Giuggianello

Giuggianello - Piazza degli Eroi
Giuggianello - Piazza degli Eroi


Giuggianello (Sciuvaneddhru in dialetto salentino) è un comune italiano di 1.239 abitanti della provincia di Lecce.

Situato nel Salento centro-meridionale, è il più piccolo comune della provincia e della penisola salentina.

 

Territorio

Posizione del comune di Giuggianello nella provincia di Lecce
Posizione del comune di Giuggianello nella provincia di Lecce

Il territorio del comune di Giuggianello, che si estende per 10,06 km² nella parte sud-orientale della penisola salentina, si sviluppa con una forma allungata secondo la direttrice est-sud-ovest.

Presenta una morfologia prevalentemente pianeggiante, con modesti rialzi delle Serre salentine la cui quota massima raggiunge i 123 metri nei pressi della Chiesa della Madonna della Serra, in direzione di Minervino di Lecce. Il centro abitato sorge in una leggera depressione a 79 m s.l.m..

 

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Cenni storici

Le origini del nome

Negli antichi documenti il casale viene denominato Juianellum. L'etimologia potrebbe derivare da Giuggiola, supponendo che in passato ci fosse una vasta tenuta di Giuggili (Zizyphus jujuba).

Altre ipotesi rimandano l'origine del nome al centurione romano Giuggianus o a un comandante che si stabilì nel territorio in seguito alla conquista romana del Salento.

Più probabile l'ipotesi che il nome derivi da Joannellum, dal latino Giovannello (piccolo Giovanni) al quale è attribuibile anche la Grotta di San Giovanni (Joanni). La traduzione del nome dialettale (Sciuvaneddhru), infatti, è alla lettera "Giovannello" e non Giuggianello la cui traduzione sarebbe Cicianeddhru che nulla ha in comune con le giuggiole.

 

Emblema dello stemma

Stemma di Giuggianello
Stemma di Giuggianello

Lo stemma di Giuggianello si può ammirare sulla facciata della Chiesa Madre e raffigura due lettere “G” in maiuscolo.

 

Le origini e la storia

 Giovanni Antonio Orsini Del Balzo
Giovanni Antonio Orsini Del Balzo

Il territorio fu abitato sin dal Neolitico come testimoniano i reperti archeologici rinvenuti nella grotta della Madonna della Serra e i numerosi monumenti megalitici sparsi nelle campagne (dolmen, menhir, ecc.). Nei dintorni di Giuggianello esistevano gli antichi casali medievali di Quattro Macine e Polisano, di cui restano solo poche tracce.

Il casale di Giuggianello (Juianellum), situato a sud-est dei casali di Quattro Macine e Polisano, nacque nel IX secolo e si sviluppò in seguito alla distruzione della vicina Muro Leccese, avvenuta nel 924 ad opera dei Saraceni. I profughi muresi, in fuga dalla loro città, vi si stabilirono definitivamente determinando un significativo incremento demografico.

Con l'arrivo dei Normanni, nel 1192 il casale venne incorporato nella Contea di Lecce retta da Tancredi d'Altavilla; successivamente passò sotto il controllo del Principato di Taranto. Nel 1434, sotto il governo di Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, Giuggianello ottenne il privilegio della delimitazione del proprio feudo rispetto ai paesi limitrofi. Il primo feudatario fu Ugo di Bonavilla, mentre nel 1549 era di proprietà di Roberto Venturi. A contendersi il feudo ci furono nei secoli i Martino, i Basurto, i Guarini e i Veris. Nel 1641 venne acquistato da Giovan Battista Lubelli, il quale ottenne il titolo di Barone. Nel 1749, con l'estinzione della famiglia Lubelli, il feudo ricadde nel Regio Fisco e venne acquistato dalla Chiesa di Otranto che ne esercitò il controllo fino all'eversione della feudalità (1806).

Nel 1827 Giuggianello era un piccolo comune di circa 600 abitanti, la cui popolazione era dedita esclusivamente all'agricoltura.

 

Feste e tradizioni locali

FESTE PATRONALI
Festa di San Cristoforo "piccinnu"
9 maggio
I festeggiamenti si ripetono ogni anno in ricordo di un evento miracoloso che si verificò per intercessione di San Cristoforo (Patrono di Giuggianello).

La devozione per San Cristoforo è antichissima ed è alquanto insolita poiché Giuggianello è l’unico paese della provincia di Lecce, Brindisi e Taranto ad avere eletto questo santo come protettore.

Perdendosi però il culto nella notte dei tempi, diventa difficile trovare i motivi che ne hanno determinato l’origine. San Cristoforo è un santo orientale e trovandosi a Giuggianello testimonianze greco-bizantine si può supporre che la devozione per il protettore sia stata diffusa proprio dai monaci bizantini. In questa data si svolgono i festeggiamenti minori, ma non per questo meno sentiti dalla popolazione che con essi tramanda il miracolo della pioggia accaduta circa quattro secoli fa.

 Da tre anni, tutta la zona era angustiata da una tremenda siccità che faceva sentire i suoi disastrosi effetti nelle campagne mettendo in ginocchio la fragile economia del paese e dei paesi limitrofi. La popolazione di Giuggianello soffriva maggiormente e, non potendo più sopportare la situazione, come ultima speranza di salvezza decise di far ricorso all’intercessione del protettore. Il 9 maggio , una affollata processione con la statua di San Cristoforo portata a spalla dai fedeli si mosse perciò in direzione della chiesetta della “ madonna della Serra “ a un chilometro dal paese, sulla strada che da Giuggianello porta a Minervino di Lecce. Per i devoti la processione aveva un significato particolare: essi portavano il patrono alla Madonna in odo che fosse lui a intercedere per la grazia della pioggia. Dopo la preghiera e le invocazioni, mentre il corteo era sulla via del ritorno, improvvisamente nel cielo apparvero grosse nubi. Prima che la processione giungesse in paese, in una località detta "Carcara" scoppiò un temporale violentissimo. Ci fu un fuggi-fuggi generale, ma i fedeli che avevano abbandonato la processione per cercare riparo si bagnarono dalla testa ai piedi, mentre quelli che avevano proseguito incuranti della pioggia tornarono asciutti in chiesa dove venne celebrata una solenne messa di ringraziamento. Nel pomeriggio di quello stesso giorno i giuggianellesi vollero celebrare l’evento in modo gioioso ed in ogni angolo del paese si allestirono focarrée (falò) in cui si misero a bruciare legna di ulivo e intorno alle quali si mangiava e si beveva si ballava in allegria.

Da allora questi tipo di festeggiamenti è diventato una tradizione; pure l’usanza della focarréa è rimasta intatta, anche se attualmenete si accende un unico grande falò intorno al quale si festeggia con STAND GASTRONOMICI.

Festa Madonna della Serra
31 maggio
In origine questa festa veinva celebrata il 2 Luglio. Mentre oggi l’appuntamento è fissato per il 30 maggio di ogni anno con festeggiamenti civili e religiosi, ricche luminarie e rinomati concerti bandistici.La cappella dedicata alla Madonna della Serra è posta ai piedi della “Serra” sulla provinciale che conduce a Minervino di Lecce.

Questa chiesetta racconta storie inquietanti. Qui fino a una ottantina di anni fa, il giorno della festa, venivano celebrati antichi esorcismi su ragazze e donne adulte che si ritenevano possedute dal diavolo. Vestite con una lunga tunica, segno di penitenza, sorrette dai parenti che cercavano di trattenerle nei loro scomposti movimenti, giungevano nella Cappella dove, a porte chiuse, avvenivano le pratiche esorcistiche.  Le donne si recavano in quella chiesetta di campagna, lontana dalla curiosità indiscreta e lontana dalla festa, proprio per non esibire quel drammatico malessere che avrebbe ineluttabilmente allontanato da loro la possibilità di maritarsi. Nella società contadina di un tempo restare zitella era considerata una disgrazia.

Festa Patronale di San Cristoforo
24-25 luglio
Festa in onore del Santo patrono: Le celebrazioni religiose sono accompagnate dalle classiche e grandiose luminarie, dai concerti bandistici e in conclusione dallo sparo di fuochi pirotecnici.

FIERE
Fiera del bestiame
Seconda domenica di marzo
Come da antichissima tradizione, la seconda Domenica di marzo è dedicata alla Fiera di San Giuseppe. La caratteristica è che alla manifestazione partecipano numerosi allevatori di bestiame, i quali, portando numerosi esemplari di cavallo, si sfidano in singolari gare come quelle di forza, da tiro, cavallo più bello, ecc. . Oltre alle gare, che si svolgono tutte nel massimo rispetto degli animali, vi è l'esposizione di altri tipi di bestiame, un nutrito mercato di prodotti ed attrezzi per l'agricoltura e l'allevamento, nonchè di arredo, tessuto, calzature, abbigliamento e prodotti gastronomici.

La fiera si svolge nella mattina della seconda domenica di marzo dalle 8:00 alle 13:00, in Via Mazzini presso il campo sportivo - zona artigianale.

SAGRE
Sagra e Festa di San Giuseppe
18-19 marzo
L’origine della festa nel Salento di perde nel tempo, mentre in Giuggianello, dal punto di vista civile, si svolge da 30 anni. La SAGRA è fissata il 19 Marzo di ogni anno. Si svolge in Piazza ed è consuetudine da parte di un apposito comitato del luogo offrire a tutti i presenti, dopo la benedizione, pietanze tipiche e particolari. Come primo piatto viene distribuita la “MASSA“ una minestra di tagliatelle, ceci e verdura preparata in casa con farina di grano.

Come secondo piatto, dopo la prima distribuzione, si consegna: una pagnotta di grano (il pane di San Giuseppe), pesce fritto, “pittule” (frittelle), “pampasciuni”(cipollette selvatiche cotte con olio e aceto), peperoni, melanzane e zucca secchi al sugo. Il Tutto bagnato da ottimo vino locale.

Nel pomeriggio, si celebra la Santa Messa e la processione. A seguire, concerto bandistico e fuochi d’artificio.

Sagra di San Giovanni
24-25 giugno
La Sagra di San Giovanni forse è la più antica di tutta la provincia di Lecce. Essa rievoca un antico culto medioevale legato a riti pagani del mondo antico, oggi purtroppo in disuso e quasi del tutto cancellati per il progressivo processo di cristianizzazione, mirante a far scomparire ogni residuo di paganesiomo del mondo antico per poi assorbirlo nella liturgia cristiana.

La notte della vigilia di San Giovanni in Giuggianello è una notte specialissima, notte gravida di magia, di misteri, di vaticini ed incantesimi, notte popolata di streghe, folletti, demoni. Notte inquietante e sovversiva in cui, secondo la credenza popolare, avvenivano prodigi di ogni genere e si compivano rituali squisitamente pagani.

Questa notte è particolarissima dal punto di vista astronomico, segna, cioè, il momento culminante del viaggio del sole che dopo essere salito ogni giorno sempre più in alto nel cielo, si ferma e da allora ritorna sui suoi passi giù per la via celeste cominciando a discendere progressivamente. E’ questo il momento del solstizio d’estate, un evento eccezionale per i popoli antichi, i quali non riuscendo a spiegarsi razionalmente i grandiosi mutamenti ciclici della natura e riconoscendo davanti ad essi la propria impotenza e fragilità, li ritenevano generati da misteriose forze sacrali diffuse nella natura. La notte del solstizio d’estate era perciò considerata notte magica per eccellenza, che aveva in sé il potere di decidere i destini dell’intero anno solare.Le antiche popolazioni allora ricorsero a tutta una serie di riti e pratiche divinatorie. Con l’avvento del cristianesimo questi rituali magici furono integrati nella sfera cristiana, sostituendo al rito del sole la figura di San Giovanni Battista.

In Giuggianello si credeva che in questa notte si verificassero benefici fenomeni magici: così la rugiada assumeva poteri speciali e diventava in grado di accrescere notevolmente le proprietà curative delle erbe.

Si usava addirittura rotolarsi nei prati bagnati di rugiada per rigenerare il corpo, mentre le ragazze in cerca di marito, di essa si bagnavano il sesso perché alla rugiada era attribuito il potere di portare fortuna in amore. La notte di San Giovanni, infatti, era considerata particolare propizia a pronosticare fidanzamenti e matrimoni. Numerosi erano i modi per indovinare se la ragazza si sarebbesposata entro l’anno e quale mestiere avrebbe avuto lo sposo.

A Giuggianello l’antico segno della venerazione del Santo è la GROTTA DI SAN GIOVANNI dove anticamente si celebrava la festa con riti, canti, danze intorno ad un falò per ringraziare del nuovo raccolto delle messi il Santo.

Tutto ciò era andato perduto, ma in seguito al recupero della cripta bizantina di San Giovanni per opera del Centro di Cultura Sociale e di Ricerche di Giuggianello, è è tornata alla memoria questa Festa legata ancora ad un’altra antica leggenda sulla devozione popolare.

La cripta si trova a due Km. dal centro abitato sul Monte San Giovanni (120 m.s.l.m.) immersa negli olivi secolari e la macchia mediterranea lungo la strada di campagna sulla direttrice Giuggianello-Palmariggi. Nel medioevo la grotta – cappella era adibita a funzioni religiose col culti greco, in seguito le funzioni si celebrarono col rito latino continuando a venerarsi San Giovanni Battista. Con il passare degli anni, però, la devozione si disperse, ma un avvenimento miracoloso ne rinverdì i momenti più intensi. Il massaro della vicina masseria "Armino" aveva una figlia cagionevole di salute la quale aiutava la famiglia portando al pascolo le pecore proprio nei pressi della cripta, dove un giorno le apparve San Giovanni che le promise la guarigione. Ciò avvenne ed il padre, in segno di gratitudine, riportò la cripta all’antico splendore. Qui il parroco del tempo ogni 24 giugno, festa di San Giovanni, celebrava la messa, e il massaro alla fine della funzione religiosa offriva ai fedeli vino e formaggio in segno di devozione. 

Il centro di Cultura ha riportato in vita anche questa tradizione, e il 24 giugno di quest’anno nello spiazzo antistante la grotta si rinnova l’antica consuetudine, mentre il 25, 26 e 27 si svolge la SAGRA vera e propria con balli, canti e folklore. Saranno allestiti STAND GASTRONOMICI dove si possono degustare piatti tipici locali tra cui il piatto principe della sagra: il CASTRATO AL FORNO con ottimo vino. Sull’antica AIA si balla liscio e musiche ritmate e coinvolgenti coma la pizzica.

Sagra dell'Anguria
26 luglio
In considerazione che anticamente la festa del santo Patrono era chiamta "La festa te li miluni" (festa del melone), il giorno dopo la festa di San Cristoforo si organizza questa Sagra distribuendo in piazza fette di rosse e saporite angurie. Durante la Sagra dei gruppi si esibiscono con musiche ritmiche e molto coinvolgenti legate alla PIZZICA.

MERCATO INFRASETTIMANALE
Il martedì.

 

Monumenti e luoghi d'interesse

Giuggianello presenta sul suo territorio architetture che testimoniano la sua importanza storica e culturale. Di seguito una galleria fotografica con i luoghi di maggiore interesse.

 

Scheda tecnica

Provincia
Lecce
Sindaco

Giuseppe Pesino (lista civica)

dal 26.05.2014

Altitudine

79 m s.l.m.

Superficie

10,06 km²

Popolazione residente

1.230 (dato ISTAT al 01.01.2015)

Densità 122,27 ab./km²
Estensione comunale 11 km²
Frazioni, Marine, Località
-
Codice postale

73030

Prefisso telefonico

0836

Targa

LE

Denominazione abitanti

Giuggianellesi

Santo patrono
San Cristoforo
Festa patronale

25 luglio

Mercato settimanale Martedì

 

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