Nardò

Piazza Salandra - Nardò
Piazza Salandra - Nardò

 

Nardò (Neritum o Neretum in latino, Nerìton in greco, Naretòn in messapico) è un comune italiano di 31.957 abitanti della provincia di Lecce.

Secondo centro della provincia per popolazione ed estensione territoriale, dal 1952 si fregia del titolo di città. Sorge in posizione pianeggiante a sud-ovest del capoluogo provinciale e include un tratto della costa ionica del Salento.

Frazioni: Boncore, Cenate, Santa Caterina, Santa Maria al Bagno, Sant’Isidoro, Corsari, Pendinello, Porto Selvaggio, Monteruga, Santa Chiara, Torre Squillace, Villaggio Boncore, Villaggio Resta.

 

Territorio

Posizione del comune di Nardò nella provincia di Lecce
Posizione del comune di Nardò nella provincia di Lecce

Il comune di Nardò è posizionato nella parte nord-occidentale della provincia e occupa una superficie di 190,48 km². È posto sul versante ionico del Tavoliere Salentino, al limite settentrionale delle Serre omonime, in posizione subcostiera; il suo territorio è attraversato dal Canale dell'Asso, probabile traccia di un antico corso d'acqua. La città sorge a 45 m s.l.m., mentre l'altitudine massima raggiunta nel territorio comunale è di 99 metri sul livello del mare. La parte settentrionale del territorio comunale è compresa nella Terra d'Arneo, ovvero in quella parte della penisola salentina compresa nel versante ionico fra San Pietro in Bevagna e Torre dell'Inserraglio e che prende il nome da un antico casale, attestato in epoca normanna e poi abbandonato, localizzabile nell'entroterra a nord-ovest di Torre Lapillo.

La fascia costiera, che si estende per 22 km, comprende le località balneari di Santa Maria al Bagno, Santa Caterina e Sant'Isidoro e ospita il Parco regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano, un'area di grande interesse storico-naturalistico la cui costa rocciosa e frastagliata è caratterizzata da pinete, macchia mediterranea e zone umide.

 

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Cenni storici

Le origini del nome

Il toponimo deriva etimologicamente dal termine illirico "nar", che ha il significato di acqua, con probabile richiamo all'antica falda acquifera presente nel territorio; uno zampillo d'acqua è un elemento raffigurato anche nello stemma civico. Dal termine "nar" derivò il vocabolo greco Nerìton, il latino Neritum o Neretum fino all'attuale Nardò.

 

Emblema dello stemma

Stemma di Nardò
Stemma di Nardò

Lo stemma araldico che distingue il comune di Nardò è abbastanza particolare. Si tratta di uno scudo coronato su cui campeggia un toro, anch’esso recante una corona, che, con la zampa destra anteriore sollevata, evidenzia, in un contesto agreste, uno zampillo d’acqua. Il motto latino “tauro non bovi” vuole sottolineare il fatto che non si tratta di un comune bue ma di un toro.

Non esistono notizie certe sull'origine dello stemma in questione.

Alcuni studiosi affermano che la presenza di un toro nel simbolo cittadino fa correre alla mente la sacralità che questo animale ha presso le genti antiche. In effetti, sacro era un bovino per gli egizi e Zeus prese le sembianze di un toro per rapire Europa, figlia del re fenicio Agenore. La portò a Creta e dalla loro unione è nato Minosse, il famoso re che ha fatto costruire il labirinto all’architetto Dedalo, il cui secondo figlio, Japige, ha dato origine, secondo la leggenda, alla stirpe Japigia di cui l’antica Nardò (o Neriton) fa parte.

Ma c’è un altro particolare: lo zampillo d’acqua che sembra sgorgare al semplice tocco del terreno da parte della zampa dell’animale. Certamente, questo particolare vuole evidenziare la ricchezza di questo elemento nella campagna neretina.

In effetti due grandi scrittori del passato, Antonio De Ferraris (il Galateo) e Cosimo De Giorgi hanno evidenziato come la grande abbondanza d’acqua, favorita dall’avvallamento del terreno in cui sorge la cittadina, fra le serre salentine prominenti allo Ionio, favorisca l’agricoltura e renda estremamente fertile il territorio tanto da meritare l’appellativo di “granaio di Lecce”.

Altri studiosi affermano che gli abitanti di un casale, distrutto dalla furia saracena, vagavano alla ricerca di un rifugio dove stabilirsi. Un toro si è fermato e ha iniziato a raspare il terreno fino a far zampillare acqua. Ciò ha convinto i profughi a fermarsi nella zona e a costruirvi un casale.

Altre fonti affermano, invece, che in occasione di una battaglia, un toro ha trasformato una sconfitta certa in una vittoria per i neretini e questo ha spiegato il motivo per il quale si è scelto il toro come simbolo della città.

 

Le origini e la storia

Mappa di Soleto - NAP corrisponde alla città di Nardò
Mappa di Soleto - NAP corrisponde alla città di Nardò

La città ha radici antichissime e testimonianze di ogni epoca, dalla preistoria in poi. Nelle grotte della Baia di Uluzzo sono state scoperti incisioni ed altri elementi di archeologia così importanti da far pensare che essi siano le prime manifestazioni di arti figurative esistenti in Europa, catalogati nel Paleolitico medio e superiore.

La nascita di Nardò come centro abitato risale invece al VII secolo a.C. con la presenza di un insediamento messapico. Nel 269 a.C., insieme al suo porto di "Emporium Nauna" (l'attuale Santa Maria al Bagno), fu conquistata dai Romani e divenne municipium (Neritum o Neretum) dopo la guerra sociale. Alla caduta dell'Impero romano d'Occidente (476) e in seguito alle battaglie tra Bizantini e Goti (544), fu assorbita dall'Impero bizantino (552-554) e, per un breve periodo (662-690), fu annessa al Regno longobardo. Durante i cinquecento anni di governo bizantino si incrementò la presenza dei monaci basiliani la cui influenza determinò la diffusione del rito e del culto orientale. Tra il 901 e il 924 Nardò fu attaccata e saccheggiata dai Saraceni provenienti dalla Sicilia. Nel 1055 i Normanni conquistarono la città e ai monaci benedettini fu concesso di insediarsi al posto dei basiliani nell'Abbazia di Santa Maria di Nerito. Nella seconda metà del XIII secolo seguì la dominazione angioina che determinò la nascita e la diffusione del feudalesimo. Fu feudo dei Del Balzo e nel XV secolo fu coinvolta nelle lotte tra Aragonesi, Veneziani e Turchi. Nel 1413 l'antipapa Giovanni XXIII elevò l'abbazia neretina a sede episcopale. Dal 1497 fino al 1806, come ducato, fu feudo degli Acquaviva.

Con l'abolizione del feudalesimo, la città non fu più soggetta alla tirannia della famiglia Acquaviva, che rimase però titolare di numerose proprietà. Furono eletti commissari governativi Mattia de Pandi, Antonio Tafuri e Giuseppe Bona. Nel 1810 anche a Nardò si diffuse la Carboneria con la setta della Fenice Neretina. Nel 1818 vi furono gli scontri fra i Carbonari e le truppe dei Borbone nelle campagne tra Nardò e Copertino. In seguito all'unificazione del 1861, Nicola Giulio fu il primo sindaco del Regno d'Italia.

Tra il 1943 e il 1947, l'esercito Alleato decise di ospitare nella frazione di Santa Maria al Bagno oltre centomila Ebrei scampati ai campi di sterminio nazisti e in viaggio verso il nascente Stato di Israele. Qui alcuni edifici vennero convertiti alle nuove esigenze. In una casa nella piazzetta venne ospitata la sinagoga e nella masseria Mondonuovo venne realizzato il kibbutz Elia. Tra i numerosi ospiti figuravano anche i nomi di Ben Gurion, Moshe Dayan, e Golda Meir. Per l'ospitalità dimostrata, il 27 gennaio 2005, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha conferito alla città di Nardò, la Medaglia d'oro al merito civile.

 

Personaggi illustri

Papa Alessandro VII, nato Fabio Chigi (Siena, 13 febbraio 1599 – Roma, 22 maggio 1667) è il 237° papa della Chiesa cattolica dal 7 aprile 1655 alla sua morte. L'8 gennaio 1635 viene eletto vescovo di Nardò; riceve la consacrazione episcopale il 1° luglio dello stesso anno. Rimane nella sua diocesi fino al 1639. Alla morte di Papa Innocenzo X, il cardinale Fabio Chigi, viene eletto Papa dopo ottanta giorni di conclave, il 7 aprile 1655. Durante il suo pontificato incoraggia l'architettura e le arti in genere, divenendo uno dei pontefici più attivi nel compiere il rinnovamento della città di Roma, e a lui si devono molte delle opere in stile barocco della città eterna.

Aldo Garzia (Parabita, 3 maggio 1927 – Nardò, 17 dicembre 1994) è un vescovo cattolico.

Vittorio Fusco (Campobasso, 24 aprile 1939 – Nardò, 11 luglio 1999) è un vescovo cattolico.

Renata Fonte (Nardò, 10 marzo 1951 – Nardò, 31 marzo 1984) è una politica.

Andrea "Pupillo" De Rocco (Nardò, 30 settembre 1973) è un componente del gruppo musicale dei Negramaro.

Ermanno Carlà (Nardò, 17 febbraio 1977) è un componente del gruppo musicale dei Negramaro.

Giuliano Sangiorgi (Nardò, 24 gennaio 1979) è un cantautore, chitarrista e pianista nonché fondatore, compositore delle musiche e frontman del gruppo musicale dei Negramaro.

Fabrizio Miccoli (Nardò, 27 giugno 1979) è un calciatore.

Andrea Quarta (Nardò, 9 giugno 1982) è un giocatore di biliardo.

Daniele Greco (Nardò, 1° marzo 1989) è un atleta, specializzato nel salto triplo, disciplina di cui è campione europeo indoor in carica. Vanta la 2ª miglior prestazione italiana outdoor con 17,47 m (2012) e la 2ª indoor con 17,70 m (2013).

 

Feste e tradizioli locali

FESTE PATRONALI
Festa di San Biagio
2 febbraio
Invocato dai fedeli contro i mali della gola, San Biagio viene ricordato perché miracolosamente riuscì a salvare un ragazzo che era rimasto strozzato da una lisca di pesce la quale gli si era fermata nella trachea. San Biagio arrestato durante la persecuzione voluta da Licinio, picchiato, torturato e gettato in un lago, riuscì a sopravvivere ancora una volta. Poi imprigionato fu decapitato. A Nardò i festeggiamenti per il Santo si preparano molti giorni prima con luminarie che addobbano Corso Vittorio Emanuele e con numerosa bancarelle che animano il corso. Mentre nel pomeriggio i fedeli si recano numerosi nella Chiesa di Santa Teresa per il tradizionale rito durante il quale il parroco incrocia le candele sulla gola dei fedeli invocando la benedizione di San Biagio.

Festa di San Giorgio Armeno
20 febbraio
Il 20 febbraio del 1743 si scatenò un terribile terremoto che fece notevoli danni alle strutture. Nonostante i crolli e la distruzione che vi fu a Nardò le vittime furono pochissime e gli abitanti attribuirono a San Giorgio tale miracolo. Dopo la messa delle 10,00 ci sarà la processione il suo rientro è salutato da fuochi d'artificio.

Festa di San Francesco da Paola
6-7-8 maggio
San Francesco da Paola era un uomo umile e ritroso, viene descritto come un vecchio daglia abiti logori e smagrito dai lunghi digiuni, e fu proprio questa l'impressione che ebbero quei barcaioli in Calabria ai quali il santo chiese la cortesia di traghettarlo oltre lo stretto. Ma i barcaioli si rifiutarono, e il serafico San Franncesco, imperturbabile, stese il suo mantello sull'acqua, vi salì, e veleggio tranquillamente alla volta del porto di Messina. Le celebrazioni, per onorare il Santo, cominciano da giorno 2, ma la festa entra nel vivo giorno 6 alle 20.00 con la "Serata culturare folcloristica". Giorno 7 è dedicato alla processione. Giorno 8 dopo la benedizione con la reliquia, ha inizio, alle 19.00, la Sagra dello spizzico e della "cazzateddra".

Festa di SS. Crocefisso
14 e 15 maggio
In questi due giorni dei festa, Nardò con i suoi fedeli, si ricorda il miracolo che avvenne nel 1255. Quello era il periodo in cui i Saraceni saccheggiavano e devastavano tutto il Salento comprese le immagini sacre. Stessa sorte capitò a Nardò. Mentri i Saraceni portavano via il bel Crocefisso nero, questi fu urtato al portone e nell'urto si ruppe, e cadde a terra, un dito del Cristo. Da quel dito, per improvviso prodigio, cominciò a grondare sangue e i Saraceni, atterriti, abbandonarono di corsa il paese. Tutta la comunità si stringe intorno al Santissimo Crocefisso per partecipare alle celebrazioni civili e religiose.

EVENTI
Carnevale di Nardò
Periodo di carnevale
Sono 20 anni che le strade di Nardò si riempiono di allegria e colori, il giorno prima del Martedì Grasso, soprattutto grazie alla partecipazione delle scuole che ogni anno sono coinvolte nella realizzazione di maschere e costumi. Al termine della sfilata, carri allegorici, maschere singole, coppie e gruppi mascherati aspettano la premiazione con l'assegnazione di premi in denaro e coppe per ogni singola categoria.

MERCATO INFRASETTIMANALE
Il venerdì.

 

Masserie

Tantissime sono le masserie, fortificate e non, disseminate su tutto il territorio comunale; alcune di queste le trovate di seguito.

 

Masseria Abate Cola

Masseria Abate Cola
Masseria Abate Cola

La Masseria fortificata Abbate Cola è situata in contrada “Arneo” sulla strada Nardò-Avetrana e si accede attraverso un percorso di campagna.

Costruita nella prima metà del XV sec., la masseria, nel Catasto onciario del 1750, apparteneva a Giuseppe Acquaviva, marchese di Trepuzzi. Il grande complesso masserizio è distribuito intorno alla Torre a due piani con volte a botte e a vela. Si conservano ancora i locali rustici adibiti al ricovero dei bovini e degli ovini e i magazzini per il deposito dell’olio e dei cereali.

 

Masseria Agnano

Masseria Agnano
Masseria Agnano

La Masseria fortificata di Agnano è situata a tre chilometri della strada statale Nardò-Avetrana e si accede attraverso una strada di campagna dopo aver superato la Masseria Bernardini.

La masseria fu costruita all’interno dell’antico Casale di Agnano che Carlo I d’Angiò, Re di Napoli, concesse, nel 1280 a Guidone della famiglia Alemagna. La masseria, nel Catasto onciario del 1750, risulta appartenere ai beni di Domenico Antonio Bernardini di Lecce. In passato era appartenuta al Monastero ed Ospedale di Santa Caterina di Galatina e poi al Monastero di Santa Chiara di Nardò.

Purtroppo dell’antico complesso edilizio rimangono i resti di una torre quattrocentesca, il pozzo con gli abbeveratoi e i recinti in pietra a secco.

 

Masseria Ascanio

Masseria Ascanio
Masseria Ascanio

La Masseria fortificata Ascanio è situata in contrada “Arneo” e si accede dalla strada interpoderale che immette sulla provinciale Leverano-Porto Cesareo.

La masseria costruita nel XV secolo è abbandonata e quello che rimane del complesso edilizio è in pessimo stato di conservazione. E’ rimasta in piedi solo la Torre difensiva a due piani con scala ricavata nello spessore dei muri. La Torre era dotata di un cornicione, piombatoi, garitte angolari e camminamento di ronda sul terrazzo. La Torre è ricordata dai pescatori di Porto Cesareo perchè costituiva un punto di riferimento.

 

Masseria Carignano Piccola

Masseria Carignano Piccola
Masseria Carignano Piccola

La Masseria fortificata Carignano Piccola è situata in contrada “Carignano”a tre chilometri da una delle strade (quella che costeggia il cimitero) che collegano Nardò al mare.

Fu costruita dopo la metà del XV secolo e nel 1750 apparteneva, con la denominazione “Carignano Novo seu La Penta”, a Francesco Carignano, Duca di Novoli e Marchese di Trepuzzi. L’intero complesso costituito dall’edificio-torre, con caditoia posta a mezza altezza, individua il sito dell’omonimo Casale, nelle cui vicinanze nel Corso del XVI secolo si costituì il monumentale complesso della masseria “Carignano grande”.

 

Masseria Castelli Arene

Masseria Castelli Arene
Masseria Castelli Arene

La Masseria fortificata Castelli-Arene è situata sulla strada provinciale che collega Nardò alla strada statale Lecce-Gallipoli a due chilometri dal centro abitato e si accede attraversando una breve strada di campagna.

Costruita probabilmente nel XVI secolo nel Catasto onciario del 1750 è inserita tra i beni di Tommaso Sambiasi di Nardò. All’interno la masseria, ormai abbandonata, è dotata di una piccola torre fortificata d’impianto quadrato con una bella merlatura rifatta in epoca successiva. Caratteristica anche la caditoia in asse al portone d’ingresso come è anche interessante la colombaia poco distante dal complesso edilizio. Infine è bene ricordare anche che proprio nelle vicinanze della masseria è situata la Chiesa (o Cripta) ipogea di Sant’Antonio Abate, scavata probabilmente intorno al XIII secolo, che presenta pareti affrescate da ben 16 figure di santi.

 

Masseria Corsari

Masseria Corsari
Masseria Corsari

La Masseria fortificata Corsari situata nella località omonima “Corsari” sulla strada Gallipoli-Porto Cesareo.

Risale al XV secolo e il proprietario era il Pio Monte Sambiasi. Originariamente il complesso edilizio era difeso da una torre a base quadrata a due piani e intorno alla quale c’erano le capanne, i recinti, l’aia e la trozza. All’interno dell’antica masseria c’è un fabbricato di epoca recente a due piani con volte a botte. Oggi l’intero complesso è adibito a case coloniche e ad altre attività.

 

Masseria Giudice Giorgio

Masseria Giudice Giorgio
Masseria Giudice Giorgio

A pochi metri dalla Masseria Console, sempre sulla strada tra Nardò e Manduria, troviamo la Masseria Giudice Giorgio, imponente per le sue dimensioni e per la bellezza delle decorazioni presenti sulla sua facciata. La masseria nel complesso, infatti, sembra un piccolo castello, grazie anche alla presenza di caditoie e garitte angolari.

La Masseria Giudice Giorgio è difatti considerata uno tra i più interessanti monumenti rurali del Salento, ciò dovuto alla sua maestosità e alla raffinatezza delle sue forme.

Questo gioiello delle campagne del Salento ha avuto il suo massimo periodo di splendore intorno al 1721, quando era di proprietà della famiglia nobile dei Raffa di Lecce e i suoi possedimenti comprendevano ben 100 tomoli di terre e 1045 alberi di olivo.

Abbiamo traccia della sua importanza a livello economico in un antico documento del XVI secolo.

 

Masseria Ingegna

Masseria Ingegna
Masseria Ingegna

La Masseria fortificata Ingegna è situata sulla strada statale Nardò-Avetrana in località “Arneo” e si accede attraverso una strada di campagna nei pressi della masseria Donna Menga.

Costruita nel XVI secolo nel Catasto onciario del 1750 risultava appartenere alla famiglia Albanese Delli Noci di Lecce. Del nucleo originario rimane la torre di difesa incorporata da altre costruzioni di epoca successiva a due piani entrambi costituiti da un unico ampio locale con copertura a botte.

 

Masseria Li Nucci

Masseria Li Nucci
Masseria Li Nucci

La Masseria fortificata Li Nucci situata nella omonima contrada di Nardò è situata sulla Provinciale Gallipoli-Porto Cesareo e a circa 3 chhilometri dal Villaggio Resta.

Nel Catasto onciario di Nardò del 1750 apparteneva al Monastero di Santa Chiara di Nardò. Originariamente la masseria era stata costruita probabilmente come torre di guardia lungo quell’importante asse viario, l’antichissima Via Sallentina, che da Taranto scendeva verso il Capo di Leuca passando per Nardò e Gallipoli. Il complesso fortificato non è di importanza rilevante ma il suo nucleo originario, costituito da una torre a due piani con scala interna, risale nel primo ’400. Successivamente alla torre sono stati addossati due ampi locali, uno destinato a fienile e l’altro ad abitazione del massaro. Molto importante per la sua maestosità ed eleganza la quattrocentesca torre colombaia a pianta cilindrica coronata da un raffinato motivo decorativo.

 

Masseria Olivastro o Ogliastro

Masseria Olivastro o Ogliastro
Masseria Olivastro o Ogliastro

La Masseria fortificata Ogliastro o Olivastro è situata a circa 5 chilometri sulla strada provinciale che da Nardò porta a Copertino e si accede attraversando un magnifico e imponente viale di pini.

Le origini dell’antico casale medievale, di cui si conservano ancora numerose testimonianze, sono da collegare tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo. Verso la fine del 1200 era di proprietà della famiglia d’Arena Conclubet e verso la seconda metà del ’500 il casale apparteneva alla famiglia di Lucantonio Personè la cui moglie l’aveva avuto in dote. L’attuale complesso edilizio è tra i più significativi del Salento e ingloba le strutture dell’antico casale che anticamente era abitato da 300 persone. Molto interessante è il grande arco cinquecentesco ricavato nella Torre del Trecento, ora adibita anche a colombaia. Il corposo muro di recinzione è del cinquecento.

 

Masseria Li Pantalei

Masseria Li Pantalei
Masseria Li Pantalei

La Masseria fortificata Li Pantalei è situata sulla strada Nardò-Galatone nelle vicinanze della Stazione ferroviaria a circa un chilometro a sud di Nardò. Si accede attraverso una strada di campagna nei pressi dell’Ospedale Civile.

Costruita nella seconda metà del XV secolo apparteneva, all’epoca del Catasto Onciario del 1750, alla famiglia di Paolino e Tommaso Trenta. Il complesso è costituito da una Torre alta 15 metri a due piani e ampi locali rustici coperti a botte, dalle stalle e dalle più recenti abitazioni dei contadini. Anticamente faceva parte del Feudo di Pompigliano.

 

Masseria Rodogaleta

Masseria Rodogaleta
Masseria Rodogaleta

La Masseria Rodogaleta (o Roto Galeta) è situata in località “Arneo” sulla strada Nardò-Avetrana.

Costruita probabilmente nel XVI secolo apparteneva alla nobile famiglia gallipolina dei Rodogaleta estintasi intorno al XVII secolo. Adiacente alla masseria che confina con la masseria Giudice Giorgio anticamente passava la “Via Sallentina”. Il complesso edilizio è costituito dalla torre con chiare stratificazioni di varie epoche e la scala originariamente munita da un ponte levatoio.

 

Masseria Santa Chiara

Masseria Santa Chiara
Masseria Santa Chiara

La Masseria fortificata Santa Chiara è situata sulla Veglie-Torre Lapillo.

Costruita nel XVI secolo apparteneva, secondo i dati del Catasto Onciario del 1750, al Monastero delle Monache di Santa Chiara di Nardò. L’antica masseria insieme alla torre difensiva e agli ambienti annessi (abitazioni, magazzini e depositi) è stata quasi tutta ricostruita intorno alla fine dell’800 in stile neoclassico. Interessante sottolineare che la masseria era incardinata su quell’importante asse viario denominato “Via Sallentina”, che da Taranto scendeva verso Nardò e proseguiva per Otranto e il Capo di Leuca.

 

Masseria Sciogli

Masseria Sciogli
Masseria Sciogli

La Masseria fortificata Sciogli è situata sulla strada provinciale Gallipoli-Porto Cesareo a circa 2 chilometri dal Villaggio Resta.

Costruita tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo faceva parte, all’epoca del Catasto onciario del 1750, dei beni del Monastero di Santa Teresa di Nardò. In una nicchia del locale al primo piano è ben conservato ancora un affresco raffigurante l’estasi di Santa Teresa. L’imponente edificio si compone di due torri accorpate ma di epoche diverse. Si tratta di un miglioramento dell’impianto originario, molto diffuso in alcune zone del Salento, per cui alla torre originaria della fine del XV secolo è stata affiancata un’altra torre della seconda metà del XVI secolo. La scala di servizio che sale la prima torre ricorda l’originario sistema difensivo costituito da un ponte levatoio e da una caditoia ancora presente. Molto interessante il motivo decorativo che delinea il parapetto.

 

Masseria Termide

Masseria Termide
Masseria Termide

La Masseria fortificata Termite (o Termide) è situata in località “Arneo” sulla strada Nardò-Avetrana e si accede attraverso la strada che porta a Sant’Isidoro.

Costruita nella prima metà del XVI sec. fu venduta nel 1619 da Alessandro Vernaleone a Lupo Antonio Coriolano. Successivamente fu acquistata dalla famiglia Massa. Il complesso edilizio della masseria è composto da un piano terra e un piano superiore. La torre quadrata alta 15 metri a tre piani collegati internamente da una scala in muratura. Interessante lo stemma della Famiglia Massa la cui arma è scolpita accanto alle caditorie del prospetto principale.

 

Masseria Torre Nova

Masseria Torre Nova
Masseria Torre Nova

La Masseria fortificata Torre Nova si trova nella contrada omonima sulla strada provinciale per Porto Cesareo a poca distanza dal mare, quasi sulla costa tra Torre Inserraglio e Torre Uluzzo.

Il complesso edilizio, nel catasto onciario del 1750, apparteneva ai beni di Tommaso Demetrio di Nardò ed è composto da una abitazione fortificata e da due torri: una di epoca normanna e l’altra del XVI secolo. In entrambi i casi l’accesso è del cortile centrale.

Attualmente il complesso masserizio fa parte del Parco Naturale Attrezzato di Porto Selvaggio. E’ previsto il recupero dell’intero complesso edilizio per destinarlo ad alcuni servizi come l’alloggio del custode e gli uffici del Parco.

 

Masseria Torsano

Masseria Torsano
Masseria Torsano

La Masseria fortifica Torsano è situata nella contrada omonima sulla strada Gallipoli-Avetrana e si accede attraversando una strada di campagna.

Costruita probabilmente nel XVI secolo, nel Catasto onciario del 1750 faceva parte dei beni di Gianfranco dell’Abate. Ben poco è rimasto del nucleo originario a parte la Torre di difesa e gli alti comignoli che si possono notare guardando la masseria di lato. L’edificio originario molto rimaneggiato si compone di un piano terra formato da un monoambiente con volta a botte e un piano superiore costituito sempre da un monovano. Il collegamento con il piano superiore avviene per mezzo di una scala interna e mediante una botola per accedere sul terrazzo.

 

Ville

Villa Saetta

Villa Saetta
Villa Saetta

Villa De Michele, già Saetta, posta sulla strada provinciale Nardò-S. Caterina, fu costruita nel 1892 su progetto dell’architetto Ardito di Presicce. Fu requisita dagli alleati, durante la seconda guerra mondiale, per ospitare gli ebrei sfuggiti alle persecuzioni naziste. La costruzione, circondata da un gran giardino, presenta motivi orientali con un arco di tipo moresco, fregi, colonnine che le danno movimento.

 

Villa Vescovile

Villa Vescovile
Villa Vescovile

Questa villa fu costruita come residenza estiva del vescovo tra gli anni che vanno dal 1755 al 1838, per volontà dei monsignori Marco Petrucelli e Salvatore Lettieri. Di tipo neoclassico presenta timpani triangolari, sulle finestre del piano superiore. Il cornicione è a mensole. Le decorazioni sotto le finestre del piano terra ricordano il barocco leccese. Sull’ampio portone domina un emblema vescovile. Il lato posteriore lascia ammirare un lungo loggiato sostenuto da cinque arcate, all’estremità delle quali appaiono due garitte.

 

Villa Personè o Venturi

Villa Personè o Venturi
Villa Personè o Venturi

E’ stata fatta costruire, nel 1910, su progetto dell’architetto Generoso De Maglie di Carpignano dalla famiglia Personè, che poi la alienò ai Venturi. E’ noto che il casato, dopo la prima guerra mondiale, quando scoppiò la moda delle ville nella zona delle Cenate, non esitò a vendere anche vecchie e ricche masserie per possedere case monumentali in campagna. Dotata di un’immensa scalinata, colonnine e fregi delicati, appare solenne nella sua maestosità. Sulla costruzione è visibile, tra puttini festanti, lo stemma della famiglia con la scritta: “Et pace et bello”. Il giardino ricco di siepi e di piante grasse è ben curato.

 

Località di mare

Santa Caterina

Santa Caterina
Santa Caterina

È una meta balneare in cui sono presenti vari circoli nautici. Durante l'inverno solitamente non è frequentata, tranne che nei giorni festivi.

A Santa Caterina, insieme alle altre marine di Nardò, sono state assegnate le 5 vele dalla Guida Blu del Touring Club Italiano e Legambiente.

Queste località si sono piazzate, nel 2008, al 5º posto fra le località marine più belle d'Italia; mentre nel 2007 al 6°.

 

Santa Maria al Bagno

Santa Maria al Bagno
Santa Maria al Bagno

Santa Maria al Bagno è una graziosa frazione del comune di Nardò nella provincia leccese. Si trova esattamente tra Gallipoli e Santa Caterina, vicino al promontorio di “Punta dell’Aspide”.

Il lungo mare di Santa Maria del Bagno è particolarmente suggestivo, grazie alle coste vicinissime al centro abitato, le colonne e le grandi palme vicine al mare. La località è per questi motivi molto frequentata dagli abitanti dei paesi limitrofi e dai turisti.

 

Sant'Isidoro

Sant'Isidoro
Sant'Isidoro

Sant'Isidoro, piccola località costiera sul mare Jonio, è una delle marine più caratteristiche della costa pugliese data la sua particolare baia nel parco marino di Porto Cesareo e Nardò. Le sue calette, le isolette e le torri costiere hanno rappresentato e rappresentano un unico ed incantevole paesaggio naturalistico, protetto dall'area marina istituita nel 1997.

La particolare ubicazione dell'arenile rende la balneazione, per i bambini e gli anziani, comoda e poco pericolosa anche per chi non sa nuotare, la forza del mare viene ostacolata dall'isolotto,  che contribusce a mantere lo specchio d'acqua tranquillo e rilassato.

La limpidezza dell'acqua è garantita dal continuo flusso di dolci correnti marine, flussi che aiutano a mantenere un ricco habitat per variopinte creature del mediterraneo.

 

Torri costiere

Torre del Fiume di Galatena

Torre del Fiume di Galatena
Torre del Fiume di Galatena

La Torre del Fiume di Galatena è una delle numerose torri costiere di avvistamento del Salento costruita da Carlo V, nel XVI secolo, per difendere il territorio dagli assalti dei Saraceni. Nel luogo dove è collocata la torre è presente una sorgente di acqua dolce, conosciuta anche dai pirati che spesso attaccavano la zona per rifornirsi. Carlo V decise quindi di proteggere questa sorgente facendo erigere la torre. La torre presentava una struttura tronco piramidale a base quadrata con bastioni angolari a pianta pentagonale ed un'altezza di 16 metri. Nella parte superiore era presente un marcapiano con beccatelli. La parte centrale dell'antica torre crollò probabilmente non molto tempo dopo la sua costruzione, in seguito a qualche attacco nemico o a fenomeni tellurici. Oggi restano solo i quattro bastioni angolari: per questo la torre è anche detta "delle Quattro colonne".

 

Torre Santa Caterina

Torre Santa Caterina
Torre Santa Caterina

Torre Santa Caterina è una torre costiera del Salento situata nel comune di Nardò in località Santa Caterina. Posta a circa 60 m s.l.m., circondata da una fitta pineta, venne edificata nel XVI secolo con funzioni difensive per rendere più sicure le coste della penisola salentina.

La costruzione presenta un basamento tronco-conico a pianta quadrata separato dal corpo superiore da una cornice marcapiano. Il piano superiore, dotato di finestre, termina con una cornice a beccatelli ed è provvisto di piombatoie. Una grande scalinata in pietra conduce alla porta d'accesso. L'interno ospita due ambienti sovrapposti; il piano terra era adibito a ricovero per gli animali e al deposito di attrezzi, il primo piano, diviso in tre stanze con camino, era utilizzato come residenza.

Comunicava a nord con Torre dell'Alto e a sud con Torre del Fiume di Galatena.

 

Torre Santa Maria dell'Alto

Torre Santa Maria dell'Alto
Torre Santa Maria dell'Alto

Torre Santa Maria dell'Alto, o semplicemente Torre dell'Alto, è una torre costiera del Salento situata nel comune di Nardò e ricadente nel Parco di Porto Selvaggio e Palude del Capitano. Posta a 51 m s.l.m., su uno sperone roccioso a strapiombo sul mare, venne eretta nella seconda metà del XVI secolo con funzioni difensive su progetto del viceré spagnolo Don Pietro da Toledo che redasse un sistema di controllo delle coste della penisola salentina.

Finita di costruire già nel 1569 dal mastro neretino Angelo Spalletta, la costruzione presenta un basamento troncopiramidale a pianta quadrata, leggermente scarpato, separato dal corpo superiore da una cornice marcapiano. Il piano superiore, dotato di porta d'accesso, termina con una cornice a beccatelli ed è provvisto di merli e di dieci piombatoie distribuite su tutti e quattro i lati. Una grande scalinata in tufo a tre arcate permette l'accesso. L'interno, costituito da due ambienti sovrapposti, è provvisto di cisterna per l'approvvigionamento dell'acqua; il piano terra era adibito al deposito delle scorte, il primo piano, diviso in quattro ambienti, era utilizzato come abitazione dei cavallari (così venivano chiamate le guardie che presidiavano la torre e in che in caso di eventuali arrivi di pirati lo segnalavano ai paesi dell'entroterra utilizzando il cavallo).

Comunicava a nord con Torre Uluzzo e a sud con Torre Santa Caterina.

 

Torre Uluzzo o Crustano

Torre Uluzzo o Crustano
Torre Uluzzo o Crustano

Torre Uluzzo o Crustano, è una torre costiera del Salento situata nel comune di Nardò e ricadente nel Parco di Porto Selvaggio e Palude del Capitano. Di dimensioni minori rispetto alle altre torri circostanti, venne eretta nella seconda metà del XVI secolo con funzioni difensive, per volere di Alfonzo de Salazar, dal mastro neretino Leonardo Spalletta.

Costruita sulla sommità di uno sperone roccioso e già ultimata nel 1575, la torre presenta una forma tronco piramidale ma è parzialmente crollata. La copertura non è più presente e restano in piedi solo alcune pareti, costruite con conci irregolari; in particolare il lato nord e il lato rivolto verso il mare sono i meglio conservati. Rimangono visibili i resti di qualche piombatoia e delle mensole di appoggio per il coronamento.

Da alcuni documenti si apprende che la torre fu frequentata sino al 1695 e che nel XVIII secolo risultava già gravemente compromessa.

Comunicava a nord con Torre dell'Inserraglio e a sud con Torre dell'Alto.

 

Torre Inserraglio o Critò

Torre Inserraglio o Critò
Torre Inserraglio o Critò

La Torre Inserraglio appartiene alla serie di torri costiere di avvistamento del Salento, costruite allo scopo di avvistare le navi saracene, dedite alle incursioni. L'attuale torre è un edificio di forma tronco-piramidale, non molto alto e possente, costruita attorno al XV secolo e poi rinforzata nel Cinquecento. L'accesso alla torre era consentito da una porta elevatoia non più esistente. L'interno era costituito da due stanze con volte a botte al piano terra e da un ampio vano unico al livello superiore da cui si fronteggiavano gli attacchi dei nemici. Nello spessore murario furono poi ricavate la cisterna e le caditoie, una delle quali si conserva ancora. La torre fu utilizzata fino al 1842 dalle guardie doganali, per poi subire un lento processo di degrado causato dal suo abbandono. Comunicava a nord con Torre Sant'Isidoro e a sud con Torre Uluzzo.

 

Torre Sant'Isidoro

Torre Sant'Isidoro
Torre Sant'Isidoro

Torre Sant'Isidoro è una delle numerose torri costiere di avvistamento del Salento costruita da Carlo V, nel XVI secolo, per difendere il territorio dagli assalti dei Saraceni.

È costruita con blocchi di carparo regolari e si sviluppa su tre livelli. Il piano terra, privo da accessi esterni, presenta una struttura tronco-piramidale a base quadrata. Gli ultimi due piani si sviluppano in verticale, con struttura a parallelepipedo, ed un marcapiano nella parte superiore. Il marcapiano presenta una serie di beccatelli e una caditoia per ogni lato.

L'unico accesso è rappresentato da una maestosa scalinata che conduce al primo piano e che è collocata sul lato opposto a quello che da sul mare. Il locale più ampio è quello collocato al primo piano. Da questo si può raggiungere sia il piano terra, attraverso una botola, sia il secondo piano, tramite una scala ricavata su una parete laterale. Sul terrazzo è presente una piccola guardiola. Comunicava a sud con Torre dell'Inserraglio e a nord con Torre Squillace.

 

Torre Squillace

Torre Squillace
Torre Squillace

Torre Squillace, localmente chiamata anche Scianuri, è una torre costiera del Salento situata nell'estremità settentrionale del comune di Nardò, al confine con il Comune e l'area marina protetta di Porto Cesareo.

Situata a pochi metri dalla spiaggia, tra le località di Sant'Isidoro e Porto Cesareo, venne edificata dal mastro copertinese Pensino Tarantino a partire dal 1567 e ultimata nel 1570. La torre presenta una forma tronco piramidale a pianta quadrata. Un toro marcapiano separa la base scarpata dal piano superiore terminante con una cornice a beccatelli provvista di merli e di quattro piombatoie, una su ogni lato. Nel 1640 fu dotata di una grande scala esterna in pietra che ne permetteva l'accesso. L'interno ospita un pozzo e un ambiente con volta a botte dotato di camino.

Comunicava a nord con Torre Cesarea e a sud con Torre Sant'Isidoro.

 

Monumenti e luoghi di interesse

La Città di Nardò presenta sul suo territorio architetture che testimoniano la sua importanza storica e culturale. Di seguito una galleria fotografica con i luoghi di maggiore interesse.

 

Scheda tecnica

Provincia
Lecce
Sindaco

Marcello Risi (centrosinistra)

dal 30.05.2011

Altitudine

45 m s.l.m.

Superficie

190,52 km²

Popolazione residente

31.785 (dato ISTAT al 01.01.2015)

Densità 190,06 ab./km²
Estensione comunale 191 km²
Frazioni, Marine, Località

Boncore, Cenate, Santa Caterina,

Santa Maria al Bagno, Sant’Isidoro,

Corsari, Pendinello, Porto Selvaggio,

Monteruga, Santa Chiara, Torre Squillace,

Villaggio Boncore, Villaggio Resta

Codice postale

73048

Prefisso telefonico

0833

Targa

LE

Denominazione abitanti

Neretini o Naretini

Santo patrono
San Gregorio Armeno
Festa patronale

20 febbraio

Mercato settimanale Venerdì

 

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