Galatina

Galatina - Piazza
Galatina - Piazza

 

Galatina (San Pietro in Galatina fino al 1861, As Pètro in griko, Sampietrù in dialetto locale) è un comune italiano di 27.084 abitanti della provincia di Lecce.

Situato nel Salento centrale, è il terzo centro della provincia per numero di abitanti e uno dei centri più popolosi dell'area meridionale della Puglia. Dista 20 km dal capoluogo in direzione sud.

Sede ospedaliera e fieristica, si fregia per regio decreto del titolo di città dal 20 luglio 1793; aderisce all'Associazione Nazionale Città del Vino ed è città d'arte.

Frazioni: Collemeto, Noha, Santa Barbara, Aeroporto, Mariantonio.

 

Territorio

Posizione del comune di Galatina nella provincia di Lecce
Posizione del comune di Galatina nella provincia di Lecce

La città sorge sul declivio orientale di una leggera altura, con il centro storico a 78 m s.l.m. costruito in modo da raccogliere in profonde cisterne scavate nel calcare l'acqua piovana che scende da ovest. Il territorio circostante degrada fino a 39 metri s.l.m. in direzione di Soleto mentre il punto più alto raggiunge gli 84 metri s.l.m. in direzione di Galatone.

L'abitato si estende per circa 4 chilometri sull'asse est-ovest essendo limitato a nord dalla ferrovia ed a sud-est dal cementificio e dal cimitero. La terra rossa è molto fertile ed in alcuni punti anche argillosa. Le coltivazioni principali sono la vite e l'ulivo anche se con l'utilizzo dei pozzi artesiani è stata possibile la produzione di primizie ortofrutticole. Oltre al tabacco vi si produce la tipica patata novella sieglinde da esportazione.

 

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Cenni storici

Le origini del nome

Galatina avrebbe come origine etimologica il termine "Galathena" che a sua volta deriva dall'etimo greco gala-gàlactos, cioè latte, questo perché la zona intorno era feconda, fertile e produttivo di pascoli e di latticini. Secondo altri studi si ritiene che il toponimo "Galatina" derivi dal nome greco Galatos.

Altri ritengono che le origini di Galatina le si debba ai Tessali e che per questo il toponimo è legato al nome di Galatena, la città di provenienza di quel popolo. Altri ancora sostengono che le origini etimologiche del nome Galatina discendano dal nome di Galata, figlia di Teseo.

 

Emblema dello stemma

Stemma di Galatina
Stemma di Galatina

Lo stemma di Galatina comprende tre parti: la civetta; le Chiavi del Vicario di Cristo e le parole Adversus hanc petram portae inferi non praevalebunt; ed infine la corona.

La civetta è un simbolo risalente all'epoca della fondazione a dimostrazione che la cittadina è stata sotto la dominazione greca.

Poi vi sono le Chiavi del Vicario di Cristo e le parole: Adversus hanc petram portae inferi non praevalebunt. Il significato di queste parole è il seguente: le porte dell'inferno (in altre parole: le forze del male) non vinceranno su questa pietra (ovvero sulla città di Galatina, auspicando per questa sola cittadina quel che nel vangelo è affermato da Cristo a favore della Chiesa). La presenza delle Chiavi del Vicario di Cristo si ha per concessione di papa Urbano VI.

Il brano evangelico di San Matteo non appare più sullo stemma di oggi.

L'unico stemma italiano a fregiarsi della presenza delle chiavi del papa è quello di Galatina.

Infine in cima allo stemma è presente la corona, che sta a ricordare quello che è accaduto nel medioevo; infatti Galatina era città demaniale e molto meglio di altre città si oppose alle aggressioni dei nemici di Alfonso II.

La corona è stata concessa a Galatina, nel 1793, per volere di Ferdinando IV di Borbone. Grazie a tale concessione Galatina si elevò al grado di "città" e le vennero conferiti i privilegi di "baronia".

Nello stemma di Galatina è rappresentata la storia intera della città: è stata centro di origine greca e ateniese; è stata una colonia dedicata alla dea Minerva, protettrice di Atene (la civetta è il simbolo di questa dea); Galatina è stata scelta dai papi Marziano III e Urbano VI in qualità di centro di affermazione della Santa chiesa romana e del rito latino; infine la corona indica i meriti guadagnati da questa cittadina nella guerra contro l'invasione dello straniero a scapito della sovranità e del popolo.

La civetta è entrata a far parte dello stemma galatinese nel 1300. Successivamente sono state aggiunte le chiavi incrociate. La "corona" è inserita solo molto dopo: si tratta di un elemento di significato amministrativo e burocratico (privilegi mercantili, immunità giuridiche ed esoneri fiscali rispetto alle terre circostanti della Terra d'Otranto).

 

Le origini e la storia

Mura di Galatina nel '500
Mura di Galatina nel '500

 

Riferimenti della foto in alto:
1 Porta della Piazza (1566)
2 Castello ducale
3 Porta S.Pietro o Porta Nuova
4 Torre Papadia (Tra il Carmine e le Anime)
5 Porta San Giorgio (poi dei Cappuccini)
6 Torre Capano
7 Porta Santa Caterina (1574)
8 Torrione Nachi
9 Porta Luce (la più antica e ricostruita nel 1795)

 

 

Il primo documento storico che parla di Galatina è un atto notarile del 1178 in cui viene citato il casale Sancti Petri in Galatina. La tradizione vuole infatti che l'apostolo San Pietro si fermasse in questo luogo nel suo viaggio da Antiochia a Roma. Solo dopo l'Unità d'Italia, nel 1861, la città riprese il suo nome originario di Galatina.

Nel medioevo faceva parte della contea di Soleto con Ugo e Raimondo del Balzo. Da questi passò al nipote Nicolò Orsini e quindi al suo secondogenito Raimondello. Questo magnifico principe vi fece costruire nel 1391 la Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria quale ex voto per essere tornato vittorioso dalla Terrasanta con una reliquia della Santa. Anche il figlio di Raimondello, Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, sepolto col padre nell'abside della chiesa, ingrandì e completò l'opera con l'annesso convento ed un ospedale dotandoli di cospicue rendite fondiarie. Il feudo di Aradeo prima e poi quelli di Bagnolo del Salento, Torrepaduli e Collemeto erano sotto la giurisdizione del Convento di Santa Caterina tanto che fu necessario nominare un amministratore.

Venne fin d'allora fissato il mercato settimanale al giovedì, e la grande fiera di bestiame di Santa Caterina al cadere del 25 novembre di ogni anno. Entrambi si svolgevano nel Largo Fontana, attuale Piazza Alighieri, attirando visitatori e mercanti di bestiame da ogni parte del Meridione. Qui i forestieri, nelle notti precedenti il mercato, potevano riposare e dissetare i loro animali, fruire di essenziali servizi tra cui la fontana: un grande pozzo d'acqua sorgiva scavato al centro dello spazio.

L'ospedale, i servizi civici, la chiesa di Santa Caterina, il mercato del giovedì e altre attività commerciali permetteranno a San Pietro in Galatina di ingrandirsi velocemente. Tra il 1459 e il 1463, Galatina ha circa 2.900 abitanti contro i circa 1.100 di Soleto.

Alla morte del principe Giovanni Antonio Orsini Del Balzo la città si era così ingrandita da essere elevata a ducato nel 1485 quando fu data dal re di Napoli Ferrante d'Aragona a Giovanni Castriota Scanderbeg per i servizi resi nella lotta di successione agli Angioini. Giovanni, figlio di Giorgio Castriota Scanderbeg, e suo figlio Ferrante furono il primo e secondo duca di Galatina.

Sotto i Castriota si ebbe una fioritura culturale ed oltre al sorgere di una corte, videro i natali anche il "canzoniere" di Vernaleone, il cui figlio fu amico di Tommaso Campanella, il mistico Pietro "Galatino", i filosofi Marcantonio Zimara, Francesco Cavoti, gli scultori Nicola Ferrando e Nuzzo Barba e il misterioso pittore Lavinio Zappa.

L'unica figlia legittima del Duca Ferrante, Irene Castriota Scanderbeg (3ª duchessa di San Pietro in Galatina), nata da Andreana Acquaviva d'Aragona dei Duchi di Nardò, portò il ducato di Galatina e la contea di Soleto nella famiglia Sanseverino dopo il suo matrimonio nel 1539 con il principe di Bisignano Pietro Antonio Sanseverino appartenente ad una nobile famiglia napoletana.

A questo periodo risalgono le attuali porte e mura di Galatina. Delle originali cinque porte della città è possibile ammirare ancora oggi solo Porta Nuova (a nord), Porta Luce (a ovest) e Porta Cappuccini (a est), nulla è rimasto, invece, della Porta di Santa Caterina (a sud) e di quella che si trovava all'imboccatura di Piazza Alighieri (Porta della Piazza).

 

Il Castello di Galatina
Il Castello di Galatina

 

Nel 1565 Irene morì a Cassano Calabro e nel 1569 il figlio Niccolò Bernardino Sanseverino venne a Galatina con la moglie Isabella della Rovere principessa di Urbino. Furono accolti con archi trionfali, fochi artificiali e luminari per le strade (da G.Vacca - Un'inedita cronaca galatinese del cinquecento).

Nel 1615 Galatina e Noha furono cedute per i debiti degli eredi di Niccolò Bernardino Sanseverino (Morano 1541-Napoli 1606), principe di Bisignano, Morano e Corigliano Calabro, alla nobile famiglia genovese Spinola banchieri del Regno.

Dell'ingresso di Giovan Battista Spinola e della moglie Maria nella città di San Pietro in Galatina nel 1616 esiste una rappresentazione in argento sbalzato e cesellato facente parte della collezione della famiglia Spinola in Genova che assieme ad altre quattro costituiva uno degli elementi decorativi esterni di un cofanetto. Il figlio Giovan Filippo Spinola (1610-1660) commissionò all'olandese Mattheus Melijn l'esecuzione del manufatto in argento durante la sua permanenza a Genova dal 1630 al 1639 e sposò nel 1656 la cugina Veronica Spinola erede del principato di Molfetta. A Giovan Battista Spinola succedettero prima il figlio Gio.Maria (1602-1666) e poi il nipote Francesco Maria Spinola (1659-1727) che, diventato duca di Sabbioneta nel 1693, lasciò la residenza di Galatina al vescovo Santander. Da suo figlio Gio.Filippo (1677-1753) il titolo di duca di San Pietro in Galatina passò dapprima al primogenito Francesco Maria Spinola (1712-1754) e poi al secondogenito Gio.Giuseppe (1714-1784).

Non avendo quest'ultimo avuto figli nel 1784 passò alla sorella Maria Teresa che nel 1741 aveva sposato il nobile milanese Gio.Battista Gallarati Scotti. Quest'ultimo nel 1731 aveva ereditato dal patrigno conte Scotti cognome e feudi e alle sue proprietà lombarde il Ducato di San Pietro in Galatina ed il principato di Molfetta eredidati dalla moglie. Ultimo feudatario di Galatina il discendente Carlo Gallarati Scotti (1775-1840) fino al 1806 (anno in cui fu soppressa la feudalità) ma che ebbe confermati i suoi titoli nobiliari dal governo austriaco nel 1816 per la parte lombarda e nel 1828 dal re di Napoli per quella pugliese.

Il 20 luglio 1793 Galatina, con decreto di Ferdinando IV, fu dichiarata città.

 

Personaggi illustri

Glicerio de Persona, noto anche come Glycerius o Glicisius de Matino (Mottola, 1235 circa – Brindisi, 22 aprile 1269) è un signore feudale, fedele alla dinastia imperiale sveva. Fu signore delle terre di Soleto (comprendente Cutrofiano, San Pietro in Galatina, Sternatia, Zollino, Sogliano e Aradeo), di Matino, di Ceglie del Gualdo e Mottola.


Stefano Argercolo de Pendinellis (Galatina, 1403 – Otranto, 1480) è un arcivescovo di Otranto, ucciso dai Turchi durante l'eccidio del 1480.

Pietro Colonna, detto Il Galatino (Galatina, 1460 – Roma, 1540) è un letterato e teologo.

Marcantonio Zimara o Zimarra (San Pietro in Galatina, ca. 1470 – Padova, ca. 1532) è un filosofo e medico.

Federico Mezio (Galatina, 20 novembre 1551 - Termoli, 1612) è un sacerdote di rito greco e vescovo di Termoli dal 1602. E’ inoltre un famoso traduttore dal greco al latino.

Alessandro Tommaso Arcudi (San Pietro in Galatina, 1655 – Andrano, 1718) è uno scrittore, domenicano e letterato.

Giuseppe Lillo (Galatina, 26 febbraio 1814 – Napoli, 4 febbraio 1863) è un compositore.

Pietro Cavoti (Galatina, 28 dicembre 1819 – Galatina, 2 febbraio 1890) è un artista, pittore e studioso dell'arte.

Nicola Bardoscia (Galatina, 1821 - Galatina, 1913) è il primo deputato galatinese al parlamento del Regno d'Italia eletto nel 1880 e nel 1882.

Pietro Siciliani (Galatina, 19 settembre 1832 – Firenze, 28 dicembre 1885) è un pedagogista, filosofo e medico.

Gioacchino Toma (Galatina, 24 gennaio 1836 – Napoli, 12 gennaio 1891) è un pittore e patriota, tra i maggiori dell'Ottocento napoletano e tra i più originali del suo tempo in Italia.

Luigi Viola (Galatina, 1851 – Taranto, 1924) è un archeologo.

Antonio Vallone (Galatina, 1858 - Galatina, 1925) è un deputato al parlamento del Regno d'Italia eletto nel 1900, 1904, 1919 e nel 1921.

Gaetano Martinez (Galatina, 14 novembre 1892 – Roma, 2 ottobre 1951) è uno scultore.

Luigi Vallone (Galatina, 29 marzo 1907 – Galatina, 14 novembre 1972) è un politico. È deputato all'Assemblea Costituente (1946-1948) e deputato alla Camera nella I legislatura (1948-1953). È anche uno dei fondatori della Banca del Salento. Figlio di Antonio Vallone.

Beniamino De Maria (Galatina, 7 agosto 1911 – Galatina, 8 marzo 1994) è un politico. È deputato all'Assemblea Costituente e deputato alla Camera dalla I alla VI legislatura dal 1946 al 1975.

Fortunato Cesari (Galatina, 17 marzo 1912 – Radama, 8 novembre 1936) è un aviatore.

Mario Finizzi (Galatina, 1914 – Galatina, 1978) è un senatore della Repubblica e politico Liberale.

Aldo Vallone (Galatina, 1º novembre 1916 – 23 giugno 2002) è un letterato.

Mons. Antonio Antonaci (Galatina, 9 giugno 1920 – Galatina, 26 settembre 2011) è un filosofo storico autore di libri di storia locale (“Galatina - storia ed arte”, “Muro leccese”, “Otranto cuore del Salento”) nonché autore di testi filosofici (“Filosofia della scienza alla vigilia dell'età Galileiana”, Cosmogonia della Genesi”, “Marcantonio Zimara”, “I processi di beatificazione dei Martiri di Otranto Ricerche sul neoplatonismo del rinascimento Francesco Patrizi da Cherso”).

Donato Moro (Galatina, 1924 - Galatina, 1997) è un pedagogo e poeta.

Zeffirino Rizzelli (Galatina, 1926 - Galatina, 2007) è un letterato, giornalista e politico.

Aldo Bello (Galatina, 7 settembre 1937 – Roma, 26 dicembre 2011) è un giornalista, scrittore e poeta.

Antonio Mele, in arte Melanton (Galatina, 13 luglio 1942) è un disegnatore.

Vincenzo Pisanello (Galatina, 3 maggio 1959) è un vescovo cattolico.


Francesca Carmela Antonaci, nota con il nome d'arte di Gegia (Galatina, 16 luglio 1959) è un'attrice, conduttrice televisiva e cantante.

Pietrantonio Colazzo (Galatina, 1962 - Kabul, 2010) è un agente dell'Aise, ucciso a Kabul durante un attacco terroristico dei talebani..

Rodolfo Giovanni Marra, noto come Rudy (Galatina, 2 settembre 1964) è un cantautore e scrittore.

Dolcenera, nome d'arte di Emanuela Trane (Galatina, 16 maggio 1977) è una cantautrice.

Antonio Ancora (Galatina, 1981) è il cantante del gruppo musicale Aram Quartet.

Alessandra Amoroso (Galatina, 12 agosto 1986) è una cantante e personaggio televisivo.

 

Feste e tradizioni locali

FESTE PATRONALI
Festa Santi Pietro e Paolo
28-29-30 giugno
La tradizione racconta che i due santi fecero tappa a Galatina durante i loro viaggi di evangelizzazione.

San Pietro, nel viaggio da Otranto a Taranto, fece tappa a Galatina. Si racconta che San Pietro si sia fermato nel podere "Pisanello" in contrada San Vito e qui trovò riposo su una grossa pietra che attualmente viene custodita nella Chiesa Matrice. Per questo i galatinesi scelsero l'apostolo come protettore e a lui fu dedicata la Chiesa Matrice e la città prese il nome di "San Pietro in Galatina". Col tempo ritornò poi ad essere Galatina.

L'apostolo Paolo fu ospitato da un religioso galatinese nella propria casa, dove poi venne edificata una cappella oggi chiamata la Chiesetta di San Paolo. In quella casa esisteva un pozzo, (tuttora è possibile trovarne traccia), la cui acqua aveva il potere di guarire quanti venivano morsicati da animali velenosi. Al feudo di Galatina il santo concesse l'immunità dal veleno dei serpenti e da ogni altro animale velenoso, soprattutto le tarantole.

Ogni anno nel giorno della festa le tarantate accorrevano per invocare la guarigione.
Chi accompagnava la tarantata attingeva acqua da quel pozzo con un secchio e la dava da bere alla donna che ne bevevo tanta fino a vomitarla tutta nel pozzo dove comparivano serpenti che tentavano di afferrarla. Chiusa l'imboccatura del pozzo con il coperchio il miracolo era compiuto.

Agli inizi degli anni cinquanta il pozzo, con ordinanza del sindaco, venne fatto murare per motivi igienici dopo che la falda si era inaridita.

Col tempo il rito delle tarantate è andato via via scomparendo.

In concomitanza con i festeggiamenti dei Santi Patroni Pietro e Paolo,  da un anno si riapre al pubblico, ristrutturata da poco, la Cappella di San Paolo, piccola costruzione barocca risalente al XVIII secolo, la stessa dove sgorgava l'acqua che aveva il potere di guarire quanti venivano morsi dalle "tarantole".

FIERE
Mostra Ornitologica
2ª-3ª decade di novembre

Fiera di Santa Caterina
3ª decade di novembre

Fiorsalento
8/11 aprile
Piante e fiori

Lecce - Arredo
23 aprile - 2 maggio
Mobili e complementi d'arredo

Fiera della Madonna della "Cuddrura"
Lunedì in Albis (Noha)
Bestiame e merci varie

Fiera della Madonna della Luce
4° giovedì dopo Pasqua
Articoli in terracotta

Artistika
3ª decade di maggio
Culture in mostra

Fiera Nazionale Industria, Commercio e Artigianato
24/30 giugno
Merci varie. Istituita nel 1948

Fiera Madonna di Costantinopoli
Ultima domenica di luglio
Bestiame

Mostra prodotto tipico pugliese
3ª decade di settembre
Prodotti tipici locali

Fiera di S. Michele Arcangelo
29-30 settembre (Noha)
Bestiame e merci varie

SAGRE
Sagra dell'Anguria (Collemeto)
3ª decade di luglio

Sagra del Peperone e della Melanzana (Collemeto)
2ª decade di agosto

Calici di stelle
10 agosto
Degustazione di vino nel centro storico

Birrainfiera
3ª decade di luglio
Birra e prodotti tipici

Sagra dell'uva
1ª/2ª decade di settembre (S. Barbara)
Uva e specialità gastronomiche

EVENTI
Raduno Bandistico "Città di Galatina"
Prima decade di luglio
Manifestazione musicale.

Giovani Realtà
Luglio
Manifestazione canora.

Galatina in moda Sfilata di alta moda
3ª decade di luglio

La notte medievale Centro Storico
2ª metà di luglio

Motorshow del Salento
2ª decade di marzo
Esposizione motori

Raduno Auto e Moto d'epoca
2ª decade di settembre
Esposizione d'auto e moto d'epoca

MERCATO INFRASETTIMANALE
Il giovedì.

 

Masserie

Masseria Colabaldi

Masseria Colabaldi
Masseria Colabaldi

La Masseria Colabaldi è sorta nel ‘500; sul portale è infatti riportata la data del 1595.

Ma il sito si ritiene sia stato frequentato in età ancor più antica, forse già ai tempi dei romani. Questi avrebbero costruito una torre di avvistamento, successivamente utilizzata dai monaci basiliani che la adattarono a convento e che costruirono la Chiesa di San Teodoro, ora inglobata all’interno della struttura rurale.

Come tutte le antiche masserie del Salento, il sito è indubbiamente suggestivo, tanto che negli anni scorsi le associazioni cittadine e gli abitanti di Noha hanno realizzato all’interno un bellissimo presepe vivente.

La struttura è di proprietà privata e l’area in cui si trova prevede la costruzione di edifici di edilizia residenziale. C’è da sperare che il contesto non venga stravolto e che si prendano tutti gli accorgimenti necessari per limitare l’impatto ambientale e visivo sulla zona. Quanto la struttura possa essere in futuro, come in passato, nella disponibilità delle iniziative della collettiva di questo piccolo ma attivo centro salentino, resta tutto da capire.

 

Masseria Montisani

Masseria Montisani
Masseria Montisani

 

La Masseria Montisani, edificata intorno al 1500 e più volte rimaneggiata, appartenne alla famiglia De Vito e poi a quella Andriani.

All’interno della cinta fortificata si conservano l’edificio turriforme, una cappella, il trappeto, il fienile e vari ambienti di lavoro. La signorilità del complesso edilizio è testimoniata dal raffinato disegno delle volte che coprono il salone del piano superiore della torre, dai mascheroni delle mensole che reggono le caditoie, dal monumentale camino e dai motivi decorativi di alcune mensole che si trovano nel trappeto oleario.

La masseria fortificata doveva essere destinata anche alla villeggiatura dei proprietari che, dalle alture delle Serre di Montisani, potevano dominare sulle fertili campagne del bacino di Galatina.

Lo stemma posto sulla monumentale torre colombaia cilindrica è della famiglia De Vito.

 

Masseria Torre Pinta

Masseria Torre Pinta
Masseria Torre Pinta

La Masseria Torre Pinta si trova sul luogo dell’antico Casale di Torre Pinta o Absiliano risalente al XII secolo; la struttura però risale a metà del XVI secolo.

 

Nel cortile del complesso masserizio è presente uno stabilimento un tempo utilizzato come fabbrica di tabacco; all’esterno, invece, si trovano una chiesa settecentesca, alla quale sono addossate delle casette un tempo abitate dai coloni, ed un trappeto ipogeo.

 

Oggi la masseria è di proprietà privata ed è sede di un'azienda agricola a conduzione familiare.

 

Masseria Ristoppia o Ristoppini

Masseria Ristoppia o Ristoppini
Masseria Ristoppia o Ristoppini

Di recente restaurata, la Masseria Ristoppia o Ristoppini oggi è destinata alla ricezione turistica.

Masseria Li Belli piccolo

Masseria Li Belli piccolo
Masseria Li Belli piccolo

La Masseria Li Belli Piccolo si trova a pochi km da Lecce e vi si allevano circa trecento ovini di razza sarda. Si alimentano di foraggere coltivate sul posto e di essenze spontanee presenti nella zona di pascolo naturale. L’azienda aderisce al programma agroambientalle regionale e certifica le produzioni vegetali come biologiche attraverso la società di certificazione Ecocert. Il corpo aziendale è di circa 200 ettari, di cui 115 a seminativi e pascoli, 70 a oliveti secolari, 15 a oliveti di nuovo impianto.

È una masseria storica, con la tipica disposizione degli edifici intorno ad una grande corte. Il nucleo più antico risale al ‘600. Dell’arte di fare ricotte e formaggi pecorini, con le varie stagionature, si occupa Sebastiano. La proprietà e la conduzione sono di Anna Marra. La masseria Li Belli, vicinissima al QuoquoMuseo del Gusto, ne costituisce sezione di laboratorio per l’arte dei pecorini fatti secondo tradizione e le degustazioni guidate.

 

Monumenti e luoghi di interesse

La Città di Galatina presenta sul suo territorio architetture che testimoniano la sua importanza storica e culturale. Di seguito una galleria fotografica con i luoghi di maggiore interesse.

 

Scheda tecnica

Provincia
Lecce
Sindaco

Cosimo Montagna (centro-sinistra)

dal 21.05.2012

Altitudine

75 m s.l.m.

Superficie

81,62 km²

Popolazione residente

27.216 (dato ISTAT al 01.01.2015)

Densità 333,45 ab./km²
Estensione comunale 82 km²
Frazioni, Marine, Località

Collemeto, Noha, Santa Barbara,

Aeroporto, Mariantonio

Codice postale

73013

Prefisso telefonico

0836

Targa

LE

Denominazione abitanti

Galatinesi

Santo patrono
San Pietro e Paolo
Festa patronale

29 giugno

Mercato settimanale Giovedì

 

Sito Istituzionale

 

Meteo

Dove siamo