Copertino

Copertino - Il Castello
Copertino - Il Castello


Copertino (Cupirtinu in dialetto salentino) è un comune italiano di 24.468 abitanti della provincia di Lecce.

Situato nel Salento occidentale, è il quarto centro della provincia per popolazione. Ha dato i natali a san Giuseppe da Copertino.

 

Territorio

Posizione del comune di Copertino nella provincia di Lecce
Posizione del comune di Copertino nella provincia di Lecce

Il territorio del comune di Copertino, che si estende per 57,76 km² nella parte nord-occidentale della provincia, presenta una morfologia pianeggiante.

Il centro urbano è posizionato a circa 37 m s.l.m. e dista 17 km dal capoluogo salentino in direzione sud-ovest.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Cenni storici

Le origini del nome

Il toponimo di Copertino deriva dal termine "Cuperio" che significa capo guida dei primi fondatori; oppure deriva da Cooperio, ovvero coperchio.

Altri studi ancora sostengono che la versione più attendibile sia quella che deriva la etimologia di Copertino da Convenio o Converto, ovvero convegno o riunione, anche dall'incontro delle due parole conventio populorum: riunione, convegno, del popolo, in particolar modo dei primi profughi, rifugiatisi nel luogo per sfuggire alle incursioni arabe, questa tesi è avvalorata dal fatto che anche sullo stemma compaiono le lettere C e P che significherebbero Convento Populorum.

 

Emblema dello stemma

Stemma di Copertino
Stemma di Copertino

Lo stemma di Copertino raffigura un albero di pino con le radici in evidenza e con ai lati le lettere “C” e “P”, che significano “Convento Populorum”.

Il pino rappresentava l'albero predominante nella zona. Il primo centro abitato, secondo l’arciprete Montefusco, si sarebbe formato ad opera di immigrati greci che costruirono le loro dimore tra i boschi.

 

Le origini e la storia

I bizantini
I bizantini

Secondo la tradizione la cittadina sorse nel 560 o nel 615 d.C. dall'unione degli abitanti dispersi dei casali di Mollone, Casole, Cigliano, e Cambrò; verosimilmente il suo sviluppo potrebbe attestarsi nel 924 anno in cui i saraceni distrussero quei casali e straziarono la vicina Nardò. Raccolti in un agglomerato preesistente di origine bizantina, gli abitanti superstiti dettero vita ad una nuova comunità che chiamarono dapprima "Cittadella", ma che in seguito stabilirono di denominarla Conventino, poi Cupertino ed infine Copertino. Quale arma civica scelsero un albero di pino con le radici affioranti e ai lati del tronco apposero le lettere C e P per significare la neonata Conventio Populorum. Dunque, il primo fenomeno di aggregazione di popolazione nel territorio di Copertino ebbe inizio con la dominazione bizantina nel Salento.

 

Papa Niccolò II
Papa Niccolò II

Il contesto storico di Copertino, dopo la dominazione bizantina, risulta più chiaro, in quanto le dinastie normanno-svevo-angioine che si succedettero privilegiarono la cittadina di strutture attrattive per la popolazione. Scesi a patti col pontefice Niccolò II, i Normanni si insediarono nell'Italia Meridionale e nel 1088, per volontà del conte Goffredo edificarono in Copertino un tempio di rito latino per contrapporlo a quello di San Nicola di rito greco. Si tratta dell'attuale Chiesa Matrice che nel 1235 lo svevo Manfredi di Sicilia volle dedicare alla Vergine delle Nevi. Altra testimonianza tangibile della loro presenza in Copertino la si riscontra in alcuni tessiture murarie del Castello. A quell'epoca Copertino è definito ancora "casale" essendo privo di adeguata recinzione muraria ed i diritti feudali appartenevano a Francesco Maletta.

Nella seconda metà del Duecento, quando l'agguerrito esercito di Carlo d'Angiò annientò definitivamente gli Svevi, il casale di Copertino (insieme a quello di Carpignano), fu infeudato a Guido e Filippo De Pratis. Da questi passò a Gualtieri di Brienne, duca di Atene e conte di Lecce, il quale completò il maschio iniziato dagli Svevi e apportò ulteriori ampliamenti al castello. I Brienne, e successivamente i d'Enghien, loro eredi, divennero signori di un vasto territorio che lo elevarono a contea. Ne fu capoluogo Copertino e comprendeva le terre di Galatone, Leverano e Veglie. Con il matrimonio di Maria d'Enghien, contessa di Lecce e di Copertino, con Raimondo Orsini Del Balzo la contea fu inserita nel principato di Taranto. In occasione del matrimonio di Caterina loro figlia con il cavaliere francese Tristano di Chiaromonte, la contea passò al governo di quest'ultimo il quale ne elevò gradualmente il suo capoluogo. Fu proprio il conte Tristano, secondo la transunzione di alcuni atti che nel 1430 fece cingere per primo l'ellittico centro antico di Copertino. Si dice che costui allacciò buoni rapporti con il clero locale. Ma divenne ancor più famoso quando dette in moglie la figlia Isabella di Chiaromonte all'aragonese Ferrante, figlio di Alfonso d'Aragona ed erede al trono di Napoli.

Sul finire del XIV secolo la popolazione locale, come del resto tutte quelle dei centri feudali, si raggruppò nell'Universitas allo scopo di regolare i rapporti giurisdizionali tra il potere elettivo del popolo e gli ufficiali della regia Bagliva che rappresentavano gli interessi dei feudatari. A fianco dell'Università lottava pure il clero che non accettava il controllo della curia vescovile per esserne esente in virtù di antichi privilegi.

 

Gli aragonesi
Gli aragonesi

Tra la fine del Quattrocento e la prima metà del Cinquecento Copertino era divenuto un interessante polo commerciale grazie soprattutto alle infinite distese di uliveti i cui frutti venivano macinati in numerosi frantoi ipogei, mentre l'olio veniva trasportato nel vicino porto di Gallipoli per essere spedito nei paesi nordici. Questo relativo benessere economico favorì l'accentramento della popolazione e quindi un lento ma progressivo incremento demografico.

Nell'antico centro abitato sorgerà il Convento di San Francesco. Con l'avvento degli Aragonesi al potere, i quali lo conquistarono con l'aiuto dell'esercito spagnolo e alcuni cavalieri albanesi, nel 1498 la contea di Copertino fu concessa ai Castriota Granai, albanesi appunto, in segno di gratitudine per l'aiuto prestato. Con la loro presenza, durata quasi tutta la prima metà del Cinquecento, Copertino visse il periodo più aureo della sua storia.

A Giovanni Castriota Granai si deve la ristrutturazione del complesso monastico di Casole per affidarlo ai Minori osservanti. Suo fratello Alfonso, generale di Carlo V, ampliò e fortificò la cinta muraria. A ridosso della chiesa Matrice fondò il Monastero di Santa Chiara il cui badessato, fino al Settecento, fu retto da tutta una generazione di Castriota. Ma l'opera che maggiormente lo consegnò alla storia copertinese fu l'ampliamento del vecchio maniero il cui progetto affidò all'architetto militare Evangelista Menga. Di pari importanza fu anche lo sviluppo dell'edilizia civile incrementato dalla borghesia che scelse di stanziare a Copertino lusingata dagli stessi Castriota. Con la scomparsa di Antonio, ultimo discendente maschio di Alfonso Castriota, la contea di Copertino passò alle dipendenze del Viceregno spagnolo che nel frattempo aveva scalzato la dinastia aragonese. Fu, questa, l'epoca del baronaggio forestiero che si infiltrò e trasformò la popolazione al punto tale da farla sentire spagnola per tendenza, per lezioso cerimoniale e per umiliante soggezione al Consiglio madrileno. La contea di Copertino fu, quindi, messa all'asta e, nel 1557, venne acquistata da Vittoria D'Oria, madre dell'arrendatore genovese Uberto Squarciafico per 29.700 ducati. Da questi passò a Giulio Cesare che, morto senza eredi maschi, nel 1582 la trasferì a sua sorella Livia che, sposando Galeazzo Pinelli, la possedette col titolo di marchesato.

Sul finire del XVI secolo i copertinesi godevano un relativo benessere. È il Rinascimento di cui ne risente l'architettura civile e il cui risultato sarà la nascita di sontuosi palazzi con prospetti che saranno resi eleganti da immancabili mignani. Secondo una tradizione epigrafico-umanistica, inoltre, sulle trabeazioni di diverse dimore civili, vengono incisi motti latini che riflettono le doti umanistiche di chi le abitava. Sorgono le prime abitazioni fuori le mura che contribuiranno alla gemmazione del cosiddetto Borgo, polarizzato dal convento e dalla chiesa dei Domenicani e cernierato dal rinascimentale palazzo Capozza. Infatti, le mura del centro abitato, con i suoi ventitré torrioni e le due porte denominate del Castello a nord-est e del Malassiso a sud-est, costituiscono uno spazio decisamente angusto in confronto alla sua evoluzione demografico-spaziale. Se ne accorsero i francescani che nel feudo di Cigliano eressero un secondo convento, una grancia che chiamarono della Grottella. E, sul finire del Cinquecento vi giunsero anche i padri Cappuccini. Ben sei complessi conventuali, quindi, vi sorgevano sul finire del XVI secolo. L'incessante sviluppo e la diffusione della cultura umanistica, sui quali presidiava la religiosità del peccato, indussero i laici e il clero a costituire un Ospedale capace di far fronte alle richieste dei pellegrini, dei malati e dei più poveri del paese.

Ma Copertino non fu solo terra di monaci e di preti. Qui, nel 1580 ad opera del canonico don Cesare Desa sorse anche la prima tipografia stabile di tutta la Terra d'Otranto. Ma parallelamente all'arte della stampa si andava affermando anche quella pittorica con la presenza di Gianserio Strafella. Intanto agli Squarciafico erano subentrati i Pignatelli. Anna Francesca Pinelli e il principe di Belmonte, Antonio Pignatelli, infatti, furono i padroni e i signori di Copertino fino all'eversione della feudalità.

 

San Giuseppe da Copertino
San Giuseppe da Copertino

Siamo nel Seicento, dunque, e Copertino vive i fasti della storia con i prodigi del suo figlio maggiore: fra' Giuseppe Desa da Copertino. Un francescano dai miracolosi prodigi che, dopo il transito terreno, la Chiesa elevò agli onori degli altari. Pervaso di religiosità e di misticismo questo secolo fu, per Copertino, quello in cui si segnalavano anche i prodigi del riformato fra Silvestro Calia e quelli del domenicano padre Michele Marzano. Mentre per l'arte, faceva parlare di sé la pittura controriformista del cappuccino fra Angelo da Copertino. Per la scultura emergeva Giovanni Donato Chiarello e per l'architettura Ambrogio Martinelli. Tra i costruttori vanno citati Adriano Preite, Evangelio Profilo e la famiglia di capomastri Verdesca.

È noto che il Settecento fu segnato da carestie, terremoti e pestilenze. Ma Copertino se sembrò sfuggire a questi infausti eventi non poté salvarsi, invece, dalla morsa fiscale dei Borbone che, proprio nel 1742, sferrarono quell'ingegnoso attacco che si chiamò Catasto onciario. La rivoluzione napoletana del 1799 aprì le porte del Regno di Napoli ai francesi. Teoricamente scomparvero le angherie feudali (decime e ridecime baronali), ma persistette la prepotenza di chi mal sopportava di essere stato privato di tanto gratuito benessere. Il matrimonio tra la figlia di Francesca Pinelli ed Antonio Pignatelli, Francesca Paolina, con Angelo Granito di Belmonte, infatti, rappresentò l'ultima nota di una feudalità titolata, ma ormai priva di potere.

 

Statuto dell'Ordine della Carboneria
Statuto dell'Ordine della Carboneria

Per Copertino inizia l'era contemporanea. Un lungo e faticoso cammino interesserà il paese il quale impiegherà tutto l'Ottocento per scrollarsi quei retaggi di un feudalesimo che ne aveva blindato il sapere e le energie dei suoi uomini. La legislazione dei napoleonidi, infatti, non troverà ancora uomini pronti a riscattare Copertino da lungo torpore. Il Regio Demanio collocherà ancora una volta uomini avidi di cose e di potere. La ridefinizione dei confini territoriali non assegnerà a Copertino nemmeno una marina, nonostante in antico regime i copertinesi provvedevano alla manutenzione della torre Squillace (o Scianuli). I suoi conventi e le sue chiese saranno depredati da cosiddetti ricevitori del Demanio che si impossesseranno delle opere d'arte o le faranno migrare altrove. Al breve periodo dei napoleonidi subentrarono nuovamente i Borbone. Gli animi dei copertinesi cominciarono a ribellarsi.

Si costituiranno anche qui sette carbonare con l'unico scopo di sensibilizzare gli animi a fare l'Italia unita. Le lotte si susseguirono fino a quando anche i Borbone non cederanno il passo alla volontà plebiscitaria. I copertinesi chiamati al voto plebiscitario furono, dunque, 1.420. In Terra d'Otranto votarono "si" in 94.570 mentre i "no" furono solo 929. Finalmente, il 21 gennaio 1861 venivano fissate le prime elezioni politiche. Il 14 marzo si apriva a Torino il primo Parlamento italiano. All'indomani dell'unificazione nazionale Copertino attraverserà una seconda faticosa fase di crescita. Tutti gli sforzi furono indirizzati alla bonifica del centro urbano, a rendere le strade praticabili ed applicare tutta una serie di regolamenti che ne scandiranno il vivere civile. Un circolo di lettura, un teatro comunale, l'illuminazione delle strade con lampioni a petrolio sanciranno definitivamente l'affermazione della città borghese.

Nuovo slancio ebbe la cultura copertinese, con la costruzione, durante il Fascismo, della prima scuola, situata in via Roma e che ora prende il nome di I Istituto Comprensivo.

 

Personaggi illustri

Maria D'Enghien (Copertino, 1367 – Lecce, 9 maggio 1446) è contessa di Lecce, principessa di Taranto e regina di Napoli.

Tristano Chiaromonte (Copertino, XV secolo) è conte di Copertino.

Isabella Chiaromonte (Copertino, 1424 – Napoli, 30 marzo 1465) sposa Ferrante D’Aragona ed è così che diviene regina di Napoli.

Alfonso Castriota (1480 ca – 1544 ca) è nominato nell’ottobre del 1519 governatore di Terra d'Otranto con incarico triennale e l'anno dopo gli viene confermato il comando di una truppa di 500 cavalieri.

Evangelista Menga (Francavilla Fontana, 1480 ca – 1571 ca) è un architetto militare di Carlo V. E’ autore dei progetti del Castello di Copertino.

Gianserio Strafella (Copertino, ca. 1520 – 1573; secondo altre fonti 1506-1577) è un pittore manierista. In suo onore è stato chiamato l'istituto comprensivo polo 1 più antico della città, risalente ad epoca fascista.

Evangelio Profilo (Copertino, 1571 – Copertino, 1655) è un costruttore.

Fra Silvestro Calia, al secolo Giovanni Paolo Calia (Copertino, 31 gennaio 1581 – 18 luglio 1621) è un frate.

Giuseppe da Copertino, al secolo Giuseppe Maria Desa (Copertino, 17 giugno 1603 – Osimo, 18 settembre 1663) è un sacerdote religioso, appartenente all'Ordine dei Frati Minori Conventuali. Viene proclamato santo da papa Clemente XIII nel 1767.

Fra Angelo da Copertino (nasce a Copertino il 4 marzo 1609) è un pittore dell'ordine dei minori Cappuccini di Terra d'Otranto.

Giovanni Donato Chiarello (Copertino, XVII secolo) è uno scultore.

Ambrogio Martinelli (XVII secolo) è uno scultore.

Adriano Preite (Copertino, 18 ottobre 1724 – Copertino, 13 marzo 1804) è un architetto, attivo principalmente nel Salento.

I Verdesca (Copertino, XVIII – XIX secolo) sono una famiglia di capomastri.

 

Giuseppe Leopoldo Quarta (nasce a Copertino il 28 dicembre 1857) è un avvocato, storico e letterato.


Giuseppe Calasso (Copertino, 16 ottobre 1899 – Copertino, 16 settembre 1983) è un politico.

Cristina Conchiglia, coniugata Calasso (Brindisi, 4 gennaio 1923 – Copertino, 5 maggio 2013) è una sindacalista e politica. Dirigente della Cgil e del PCI, è stata sindaco di Copertino e deputata dal 1976 al 1983.

Rosalba De Carlo (Copertino, 11 ottobre 1939) è una cuoca, Maestra di Cucina. È stata il Caso Studio di una conferenza sulla gastronomia salentina patrocinata dalla Commissione Nazionale Italiana dell’UNESCO e dall’ISNART.

Antonio Prete (Copertino, 1939) è un critico letterario, insegnante e scrittore.

Adriano Pappalardo (Copertino, 25 marzo 1945) è un cantante e attore.

Salvatore Antonio Nobile (Copertino, 12 gennaio 1964) è un allenatore di calcio ed ex calciatore.

Stefano Trinchera (Copertino, 10 gennaio 1974) è un calciatore, di ruolo difensore.

Andrea "Andro" Mariano (Copertino, 26 marzo 1978) è un componente del gruppo musicale dei Negramaro.

Giuliano Sangiorgi (Nardò, 24 gennaio 1979) è un cantautore, chitarrista e pianista nonché fondatore, compositore delle musiche e frontman del gruppo musicale dei Negramaro. Ha sempre vissuto a Copertino.

Anna Vania Mello (Copertino, 27 febbraio 1979) è un'ex pallavolista.

Fabio Ciccarese (Copertino, 19 novembre 1980) è un ex ciclista; professionista fino al 2012 e campione italiano 2009-2010.

Dario Vangeli (Copertino, 3 gennaio 1988) è un pugile.

 

Feste e tradizioni locali

FESTE PATRONALI
Festa della Madonna della Grottella
Aprile
Il primo martedì dopo Pasqua si celebra la Madonna della Grottella.

Festa della Madonna della Neve
5 agosto
Durante la festa i diversi quartieri della città si sfidano tra loro attraverso antichi giochi. Il tutto si conclude con una sfilata che vede la partecipazione degli stessi abitanti vestiti con abiti in uso nel paese durante il periodo di costruzione della Basilica "Sancta Maria ad Nives".

Festa patronale San Giuseppe da Copertino
16-17-18-19 settembre
La festa comincia il 16 settembre e si conclude con un concerto il 19 dello stesso mese. In questo mese, il paese ospita il "meeting dei giovani" organizzato dai frati minori conventuali di Puglia. Tale incontro, della durata di due giorni, si conclude con l'affidamento del nuovo anno scolastico a S. Giuseppe da Copertino.

SAGRE
Festa della birra
Luglio
Nel mese di luglio si svolge la festa della birra.

EVENTI
Carnevale di Copertino
Febbraio
In questo mese si festeggia il carnevale. Maschera tradizionale del paese è Lu Paulinu.

MERCATO INFRASETTIMANALE
Il martedì.

 

Masserie

Masseria San Giovanni

Masseria San Giovanni
Masseria San Giovanni

Masseria Li Monaci

Masseria Li Monaci
Masseria Li Monaci

Masseria Fortificata La Torre

Masseria Fortificata La Torre
Masseria Fortificata La Torre

Masseria Bassi o Basci

Masseria Bassi o Basci
Masseria Bassi o Basci

Masseria Mollone

Masseria Mollone
Masseria Mollone

Masseria Spezzaferri

Masseria Spezzaferri
Masseria Spezzaferri

Masseria Voluzzi

Masseria Voluzzi
Masseria Voluzzi

Masseria La Cornula

Masseria La Cornula
Masseria La Cornula

Masseria Chelli

Masseria Chelli
Masseria Chelli

Masseria Canturato

Masseria Canturato
Masseria Canturato

Monumenti e luoghi d'interesse

Copertino presenta sul suo territorio architetture che testimoniano la sua importanza storica e culturale. Di seguito una galleria fotografica con i luoghi di maggiore interesse.

 

Scheda tecnica

Provincia
Lecce
Sindaco

Sandrina Schito (lista civica)

dal 09.06.2014

Altitudine

34 m s.l.m.

Superficie

57,76 km²

Popolazione residente

24.347 (dato ISTAT al 01.01.2015)

Densità 421,52 ab./km²
Estensione comunale 57 km²
Frazioni, Marine, Località
-
Codice postale

73043

Prefisso telefonico

0832

Targa

LE

Denominazione abitanti

Copertinesi

Santo patrono
San Giuseppe da Copertino
Festa patronale

18 settembre

Mercato settimanale Martedì

 

Sito Istituzionale

 

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