Otranto

Veduta di Otranto
Veduta di Otranto

 

Otranto (Utràntu in dialetto salentino, Derentò in greco salentino, Ὑδροῦς in greco classico, Hydruntum in latino) è un comune italiano di 5.622 abitanti della provincia di Lecce.

Situato sulla costa adriatica della penisola salentina, è il comune più orientale d'Italia: il capo omonimo, chiamato anche Punta Palascìa, a sud del centro abitato, è il punto geografico più a est della penisola italiana.

Dapprima centro messapico e romano, poi bizantino e più tardi aragonese, si sviluppa attorno all'imponente castello e alla cattedrale normanna. Sede arcivescovile e rilevante centro turistico, ha dato il suo nome al Canale d'Otranto, che separa l'Italia dall'Albania, e alla Terra d'Otranto, antica circoscrizione del Regno di Napoli. Nel 2010 il borgo antico è stato riconosciuto come Patrimonio Culturale dell'UNESCO quale Sito Messaggero di Pace. Fa parte del club "I borghi più belli d'Italia".

 

Frazioni: Alimini, Fontanelle, Frassanito, Porto Badisco, Conca Specchiulla.

 

 

Lungomare degli Eroi
Lungomare degli Eroi

Territorio

Posizione del comune di Otranto nella provincia di Lecce
Posizione del comune di Otranto nella provincia di Lecce

 

Punta Palascìa o Capo d'Otranto, situato nel territorio comunale di Otranto, è il punto più ad Oriente d'Italia. Secondo le convenzioni nautiche, questo luogo è il punto di separazione tra il Mar Ionio ed il Mar Adriatico. È il comune con la minore densità abitativa della provincia di Lecce. Il litorale, esteso per circa 25 km, si alterna a lunghi tratti sabbiosi, specie nella parte settentrionale, a tratti rocciosi a picco sul mare.

Il centro urbano è attraversato dal torrente Idro, piccolo ruscello il cui percorso si snoda interamente nel territorio comunale e che sfocia nel porto, nei pressi dei giardini pubblici.

Dall'ottobre 2006, parte del suo territorio rientra nel Parco Costa Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, istituito dalla Regione Puglia allo scopo di salvaguardare la costa orientale del Salento, ricca di beni architettonici e di specie floreali e faunistiche.

 

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Cenni storici

Le origini del nome

In epoca romana Otranto era conosciuta come Hydruntum, dal nome del torrente Hydrus nella cui vallata sorge la città. Altre fonti danno come nome latino Odruntum, termine sempre tuttavia legato alla parola acqua, precisamente al termine messapico "Odra", appunto acqua. Gli otrantini veraci pronunciano Ótruntu il nome del loro paese e ciò è importante per risalire all'origine preromanza dell'appellativo, il quale certamente iniziava con una O accentata.

 

Emblema dello stemma

Stemma di Otranto
Stemma di Otranto

Lo stemma di Otranto è rappresentato da un serpente nero attorcigliato ad una torre di segnalazione. Nella parte inferiore dello stemma c’è la scritta "Civitas Fedelissima Hydrunti", cioè “la devota città di Otranto”. La simbologia dello stemma otrantino non è semplice come appare, infatti a tutt'oggi ci sono delle controversie in materia. L'unica cosa certa è che la fonte da cui provengono i simboli dell'emblema civico di Otranto sono la tradizione e le leggende, che nel tempo la popolazione ha voluto conservare e tramandare.

 

La narrazione: in passato lì dove ora sorge la torre c'èra un faro, che veniva custodito da alcuni soldati. Questi una notte si addormentarono e all’improvviso un serpente prima uscì dalle acque del mare, poi entrò nella torre e infine salì in cima fino a raggiungere il deposito d’olio che alimentava la lampada, la quale serviva ad illuminare la costa e le navi che navigavano nelle acque di fronte a Otranto. Il serpente bevve tutto l'olio fino a far spegnere la lampada. Per questo motivo la torre venne denominata "del serpente".


Alcune parti della leggenda coincidono con la storia: la torre esiste, si trova sul versante orientale della costa otrantina ed in passato veniva presidiata da un drappello di militari.

I simboli dello stemma: la torre, la lampada e il serpente. Tutti e tre hanno un significato preciso: la torre è stata costruita in età imperiale a tutela del commercio marittimo della città e, nello stemma, simboleggia proprio la città; la lampada indica la ricchezza del retroterra; la serpe assetata di olio si riferisce ai porti dell'oriente e italiani che importavano il cosiddetto oro giallo.

Da altre parti si è invece sostenuto che il rettile rappresenti l'immagine della cautela, quindi che il riferimento è alla dea Minerva, a cui appartiene l'animale sacro. La torre invece può esprimere il valore dimostrato dagli abitanti di Otranto durante l'invasione turca del 1480.

Altri studiosi sostengono che il faro sia la prima luce, il primo raggio della religiosità e della fede cristiana rivolti verso il mondo pagano. Secondo la leggenda infatti Otranto è stata la prima città in Occidente ad ospitare san Pietro.

Una serie di interrogativi tutt'ora rimangono.

 

Le origini e la storia

Antica mappa della Terra d'Otranto
Antica mappa della Terra d'Otranto

Le immediate vicinanze di Otranto erano abitate probabilmente già dal Paleolitico, certamente dal Neolitico; la città fu poi popolata dai Messapi (di cui nel 1995 sono state scoperte le mura ed una porta della città), stirpe che precedeva i Greci, quindi - conquistata da costoro - entrò nella Magna Grecia e, ancora, cadde nelle mani dei Romani, diventando presto municipio.

Nel periodo romano, Otranto era una delle città marinare più importanti della Puglia. Il lavoro mercantile e di artigianato locale era molto fiorente, soprattutto nella lavorazione della porpora e dei tessuti. Era presente ad Otranto una comunità ebraica e ciò fa capire l'importanza commerciale che il centro poteva avere e che andava oltre alle isole Ionie.

Prima che Otranto diventasse colonia romana, esisteva già una complessa rete viaria che metteva in comunicazione la cittadina con il resto del Salento e con la Puglia in genere. I Romani non fecero altro che rinforzarla, introducendola nelle loro arterie di comunicazione. Ad Otranto rimangono ancora delle testimonianze del passaggio dei Romani: due basi di marmo con epigrafe latina, risalenti al II secolo, che riconducono agli imperatori Lucio Aurelio Vero e Marco Aurelio Antonino. Nel 162 la città chiese ed ottenne di battere moneta e fu così che venne aperta una zecca, rimasta attiva sino al II secolo d.C. Pian piano il porto di Otranto divenne sempre più importante, superando anche quello di Brindisi. Tale realtà non fece altro che consolidarsi in epoca paleocristiana.

 

Maometto II
Maometto II

L'importanza del suo porto le fece assumere il ruolo di ponte fra oriente e occidente. Otranto fu centro bizantino e gotico, poi normanno, svevo, angioino e aragonese. Nella sua cattedrale, costruita fra il 1080 e il 1088, nel 1095 venne impartita la benedizione ai dodicimila crociati che, al comando del principe Boemondo I d'Altavilla (1050-1111), partivano per liberare e per proteggere il Santo Sepolcro. A Otranto, l'11 settembre 1227, era morto a seguito di malaria il Ludovico IV di Turingia, sposo di santa Elisabetta d'Ungheria.

Otranto era sede di una importante comunità ebraica che espresse raffinati poeti nel IX secolo, tra i quali Meiuchas e Shabbatai da Otranto. La comunità era nota in tutto il Mediterraneo e in riferimento al suo prestigio venne coniato il detto «da Bari uscirà la Legge e la parola del signore da Otranto». Nella seconda metà del XII secolo risiedevano in città 500 famiglie ebraiche sotto la guida di Meir, Mali, Menachem e Caleb, come testimoniato dal diario di viaggio di Beniamino di Tudela. All'inizio del XIII secolo visse a Otranto il poeta ebreo Anatoli, che ivi compose uno splendido dialogo tra il corpo e la mente dopo la morte. Nel 1219 l'imperatore Federico II confermò al vescovo i diritti sulle decime dei cristiani e degli ebrei residenti a Otranto.

Nel 1480 la città fu espugnata dai Turchi (Maometto II), che fecero strage della popolazione durante la Battaglia di Otranto, uccidendo 800 persone: si tratta dei beati Martiri idruntini. I Turchi distrussero anche il Monastero di San Nicola di Casole (poco a sud di Otranto). In esso i monaci basiliani avevano costituito la più vasta biblioteca dell'allora Occidente oltre ad avere istituito la prima forma di college nella storia, che ospitava ragazzi provenienti da tutta Europa che si recavano a Otranto per studiare. Fu uno di questi monaci, Pantaleone, l'autore del monumentale mosaico pavimentale (il più grande in Europa) contenuto nella cattedrale. I Codici prodotti in questo monastero sono ora custoditi nelle migliori biblioteche d'Europa, da Parigi a Londra, da Berlino a Mosca.

 

Le Mura di Otranto
Le Mura di Otranto

Dopo la pesante distruzione da parte dei Turchi, la città si rianimò, presa dalla voglia di riscattarsi. Nel 1539 contava 3200 abitanti con 638 fuochi. In questi anni, Otranto fu contesa dai Veneziani e nuovamente dagli Angioini. Nel frattempo gli Ottomani tentarono nuovi assalti alla città, nel 1535 e nel 1537, ma Otranto riuscì sempre a resistere.

A partire dalla seconda metà del Seicento Otranto visse un netto calo della sua importanza. Il commercio fu soggetto a un arresto e le manifestazioni culturali furono pressoché nulle. Anche nel settore edile non ci furono grandi novità. Molti degli abitanti di Otranto, ormai esausti e spaventati dalle continue incursioni via mare, decisero di lasciare il proprio paese per trasferirsi in luoghi più sicuri. Fu così che la città perse quel posto primario che occupava nel Salento. Otranto subì altri attacchi dei saraceni, nel 1614 e nel 1644, ma riuscì a uscirne indenne. Molti terreni della zona circostante furono abbandonati e ciò causò la formazione di paludi, dove il rischio di contrarre la malaria si fece sempre più alto.

Il Settecento fu il secolo di una moderata ripresa. L'edilizia crebbe, seppur lievemente. Tutto ciò si deve alla presenza di alcune famiglie che da altri centri della Terra d'Otranto si trasferirono a Otranto per investire i loro risparmi in beni immobili.

Nell'Ottocento la campagna otrantina che circondava i Laghi Alimini era squallida e deserta. Esistevano solo poche masserie, alcune delle quali erano abitate solo in alcune stagioni dell'anno. In quest'area, il rischio di contrarre malattie era molto elevato nel periodo estivo, quando avveniva il prosciugamento delle zone paludose.

Il primo progetto di bonifica fu stilato nel 1868 dal genio civile di Bari, il quale, dopo aver rilevato tutta la superficie del lago e dopo averne misurato la profondità, riconobbe le zone di impaludamento e suggerì il modo di sanarle. Le paludi, quindi, lasciarono lo spazio a terreni coltivabili. Venne ripresa l'agricoltura.

Nel periodo napoleonico la cittadina divenne Ducato del Regno di Napoli e si verificò una netta ripresa grazie al Ministro Fouch. Le fortificazioni otrantine furono soggette ad una totale trasformazione a partire dal 1866 e molti beni urbanistici della città finirono nelle mani del demanio. Il fossato del Castello fu ricoperto da terra e brecciolina e un tratto delle mura fu abbattuto.

Il Novecento fu un secolo di emigrazioni verso la Germania e la Svizzera alla ricerca di un posto di lavoro. Alla fine degli anni Novanta la città ha vissuto gli sbarchi in massa sulle sue coste dei profughi albanesi in fuga dalla loro terra.

 

Personaggi illustri

Shabbatai da Otranto (secolo IX) è un poeta ebreo.

Meiuchas da Otranto (secolo IX) è un poeta ebreo.

Marco Monaco (Otranto, IX secolo) è un letterato.

Giovan Maria Scupola (Otranto, XI secolo) è un pittore.

Niceta da Otranto (Otranto, XI secolo) è un letterato.

Niceta da Otranto II (Otranto, 1201) è uno scismatico e teologo.

Guglielmotto d’Otranto (Otranto, 1200 ca) è un teologo e un profondo conoscitore del greco, del latino e delle sacre scritture.

Pantaleone (Otranto, XII secolo) è un monaco basiliano e mosaicista.

Nettario di Casole (Otranto, XII secolo) è un teologo.

Nicola di Otranto chiamato Nettario dopo la consacrazione (Otranto, 1155/1160 circa – Casole, febbraio 1235) è un monaco, filosofo e teologo.

Anatoli (Otranto, XIII secolo) è un poeta ebreo.

Nicolò da Otranto (Otranto, XIII secolo) è un poeta.

Giovanni da Otranto (Otranto, XIII secolo) è uno stimato poeta.

Trajano da Otranto (Otranto, XIII secolo) è un inquisitore.

Azzolino di Roma (Otranto, XIV secolo) è un traduttore.

 

Stefano Argercolo de Pendinellis (Galatina, 1403 – Otranto, 1480) è un arcivescovo di Otranto, ucciso dai Turchi durante l'eccidio del 1480.

 

Macario Nachira (Uggiano la Chiesa – Otranto, 1480) è un colto monaco basiliano, di nobile famiglia. Viene ucciso dai Turchi durante l'eccidio del 1480 ed è uno degli 800 Santi Martiri di Otranto.

Lorenzo Scupoli (Otranto, 1530 circa – Napoli, 28 novembre 1610) è un sacerdote, religioso e scrittore, appartenente all'ordine dei Chierici Regolari Teatini, e autore de “Il combattimento spirituale”, uno dei classici della spiritualità cattolica.

Mauro da Otranto (Otranto, XV secolo) è un monaco basiliano ed è un famosissimo storico.

Giovanni Michele Marziano (Otranto, XVI secolo) è uno storico.

Angelo Stefanachi (Otranto, XVII secolo) è un notaio stimato e conosciuto.

Saverio de Marco (Otranto, XVIII secolo) è uno storico municipale e scrittore.

Francesco Antonio Primaldo Ciatara (Otranto, 1727) è un cronista.

Luigi Semola (Otranto) è un agronomo, economista, industriale, patriota risorgimentale, primo presidente postunitario della provincia di Lecce, deputato al Parlamento del Regno d'Italia.

Marino Catanzaro (Otranto, 18 agosto 1836 – Otranto, 22 dicembre 1916) è un militare. Prende parte alle campagne militari di Garibaldi che lo definisce un Eroe.

Francesco Majorano (Otranto, 16 luglio 1869 – Otranto, 23 gennaio 1955) è un sacerdote.

Antonio Sforza (Otranto, 17 giugno 1891 – Scorrano, 1979) è un poeta.

Don Grazio Gianfreda (Collepasso, 20 aprile 1912 – Otranto, 4 gennaio 2007) è Parroco della cattedrale di Otranto dal 1956 al 1988. E’ studioso inoltre della storia e della cultura otrantina e salentina.

Carmelo Bene, all’anagrafe Pompilio Realino Antonio Bene (Campi Salentina, 1° settembre 1937 – Roma, 16 marzo 2002) è un attore, drammaturgo, regista, scrittore e poeta.

 

Ennio Capasa (Otranto, 1960) è uno stilista, designer e imprenditore.

 

Feste e tradizioni locali

FESTE PATRONALI
Festa dei Santi Martiri Idruntini
11-12-13-14-15 agosto
I solenni festeggiamenti per i Santi Martiri di Otranto, protettori della cittadina, si aprono con la tredicina il 31 luglio in Cattedrale con la solenne esposizione dell'urna dei Martiri. Poiché sono patroni non solo della città ma anche dell'Arcidiocesi di Otranto, la tredicina viene ravvivata e vissuta dall'intera diocesi attraverso le Vicarie (zone pastorali). Ciascuna Vicaria è presente ed anima una serata della tredicina, la quale termina il 12 agosto.

Il 13 agosto è interamente dedicato alla commemorazione civile dell'eccidio di Otranto. Nel tardo pomeriggio, il sindaco, l'Arcivescovo, le autorità civili, militari e religiose, dal palazzo comunale si recano presso il Monumento, in piazza degli Eroi. Deposta una corona di fiori, si tiene il discorso commemorativo. Nella tarda serata, viene organizzata una veglia diocesana per giovani sul colle del martirio.

Il 14 agosto in Cattedrale si svolge il solenne pontificale presieduto dall'Arcivescovo con la presenza delle autorità, del presbiterio diocesano e di una larga partecipazione del laicato della diocesi. Nel pomeriggio, si svolge la processione con l'urna contenente le reliquie dei BB. Martiri trasportate per le vie della città dai giovani sacerdoti della diocesi hydruntina.

Il programma civile prevede l'addobbo con le luminarie delle strade, delle piazze e del lungomare, l'esibizioni di concerti bandistici e musicali e nella tarda serata, dopo la mezzanotte è previsto un suggestivo spettacolo pirotecnico.

Festa di San Francesco da Paola
Maggio
Il culto per San Francesco da Paola deriva da un debito della città nei suoi confronti. Il Santo indirizzò queste parole al re Alfonso d'Aragona per avvertirlo di ciò che stava accadendo nella città salentina: Otranto, città infelice, di quanti cadaveri vedo ricoperte le tue vie, di quanto sangue cristiano ti vedo inondata.

Questa profezia, tuttavia, rimase tristemente inascoltata e i Martiri otrantini ne sono la testimonianza tangibile. La città per riconoscenza dichiarò San Francesco compatrono.

La solennità religiosa ricade il 2 aprile, ma la festa si celebra una domenica di maggio, data che varia di anno in anno. La festa si apre con la processione che parte dal colle dei Martiri e giunge presso Porta Terra (una porta del centro storico). Qui, riprendendo un antico rito che risale al 1600, il sindaco di Otranto consegna la chiave della città al santo, quella stessa chiave che il podestà dell'epoca consegnò all'arrivo della statua in legno, realizzata dalla scuola veneziana. Al rientro in Cattedrale, si celebra la Messa presieduta dall'Arcivescovo, con la partecipazione delle autorità. L'omelia è tenuta da uno dei sacerdoti ordinati nell'anno.

Per l'occasione, tutta la zona della Minerva prende vita grazie alle luminarie e alle bancarelle; infine in serata c'è lo spettacolo pirotecnico.

Festa della Madonna dell'Altomare
Settembre
La festa della Madonna dell'Altomare si tiene la prima domenica di settembre.

Nella mattinata, tutte le celebrazioni si svolgono nella cappella della Madonna dell'Altomare e, nel pomeriggio la solenne celebrazione dell'Eucarestia è presieduta dall'Arcivescovo, nel piazzale sottostante la chiesetta. Sono i pescatori di Otranto ad accompagnare la statua della Vergine, pregevole opera della fine dell'Ottocento, nel piazzale suddetto per la celebrazione della Messa e dopo al molo per la processione in mare.

Il peschereccio che accoglie la statua viene scortato da alcuni marinai, ai quali, tra l'altro, viene affidata la corona che verrà gettata in mare in memoria di tutte le sue vittime. L'imbarcazione, seguita da un nutrito gruppo di altre barche, traghetta il simulacro della Madonna verso il Porto. Dopo un breve giro al largo di Otranto, si sbarca e si ritorna, in processione, alla cappella. Consuete, come sempre, le luminarie e, a conclusione della serata, i fuochi d'artificio.

EVENTI
Alba dei Popoli
31 dicembre - 1° gennaio
E' una rassegna di arte, cultura, ambiente, musica e spettacoli. Attraverso questa manifestazione, Otranto, luogo simbolo del Mediterraneo, crocevia di culture, intreccio di civiltà, celebra il legame della Puglia con la civiltà mediterranea, prendendo spunto dalla forza simbolica esercitata dal "primo sorriso del sole" del nuovo anno all'Italia. La storia antica e recente di Otranto, fondata sul dialogo tra le culture e sulla solidarietà, ha ispirato a partire dal 2000 questa iniziativa condotta congiuntamente dalla Provincia di Lecce e dal Comune di Otranto.

La manifestazione ha visto la partecipazione, nel corso degli anni, di numerosi artisti ed intellettuali di livello internazionale come ad esempio, Eugenio Bennato, Edoardo Bennato, Vinicio Capossela, Pino Daniele, Mario Biondi, Roy Paci, Giuliano Palma oltre ad una lunga serie di rappresentanti istituzionali dei Paesi del Mediterraneo.

Premio Grinzane Terra d'Otranto
Novembre
Il Premio Grinzane Terra d'Otranto è un riconoscimento internazionale sul tema del confronto interculturale. Presenta due sezioni: la prima per un'opera letteraria che tratta il tema della tolleranza e dell'integrazione e la seconda per una particolare attività nel campo della solidarietà e del dialogo.

Notte Rosa
Giugno/Luglio
La Notte Rosa, tenutasi per la prima volta il 21 giugno 2008, è organizzata dall'Associazione dei Commercianti di Otranto (OCSO) e dal Comune di Otranto, con il patrocinio dell'Ufficio della Consigliera di Pari Opportunità della Provincia di Lecce. L'evento è dedicato all'universo femminile con incontri culturali, musica e letteratura.

MERCATO INFRASETTIMANALE
Il mercoledì.

 

Masserie

Masseria Cippano

Masseria Cippano
Masseria Cippano

La Masseria Cippano, situata sulla litoranea OtrantoPorto Badisco di fronte alla Torre di Sant’Emiliano padroneggia la campagna intorno e guarda verso il mare. Con torre, edifici potenziati da contrafforti, caditoie e feritoie è uno degli esempi più interessanti e significativi di masseria fortificata., il suo nucleo originario risale alla seconda metà del XVI secolo: il complesso masserizio è costituito da corti e capanne sviluppati attorno alla torre alta circa 15 m.

 

Masseria Bandino

Masseria Bandino
Masseria Bandino

Antica struttura del 1700 un tempo dedicata alla pastorizia, oggi  Masseria Bandino, rispetta la tipologia architettonica tipica del paesaggio rurale salentino. E' inserita a ridosso di una estesa e intatta pineta (circa 5 ha) di esclusiva proprietà ed è collocata in una valle paesaggistica tra le più belle e suggestive di Otranto. L'area circostante è ricca di olivi, agrumeti e di vegetazione aromatica spontanea; nel periodo primavera-estate le escursioni nella pineta offrono la possibilità di osservare specie floristiche rare della cosiddetta "lista rossa" come le orchidee selvatiche ed è in una felice posizione in cui si può ammirare l'insenatura del porto di Otranto.

 

Masseria dell'Orte

Masseria dell'Orte
Masseria dell'Orte

I lavori per la costruzione della Masseria dell'Orte ebbero inizio nel 1565. Un capitano torriero la custodiva ancora sul finire del settecento. Fu del tutto abbandonata nel 1842 perdendo così la sua funzione militare.

Nella Masseria che le sorse intorno, essa “trovò” altre funzioni da svolgere, in relazione alle attività agricole e di allevamento.

 

Masseria Ficola

Masseria Ficola
Masseria Ficola

 

Masseria Ficola, nome dalla tenuta di famiglia che da circa settanta anni ospita gli uliveti di cellina e ogliarola, e che da il nome al prodotto di punta dell’azienda.

La tenuta si estende per circa trenta ettari a ridosso della costa adriatica importante risorsa economica per il Salento, meta di numerosi turisti attratti dalla sua incantevole bellezza, in questo paradiso naturale intriso dei profumi della macchia mediterranea, nel raggio di 30 km dalla terra d’Otranto si estendono gli uliveti che da tre generazioni impegnano la famiglia D’Aurelio Lanzilao, gente dedita all’agricoltura e specialmente alla olivicoltura.

 

Masseria Frassanito

Masseria Frassanito
Masseria Frassanito

La descrizione della Masseria Frassanito è contenuta nel Catasto Antico di Otranto del 1686.

Nell'antico feudo di Muro comprendente il “Palazzo del Principe”  e l’intero territorio di  “Alimini” con la "Masseria Frassanito" residenza estiva e di caccia, regnava la famiglia dei Protonobilissimo. Furono insigniti del titolo di Principi nel 1438, con Florimonte, signore del feudo - donato da Giovanni Antonio del Balzo Orsini, principe di Taranto.

Il feudo - comprendente anche Alimini e la Masseria Frassanito - venne incamerato dal Regio Fisco e nel 1797  fu concesso da Re Ferdinando al Principe Antonio Maria Pignatelli di Belmonte: questa casata terrà il feudo fino al 1854, quando poi la venderà al Cavaliere Achille Tamborino di Maglie.

Nel 1970 la Masseria Frassanito fu acquistata dalla famiglia Nuzzo Morello: da qualche anno trasformata in Residenza Rurale creando una confortevole e originale struttura ricettivo-alberghiera.

 

Masseria Montelauro

Masseria Montelauro
Masseria Montelauro

La Masseria Montelauro è un'antica dimora del 1878. Immersa nella luce e nei colori della campagna di Otranto, a 2 km dal mare e dal centro del paese, la Masseria è stata restaurata nel pieno rispetto della sua originaria natura rurale, tra muretti a secco ed ulivi secolari. Oggi è un resort.

 

Località di mare

Il comune di Otranto si affaccia lungo la costa orientale salentina per circa 20 km e comprende il punto più orientale d'Italia.

 

Conca Specchiulla

Conca Specchiulla
Conca Specchiulla

Conca Specchiulla è la località marina di Otranto posta più a nord. La costa si presenta alta e rocciosa, caratterizzata da piccole insenature sabbiose. A quattrocento metri dal mare sorge l'omonimo villaggio residenziale, nato nelle vicinanze di alcune antiche masserie.

 

 

Laghi Alimini

Laghi Alimini
Laghi Alimini

Alimini Grande e Alimini Piccolo (o Fontanelle), sono due laghi di modeste dimensioni facenti parte dell'Oasi protetta dei Laghi Alimini. I due laghi sono collegati da un canale.

Alimini Grande è stato generato dalla continua erosione del mare, e si estende in lunghezza per circa 2,5 km ed ha una profondità di circa 4 metri.

Alimini Piccolo è generato invece da numerose sorgenti di acqua dolce, ed è chiamato per questo anche "Fontanelle". Si estende in lunghezza per circa 2 km e la profondità non supera il metro e mezzo.

Il territorio circostante i laghi è ricco di vegetazione e fra le specie di piante sono presenti la rarissima orchidea di palude, la castagna d’acqua, una specie in via di estinzione in Italia, formata da grossi frutti della stessa sembianza della castagna ed erba vescica, una pianta carnivora, dotata di minuscoli pettini che appena toccati da insetti, aprono delle vesciche che aspirano al proprio interno le prede.

 

Baia dei Turchi

Baia dei Turchi
Baia dei Turchi

La Baia dei Turchi è il luogo dove, secondo la leggenda, sbarcarono i guerrieri turchi nel corso dell'assedio alla città di Otranto del XV secolo (battaglia di Otranto). Sabbiosa ed incontaminata, la baia appartiene alla pregiata Oasi protetta dei Laghi Alimini, uno degli ecosistemi più importanti del Salento e della Puglia.

 

Baia di Santo Stefano

Baia di Santo Stefano
Baia di Santo Stefano

La Baia di Santo Stefano, è una baia situata a Nord di Otranto ed a Est dei Laghi Alimini. Al di sopra della baia sono presenti i resti della Torre Santo Stefano. La baia si presenta rocciosa e dolcemente digradante con piccola spiaggia terminale e vegetazione rigogliosa. Sia la baia che la torre sono situate all'interno del territorio del villaggio turistico "Le Cale di Otranto". Nel villaggio, a sud della Baia di Santo Stefano, è anche presente la cosiddetta Rada della Caréula ove è presente una grotta.

Tra i tratti di costa si segnalano inoltre le spiagge di San Giorgio e Frassanito.

 

Baia dell'Orte

Baia dell'Orte
Baia dell'Orte

La località Orte è una splendida baia situata nei pressi di Otranto, a sud-est del Salento, dove i variegati colori della macchia mediterranea pugliese si rispecchiano nell’acqua cristallina del Mar Adriatico. Orte è un paradiso per bagnanti, per amanti delle immersioni e per tutti colori che amano la natura incontaminata.

 

Punta Palascia o Capo d'Otranto

Punta Palascia o Capo d'Otranto
Punta Palascia o Capo d'Otranto

E' il punto più orientale d'Italia. La costa si presenta con scogliere a picco sul mare. Il faro ivi collocato, recentemente ristrutturato, è uno dei cinque fari del Mar Mediterraneo tutelati dalla Commissione Europea. Costituisce spesso meta di turisti e curiosi, anche a causa della tradizione di attendere l'alba del capodanno ai piedi del faro, trattandosi della prima alba del nuovo anno in Italia.

Secondo le convenzioni nautiche questo luogo è il punto di separazione tra il Mar Ionio ed il Mar Adriatico.

 

Porto Badisco

Porto Badisco
Porto Badisco

E' una nota località balneare situata nel territorio del comune di Otranto. Meta turistica di notevole interesse storico-paesaggistico, essa si affaccia sul mar Ionio dista 35 km da Lecce, 8 km da Santa Cesarea Terme e 15 km da Castro. Secondo un'interpretazione corrente, fu proprio Badisco il primo approdo di Enea, descritto nell'Eneide di Virgilio: l'eroe vi avrebbe fatto scalo nel suo viaggio in Italia dopo la fuga da Troia (secondo studi recenti tale approdo potrebbe in realtà situarsi nei pressi di Roca Vecchia, nel comune di Melendugno o a Castro Marina).

A Porto Badisco si trova inoltre la Grotta dei Cervi, che contiene importanti graffiti paleolitici ed è caratterizzata da numerosi anfratti e calette di rara bellezza. In Direzione Santa Cesarea-Castro-Leuca, inoltre, si trova la cosiddetta Grotta delle Striare, cioè grotta delle streghe, caratteristica per l'entrata attraversata in diagonale da una lingua di roccia.

 

Torri costiere

Il litorale del comune di Otranto è costellato di torri difensive costruite nel XVI secolo da Carlo V per difendere il territorio dagli attacchi saraceni.

 

Torre Fiumicelli

Torre Fiumicelli è una torre costiera situata in territorio di Otranto nei pressi delle spiagge dei Laghi Alimini. Situata su di una duna a 5 metri di altezza, ormai è situata a livello del mare, per effetto dell'innalzamento delle acque. Fu costruita nel 1582 dal leccese Martino Cayzza sotto l'incarico dell'allora governatore della Terra d'Otranto, Ferdinando Caracciolo per far fronte ai saccheggi dei Turchi che avevano devastato la città di Otranto e gran parte del territorio salentino nel 1480. Presenta una pianta quadrata e basamento troncopiramidale, ed è quasi completamente crollata.

 

Torre Santo Stefano

Torre Santo Stefano
Torre Santo Stefano

Torre Santo Stefano è una torre sita poco più a nord di Otranto.

 

La torre ha dato il nome alla località e alla baia che sorge in quel punto.

 

Edificata a partire dal 1567 dal maestro leccese Paduano Baxi fu parzialmente distrutta durante la seconda guerra mondiale; oggi rimangono in piedi solo due lati contrapposti.

 

La costruzione è in blocchi regolari di carparo.

 

Attualmente è inglobata nel territorio del villaggio turistico occupante la zona intorno alla baia di cui sopra.

 

Torre del Serpe

Torre del Serpe
Torre del Serpe

Si ritiene che la sua costruzione risalga al periodo romano e che la torre avesse la funzione di faro e fu restaurata in età fredericiana in seguito ad uin potenziamento strategico voluto dallo stesso Federico II. Il nome è legato ad un'antica leggenda che racconta di un serpente che ogni notte saliva dalla scogliera per bere l'olio che teneva accesa la lanterna del faro. Un'altra leggenda narra che pochi anni prima della presa di Otranto nel 1480 i saraceni si erano diretti verso la città salentina per saccheggiarla, ma anche in quell'occasione il serpente, avendo bevuto l'olio, aveva spento il faro. I pirati senza punti di riferimento passarono oltre e attaccarono la vicina Brindisi.

Rientra nella categoria delle torri a base circolare e forma tronco-conica: parzialmente diroccata, è visibile una sola parete e la scarpa, ovvero l'ampliamento del basamento per dare una maggior superficie di appoggio alle murature che si ergono in altezza.

Questa torre è costantemente presente nell'immaginario di questi luoghi, tanto da essere entrata nello stemma della città di Otranto dove è rappresentata con un serpente nero che l'avvolge.

 

Torre dell'Orte

Torre dell'Orte
Torre dell'Orte

I lavori di costruzione iniziarono nel 1565 ad opera dei maestri Cesare D'Orlando, Tommaso Vangale e Cola D'Andrano, e la forma era troncopiramidale con lato di 16 metri ed è interamente costruita in carparo, con spigoli rinforzati da bugne dello stesso materiale: l'accesso avveniva da monte come in tutte le torri costiere. Nel 1826 la struttura difensiva venne incorporata nella masseria omonima di cui fungeva da magazzino.

La torre era in comunicazione con la torre del Serpe, a nord e a sud con torre Palascia, oggi crollata.

 

Torre Sant'Emiliano

Torre Sant'Emiliano
Torre Sant'Emiliano

Torre Sant'Emiliano è una torre costiera del Salento posta sul litorale di Otranto, a metà strada fra Punta Palascìa e Porto Badisco. È posizionata a 50 metri sul livello del mare. Costruita nel XVI secolo durante il regno di Carlo V, aveva funzioni difensive come tutte le altre torri costiere.

Ha una forma troncoconica e misura 9 metri di diametro. Necessita di un restauro, visti i segni di cedimento.

Comunicava a nord con Torre Palascìa e a sud con la torre che sorgeva a Porto Badisco.

 

Monumenti e luoghi di interesse

La città di Otranto presenta sul suo territorio architetture che testimoniano la sua importanza storica e culturale. Di seguito una galleria fotografica con i luoghi di maggiore interesse.

 

Scheda tecnica

 

Provincia
Lecce
Sindaco

Luciano Cariddi (lista civica)

dal 07.05.2012

Altitudine

15 m s.l.m.

Superficie

76,2 km²

Popolazione residente

5.670 (dato ISTAT al 01.01.2014)

Densità 74,41 ab./km²
Estensione comunale 75 km²
Frazioni, Marine, Località

Alimini, Fontanelle, Frassanito,

Porto Badisco, Conca Specchiulla

Codice postale

73028

Prefisso telefonico

0836

Targa

LE

Denominazione abitanti

Otrantini o Idruntini

Santi patroni e

Feste patronali

Beati Martiri di Otranto il 14 agosto
San Francesco di Paola il 2 aprile
Mercato settimanale

Mercoledì

 

Sito Istituzionale

 

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