Gallipoli

Gallipoli - Città Vecchia
Gallipoli - Città Vecchia

 

Gallipoli (Caḍḍhrìpuli o Caddhìpuli in dialetto gallipolino e in greco salentino, Gallipolis o Callipolis in latino, Καλλίπολις in greco classico, traslitterato Kallìpolis, Anxa in messapico) è un comune italiano di 20.169 abitanti della provincia di Lecce.

Situato lungo la costa occidentale della penisola salentina, è il quinto centro della provincia per numero di abitanti. È sede, insieme a Nardò, della diocesi di Nardò-Gallipoli. La città è protesa sul mar Ionio ed è divisa in due parti: il borgo e il centro storico. Di notevole importanza storico-naturalistica è l'Isola di Sant'Andrea, circa un miglio al largo del centro storico, caratterizzata dalla presenza di animali selvatici, come il Gabbiano corso.

Frazioni: Baia Verde, Lido Conchiglie, Rivabella, Punta Pizzo.

 

Territorio

Posizione del comune di Gallipoli nella provincia di Lecce
Posizione del comune di Gallipoli nella provincia di Lecce

Il territorio del comune di Gallipoli, che occupa una superficie di 40,35 km², si affaccia sul mare Ionio con un litorale di circa 20 km.

 

Il centro urbano, situato a 12 m s.l.m., è composto dalla città vecchia, posta su un'isola calcarea collegata alla terraferma con un ponte seicentesco, e dal borgo, che accoglie la parte più moderna della città.

Nel comune di Gallipoli ricade il parco naturale regionale Isola di Sant'Andrea e litorale di Punta Pizzo istituito con legge regionale n. 20 del 10 luglio 2006.

 

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Cenni storici

Le origini del nome

Si riteneva che l'antico nome della città, in epoca messapica, fosse Anxa, ma non si hanno conferme di questa ipotesi dai dati archeologici, già assai scarsi: è giusto ritenere, quindi, che Gallipoli fosse semplicemente uno scalo della messapica Alezio.

Contrariamente a quanto suggerito dal gonfalone cittadino, su cui campeggia un gallo, la radice del nome Gallipoli non pare avere nulla a che vedere con l'animale. Secondo un'opinione diffusa la parola Gallipoli deriverebbe dal greco classico Καλλίπολις (Kallí Pólis o Kallípolis), che significa "città bella". Alcuni studi, invece, riconducono l'origine del nome al toponimo kal, in questo caso nella sua variante gal, presente anche nei toponimi salentini Calimera, Galugnano, Alliste (originariamente Calliste), Galatina, Galatone, ecc. Stando a quest'ultima ipotesi, Gallipoli significherebbe "città dello scalo" oppure "dell'emporio/fondaco". Viceversa, altri studiosi, considerando attendibile la testimonianza di Plinio il Vecchio, riconducono la stessa radice gal alla presenza sul territorio di Galli Senoni, ipotesi in parte suffragata dalla presenza nel Salento di monumenti megalitici, tipici della cultura celtica.

 

Emblema dello stemma

Stemma di Gallipoli
Stemma di Gallipoli

Lo stemma di Gallipoli raffigura un gallo con la corona che tra le zampe tiene un carteggio con la scritta latina "Fideliter Excubat", cioè “Sorveglia Fedelmente”. Il gallo raffigurato si riferisce a Lizio Idomeneo, guerriero cretese scacciato dal suo popolo dopo la Guerra di Troia, che trovò rifugio nella Japigia, dove ha fondato Gallipoli.

Come immagine ha scelto appunto il gallo raffigurato sul suo scudo. L'iscrizione sul carteggio si riferisce invece alla fedeltà della città e dei suoi abitanti mentre la corona in testa al gallo significa che Gallipoli non è mai stata soggetta ai vassalli del feudatario ma dipendeva da questi sempre in maniera diretta.

 

Le origini e la storia

Mappa dell'XI secolo
Mappa dell'XI secolo

In località Torre Sabea vi era un antico e importante villaggio neolitico del quale sono rimasti chiari segni archeologici, benché coperti da uno strato di sabbia. I dati faunistici e paleobotanici e il materiale archeologico compresi i segni di vegetazione commestibile (frumento, orzo, ...) o di focolari incisi sulla roccia, dimostrano che la comunità del villaggio apportava modifiche al suo habitat, in funzione dell'utilità che ne poteva trarre per il vivere più civile: colture dei terreni, pascoli di capro-ovini. Né la comunità si lasciava sfuggire lo scambio per via mare dell'ossidiana proveniente dalle isole Eolie.

Altri pensano che la città originaria sia stata la messapica Alezio, e che in quel tempo lo scoglio su cui è posta Gallipoli servisse da stazione per i pescatori, che edificarono qualche casetta senza ordine per ripararsi. In effetti tutte le città messapiche erano collegate tramite tracciati stradali ai loro approdi portuali: Alezio era collegata a Gallipoli, Ugento a Torre San Giovanni, Nardò a Santa Maria al Bagno a cui forse era collegata la stessa Manduria. In seguito alla distruzione di Alezio, con l'accrescere della popolazione e degli artigiani, Gallipoli divenne una città. La tortuosità delle strade del centro storico sembra confermare questa teoria. L'impianto urbanistico della città vecchia è dovuto anche a motivi militari e climatici (la tortuosità delle strade è un'ottima difesa contro le truppe nemiche e i venti dominanti) inoltre si è sfruttato ogni centimetro quadrato disponibile pur di poter edificare entro la cinta muraria; infatti nel centro storico non esistono vere e proprie piazze ma al più qualche slargo.

Altre fonti attribuiscono le origini della città ad altri eventi. Plinio il vecchio, ad esempio, induce a dedurre che i Galli Senoni si siano insediati nel territorio; più credibile pare quella attribuita ai Messapi: è certo che Gallipoli fece parte della Magna Grecia controllando un vasto territorio comprendente l'attuale Porto Cesareo. Nel 265 a.C. a fianco di Taranto e di Pirro, si scontrò con Roma subendo una sconfitta che la relegò a colonia romana fino a diventare "municipium".

Agli inizi del Medioevo fu quasi certamente saccheggiata dai Vandali e dai Goti. Ricostruita dai Bizantini, Gallipoli conobbe un periodo di floridezza sociale e commerciale, sfruttando la sua posizione geografica. Durante il Medioevo appartenne alla Chiesa di Roma e fu teatro di durissimi scontri con il monachesimo greco, il cui ricordo si conserva ancora nell'Abbazia di San Mauro, i cui ruderi sono visibili sulla serra che da est guarda alla città.

Nell'XI secolo, Gallipoli fu occupata dai Normanni e successivamente, nel 1268, subì l'assedio di Carlo I d'Angiò, determinandone di fatto il passaggio della città sotto il controllo degli Angioini e provocando la fuga degli abitanti nella vicina Alezio. La ripopolazione della città avvenne già nel 1300 sotto il governo del Principato di Taranto. Nel 1484, i Veneziani ne tentarono, senza riuscirci, l'occupazione. Nel XVI secolo subì dapprima l'assedio degli spagnoli e poi dei Borbone; con quest'ultimi entrò a far parte del Regno di Napoli. Ferdinando I di Borbone avviò la costruzione del porto che divenne nel Settecento la più importante piattaforma olearia del Mediterraneo per il commercio dell'olio per lampade (olio lampante).

Il distretto di Gallipoli fu una delle suddivisioni amministrative del Regno delle Due Sicilie, subordinate alla provincia di Terra d'Otranto, soppressa nel 1860 con l'occupazione garibaldina e l'annessione al Regno di Sardegna. Fu costituito con la legge 132 del 1806 "sulla divisione ed amministrazione delle province del Regno", varata l'8 agosto di quell'anno da Giuseppe Bonaparte.

Il distretto era suddiviso in successivi livelli amministrativi gerarchicamente dipendenti dal precedente. Al livello immediatamente successivo, infatti, individuiamo i circondari, che, a loro volta, erano costituiti dai comuni, l'unità di base della struttura politico-amministrativa dello Stato moderno. A questi ultimi potevano far capo i villaggi, centri a carattere prevalentemente rurale. I circondari del distretto di Gallipoli ammontavano a tredici: Gallipoli, Parabita, Casarano, Alessano, Gagliano, Presicce, Tricase, Ruffano, Ugento, Poggiardo, Maglie, Nardò, Galatone.

Da sempre ambita meta turistica, è stata raggiunta negli ultimi anni da un numero sempre crescente di visitatori diventando una delle mete preferite del Mediterraneo grazie al suggestivo centro storico, costituito da un intricato labirinto fatto di stradine tortuose, corti, bellissime chiese e palazzi storici.

 

Personaggi illustri

Costantino (Siria, 664 – Roma, 9 aprile 715) è l'88° papa della Chiesa cattolica, dal 708 alla sua morte. Siriaco di nascita, come il suo predecessore, viene consacrato papa il 25 marzo 708. Dopo una visita pastorale in Sicilia si reca a Gallipoli ("Atque inde egrediens per Rhegium et Crotonam, transfetavit Callipolim") dove soggiorna fino a quando muore il vescovo Niceta (ubi mortuus est Nicetas Episcopus).

San Pancrazio di Taormina (Antiochia, I secolo – Taormina, 98) è un vescovo originario della Cilicia, venerato come santo dalla Chiesa cattolica. E’ il primo vescovo di Gallipoli, nominato dallo stesso San Pietro, nella chiesa di San Pietro dei Samari.

Giorgio di Gallipoli (Gallipoli, XIII secolo) è un poeta in lingua greca e cartofilace bizantino del XIII secolo.

Famiglia Orsini del Balzo (XIII secolo - XV secolo) appartenenti al Regno di Napoli hanno a Gallipoli numerosi possedimenti.

Andrea della Valle (Roma, 29 novembre 1463 – Roma, 3 agosto 1534) è amministratore apostolico e vescovo di Gallipoli dal 18 febbraio 1518 al 17 ottobre 1524, giorno delle sue dimissioni.

Francesco Armellini Pantalassi de' Medici (Perugia, 13 luglio 1470 – Roma, 8 gennaio 1528) è amministratore apostolico e vescovo di Gallipoli dal 9 settembre 1513 al 5 febbraio 1518.

Giovan Battista Crispo (Gallipoli, ca. 1550 – Roma, ca. 1598) è un filosofo, storico, presbitero e letterato.

Vespasiano Genuino (Gallipoli, 25 settembre 1552 – maggio 1637) è uno scultore e monaco.

Jusepe de Ribera, conosciuto anche come José de Ribera o col soprannome Spagnoletto (Xàtiva, 17 febbraio 1591 – Napoli, 2 settembre 1652) è un pittore spagnolo, attivo principalmente a Napoli. Ha lasciato il segno nella città di Gallipoli con numerosi dipinti.

Giovanni Andrea Coppola (Gallipoli, gennaio 1597 – Gallipoli, gennaio 1659) è un pittore, attivo soprattutto in area salentina.

Giovanni Carlo Coppola (Gallipoli, 1599 – Muro Lucano, 1652) è un vescovo, poeta, abate e letterato.

Andrea Massa (Melfi, 6 giugno 1607 – Gallipoli, 30 gennaio 1655) è un vescovo cattolico.

Giuseppe Tricarico (Gallipoli, 25 giugno 1623 – Gallipoli, 14 novembre 1697) è un compositore.

Giovanni Presta (Gallipoli, 24 giugno 1720 – Gallipoli, 18 agosto 1797) è un medico, noto per i suoi approfonditi studi sull’olivicoltura nel Salento.

Bartolomeo Ravenna (Gallipoli, 1761 – Gallipoli, 1837) è uno scrittore, storico e nobile.

Bonaventura Mazzarella (Gallipoli, 6 febbraio 1818 – Genova, 6 marzo 1882) è un magistrato, filosofo, pastore protestante e politico.

Antonietta De Pace (Gallipoli, 2 febbraio 1818 – Capodimonte, 4 aprile 1893) è una patriota, educatrice e infermiera militare.

Eugenio Vetromile (Gallipoli, 22 febbraio 1819 – Gallipoli, 23 agosto 1881) è uno scrittore e presbitero.

Emanuele Barba (Gallipoli, 11 agosto 1819 – Gallipoli, 7 dicembre 1887) è un docente, filosofo, medico e letterato.

Aniceto Ferrante (Atina, 28 settembre 1823 – Alvito, 19 gennaio 1883) è un vescovo della Diocesi di Gallipoli e scrittore ecclesiastico eletto alla cattedra gallipolina nel concistoro del 20 marzo 1873 da Pio IX.

Francesco Valentini (o Valentino) (Gallipoli, 1836 – Pieve di Ledro, 18 luglio 1866) è un patriota e giornalista.

Leonida Tonelli (Gallipoli, 19 aprile 1885 – Pisa, 12 marzo 1946) è un matematico, uno dei maggiori analisti della prima metà del XX secolo.

Władysław Anders (Błonie, 11 agosto 1892 – Londra, 12 maggio 1970) è un generale e politico polacco. Viene a Gallipoli presso l'Addestramento Truppe di Cavalleria Corazzata in data 16 settembre 1945; secondo gli storici questo viaggio (insieme a quello condotto a Galatina) è l'unico fatto dal generale nel Salento.

Raf Pindi, nome d'arte di Raffaele Pindinelli; talvolta accreditato come Lando Muzio (Gallipoli, 29 ottobre 1893 – Milano, 30 novembre 1955) è un attore italiano. Ufficiale dell'Esercito italiano col grado di Maggiore del Reggimento Savoia Cavalleria, si dedica al cinema e ai fotoromanzi negli anni dal 1937 al 1955.

Umberto Biancamano (1893 - 1961) è un soldato cannoniere scelto, medaglia di bronzo al valor militare nel primo conflitto mondiale. Partecipa l'11 febbraio 1918 all'azione militare conosciuta come la Beffa di Buccari assieme a Rizzo e a Gabriele D'Annunzio.

Biagio d'Agostino (Termoli, 4 maggio 1896 – Termoli, 26 marzo 1984) è vescovo di Gallipoli dal 14 maggio 1954 al 24 febbraio 1956.

Pasquale Quaremba (Muro Lucano, 19 luglio 1905 – Muro Lucano, 16 dicembre 1986) è vescovo di Gallipoli dal 20 giugno 1956 al 15 giugno 1982). Ha inoltre ricevuto la cittadinanza onoraria di Gallipoli.

Luigi Coppola (1906 - 1997) è un medico chirurgo.

Mario Foscarini (Gallipoli, 10 giugno 1919 – Lecce, 9 ottobre 2004) è un politico.

Vittore Fiore (Gallipoli, 20 gennaio 1920 – Capurso, 21 febbraio 1999) è un giornalista e scrittore, tra i maggiori protagonisti della cultura e della politica meridionalista italiana.

Alberto Tricarico (Gallipoli, 10 agosto 1927) è un arcivescovo.

Aldo Garzia (Parabita, 3 maggio 1927 – Nardò, 17 dicembre 1994) è vescovo di Nardò-Gallipoli dal 15 giugno 1982 al 30 settembre 1986.

Vittorio Fusco (Campobasso, 24 aprile 1939 – Nardò, 11 luglio 1999) è un vescovo cattolico ed è sepolto nella Basilica pontificia Concattedrale di Sant'Agata a Gallipoli.

Antonio Quintana (Gallipoli, 10 ottobre 1940) è un generale italiano.

Vito D'Amato (Gallipoli, 27 luglio 1944) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo attaccante.

Angela Buttiglione (Gallipoli, 23 ottobre 1945) è una giornalista e conduttrice televisiva.

Rocco Buttiglione (Gallipoli, 6 giugno 1948) è un politico e accademico, presidente dell'Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro e vicepresidente della Camera dei Deputati nella XVI legislatura.

Vincenzo Barba (Gallipoli, 12 novembre 1952) è un imprenditore e politico, che opera nel commercio di prodotti petroliferi nel settore marittimo con la società Nuova AnPa.

Frediano Manzi (Gallipoli, 16 agosto 1960) è un imprenditore e attivista.

Ugo Lisi (Gallipoli, 21 settembre 1967) è un politico.

Alessandro Carrozza (Gallipoli, 1º febbraio 1982) è un calciatore, di ruolo centrocampista.

 

Feste e tradizioni locali

FESTE PATRONALI
Festa della Madonna del Canneto
1°-2 luglio
Al tramonto, nel seno del Canneto di Gallipoli si celebrerà la festa della Madonna del Canneto, l’antico porto peschereccio e una statua in vetroresina realizzata dall’artista Tiziano Scarpina, sarà calata sul fondo per poi farla emergere come un’apparizione miracolosa. Si ripeterà l’antico leggenderaio miracolo avvenuto molti secoli fa in quello che allora era un aquitrinio paludoso.

Festa Madonna del Carmine
14-15 luglio
La festa in onore della titolare della confraternita, la beata Vergine Maria del Monte Carmelo. Viene solennizzata con l’allestimento di archi di trionfo nei pressi della chiesa, con processione, spettacoli pirotecnici e musica. A conclusione dei festeggiamenti viene assegnata una somma di denaro (orfanaggio) a una fanciulla, sorteggiata tra le più povere della città.

Festa e Fiera di Santa Cristina
23-24-25 luglio
È una delle maggiori ricorrenze religiose e civili dell'estate gallipolina, poiché la santa è compatrona della cittadina. Le celebrazioni hanno inizio il giorno 23 luglio, con sparo di colpi a salve nella prima mattinata e con la banda itinerante. Nel tardo pomeriggio si svolge, prima per mare a bordo di pescherecci, e poi a terra per le vie della città, la processione religiosa della statua della santa. Il giorno successivo c'è il tradizionale concerto bandistico all'interno di un teatro e, alla sera, uno spettacolo pirotecnico nel porto della città. Tale spettacolo viene ripetuto anche il terzo giorno di festività.

Durante tutta la durata dei festeggiamenti vi è un tradizionale mercato serale nel corso principale di Gallipoli che, per l'occasione, viene addobbato con luminarie per tutta la sua estensione.

SAGRE
Strade Golose
Luglio
Strade Golose è un evento di gusto e cultura che si propone di valorizzare le risorse enogastronomiche e artigianali del territorio gallipolino, favorendo la conoscenza di produzioni locali, riscoprendo la tipicità e l'autenticità di prodotti genuini e pietanze esclusive, rendendo possibile il felice connubio tra gusto e arte.

FIERE
Fiera de Santu Martineddu
12 novembre
La Fiera di Santu Martineddu si svolge il 12 Novembre, giorno che segue quello ufficialmente dedicato al Santo Protettore, San Martino, in cui vengono messi in vendita i primi attrezzi per la raccolta delle olive, i giovani alberelli da piantare, piante e fiori da appartamento. Si tiene anche la "Sagra di San Martino" con la quale, secondo l'antica tradizione, si intende festeggiare la maturazione del vino novello, del quale si inizia il consumo proprio nel giorno di S. Martino. Offre la possibilità di degustare non solo il vino novello, ma anche le caldarroste, i pezzetti di carne di cavallo al sugo e i tradizionali "gnommareddhi" (involtini di fegato di agnello e frattaglie arrostiti alla brace).

EVENTI
La cuccagna a mare
24 luglio
Trattasi di un'antichissima tradizione popolare gallipolina che consiste nel sistemare sulla banchina del porto un palo di legno in posizione orizzontale parallelo al mare con un leggero angolo verso l'alto. Il palo è interamente ricoperto di grasso e sull'estremità è fissata un'asticella con una bandiera tricolore. Lo scopo del gioco è riuscire ad afferrare la bandiera superando le difficoltà dovute all'inclinazione e al grasso che rende il palo scivoloso. Il mare attenua le cadute dei partecipanti spesso rovinose. Le origini del gioco sono immemorabili e con ogni probabilità l'albero della cuccagna simula, in realtà, l'albero di bompresso, una delle parti costitutive dei velieri, dimostrando la storica vocazione marinara della città. La manifestazione si svolge il 24 luglio in onore dei festeggiamenti di Santa Cristina.

Pastorale gallipolina
Dicembre
Durante l'Avvento è consuetudine suonare per le vie cittadine (durante le ore notturne) la Pastorale gallipolina; il brano è una dolce nenia composta da autore anonimo molto probabilmente nel 1600, suddivisa in tre sezioni che, simbolicamente, indicano tre differenti tappe della vita terrena di Gesù Cristo: la prima parte (in tonalità maggiore o ionico) indica la nascita prodigiosa; la seconda parte (tonalità minore o eolio) indica la Passione di Gesù e la successiva morte. Il dolce componimento termina con una tonalità maggiore che indica la Risurrezione di Gesù, evento narrato nei Vangeli, nonché principio e fondamento stesso della fede.

Capodanno
Dicembre
In occasione del Capodanno si realizza il "Pupu"; un personaggio di cartapesta artigianale raffigurante un vecchio e che rappresenta l'anno che va via; alla mezzanotte viene fatto scoppiare per dare il benvenuto al nuovo anno.

Carnevale
17 gennaio
Il Carnevale di Gallipoli comincia il 17 gennaio con la festa di Sant'Antonio Abate (te lu focu = del fuoco); viene accolto con la tradizionale Focareddha, cioè un grande falò costruito con gli alberi di Natale. L'ultima domenica di carnevale e il martedì grasso si svolge la sfilata dei carri allegorici e dei gruppi mascherati lungo Corso Roma. La maschera tradizionale di Gallipoli è lu Titoru, cioè Teodoro. Tradizione vuole che Teodoro fosse un giovane gallipolino, che, tornato dal militare, chiese alla madre un piatto di polpette, il suo piatto preferito. La madre accontentò il figlio, ma questi, nella foga di mangiare le polpette, si strangolò con una di esse. Nel gruppo mascherato è rappresentato il giovane morto, la madre e un gruppo di comari che piangono (le "chiangimorti"), che sono sempre dei ragazzi vestiti da donna.La "Caremma" è figura caratterizzante della Quaresima: alcuni la associano alla madre del "Titoru" (Teodoro) e c'è chi la associa ad una delle tre parche Cloto, Lachesi e Atropo.

 

Masserie

Masseria Il Congedo

Masseria Il Congedo
Masseria Il Congedo

La Masseria fortificata Il Congedo si trova ai piedi della Serra di San Mauro – Gallipoli, è abbandonata e vandalizzata.

 

Masseria Vocali

Masseria Vocali
Masseria Vocali

Nel cuore del parco “Punta Pizzo” si erge maestosa dalla collina la Masseria Vocali con i suoi 400.000 mq di estensione e la sua visuale si proietta sul golfo di Gallipoli.

La masseria recuperando le strutture precarie e  le cubature che si possono ampliare, raggiungerebbe una superfice coperta di circa 1000 mq. All'interno della proprietà esiste, al confine con il demanio, una costruzione di circa 40 mq oltre ad un trullo che si può recuperare.

 

Masseria Capurre

Masseria Capurre
Masseria Capurre

La Masseria Capurre è una struttura abitata, alti muri di cinta impediscono di vedere all'interno. Caratteristiche sono le altissime ed esili palme.

 

Masseria Pacciana

Masseria Pacciana
Masseria Pacciana

La Masseria Pacciana è ben visibile dalla s.s.101, vi è un maneggio. Si dice che vi sia anche una delle due querce da sughero del salento e l’albero di Carrubo più vecchio del mediterraneo.

 

Masseria Li Sauli

Masseria Li Sauli
Masseria Li Sauli

La Masseria Li Sauli è ben visibile dalla provinciale Gallipoli-Taviano. Questo bianco edificio, abbandonato fino a pochi anni fa è ora un ristorante di lusso.

 

 

Masseria Pizzo

Masseria Pizzo
Masseria Pizzo

Vicino alla torre del Pizzo, la grande Masseria Pizzo, fino agli anni '60 abitata da pastori, ora trasformata in villaggio turistico di lusso.

 

Masseria Itri

Masseria Itri
Masseria Itri

La Masseria Itri con torre fortificata, con curti e stalle, è abbandonata ed è in pericolo di crollo.

Masseria Nuova

Masseria Nuova
Masseria Nuova

Sull’ultima propaggine della Serra di Castelforte, sorge la Masseria Nuova utilizzata per la pastorizia e di costruzione recente. Intorno c'è una pseudosteppa con caratteristici carrubi modellati dal vento. Da qui si gode il panorama di tutto il golfo di Gallipoli.

 

Masseria Goline

Masseria Goline
Masseria Goline

La Masseria Goline è una semplice e rustica costruzione, abitata da pastori con allevamento di ovini.

Masseria Macchiaforte

Masseria Macchiaforte
Masseria Macchiaforte

La Masseria Macchiaforte è un grande palazzo con piano signorile, purtroppo in rovina e a rischio di crollo. Una parte del complesso è abitato.

Masseria Il Doganiere

Masseria Il Doganiere
Masseria Il Doganiere

La Masseria Il Doganiere si è sviluppata intorno ad una torre di difesa del ‘500, in suggestiva posizione a picco sulle sponde del Canale Asso, tra ulivi e costruzioni in pietra a secco. Il complesso è stato recentemente ristrutturato rispettando le tecniche ed i materiali tradizionali.

L’Azienda agricola ha un’estensione di 14 ettari, coltivati a ulivo, vite, seminativi, orto e frutteto, in cui si producono olio, vino, ortaggi, cereali. Tutti i prodotti sono ottenuti con i metodi dell’agricoltura biologica e controllati da un organismo certificato.

 

Località di mare

Baia Verde

Baia Verde
Baia Verde

Baia Verde presenta una costa bassa e sabbiosa. La località è posizionata in prossimità del Parco naturale regionale Isola di S. Andrea e litorale di Punta Pizzo, istituito il 10 luglio 2006 allo scopo di salvaguardare la variegata natura del luogo costituita da macchia mediterranea, pseudo steppe mediterranee, ambienti umidi e acquitrinosi.

 

Lido Conchiglie

Lido Conchiglie
Lido Conchiglie

Lido Conchiglie è collocata sulla costa ionica tra Santa Maria al Bagno e Rivabella e sorge ai piedi di un alto costone roccioso. La località, abitata soprattutto nel periodo estivo, presenta una costa di circa 2 km caratterizzata da tratti di scogliera alta e bassa e da un ampio tratto sabbioso. Di notevole interesse paesaggistico è il costone roccioso della "montagna spaccata", così chiamata per via di un passaggio scavato nella roccia per la costruzione della strada litoranea.

 

Rivabella

Rivabella
Rivabella

Rivabella è situata tra Gallipoli e Lido Conchiglie, la località è abitata prevalentemente d'estate e costituisce un importante luogo della movida nel periodo estivo.

 

Il centro ospita da circa 15 anni una piccola cittadella commerciale estiva.

 

Punta Pizzo

Punta Rizzo
Punta Rizzo

Punta Pizzo, sul litorale sud di Gallipoli, offre un paesaggio incontaminato. Ad ospitarla, infatti, è il Parco naturale regionale Isola di Sant’Andrea (istituito nel 2006) che occupa quasi 700 ettari di quei 20 km di costa jonica gallipolina.

La costa è in prevalenza rocciosa ed i fondali non sono appannati dai granelli di sabbia.

 

Torri costiere

Le torri costiere presenti nel territorio di Gallipoli sono quattro: (da sud a nord) Torre del Pizzo, Torre San Giovanni la Pedata, Torre Sabea e Torre dell'Alto Lido.

 

Le torri, tutte costruite nel XVI secolo, furono volute da Carlo V per la difesa del territorio salentino dalle incursioni dei Saraceni.

 

Torre del Pizzo

Torre del Pizzo
Torre del Pizzo

Torre del Pizzo (anticamente chiamata di Catriero o di Cutreri dal greco akroterion che significa estremità o promontorio), è una torre costiera del Salento situata nel comune di Gallipoli, in località Punta Pizzo.

Realizzata con conci regolari, presenta alla base una pianta tronco-conica e prosegue, dopo il cordolo, con una forma cilindrica. È di colore bianco malta. Una scala esterna permette di accedere all'interno attraverso una piccola porta posta al primo piano. Come caratteristica distintiva ha una protuberanza triangolare sulla cima in corrispondenza della porta di accesso (il "pizzo" appunto) ben visibile anche da lontano.

Comunicava a nord con Torre San Giovanni la Pedata e a sud con Torre Suda, nel comune di Racale.

 

Torre San Giovanni la Pedata

Torre San Giovanni la Pedata
Torre San Giovanni la Pedata

Torre San Giovanni la Pedata è una torre costiera posta nel comune di Gallipoli, in località Lido San Giovanni.

Realizzata con conci regolari, presenta alla base una forma tronco-piramidale mentre termina con una pianta quadrata. In sommità ospita tre caditoie per lato. L'interno, a cui si accede mediante una piccola porta, è suddiviso in due piani collegati da una scala a muro. È sede di una stazione di biologia marina.

Comunicava a nord con le difese meridionali della città di Gallipoli e a sud con Torre del Pizzo.

 

Torre Sabea

Torre Sabea
Torre Sabea

Torre Sabea è una torre costiera del Salento situata nel comune di Gallipoli, in località Crocefisso.

La torre, di piccole dimensioni, è costruita con conci irregolari e presenta una pianta tronco-piramidale con tre caditoie per lato. Simile alla vicina Torre San Giovanni la Pedata, possiede un interno con copertura a botte in cui furono successivamente costruiti un camino e un pozzo.

Comunicava a sud con le fortificazioni settentrionali di Gallipoli e a nord con Torre dell'Alto Lido.

 

Torre dell'Alto Lido

Torre dell'Alto Lido
Torre dell'Alto Lido

Torre dell'Alto Lido è una torre costiera del Salento situata nel comune di Galatone, in località Montagna Spaccata. Posta a 71 m s.l.m., venne edificata nel 1565 con funzioni difensive su progetto del viceré Don Pietro da Toledo che redasse un sistema di controllo delle coste.

La costruzione presenta un basamento tronco-conico e un corpo superiore a pianta cilindrica separato dalla base da un cordolo. Intorno si innalza una scalinata che conduce alla porta del piano superiore. L'interno ospita due ambienti sovrapposti comunicanti attraverso una scala ricavata nel muro.

Comunicava a nord con Torre del Fiume di Galatena, nel comune di Nardò, e a sud con Torre Sabea.

Rinvenimenti di manufatti in selce, ceramiche e ossidiane testimoniano la frequentazione della sito sin dal Neolitico.

 

Monumenti e luoghi di interesse

Nel XVII secolo si diffuse nella città ionica il Barocco e questo è testimoniato dalla presenza di numerosi edifici religiosi e civili. Caratteri fondamentali di questo movimento furono le decorazioni floreali e angeliche esagerate, stravaganti ed eccessive.

La Città di Gallipoli, insieme ad altre città salentine, per l'importanza degli edifici e le architetture religiose dell'epoca barocca, il cosiddetto Barocco leccese, è stata inserita nella "Tentative Lists" dell'Unesco in attesa di eventuale riconoscimento come Patrimonio dell'Umanità.

 

Scheda tecnica

 

Provincia
Lecce
Sindaco

Guido Aprea (Commissario Prefettizio)

dal 02.10.2015

Altitudine

12 m s.l.m.

Superficie

40,35 km²

Popolazione residente

20.766 (dato ISTAT al 01.01.2015)

Densità 514,65 ab./km²
Estensione comunale 41 km²
Frazioni, Marine, Località

Crocefisso, Torre Pizzo, Baia Verde,

Lido Conchiglie, Rivabella

Codice postale

73014

Prefisso telefonico

0833

Targa

LE

Denominazione abitanti

Gallipolini

Santo patrono e festa patronale

San Sebastiano il 20 gennaio
Sant’Agata il 5 febbraio
Santa Cristina il 24 luglio
Mercato settimanale

Mercoledì

 

Sito Istituzionale

 

Meteo

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