Matino

Matino - Panorama
Matino - Panorama


Matino (pronunciare Matìno) è un comune italiano di 11.752 abitanti della provincia di Lecce.

Situato nel Salento sud-occidentale, dista 44,3 km dal capoluogo provinciale e 16 km da Gallipoli. Dal 2002 si fregia del titolo di Città.

 

Territorio

Posizione del comune di Matino nella provincia di Lecce
Posizione del comune di Matino nella provincia di Lecce

Matino sorge sulle ultime propagini della Serre salentine a 75 m s.l.m. a 10 km dalla costa ionica e a 25 km dall'estrema punta della penisola salentina rappresentata dal Capo di Leuca. Il territorio, fortemente carsico, è privo di corsi d'acqua di superficie ma ricchissimo di corsi d'acqua sotterranei alimentati dalle cosiddette "Vore", inghiottitoi naturali delle acque pluvie situati in depressioni naturali del terreno.

Il comune, che si estende su una superficie di 26, 28 km², raggiunge i 38 m s.l.m. di altezza minima e i 172 m s.l.m. di altezza massima. La cittadina domina la vallata denominata di Taviano-Matino che rappresenta una delle zone più fertili del Salento. Le colture predominanti sono l'ulivo e la vite ma con ampi spazi dedicati ai seminativi e alle colture in serra, in special modo fiori. Molto frequenti sono le masserie, grandi costruzioni rurali che insistevano su ampi latifondi, frutto del notevole impulso dato alla produzione agricola nel periodo Borbone (1724-1860), ad oggi in disuso salvo qualche esempio di riutilizzazione in chiave agrituristica. Abbastanza diffusi sono anche i cosiddetti caseddhi, tipico esempio di edilizia rurale, derivante da antiche tecniche costruttive di provenienza magnogreca. Diffusissima l'edilizia rurale di tipo moderno a testimonianza di un attaccamento alla terra delle popolazioni locali e di un vivacissimo mercato agrituristico.

 

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Cenni storici

Le origini del nome

Che il toponimo di Matino derivi dalla radice linguistica osca "Mat" che significa "terreno coltivato" o "terreno fertile" o in alcuni casi "altura", come sostenuto da diversi studiosi è una tesi poco sostenibile in quanto l'osco, una lingua pre-romana diffusa dalla Toscana fino all'Abruzzo, non penetrò mai nel Salento. Difatti tutti i toponimi salentini hanno origini messapiche (Ugento, Alezio, Otranto), greche (Gallipoli, Galatone) o latine (Casarano, Taviano), mai osche. Matino sarebbe un'eccezione alquanto strana. Peraltro denominare un paese con un nome di origine osca intorno all'anno mille, quando cioè i dialetti osci sono scomparsi da almeno 6 secoli, sembra un'ipotesi assai poco probabile. Questa constatazione avvalorerebbe la tesi del Coppola circa le origini in quanto il toponimo si spiegherebbe solo con una derivazione dal nome "Matini" o "Matinates ex Gargani" come li cita Plinio. A loro volta i "Matinates" derivavano il proprio nome dal culto della Dea romana dell'aurora "Mater Matuta".

Anche l'ipotesi di un'origine del toponimo dalla storpiatura della parola mattino è abbastanza debole e sembra priva di fondamento dal punto di vista dell'analisi linguistico-semantica.

 

Emblema dello stemma

Stemma di Matino
Stemma di Matino

Lo stemma di Matino raffigura un sole che sorge dietro le montagne. Tale raffigurazione ricorda le caratteristiche orografiche del paese, che si estende sul versante occidentale della serra di Sant'Eleuterio, sul dorso di una collina a 200 metri sul livello del mare. Il sole, invece, contribuisce alla denominazione del paese perchè, salendo oltre la collina, indica che è già mattino inoltrato. Recentemente questa tesi è stata superata da alcuni storici che hanno dato una nuova versione secondo cui il nome Matino deriverebbe etimologicamente dalla radice di origine indoeuropea "munt", che vuol dire "altura". Tuttavia si può dire che le sue origini non sono certe. Probabilmente, in seguito alla invasione dei Saraceni intorno all'anno 1000 e alla distruzione che perpetrarono a scapito di Alezio e Parabita, gli abitanti di quei centri in fuga si rifugiarono nell’attuale area di Matino. C’è da dire inoltre che alcune tracce e resti risalenti alla preistoria sono stati ritrovati nei pressi della cripta di San Ermete, sul costone dell'omonima Serra. Il primo documento storico invece che parla dell'esistenza di Matino come nucleo abitato e stabile risale al 1099.

 

Le origini e la storia

Tancredi d'Altavilla
Tancredi d'Altavilla

Alcuni storici (Giuseppe Schivani, Padre Tommaso Leopizzi), fanno risalire l'origine della cittadina alla distruzione delle città messapiche di Alezio e Bavota, l'attuale Parabita, da parte dei Saraceni, avvenuta nei secoli IX e X e ad un relativo insediamento dei profughi nella zona della Matino odierna. L'ipotesi, non suffragata peraltro da alcun riferimento storico, è contraddetta dalla marcata differenza dei dialetti parlati nelle presunte città fondanti e Matino stessa, che fanno presumere le 3 cittadine appartenenti a matrici culturali diverse.

Altri autori (Carlo Coppola) ritengono invece più probabile una fondazione della Matino moderna da parte di profughi provenienti dalla Matino antica. L'antica Matino era un popoloso centro situato sulle coste del Gargano, fondato intorno al 1000 a.C. e denominato Apeneste in periodo magno-greco e poi Matinum in periodo romano. Il toponimo Apeneste significa in greco antico "che nasce" oppure "che sorge" con chiaro riferimento al sole, anche la versione latina "Matinum" conserva la medesima accezione di significato. Potrebbe quindi non essere un caso che lo stemma di Matino nuova, adottato in epoca normanna, rappresenti proprio un sole che sorge tra due colline. I "Matinates", ovvero gli abitanti dell'antica Matino, erano un piccolo popolo di stirpe dauno-japigia proveniente probabilmente dalle zone rivierasche del Mar Nero e stanziatosi nella Puglia settentrionale intorno al 1000 a.C. in seguito alla grande migrazione verso le coste adriatiche proveniente dalle coste illiriche di quel periodo. Questa tribù fondò la città che divenne un centro marinaro e commerciale di notevole importanza fino al periodo tardo romano e di cui si hanno notizie certe fino al 970 d.C., probabile anno della sua distruzione. La fondazione dell'odierna Matino sarebbe avvenuta in seguito alla scomparsa di questo centro avvenuta nel periodo fra il 971 d.C. - 980 d.C. forse per un terremoto-maremoto -parte delle rovine dell'antica Matino sono ad oggi sommerse dall'Adriatico- oppure procurata dalla serie di incursioni saracene che devastarono il territorio matinese e l'intero Meridione d'Italia intorno a quegli anni, molto probabilmente per ambedue le evenienze. In ogni caso la circostanza che la data di distruzione della Matino antica e quella della fondazione della Matino nuova coincidano rappresenta, insieme all'analisi linguistica del toponimo, se non una prova, un indizio di sicura rilevanza circa le origini del paese. Si hanno documenti attestanti l'esistenza di Matino nuova a partire dall'XI secolo dell'era moderna ma è plausibile che la fondazione risalga ad almeno un secolo prima, esattamente quindi in concomitanza con la distruzione dell'antica.

Durante il periodo normanno, il territorio matinese venne infeudato, nel 1191, da Tancredi d'Altavilla a favore dei De Personé (poi latinizzato in De Persona), casata di origini francesi, passò successivamente agli Antoglietta, ai Maremonte ed infine nel XVII secolo ai Marchesi Del Tufo, ultimi feudatari.

Nel territorio matinese sono stati trovati reperti risalenti ad età preistorica (località grotta Sant'Ermete) testimonianti l'esistenza di insediamenti umani risalenti al neolitico. Nessuna traccia di presenze umane da tale periodo fino al 950-1000 d.C. - 1000 d.C.epoca a cui risale l'insediamento basiliano in località Sant'Eleuterio di cui sono ancora visibili alcuni resti fra i quali parte della cripta ipogea. Alcuni palazzotti cinquecenteschi di buona fattura testimoniano una certa vivacità della cittadina nel periodo. La gran parte degli edifici di interesse architettonico risalgono però al periodo Borbone (1724-1860), momento di sviluppo notevole sia per Matino che per tutto il Meridione. Di una certa rilevanza è anche il palazzo dei Marchesi del Tufo, eretto nel XIV secolo quale rocca di difesa e rimaneggiato più volte nel corso dei secoli fino all'attuale aspetto che risale al primo scorcio del XVIII secolo, con l'apertura sulla facciata di una grande trifora e la risistemazione della piazza antistante, oggi Piazza San Giorgio. Imponente la Chiesa Matrice, intitolata anch'essa a San Giorgio Martire, in stile tardo barocco e a pianta tipicamente a croce latina fu costruita nella seconda metà del "700, su una preesistente chiesa che è rappresentata dal braccio minore dell'attuale fabbrica. Ancora da segnalarsi la seicentesca Chiesa del Carmine e la Chiesa del Rosario, una volta dedicata a "Santa Maria del Soccorso" nonché cappella del convento domenicano (in passato adibita a struttura ospedaliera e di ricovero per i pellegrini che da Lecce procedevano per Santa Maria di Leuca e viceversa) diventato ormai quasi invisibile in quanto molti dei locali appartenenti al convento stesso sono stati occupati dagli uffici del comune in epoca moderna e visibilmente modificati fino a farne scomparire le caratteristiche architettoniche.

 

Personaggi illustri

Glicerio de Persona, noto anche come Glycerius o Glicisius de Matino (Mottola, 1235 circa – Brindisi, 22 aprile 1269) è un signore feudale, fedele alla dinastia imperiale sveva. Fu signore delle terre di Soleto (comprendente Cutrofiano, San Pietro in Galatina, Sternatia, Zollino, Sogliano e Aradeo), di Matino, di Ceglie del Gualdo e Mottola.

Raffaele Gentile (Matino, 1830 - 1904) è un ingegnere, astronomo e cosmografo. Nell’arco degli anni è Sindaco, Consigliere Provinciale, Deputato e Ingegnere Provinciale. Partecipa al concorso del Ponte Girevole di Taranto; suo è il progetto del Cimitero di Matino.

Eriberto Scarlino (Matino, 1895 - 1962) è un pianista di fama internazionale e compositore. E’ anche professore di pianoforte al B. Marcello di Venezia.

Luigi Romano (Matino, 1872 - 1942) è un musicista e compositore. Ha vissuto per buona parte negli Stati Uniti.

 

Feste e tradizioni locali

FESTE PATRONALI
Festa del Miracolo di San Giorgio
27 febbraio

Festa di San Giorgio
23 aprile
Festa istituita nel 1971

FIERE
Fiera del Sacro Cuore
3ª domenica di giugno

Fiera M. SS Addolorata
2ª domenica di giugno

SAGRE
Sagra della Frisa
5-6 luglio

Sagra ta sardizza e tu gnommareddhu
Seconda settimana di agosto

Festa delle Bionde
13-14 agosto

Sagra dei Pezzetti di Cavallo
Seconda metà di agosto

MERCATO INFRASETTIMANALE
Il sabato.

 

Monumenti e luoghi d'interesse

La città di Matino presenta sul suo territorio architetture che testimoniano la sua importanza storica e culturale. Di seguito una galleria fotografica con i luoghi di maggiore interesse.

 

Scheda tecnica

Provincia
Lecce
Sindaco

Cosimo Carmelo Tiziano Cataldi

(Il Popolo della Libertà) dal 07.05.2012

Altitudine

75 m s.l.m.

Superficie

26,28 km²

Popolazione residente

11.648 (dato ISTAT al 01.01.2015)

Densità 443,23 ab./km²
Estensione comunale 26 km²
Frazioni, Marine, Località
-
Codice postale

73046

Prefisso telefonico

0833

Targa

LE

Denominazione abitanti

Matinesi

Santo patrono
San Giorgio
Festa patronale

23 aprile

Mercato settimanale Sabato

 

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