Melissano

Melissano - Piazza
Melissano - Piazza

 

Melissano è un comune italiano di 7.356 abitanti della provincia di Lecce.

Situato nel versante occidentale del basso Salento, dista 52,7 km dal capoluogo provinciali. È un importante centro per la produzione di vino e uva da tavola; a livello industriale è un polo calzaturiero. Dal 2003 si fregia del titolo di città.

 

Territorio

del comune di Melissano nella provincia di Lecce
del comune di Melissano nella provincia di Lecce

Il comune di Melissano presenta una morfologia pianeggiante ed è compreso tra i 46 e i 59 metri sul livello del mare.

L'intero abitato è situato geologicamente sullo zoccolo calcaritico detto Calcare di Melissano. La natura carsica del territorio favorisce la creazione di lunghi fiumi sotterranei che alimentano le falde acquifere; talvolta l'affioramento della falda freatica superficiale forma piccoli bacini idrici come nel caso del laghetto Cellini situato nella parte settentrionale del territorio comunale.

Occupa una superficie di 12,42 km² nella parte sud-occidentale della penisola salentina.

 

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Cenni storici

Le origini del nome

Il toponimo potrebbe derivare dal fatto che sul territorio di Melissano si coltivasse la melissa, una pianta erbacea spontanea molto ricercata dalle api. Questa teoria spiegherebbe anche la presenza di un'ape sullo stemma del paese.

Un'altra ipotesi, sostenuta dai ricercatori di toponimia Marinelli e Laporta, considera più probabile la derivazione etimologica dal nome latino di persona Melissus con l'aggiunta del suffisso -anus che indica possesso; in questo caso il nome è un prediale (praedium Melissanus era la terra di Melissus).

Un'altra tesi colloca l'origine della nascita del toponimo in epoca bizantina in seguito alla devastazione della città di Ugento nell'886 da parte dell'ex emiro di Bari, Sawdàn. Il sovrano bizantino Basilio I, che decise di ripopolare l'area compresa tra Ugento e Gallipoli con coloni provenienti da Heraclea sul Ponto (da cui il nome di Racale), affrontò Sawdàn con il supporto del generale Melissos (da cui il nome Melissano).

 

Emblema dello stemma

Stemma di Melissano
Stemma di Melissano

Lo stemma di Melissano ha lo sfondo celeste e raffigura un'ape circondata da tre frutti del “carrube”, la melissa. Queste sono posizionate due nella parte alta dello stemma, sopra l’immagine dell’ape, e una al di sotto. L'ape simboleggia l'industria del miele, in passato attività caratteristica del luogo, anche per l'abbondante presenza di melissa il cui profumo richiamava sciami di api in cerca di nettare. Dalla polpa zuccherina della carruba si estraeva, invece, un dolcificante.

 

Le origini e la storia

Famiglia Del Balzo in Italia
Famiglia Del Balzo in Italia

 

La prima attestazione dell'insediamento risale al 1269 (dai registri angioini), ma l'agglomerato dovrebbe essere nato in epoca bizantina, quando esisteva la vicina abbazia di Santa Maria del Civo, posta sul triconfinio Melissano, Racale e Taviano. Il suo territorio fu interessato in epoca romana da alcuni insediamenti rurali, ma tracce ancora più antiche della presenza umana sono riconducibili alla presenza di una specchia databile all'età del bronzo.

Da un'epigrafe del XII secolo, posta nella chiesa madre di Racale e oggi scomparsa, si apprendeva che il casale di Melissano apparteneva, in epoca sveva, a Giordano Sicecte. Con l'avvento dei Normanni, il re Tancredi d'Altavila concesse il feudo a Niccolò Amendolia. Nel 1384 passò ai Della Ratta ai quali succedettero nel 1491 i Del Balzo. Nel Cinquecento si avvicendarono i De Capua e i Brayda (1589). Dopo lo smembramento della contea di Alessano e del marchesato di Specchia, il casale fu venduto dai Trane ai De Franchis, marchesi di Taviano, che lo detennero sino al 1723, anno in cui passò sotto il controllo dei principi Caracciolo. I Caracciolo furono gli ultimi feudatari di Melissano (1806).

Con l'abolizione della feudalità e la creazione dei comuni, il borgo di Melissano, che contava solo 500 abitanti, fu aggregato al comune di Taviano. Nel 1850 un primo tentativo di richiesta per l'autonomia amministrativa fu rigettata per l'estrema miseria della popolazione. Il 1º gennaio 1885 la frazione fu staccata da Taviano e annessa al comune di Casarano, dal quale ottenne l'autonomia nel 1922. Dal 2003 si fregia del titolo di città.

 

Personaggi illustri

Luigi Corvaglia (Melissano, 1892 – Roma, 1966) è un filosofo e scrittore.

Quintino Sicuro (Melissano, 29 maggio 1920 - Monte Fumaiolo, 26 dicembre 1968) è un sacerdote eremita.

Ferruccio Caputo (Melissano) è uno studente ed è uno dei 335 martiri delle fosse Ardeatine.

 

Feste e tradizioni locali

FESTE PATRONALI
Sant'Antonio
Prima domenica di settembre
Tante erano le iniziative legate alla festa patronale di Melissano. Da qualche decennio è scomparsa purtroppo la corsa coi sacchi e la caratteristica cuccagna, che consisteva nel raggiungere la vetta di un palo (dove erano collocati di solito insaccati e formaggi) unto di grasso.

Festa della Madonna del Miracolo
24 Febbraio
Festa civile e Religiosa.

Festa Gesù Redentore
1° Domenica di Maggio
Festa civile e religiosa nella zona 167.

Festa della Madonna Immacolata
8 Dicembre
Festa civile e religiosa.

FIERE
Festa e fiera di S. Luigi Gonzaga
21 Giugno
Festa civile e religiosa con Fiera Mercato.

Festa e fiera di S. Antonio da Padova
1° Sabato, Domenica e Lunedì di Settembre
Festa civile e religiosa con Fiera Mercato.

SAGRE
Gusti e sapori nel centro antico
6 Agosto
Rassegna di musica, gastronomia e cultura tipica salentina, nel centro storico.

EVENTI
Carnevale a Melissano
Febbraio o marzo
Sfilata carri allegorici e gara della maschera più bella con premiazioni.

Le Focareddhe di San Biagio
3 febbraio
In una delle fredde notti di febbraio, la comunità di Melissano si riunisce attorno ad un falò, organizzato diversi giorni prima. E' questo un momento di importante tradizione e di socialità tra i vari rioni che si ritrovano davanti alla grandezza del fuoco, legato all'atavico rito di purificazione e tra l'altro collegato alla festa della Candelora (2 febbraio). A Melissano esistevano anche altri falò legati ai santi, tra cui quello di San Giuseppe (19 marzo), ormai scomparso.

La Caremma
Quaresima
Nel periodo della quaresima, un pupazzo adornava le antiche case del centro antico di Melissano. Era la Caremma, dalle sembianze orribili, a ricordare il periodo di penitenza a cui era sottoposta la comunità dopo i fasti del carnevale. Il pupazzo recava un arancio con sette penne che rappresentavano le sette settimane della quaresima: ogni volta che scorreva una settimana, se ne eliminava una. Nella vigilia o giorno di Pasqua, la caremma veniva bruciata.

Festival canoro delle voci nuove
2° Fine settimana di Luglio
Organizzato dal CTG presso il Parco Santaloja.

VinImmagine
13 Agosto
Mostra Enogastronomica e delle Tradizioni Popolari, presso la Cntina cooperativa Unione Agricola di Melissano.

MERCATO INFRASETTIMANALE
Il lunedì.

 

Masserie

Casino Corvaglia

Casino Corvaglia
Casino Corvaglia

Caseddhu Ruggiatu

Caseddhu Ruggiatu
Caseddhu Ruggiatu

Imponente e ben conservato, visibile dalla superstrada vicino a Masseria Cucuruzza. Altezza interna 5,4 metri, base interna 4 metri. Altezza e base esterni: 9 metri.

 

 

 

 

 

Casino Pioppi

Casino Pioppi
Casino Pioppi

Villa-masseria, restaurata ed abitata, con chiesetta e giardino recintato.

 

 

 

 

 

 

 

Casino Parati

Casino Parati
Casino Parati

 

La sua facciata rossa spicca sulla via vecchia per Casarano. Fino a pochi anni fa in buone condizioni, tanto che alcune spose andavano a farsi le foto del matrimonio. Ora è in pessimo stato e numerosi elementi sono stati trafugati.

 

Masseria Coloni

Masseria Coloni
Masseria Coloni

Nella Masseria Coloni è presente un androne, un cortile interno e vasche di palmenti, non ha torre fortificata. è sede di un punto trigonometrico. Attualmente è in stato di crollo. Rubate tutte le decorazioni in pietra della chiesetta.

Il complesso Masseria Coloni sorge nelle vicinanze del casale di Paternò, nella zona denominata “conca d’oro”. UN tempo di proprietà ecclesiastica, fu costruita probabilmente nella prima metà del XVII secolo: un indizio utile per tale datazione dovrebbe essere il titolo della sua cappella che ho individuato, grazie alla visita pastorale del mons. Camillo Alleva del 1819 (vergine del Rosario). Ormai pericolante, presenta una grande finestra centrale, con contrafforte laterale, aggiunto probabilmente nel secolo scorso. Anche qui l’altare è demolito, mentre gli stucchi con motivi fitomorfi fanno cornice alla mancante tela. Diverse nicchie si aprono sui lati, mentre la copertura è a botte con dei costoloni che convergono al centro. La stessa masseria presenta, nel corpo centrale, un altro vano a botte sul cui intradosso sono affrescati due santi: nel lato sinistro è presente una santa con una palma del martirio, forse Santa Lucia o Santa Apollonia; nel lato destro è prsente un santo vescovo, probabilmente un San Biagio o San Donato. Entrambi gli affreschi sono in avanzato stato di degrado e risalgono al XVIII secolo.

 

Masseria Li Boi

Masseria Li Boi
Masseria Li Boi

 

La Masseria Boi (chiamata così per l’allevamento dei bovini e ovini) è situata sul confine tra il feudo di Melissano e quello di Ugento. Costruita nella seconda metà del XVIII secolo, ha una strana forma a “L” e una chiesetta. Appartiene all dott. Raffaele De Donatis, ma è ridotto in condizioni pessime. Nelle immediate vicinanze vi era un’aia ed alcune cisterne.

All’interno nei vari vani c’erano due forni con ambienti tipici della masseria; il muro di cinta presenta numerose croci incise.

Fu acquistata dalla moglie di Saverio Panico, donna Vincenzina Elia alla fine del XIX secolo. Sembra che la stessa sia sia recata a Napoli a dorso di mula dove, rintracciato il proprietario, la acquisto per 40mila lire.

 

Masseria Quarta

Masseria Quarta
Masseria Quarta

La Masseria Quarta ha un cortile interno, un ampio giardino con orto, palmento, non ha torre fortificata. Risalente ai primi anni del 900, è stata abitata fino a tempi recenti (anni '70).

 

 

 

 

Casino Malopra

Casino Malopra
Casino Malopra

Masseria Cuntinazzi

Masseria Cuntinazzi
Masseria Cuntinazzi

Sono dei ruderi immortali dell'antichissima Masseria Cuntinazzi, costruita con una tecnica utilizzata sino al XVIII secolo e che prevede l’uso di pietre informi al bolo.

E’ situata a destra della provinciale che da Melissano porta a Felline e giace li da diversi secoli, con il fronte rivolto verso Racale. Infatti il corpo di fabbrica che si vede dalla strada è solo quello posteriore, mentre avanti c’è una estensione maggiore in larghezza con aperture successivamente occluse, archi di ingresso e quant’altro.

La masseria è nota col nome di Cuntinazzi, anche se nella IGM del 1948 è riportata come “Funtinazzi”. Un termine che richiama i “Cuti” cioè le pietre affioranti dal terreno.

La Masseria Cuntinazzi, che sorge dunque su un territorio molto roccioso e non a caso la zona è nota come “petra te trappitu”, cioè pietra del frantoio: il toponimo rivela l’origine di alcune macine di frantoi melissanesi, visto che la roccia ivi presente è molto silicea, proprio come serviva per la macinatura delle olive.

 

Masseria Cucuruzza

Masseria Cucuruzza
Masseria Cucuruzza

Risalente al 1700, la Masseria Cucuruzza sorge su un’altura (“cucurizzu”, donde deriva il nome), ed è un complesso rurale in discrete condizioni; caratteristiche sono le feritioie esistenti nei vani del piano primo realizzate per una visione totale del territorio circostante in previsione di eventuali attacchi. Fu acquistata da Peppino Caputo, che l’abitò fino agli anni 40, pare con i proventi di una “acchiatura”.

Presenta un’interessante chiesetta molto probabilmente del cinquecento o primo decennio del seicento, priva ormai di ogni elemento decorativo, con “l’altare ormai completamente sventrato da demoniaci ricercatori di lasciti” (“acchiatture”). Sopra l’entrata possiamo notare un ballatoio dove i proprietari potevano assistere alla messa senza mescolarsi coi servi mentre tracce di elementi decorativi floreali ornano l’altare.

 

Monumenti e luoghi d'interesse

La Città di Melissano presenta sul suo territorio architetture che testimoniano la sua importanza storica e culturale. Di seguito una galleria fotografica con i luoghi di maggiore interesse.

 

Scheda tecnica

Provincia
Lecce
Sindaco

Roberto Falconieri (lista civica)

dal 16.05.2011

Altitudine

59 m s.l.m.

Superficie

12,42 km²

Popolazione residente

7.205 (dato ISTAT al 01.01.2015)

Densità 580,11 ab./km²
Estensione comunale 12 km²
Frazioni, Marine, Località
-
Codice postale

73040

Prefisso telefonico

0833

Targa

LE

Denominazione abitanti

Melissanesi

Santo patrono
Sant’Antonio da Padova
Festa patronale

Prima domenica di settembre

Mercato settimanale Lunedì

 

Sito Istituzionale

 

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