incursioni saracene, frequenti nella zona tra il IX e il X secolo, il culto dell'angelo (un cherubino o san Michele Arcangelo) e la posteriorità di Alliste rispetto a Felline. Secondo altri studi l'origine del nome (C)alliste, anziché derivare dal greco "città bellissima", è da ricondursi al toponimo kal (variante: gal) equivalente a: 1) luoghi abitati, recintati o, comunque, adibiti a custodia umana, di animali o di altri beni; 2) pietra, zona pietrosa, radice pre-indoeuropea. Tale tesi è supportata da una certa diffusione nel Salento del suddetto toponimo: per estensione il termine si riferirebbe anche ad anfratto, luogo riparato, come, ad esempio, per Gallipoli, Galugnano, Calimera.

La prima citazione del toponimo risale al 14 settembre del 1275, quando il casale di Alliste fu confermato dal re Carlo I d'Angiò al barone Guglielmo Pisanello, che l'aveva ereditato insieme ai feudi di Racale e Felline, dal padre Boemondo. La creazione del casale si colloca nell'ambito delle opere di bonifica e colonizzazione delle terre incolte sotto il dominio normanno: i baroni Bonsecolo si avvalsero probabilmente della collaborazione dei monaci dell'abbazia della Madonna dell'Alto e di coloni greci già insediati nel Salento.

Inizialmente Alliste era stata abitata da una compatta comunità greca. La prima sede parrocchiale ad Alliste era dedicata a san Sergio e nel suo altare si conservava ancora nel 1618 un'iscrizione greca. Altri santi di origine bizantina erano i titolari di altre chiese censite nella visita pastorale del 1452.

 

Emblema dello stemma

Stemma di Alliste
Stemma di Alliste

Lo stemma di Alliste raffigura due ali di un angelo spiegate e sormontate da una "A" maiuscola romana, che è la lettera iniziale del nome del paese.


Secondo la leggenda, intorno al X secolo, Felline (antico borgo, ora frazione di Alliste) fu attaccata da barbari e Saraceni, che in quel periodo imperversavano e saccheggiavano coste e terre salentine. I fellinesi fuggirono dal villaggio e si rifugiarono nell'entroterra per scampare alla minaccia che proveniva dal mare; mentre fuggivano invocarono la protezione dell'Arcangelo Gabriele. Egli intervenne e, spiegando le sue grandi ali, rese invisibili i fuggiaschi e li condusse poi in un luogo sicuro dove fondarono un nuovo casale, che fu chiamato “Allisti”, diventato dopo Alliste. Per lo stesso motivo le ali furono riportate anche sullo stemma civico in segno di difesa e forza.

 

Le origini e la storia

Fasi di sviluppo dell'abitato di Alliste
Fasi di sviluppo dell'abitato di Alliste

 

La presenza umana nel territorio allistino risale al Paleolitico inferiore: nelle "Grotticelle del Ninfeo" si sono rinvenute tracce di frequentazione, con un centinaio di manufatti litici di facies epigravettiana, comprendenti lame, punte bulini e raschiatoi. La località "Ninfeo" (zona comprendente l'area da Masseria Canne all'omonima Masseria Ninfeo) venne frequentata ancora nel Mesolitico (strumenti denticolati) e nel Neolitico (frammenti ceramici).

Al II millennio a.C. risale il "menhir di Terenzano" e le specchie di "Sciuppano" e "dell'Alto". Dalla demolizione della "specchia dell'Alto", negli anni sessanta, emersero frammenti ceramici databili dall'età del bronzo all'epoca tardo-imperiale romana e connessi probabilmente al culto di qualche divinità della natura. Nei pressi, intorno all'anno 1000 venne costruita dai monaci basiliani una piccola chiesa rupestre, che testimonia la continuità del culto, poi divenuta l'abbazia minore della "Madonna dell'Alto".

Il territorio passò nel II secolo a.C. sotto la dominazione romana: la frequentazione è attestata dai ritrovamenti di ceramica domestica e monete disseminati nei campi: la zona, probabilmente paludosa era incolta e destinata al pascolo e alla caccia. Nella frazione di Felline venne impiantata una fornace, attiva fino al I secolo a.C., intorno al quale si sviluppò probabilmente un piccolo nucleo abitato (il toponimo di "Felline" deriverebbe dal termine latino figlinae, ossia laboratori artigianali per la produzione della ceramica.

L'ortogonalità dell'impianto urbano testimonia di una fondazione derivata da un preciso piano di colonizzazione e di sfruttamento del territorio, piuttosto che di una formazione spontanea. Il nucleo abitato, inizialmente citato come "casale", a partire dal 1378 viene considerato una "Terra", ossia un centro protetto da una cinta muraria.

Nella prima metà del Quattrocento gli allistini, ritenendosi per sua intercessione liberati dal pericolo della peste, scelsero come loro patrono san Quintino al posto di san Sabino, santo di origini bizantine, e poco dopo, nel 1455 l'inaugurazione della chiesa dedicata al nuovo patrono, fu ricordata in un'iscrizione sulla sua facciata con testo bilingue (in greco ed in volgare). Nel 1573 viene citata ancora l'esistenza di un sacerdote di rito greco, ma in una lettera del 1585 del cardinale Alessandrini al vescovo di Nardò, si raccomandava la soppressione del culto di rito greco, non essendo più la lingua intesa dalla maggior parte della popolazione.

Nel 1415 la comunità rappresentata dal "sindaco" Nicola Gargante, ottenne dal feudatario, Puccio Tolomei de Senis, alcuni diritti e libertà. Nel 1573 l'"università" locale raggiunse un accordo con il clero in merito all'esenzione dei tributi di cui godevano gli ecclesiastici, ottenendo un pagamento liberatorio. Anche nei secoli successivi l'"università" si oppose agli abusi dei feudatari, in merito alla riscossione di decime e tasse.

La crescita della popolazione spinse all'espansione del nucleo abitato anche all'esterno delle mura, in particolare sulla via che collegava Alliste con la "via Publica", la strada tra il porto di Ugento e quello di Gallipoli. In seguito alla costituzione del "Borgo" esterno alle mura, il centro cittadino si venne spostando in corrispondenza dell'attuale piazza del Municipio, all'epoca publica platea e luogo di riunione.

Alcuni di questi edifici extraurbani ebbero sistemazioni atte alla difesa, come feritoie e caditoie. Le case del "Borgo" erano prevalentemente abitazioni del tipo della "casa a corte", con copertura "incannata" o "lamiata" (con volte a stella o a botte). Tra il XVII e il XVIII secolo alle case si aggiunsero una serie di palazzi signorili (quelli delle famiglie Vaglio, Macagnino, De Tommasi, Venneri, Ferilli-Anastasia e Maggio).

Nel 1799 giunsero fino ad Alliste gli echi della rivoluzione napoletana: i giacobini, guidati dal governatore della "Terra" Giuseppe Rizzo, e dall'arciprete Giuseppe Marrocco, vi impiantarono l'Albero della libertà.

Le terre demaniali, di proprietà collettiva e liberamente accessibili, ricoprivano il 70% del territorio. Nel 1806 venne varato dai legislatori francesi il processo di privatizzazione di queste terre, che si tradusse in un'aspra lotta tra il proletariato agricolo e la borghesia latifondista. Nel successivo regno d'Italia le usurpazioni nel frattempo intervenute, vennero sanate con l'espediente delle "conciliazioni". La questione provocò numerose occupazioni di terre da parte dei contadini.

Tra la metà del XVIII e la prima metà del XX secolo, l'espansione dell'abitato andò occupando prima l'area verso nord e nord-ovest, tra la via Racale e la "via Publica", e quindi verso sud, lungo la strada per Filline: nel 1915 le due aree vennero raccordate con la costruzione della via Rettifilo. In quest'epoca le abitazioni sono della tipologia delle case a schiera, composte spesso da due vani e un giardino; alcuni edifici costruiti nel corso degli anni venti e trenta sono stati abbelliti con verande, archi, mascheroni e fregi floreali. Agli anni venti risale anche il palazzo Venneri in via Racale, di stile neoclassicheggiante.

Nuove agitazioni contadine si verificarono agli inizi del 1921, con l'occupazione della sede del municipio e il sequestro del sindaco, e ancora nel 1945, per la mancanza di pane, nel 1963 per il crollo speculativo del prezzo delle patate e nel 1979.

Nella seconda metà del XX secolo la crescita demografica ha determinato un'espansione a macchia d'olio e l'urbanizzazione selvaggia della fascia costiera, con il fenomeno dell'abusivismo edilizio. Le campagne sono costellate fittamente dai caseḍḍi, le tipiche costruzioni in pietra a secco della piccola proprietà contadina, che, insieme alle "masserie", costituivano un tempo l'habitat rurale del territorio.

Personaggi illustri

Gargante Nicola (Alliste, XV secolo) è un sindaco di Alliste.

Don Francesco Antonio Mastroleo (Alliste, 1624 - 1709) è arciprete di Alliste dal 1675 al 1701.

Mastroleo Quintino (Alliste, 1683 - 1781) è un abate e maestro di Belle Lettere.

Giuseppe Vito Venneri (Alliste, 1736 - 1823) è un ottimo filosofo e medico reputatissimo.

Francesco Basurto (Alliste, XIX secolo) è un avvocato, poeta, più volte sindaco e consigliere Distrettuale e Provinciale.

Ferilli Salvatore (Alliste, 1809 – 1880 ca) è un medico chirurgo.

Venneri Quintino (Alliste, 1836 – 24 luglio 1866) è il più noto capobanda locale durante il periodo del brigantaggio. Questa reazione violenta delle masse contadine meridionali esplode subito dopo l’unità d’Italia in quanto il processo unitario ha deluso le speranze e peggiorato ulteriormente le condizioni di vita.

Casto Salvatore (Alliste, 1853 - 1936) è un sacerdote e latinista.

Scarlino Pietro (Alliste, 1855 - 1902) è avvocato e sindaco di Alliste.

Panico Cosimo (Alliste, 1856 - 1936) è un capolega.

Luigi Vergari (Alliste, 1871 - 1949) è un medico.

Gregorio De Simone (Alliste, 1924 - 1943) è un Agente di Pubblica Sicurezza a cui è stato conferito l’attestato di benemerenza alla memoria.

Aldo Cutrupia (Roma, 11 ottobre 1910 – Roma, 08 gennaio 1997) è il primo Presidente Onorario della Corte di Cassazione e Cavaliere di Gran Croce. Anche se Aldo è nato e ha vissuto quasi tutta la vita a Roma, le sue radici sono allistine; infatti la madre Chiara era allistina. Aldo ritornava ogni anno dai genitori ad Alliste per il periodo delle ferie, che trascorreva nel settecentesco Palazzo Maggio in piazza San Quintino e nel villino di Torre Sinfonò, costruito a fine Ottocento dal nonno, lo scalpellino Antonio Rizzo.

 

Feste e tradizioni locali

FIERE
Fiera della Madonna dell'Alto
prima domenica dopo Pasqua
Merci varie.

Fiera di San Quintino
30 ottobre al 01 novembre
Merci varie.

SAGRE
Festa del vino novello
11 novembre
Degustazione del vino in piazza.

MERCATO INFRASETTIMANALE
Il giovedì.

 

Masserie

Masseria Cisternella

Masseria Cisternella
Masseria Cisternella

La Masseria Cisternella sorge sulla serra che degrada dolcemente verso la costa ionica a circa 450 m dalla litoranea Gallipoli-Santa Maria di Leuca.

Il nome ricorda l’antica cisterna, dove si raccoglieva naturalmente l’acqua piovana che scendeva dalla sommità del declivio.

La disponibilità di una certa quantità d’acqua ha permesso lo stabilirsi nei secoli di una piccola comunità rurale che si dedicava alla pastorizia; ma, sicuramente, anche il “genius loci“ ha ispirato il massaro nella scelta. Sorse così la masseria con le abitazioni, il forno, le stalle, i recinti detti curti, costituiti da muri a secco di protezione e delimitazione. Oggi è un resort.

 

Masseria Monacelle

Masseria Monacelle
Masseria Monacelle

 

Tra il verde del parco, all’ombra delle querce secolari, dei pini, degli ulivi, la Masseria Monacelle sono un fazzoletto di tufo leccese capace di accogliere le storie dei viaggiatori che desiderano coniugare il piacere di un tempo immersi nei suoni delicati della natura, ad un’esperienza di design contemporaneo e senza eccessi. Oggi è un resort.

 

Masseria Terenzano

Masseria Terenzano
Masseria Terenzano

Masseria Terenzano a 5 chilometri a sud-ovest di Ugento ricorda il nome del villaggio distrutto dalle incursioni piratesche e spopolato dalla malaria e dalla peste. Nel 1753 a Terenzano, dal gentilizio romano Terenzio, aggregato al marchesato di Ugento e di pertinenza della famiglia d’Amore, era fiorente l’attività agricola e soprattutto la coltura dell’ ulivo. Nel periodo autunnale e invernale funzionava un trappeto, che teneva i trappitari al riparo dalla malaria.

Per Terenzano passava la via pubblica, che collegava il porto di Ugento con quello di Gallipoli.

Attualmente sono stati consolidati i ruderi delle strutture posizionate sopra il trappeto, lasciando ben visibili l’accesso alla grotta, l’ubicazione della fonte e dei tre torchi “alla calabrese”.

 

Località di mare

Capilungo

Capilungo
Capilungo

Capilungo è una località balneare della provincia di Lecce e frazione del Comune di Alliste, da cui dista circa 4 km. Si trova sul mare Ionio.

La località, esclusivamente turistica, si è sviluppata soprattutto negli ultimi anni. La qualifica di frazione risale al 1964, quando il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi la concesse su richiesta di alcuni cittadini di Alliste qui residenti.

La costa si presenta con una bassa scogliera facilmente praticabile e ricca di insenature.

 

Posto Rosso

Posto Rosso
Posto Rosso

Posto Rosso è una località balneare della provincia di Lecce e frazione del comune di Alliste.

La località, esclusivamente turistica, si è sviluppata soprattutto a partire dagli anni '70. La costa è caratterizzata da una bassa scogliera facilmente praticabile.

 

Marina di Alliste

Marina di Alliste
Marina di Alliste

Marina di Alliste è una ridente località sulla costa ionica salentina; si trova sulla litoranea che da Gallipoli (da cui dista circa 15 km) porta a Santa Maria di Leuca (da cui dista circa 25 km) e confina a nord con Torre Suda (Marina di Racale) e a sud con Torre San Giovanni (Marina di Ugento).

Non è un luogo molto frequentato dalla massa, scarso traffico e costa poco affollata. Infatti Posto Rosso è uno dei posti ideali per trascorrere delle giornate in totale tranquillità, al mare e immersi in uno scenario magico. Il paesaggio circostante il mare è verde e incontaminato, tutto ciò che si può ammirare sono spiagge di scogli, piccoli ciottoli, ulivi secolari, grotte di recente scoperta e varie specie di piante e fiori tra la macchia mediterranea.

 

Mare dei Diavoli

Mare dei diavoli
Mare dei diavoli

Un mare profondo circa una decina di metri, una vera sfida per i veri nuotatori. Qui infatti la roccia è alta 6 metri a picco direttamente sul mare. Tantissimi ragazzi si dilettano in tuffi mozzafiato con la stranissima ma bella sensazione di lanciarsi nel vuoto.

Il nome, Mare dei Diavoli, si attribuisce a questo mare deriva sia dalla sua pericolosità ma anche da una storia narrata secondo un’antica leggenda: qui naufragò una delle navi di Pirro, il Re dell’Epiro, accorso con cavalli ed elefanti in aiuto dei messapi contro la guerra dei Romani e i cartaginesi. I popoli del luogo, non avendo mai visto gli elefanti li chiamarono diavoli, vedendoli apparire dopo il naufragio.

 

Mare dei Cavalli

Mare dei Cavalli
Mare dei Cavalli

Mare dei Cavalli è Insenatura dove la costa diventa alta, fino a 4-5 metri, simile a quella vicina del Mare dei Diavoli, ha la caratteristica di avere una spiaggetta ciottolosa e una formazione di rocce stratificate che sembrano gettarsi in mare.

In questo tratto, dove la litoranea si allontana relativamente dalla costa, troviamo un lembo di macchia mediterranea con cespugli a “cuscino”

 

Pilella

Pilella
Pilella

Località di “seconde case”, Pilella si presenta a costa rocciosa bassa.

 

La roccia della costa è formata da due strati di calcare.

Quello inferiore, più compatto, è coperto da una colata rossa di pochi centimetri di spessore, su questa vi è lo strato di calcarenite più tenera. Pochi i punti agevoli per la balneazione.

 

Torri costiere

Torre Sinfonò

Torre Sinfonò
Torre Sinfonò

Detta anche Torre Sinforo o Sinfonò, dista 200 metri dalla costa, serviva per avvistare gli attacchi dei Saraceni.

 

 

 

 

 

 

 

Monumenti e luoghi di interesse

Alliste presenta sul suo territorio architetture che testimoniano la sua importanza storica e culturale. Di seguito una galleria fotografica con i luoghi di maggiore interesse.

 

Scheda tecnica

Provincia
Lecce
Sindaco

Antonio Ermenegildo Renna (lista civica)

dal 16.05.2011

Altitudine

54 m s.l.m.

Superficie

23,47 km²

Popolazione residente

6.776 (dato ISTAT al 01.01.2015)

Densità 288,71 ab./km²
Estensione comunale 23 km²
Frazioni, Marine, Località

Capilungo, Felline, Pacci, Pilella,

Posto Rosso, Cisternella

Codice postale

73040

Prefisso telefonico

0833

Targa

LE

Denominazione abitanti

Allistini

Santo patrono
San Quintino
Festa patronale

31 ottobre

Mercato settimanale Giovedì

 

Sito Istituzionale

 

Meteo

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