Minervino di Lecce

Minervino di Lecce - Piazza Umberto I
Minervino di Lecce - Piazza Umberto I

 

Minervino di Lecce è un comune italiano di 3.684 abitanti della provincia di Lecce, situato nel Salento orientale, nell'entroterra idruntino. Fa parte dell'associazione Borghi Autentici d'Italia.

Frazioni: Cocumola, Specchia Gallone.

 

Territorio

Posizione del comune di Minervino di Lecce nella provincia di Lecce
Posizione del comune di Minervino di Lecce nella provincia di Lecce

Il territorio di Minervino di Lecce, che occupa una superficie di 17,88 km², si estende in gran parte sul bassopiano delle Serre di Poggiardo e di Giuggianello e risulta compreso tra gli 82 e i 127 metri sul livello del mare. Dista circa 40 km da Lecce.

 

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Cenni storici

Le origini del nome

Il toponimo potrebbe derivare dalla presenza in loco di un tempio consacrato alla dea Minerva. Si può presupporre anche che il nome derivi dall'antica Castrum Minervae, i cui abitanti, dopo la distruzione della città, si rifugiarono nell'entroterra fondando l'attuale abitato.

 

Emblema dello stemma

Stemma di Minervino di Lecce
Stemma di Minervino di Lecce

Minervino di Lecce è l'unico paese della provincia di Lecce a possedere due stemmi diversi tra loro: il primo, riconosciuto ufficialmente nell’insegna municipale, ha uno sfondo blu e su di esso è raffigurata Minerva che indossa un ampio peplo bianco e un diadema; nella mano sinistra sostiene uno scudo e una lancia, nella destra impugna una penna d'oca.

L'altro, utilizzato nel sigillo comunale, rappresenta Minerva con la lancia, lo scudo, l'elmo e la corazza. La differenza fra gli stemmi risale al 1971 quando, con l'intento di ricevere il riconoscimento ufficiale dello stemma, si è ottenuto quello riprodotto sullo stendardo municipale. Tuttavia, per tenere fede alla tradizione, il sigillo comunale continua a raffigurare l'antica immagine di Minerva guerriera. Il paese è stato fondato dagli Japigi nei pressi di un tempio dedicato proprio a Minerva, da cui poi deriva la denominazione del paese.

 

Le origini e la storia

Dea Minerva
Dea Minerva

Svariate sono le ipotesi circa la nascita di Minervino. Potrebbe essere stato fondato dagli Japigi nel luogo in cui avevano eretto un tempio dedicato a Minerva, la cui dea è riportata nello stemma del paese. Inoltre, la presenza di monumenti megalitici, quali dolmen e menhir, anticipano all'età del Bronzo la frequentazione umana della zona.

Si può anche presupporre che Minervino sarebbe stata fondata nel IX secolo a memoria dell'antica Castro, un tempo chiamata Castrum Minervae, distrutta dai pirati Saraceni in una delle loro scorribande sulle coste salentine intorno al 1266; la città sarebbe quindi stata costruita nell'entroterra, dove la popolazione scampata si sarebbe rifugiata. È da credere, in base a quanto scrive il Lama, che tutti i casali e i villaggi posti sia nell'interno che all'esterno della fascia costiera dell'Adriatico siano stati distrutti e rasi al suolo diverse volte, non solo nel suddetto periodo dell'invasione dei Saraceni tra l'VIII e il IX secolo, ma anche durante le dolorose vicende dell'invasione turca (1480-1481).

L'ipotesi più accreditata sarebbe quella che Minervino sia di origine romana; il rinvenimento di una strada la cui pavimentazione è molto simile a quella della Via Appia, che da Roma si estendeva fino a Brindisi, è senza dubbio l'espressione della permanenza di un nucleo romano nel paese.

In epoca normanna, il casale fu concesso nel 1269 al signor Ruggero Sambiasi, di una famiglia forse originata dalla potente Casata dei Sanseverino. Dal re Filippo fu successivamente donato a Ugone Billotta, dopo averlo sottratto a Giordano de Paleano. Al tempo di Carlo d'Angiò parte del casale appartenne a Ruggero Maramonte. Quindi fu la volta dei Prato e di Nicolantonio de Frisis (1378), proveniente da una nobile famiglia leccese già testimoniata all'epoca di re Manfredi. Ritornato ai Maramonte, venne venduto ai Gargano nel 1584. Nei primi decenni del XVI secolo Minervino contava 95 famiglie corrispondenti a circa 475 abitanti. Fu feudo dei Filomarini, duchi di Cutrofiano, e dal 1619 dei Venturi, ai quali venne successivamente riconosciuto il titolo ducale.

Nei tempi passati oltre ai Venturi vi furono moltissime famiglie gentilizie, le più note furono i Morì della Gatta, gli Scarciglia e gli Urso dei quali si conservano le rispettive dimore gentilizie.

Fino al 1650 l'attuale Minervino era diviso in 16 "borghi": "Borgo Minervino", "Borgo Murtole", "Borgo Giudecca" ed altri. Ogni borgo contava dalle 50 alle 100 persone. D'altronde, questi borghi altro non erano che delle masserie. Il Borgo più importante dei sedici era quello detto "Borgo Minervino", una masseria che andava da piazza San Pietro alla Chiesa Madre e contava 150 abitanti.

 

Personaggi illustri

Luigi Sarcinella (Minervino di Lecce, 20 ottobre 1862 – Carmiano, 19 aprile 1952) è un medico e studioso umanista.

Pasquale Baccaro (Minervino di Lecce, 2 settembre 1972 – Mogadiscio, 2 luglio 1993) è un militare, soldato nel 183° Reggimento Paracadutisti Nembo e nel 186° Reggimento Paracadutisti "Folgore", insignito di medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

 

Feste e tradizioni locali

FESTE PATRONALI
Festa di San Giuseppe
"La Tavola di San Giuseppe"
19 marzo
Le Tavole di San Giuseppe si allestiscono in occasione della festa di San Giuseppe. Le famiglie devote approntano delle grandi tavole imbandite con grossi pani circolari a forma di ciambella, raffiguranti alcuni simboli (il giglio, il rosario, etc.) che rappresentano i "santi" che fanno parte della tavola. Il numero dei "santi" è sempre dispari e va da un minimo di tre (la Madonna, San Giuseppe e Gesù bambino) ad un massimo di tredici e vengono interpretati da persone care alla famiglia che allestisce. Le tavole vengono aperte al pubblico già nella serata del 18 marzo e ai visitatori vengono offerte le tradizionali "pucce" benedette. A mezzogiorno del 19 marzo avviene la consumazione delle pietanze. Il devoto che ha allestito la tavola bacia per primo i grossi pani, che dovranno essere poi baciati dal "San Giuseppe" prima di essere consegnati ai "Santi". Anche le altre pietanze sono servite prima a colui che interpreta San Giuseppe e poi agli altri "santi". Per tradizione la "Madonna" deve essere interpretata da una ragazza nubile.

Festa di Sant' Antonio
10-11-12 agosto
Riti religiosi, luminarie, spettacoli della banda, bancarelle e spettacolo pirotecnico.

FIERE
Fiera di Santa Croce
Prima domenica di maggio
Giornata dedicata al bestiame e all’agricoltura in generale.

Fiera delle Messi
Prima domenica di luglio
Giornata dedicata al bestiame all’agricoltura.

Fiera della Madonna dell’Uragano
Seconda domenica di settembre
Con l’annessa sagra del maiale a suon di musica tipica.

SAGRE
Sagra "de u caso e onguli"
Prima domenica di maggio
Sagra del formaggio casereccio e fave verdi.

Sagra della Massa di S. Giuseppe
Secondo fine settimana di marzo
Organizzata dal Circolo Caccia e Pesca “Santu Vasili” .

Sagra “U Paninu da Zita”
Maggio
Manifestazione organizzata dall’omonima Associazione.

Festa delle Messi
Giugno

Massa d’estate
Agosto
2 giorni organizzati dalla locale Pro-Loco Minerva, in piazza San Pietro in Minervino di Lecce.

Sagra dell'Anguriata
Agosto
Manifestazione organizzata dal Circolo Caccia e Pesca “Santu Vasili”, in via Kennedy nei pressi di Padre Pio.

EVENTI
Presente vivente
Dicembre
La manifestazione si svolge all’interno di un frantoio ipogeo di 700 metri quadrati, uno dei più grandi del Salento e dei più antichi, risalente al XVI secolo. Offre numerosi spunti a chi lo realizza perchè è quasi interamente ricavato dal banco roccioso e presenta un sorprendente susseguirsi di nicchie, che danno al visitatore la sensazione di trovarsi in un luogo perduto nel tempo. Ulteriore fascino, inoltre, viene fornito dal fatto che, passando sotto il piano stradale a una profondità di tre metri, il visitatore si trova disorientato e sorpreso dal fatto che entrando da un lato della strada, uscendo, si ritroverà dal lato opposto.

All’interno del frantoio il visitatore vedrà affiancato all’antica Betlemme, alla quale ogni anno si cerca di dare sempre una nuova interpretazione, il Salento con i suoi colori, profumi, animali e soprattutto antichi mestieri. Il viaggio all’interno del presepe viene infatti allietato da degustazioni di prodotti tipici, offerti per l’occasione dalle realtà presenti nel territorio. Nel piazzale che si trova all’esterno, oltre a degustare le tradizionali “pittule”, preparate ad arte dalle esperte donne minervinesi e il vin brulè, il visitatore resterà incantato dalle numerose iniziative che variano di giorno in giorno.

La realizzazione di questo spettacolo che l’associazione riesce a offrire ai suoi ospiti, è frutto di un lungo lavoro di preparazione e ricerca, ma soprattutto di collaborazione con tutta la comunità Minervinese, infatti, oltre alle 100 comparse che animano la rappresentazione, c’è chi mette a disposizione dell’evento il proprio tempo e il proprio talento. È possibile visitare il presepe vivente nel periodo delle Festività Natalizie, dalle ore 17:00 fino alle ore 21:00. Da non perdere è l’arrivo dei Re Magi il 6 gennaio, intorno alle 19.

MERCATO INFRASETTIMANALE
Il lunedì.

 

Monumenti e luoghi di interesse

Minervino di Lecce presenta sul suo territorio architetture che testimoniano la sua importanza storica e culturale. Di seguito una galleria fotografica con i luoghi di maggiore interesse.

 

Scheda tecnica

Provincia
Lecce
Sindaco

Fausto De Giuseppe (lista civica)

dal 26.05.2014

Altitudine

98 m s.l.m.

Superficie

17,88 km²

Popolazione residente

3.675 (dato ISTAT al 01.01.2015)

Densità 205,54 ab./km²
Estensione comunale 18 km²
Frazioni, Marine, Località
Cocumola, Specchia Gallone
Codice postale

73027

Prefisso telefonico

0836

Targa

LE

Denominazione abitanti

Minervinesi

Santo patrono
Sant’Antonio da Padova
Festa patronale

10 agosto

Mercato settimanale Lunedì

 

Sito Istituzionale

 

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