Porto Cesareo

Porto Cesareo - Panorama
Porto Cesareo - Panorama


Porto Cesareo (pronunciare Porto Cesàreo, Cisaria in dialetto salentino) è un comune italiano di 5.817 abitanti della provincia di Lecce.

Situato sulla costa ionica della penisola salentina, dista 26,9 km dal capoluogo provinciale. È un'importante località turistica del Salento ed è sede dell'Area Marina Protetta e della Riserva Naturale Orientata Regionale Palude del Conte e Duna Costiera.

Frazioni: Console, Eurovillage, Il Poggio, La Strea,Padula Fede, Punta Prosciutto,Salmenta,Scala di Furno,Torre Castiglione, Torre Lapillo.

 

Territorio

Posizione del comune di Porto Cesareo nella provincia di Lecce
Posizione del comune di Porto Cesareo nella provincia di Lecce

Il territorio del comune di Porto Cesareo, situato nella parte nord-occidentale della pianura salentina, si estende su una superficie di 34,66 km² e possiede un profilo orografico pressoché uniforme: risulta compreso tra gli 0 e i 57 m s.l.m., con la casa comunale a 3 m s.l.m..

Ricade nella Terra d'Arneo, ovvero in quella parte della penisola salentina compresa nel versante ionico fra San Pietro in Bevagna e Torre dell'Inserraglio e che prende il nome da un antico casale, attestato in epoca normanna e poi abbandonato, localizzabile nell'entroterra a nord-ovest di Torre Lapillo. Particolare della Terra d'Arneo è la presenza di numerose masserie, molte delle quali fortificate.

Il territorio cesarino è caratterizzato da un lungo litorale connotato da distese di sabbia, dune ricche di vegetazione mediterranea, zone umide, scogli e isolotti, tra i quali rivestono particolare importanza l'Isola Grande, detta anche Isola dei Conigli ricoperta da una folta pineta di Pini d'Aleppo e di acacie, e l'Isola della Malva. Lo straordinario interesse biologico che conta la presenza di oltre 200 specie vegetali ha contribuito all'istituzione dell'Area naturale marina protetta di Porto Cesareo nel 1997. I fondali, particolarmente ricchi e tipici dei mari caldi di ambienti sub-tropicali, ospitano nelle zone sabbiose la cosiddetta prateria sommersa di Posidonia oceanica, una rarità biologica che garantisce ossigeno, rifugio e nutrimento a numerosi organismi marini, e nelle aree rocciose il coralligeno multicolore. La fauna marina è costituita da crostacei, molluschi, pesci variopinti e tartarughe.

 

clicca sul banner

Cenni storici

Le origini del nome

Il toponimo di Porto Cesareo deriva dal nome latino della città “Caesaria”, che vuol dire “di Cesare” e dal nome “Porto”, che è un termine di etimologia indoeuropea e che vuol dire “varco, passaggio sull'acqua”. Prima dell'arrivo dei romani il paese si chiamava “Portus Sasinae”. A partire dal 1800 la località si cominciò a denominarla con l'attuale toponimo.

 

Emblema dello stemma

Stemma di Porto Cesareo
Stemma di Porto Cesareo

Lo stemma di Porto Cesareo raffigura una sirena che sorregge le proprie due code argentate con le sue stesse mani, creando due "S" speculari; il capo della sirena è coronato con ghirlanda d’argento. Lo sfondo dello stemma è blu ed in cima compare un’iscrizione latina: "Caesarea Communitas". L'antico nome di Porto Cesareo era Sasina (ai tempi della Magna Grecia, poi distrutta da Gallipoli); poi divenne Caesarea e successivamente Portus Caesareus. La sirena simboleggia il legame con il mare mentre le due code rappresentano la doppia origine di Porto Cesareo (Sasina e Caesarea).

 

Le origini e la storia

Antichi romani
Antichi romani

Ai tempi dei romani era denominata Portus Sasinae, di quel periodo però non rimane alcun segno, tranne sette pilastri monolitici marmorei inabissati. Cesaria fu abitata già dalla preistoria. Sul territorio cesarino i primi insediamenti dell'uomo risalgono al XVIII e XVII secolo a.C., un periodo in cui l'uomo, aveva smesso di fare il nomade, e si assicurava la sopravvivenza tramite le attività di pesca e pastorizia. I luoghi di ritrovamento dei reperti archeologici sono due; il primo: il villaggio sulla Penisola della Strea, il secondo: in località "Scalo di Furno" oppure "Scalo di Forno" risalente all'Età del Bronzo. Si tratta di un villaggio protostorico a capannicoli, circondato da mura di difesa alte circa 2,5 metri; che fu frequentato da marinai di provenienza greca, si presume ci sia stato un bazar ed un mercato, sono state rinvenute ceramiche, sculture votive, e un'area cultuale dedicata alla dea Thana.

Nel 1500 a.C., nella zona di Porto Cesareo sbarcarono marinai cicladici, minoici e ciprioti, che portarono alla dominazione micenea. Sul finire dell'anno 1.000 a.C. e negli anni successivi, la zona del litorale delle attuali Torre Sant'Isidoro, Porto Cesareo e Torre Lapillo subirono l'invasione illirica. Le condizioni socio economiche e culturali della zona cambiarono notevolmente. I ritrovamenti fatti in quel tratto di litorale sono di eccezionale pregio ai fini della ricerca archeologica. L'unione di diverse culture dell'area mediterranea influenzò lo sviluppo del popolo messapico, ne derivò infatti un incrocio tra le popolazioni locali dei japigi e quelle dell'altro versante del mare Adriatico.

Un altro mutamento radicale della società salentina si ebbe nel XI secolo, con l'arrivo dei Normanni; la Chiesa di Roma vide l'opportunità di restaurare il proprio dominio, che era stato perduto per oltre cinque secoli. In questo contesto vi fu l'edificazione a Cesaria di una chiesa dedicata alla Santa Maria di Cesaria sull'Isola Grande, volgarmente conosciuta come "Isola dei Conigli", di quella chiesa oggi però quasi non esiste più traccia. Dopo i Normanni ci fu la dominazione di Carlo I d'Angiò. Cesaria in questo periodo si rese indipendente, come mai prima, dalla vicina Nardò. Durante il medioevo invece Cesaria, come tutto il Salento, fu sotto la dominazione aragonese.

Tutta la zona costiera di Porto Cesareo più volte si trovò a subire le scorrerie da parte di popolazioni barbare e saracene, e la diffusione della malaria come conseguenza della presenza di acquitrini e zone paludose.


Nell'anno Mille, dei monaci basiliani edificarono nella zona della attuale Porto Cesareo un'abbazia che rimase aperta fino al XV secolo. Nel frattempo il feudo diventò di proprietà della famiglia degli Orsini del Balzo, principi di Taranto, poi degli Acquaviva, duchi di Nardò, in tale contesto Cesaria crebbe come area portuale di riferimento per gli scambi di olio e grano in direzione della Sicilia, e verso Genova e Venezia. In quello stesso periodo si cominciò la costruzione della "Torre Cesarea", e di tutte le torri di avvistamento ancora oggi visibili lungo il litorale salentino. In alcuni casi, però, il materiale impiegato era costituito da lastroni messapici, così contribuendo alla devastazione delle tracce di questo orgoglioso popolo.

Nel 1570, la torre di Cesarea fu ultimata, più grande delle altre perché non ospitava, come ordinariamente accadeva, un caporale, bensì il castellano. Quest'ultimo era gerarchicamente più importante dell'altro perché comandava i presidi militari anche delle torri vicine, nel caso specifico le guarnigioni di tutte le torri costiere del mare Ionio. La torre era comarca, termine di etimologia spagnola, con cui si faceva riferimento appunto al livello gerarchico della figura che vi risiedeva.


Dopo cinquanta anni dalla sua costruzione la torre fu abbattuta, a causa di un errore commesso nella costruzione e venne ricostruita nel corso del 1622.

Nel XVIII secolo questo territorio subì nuovamente un deciso calo demografico, l'allontanamento della popolazione, l'impaludamento dell'area, l'imperversare della malaria. A breve però Cesaria recupererò lo spazio perduto: vide nuovamente il suo feudo tornare a popolarsi e segnò una netta ripresa economica e sociale. L'impianto di uno strumento per la pesca del tonno attrasse l'attenzione di alcune famiglie nobiliari leccesi, come quella dei Muci, che acquisirono il feudo e lo detennero fino alla eversione della feudalità.

Il centro da allora non smise mai più di crescere, alla fine del 1800 contava solo qualche centinaio di anime, fu allora che venne edificata la chiesa intitolata a S. Maria. Si raggiunsero i quaranta nuclei familiari, e oltre alla chiesa fu necessario un parroco presente in pianta stabile.

 

Personaggi illustri

Mimino Taurino, all’anagrafe Cosimo Taurino (Guagnano, 6 novembre 1939 – Porto Cesareo, 23 agosto 1999) è un produttore di vini in bottiglia.

 

Feste e tradizioni locali

FESTE PATRONALI
Festa della Madonna del Soccorso
Giugno
Festeggiamenti civili e religiosi in onore della Madonna del Soccorso. Manifestazione che comprende nel programma religioso, eventi musicali e concerti dal vivo.

SAGRE
Sagra del pesce
6-7-8 luglio
Sagra del pesce con prodotti ittici e vino salentino. La Sagra inizia il 6 7 e 8 luglio all'insegna di tradizioni e sapori, caratterizzati da una coda conclusiva in programma per il prossimo 22 luglio.

MERCATO INFRASETTIMANALE
Il giovedì.

 

Masserie

Masseria Sarparea

Masseria Sarparea
Masseria Sarparea

Masseria Pittuini

Masseria Pittuini
Masseria Pittuini

La storia di Masseria Pittuini presenta ancora molti elementi di mistero, soprattutto riguardanti la data del suo impianto. Notizie certe si hanno fino alla metà dell'Ottocento, ma molti elementi suggeriscono una datazione più antica. Innanzitutto la tipologia della struttura, che con spesse murature ed aperture molto ridotte, fa presumere ad una natura fortificata della masseria. Tesi che è avvalorata dalla molto probabile presenza all'origine della torre che è la prova univoca dell'esistenza di un sistema difensivo. La presenza della torre è testimoniata da vecchi del luogo, che in epoche non molto lontane ricordano un rudere alle spalle dell'edificio e dall'indicazione nelle tavole dell'IGM, aggiornate al 1945, nella stessa posizione, di un altro corpo fabbricato, oltre a quello esistente.

Dalla consultazione del Vecchio Catasto si riesce a risalire al proprietario più antico di cui si abbiano notizie, Maria Manieri di Nardò. Poiché a pochi passi da Masseria Pittuini è ubicata la masseria tuttora denominata "Manieri d'Arneo", potremmo azzardare l'ipotesi dell'esistenza, in epoche antecedenti, di un'unica grande proprietà che comprendeva le due masserie ed eventualmente anche altre limitrofe, in seguito poi divisa fra gli eredi.

 

Masseria Salmenta

Masseria Salmenta
Masseria Salmenta

La Masseria Salmenta viene edificata nel '500 e deve il suo nome particolare alla nobile famiglia spagnola Salmiento, trasferitasi nel Salento in seguito al matrimonio di un suo giovane componente con una nobildonna neritina. All'epoca della sua costruzione risalgono le strutture portanti che oggi ne costituiscono un elemento caratteristico e raro. Tra questi assumono notevole importanza le "volte a stella", "a botte", e le spesse muraglie che ne rendono freschi gli interni. Percorrendo i viali che circondano la struttura si possono scorgere e visitare gli antichi ovili un tempo adibiti a ricovero del gregge oppure la torre colombaia parzialmente usata come bunker durante la II Guerra mondiale.

 

Masseria Trappeto

Masseria Trappeto
Masseria Trappeto

La Masseria Trappeto è situata in Contrada “Arneo” a quattro chilometri da Porto Cesareo sulla provinciale per Veglie.

Costruita agli inizi del XVI secolo apparteneva, secondo il Catasto onciario del 1750, ai beni della famiglia di Bartolomeo Massa, Barone di Carignano, della quale vi è lo stemma posto sul portale d’ingresso e sull’altare della cappella. Può essere considerata una delle masserie più importanti dell’architettura rurale del Salento leccese. Deve il suo nome al grande frantoio di olive collocato al piano terra della masseria-palazzo che consisteva appunto in palazzo, case rosse e capanne. L’interno del complesso, che è stato ampliato in un momento successivo, si articola in un piano inferiore con volta a botte e un piano superiore comprendente quattro ambienti con volte a crociera. La Torre del ’500 si articola su tre piani, con il piano intermedio destinato alla dimora stagionale del proprietario e l’ultimo piano destinato a deposito di granaglie. Il sistema difensivo era affidato non solo alla torre ma anche a un camminamento di ronda su gran parte del muro di cinta. La masseria è arricchita anche da una Torre colombaia a base quadrata e decorata in alto da un elegante festone di coronamento.

 

Masseria Rodogaleta

Masseria Rodogaleta
Masseria Rodogaleta

La Masseria Rodogaleta (o Roto Galeta) è situata in località “Arneo” sulla strada Nardò-Avetrana.

Costruita probabilmente nel XVI secolo apparteneva alla nobile famiglia gallipolina dei Rodogaleta estintasi intorno al XVII secolo. Adiacente alla masseria che confina con la masseria Giudice Giorgio anticamente passava la “Via Sallentina”. Il complesso edilizio è costituito dalla torre con chiare stratificazioni di varie epoche e la scala originariamente munita da un ponte levatoio.

 

Masseria Donna Menga

Masseria Donna Menga
Masseria Donna Menga

La Masseria fortificata Donna Menga è situata sulla strada Nardò-Avetrana in località “Arneo” e si può raggiungere attraverso una strada interpoderale che si allaccia sulla Veglie-Porto Cesareo.

Costruita probabilmente verso la fine del XV secolo apparteneva alla Mensa Vescovile la quale nel 1493 la cedeva in enfiteusi ai fratelli Stefano, Angelo e Giovanni di Castellana. Nel Catasto onciario del 1750 la masseria compariva ancora frai beni della Mensa Vescovile.

Lo stato di conservazione di tutti gli ambienti è pessimo come precarie e inesistenti sono tutte le altre strutture tanto da considerarsi un rudere e quindi rischioso da visitare. La torre che conserva ancora le caditoie angolari sembra il risultato di due torri accorpate costruite una nel XVI e l’altra nel XVII secolo. Poco distante dalla masseria vi è una cappella probabilmente costruita verso la fine del 1600. Sul prospetto di uno dei locali adibiti alla lavorazione delle olive si intravede una parte dello stemma del Vescovo Sanfelice.

 

Masseria La Zanzara

Masseria La Zanzara
Masseria La Zanzara

La Masseria fortificata La Zanzara è situata a 500 metri dalla strada provinciale Veglie-Porto Cesareo in località “Arneo” e si accede percorrendo un viale alberato ad eucalipti.

Fu costruita nel XVI secolo e nell’anno 1750, quando fu eseguito il Catasto onciario a Nardò, faceva parte con il nome di “Lo Sazzarra” (nome di una nobile famiglia di Terra d’Otranto), dei beni di Francesco Carignano , duca di Novoli e marchese di Trepuzzi. Originariamente la masseria faceva parte del Feudo di S. Teodoro il cui proprietario era un certo Elio Sazzarra (o Salazar) abitante a Veglie. Del nucleo originario, che doveva essere costituito da una torre a due piani coronata da un parapetto simile a quello delle torri delle altre masserie confinanti, è rimasto ben poco. Nel 1791 fu realizzata una nuova struttura addossata alla torre originaria e nel 1968 è stato effettuato un intervento di ristrutturazione che ha cambiato quasi totalmente l’impianto originario. Attualmente la masseria appartiene alla nobile famiglia dei Guarini.

 

Masseria Il Console

Masseria Il Console
Masseria Il Console

La Masseria fortificata Il Console si trova sulla strada Nardò-Avetrana e si accede percorrendo una strada secondaria che porta a Gallipoli.

E’ stata costruita verso la metà del ’400 e nel ’700 il proprietario era il Barone di Nardò Girolamo Acquaviva. Intorno al 1990 è stata perfettamente restaurata negli ambienti esterni e negli ambienti interni consentendo ai proprietari attuali di adibire alcuni locali in ristorante con cucina tipica casereccia.

L’intero complesso si articola attorno ad una torre di difesa a due piani coronata da un parapetto sporgente su una bella serie di archetti e beccatelli. Molto interessante il pozzo del cortile e ciò che resta del fienile che in passato offrivano la possibilità di una postazione per il cambio dei cavalli.

 

Località di mare

Spiaggia di Punta Prosciutto

Spiaggia di Punta Prosciutto
Spiaggia di Punta Prosciutto

Punta Prosciutto (Li Prisuti in dialetto locale) è una località marittima facente parte del comune di Porto Cesareo ed estremo nord-occidentale della provincia di Lecce.

L'ambiente incontaminato e selvaggio fa di questa località un paradiso naturale. La particolarità del mare sta nel fatto che il fondale basso viene recuperato dopo pochi metri. Le spiagge si protendono per diversi chilometri e retrostanti ad esse si estendono dune secolari, ricoperte dalla tipica vegetazione mediterranea salentina. L'80% delle spiagge sono libere e l'acqua, particolarmente cristallina e dal fondale basso, ricorda località tropicali, pregi che la rendono meta prediletta di molti vacanzieri durante tutto l'anno.

 

Spiaggia di Torre Lapillo

Spiaggia Torre Lapillo
Spiaggia Torre Lapillo

Torre Lapillo (Lapiddhru in dialetto salentino) fa parte del Comune di Porto Cesareo ed è uno dei più bei scorci del mar Ionio. Dalla spiaggia è possibile ammirare un torrione antico, noto anche col nome di “Torre di San Tommaso”.

Tale costruzione fu voluta da Carlo V all’interno di un progetto ampio di protezione del Salento in previsione dei possibili attacchi dei saraceni e completata nel 1568. La struttura, tra le torri più grandi del Salento, è stata recentemente restaurata e si presenta adesso al massimo del suo splendore. Se ne può apprezzare la base quadrata con tre archi (di cui uno di recente aggiunta) e la scalinata che anticamente terminava con un ponte levatoio.

La spiaggia di Torre Lapillo è una delle più frequentate della costa ionica per merito dell’abbondanza d’infrastrutture e possibilità.

La frazione di Torre Lapillo si estende da Punta Prosciutto fino a Porto Cesareo ed è una delle più lunghe spiagge del Salento. La zona è ricca di villette che possono essere affittate per la bella stagione. Il mare in questo tratto presenta una meravigliosa qualità di barriera corallina apprezzabile anche tramite le immersioni amatoriali, per questo molti visitatori giungono armati di maschera, pinne e boccaglio.

Dal centro di Torre Lapillo si possono raggiungere anche a piedi i primi stabilimenti balneari, intramezzati da spiagge libere. Per chi volesse lidi un po’ meno frequentati è sufficiente recarsi due minuti più a nord, con l’autovettura volendo.

Torre Lapillo è nota anche per la sua vita notturna. Molti lidi, infatti, la sera organizzano eventi e serate danzanti. Balli, drink e mare per tutta la notte.

Raggiungere il litorale è molto semplice, basta percorrere la Brindisi-Lecce, prendere la tangenziale Est, l’uscita per Monteroni e proseguire fino a Leverano, Porto Cesareo ed infine Torre Lapillo.


Spiaggia di Torre Chianca

Spiaggia di Torre Chianca
Spiaggia di Torre Chianca

Torre Chianca è una località balneare salentina, frazione di Lecce.

La località prende il nome dall'omonima torre cinquecentesca fatta costruire dagli Spagnoli per difendere il Salento dagli attacchi dei pirati Saraceni. Nasce come derivazione del vicino borgo di Case Simini, località del comune di Lecce appena più nell'entroterra.

Di particolare interesse naturalistico sono i bacini Idume e Fetida, dove crescono alghe characee e brasca pettinata. Qui si getta nel mare il fiume sotterraneo Idume. Lungo le sponde sono presenti fitti canneti, una "steppa salata" di salicornia annuale e piante quali il narciso.


Torri costiere

Lungo la costa sono presenti quattro torri d'avvistamento costruite nel XVI secolo per proteggere la penisola salentina dalle invasioni nemiche: Torre Cesarea, Torre Lapillo, Torre Chianca e Torre Castiglione; di quest'ultima restano solo alcuni ruderi in quanto fu abbattuta durante la Seconda guerra mondiale.

 

Torre Cesarea

Torre Cesarea
Torre Cesarea

Torre Cesarea è una torre di avvistamento situata nella parte meridionale dell'abitato. Essa è la più grande in assoluto per le sue dimensioni e fu costruita apposta come sede di Sopraguardia a capo della Comarca di Cesarea, perciò è detta anche "Torre Capitana", in quanto possedeva giurisdizione di comando militare su tutte le torri comprese nella Comarca stessa. Ha una forma quadrangolare; è alta 16 metri ed ha i lati lunghi 21,50 metri. Le mura di base sono spesse 4 metri, mentre quelle in cima sono spesse 2,50 metri. La torre, costituita da blocchi tufacei, presenta varie caditoie ed il coronamento è sostenuto da beccatelli.

La sua costruzione ebbe inizio il 1º maggio 1568 e venne ultimata nell'aprile del 1570. Successivamente venne abbattuta e ricostruita nel 1622. Comunicava a sud con Torre Squillace, nel comune di Nardò, e a nord con Torre Chianca. Attualmente ospita gli uffici della Guardia di Finanza.

 

Torre Chianca

Torre Chianca
Torre Chianca

Torre Chianca, o Torre di Santo Stefano, sorge una piccola penisola in vicinanza alla località "Scalo di Furno", un'importante sito archeologico dove sono stati individuati i resti di un villaggio abitato sin dal periodo protostorico. La torre, a pianta quadrata, è priva di scale esterne e presenta una base scarpata di 15,60 metri e un'altezza di 18 metri. Comunicava a sud con Torre Cesarea e a nord con Torre Lapillo.

Durante la seconda guerra mondiale fu dimora di alcuni soldati dell'esercito italiano che avevano installato una postazione di artiglieria.

 

Torre Lapillo

Torre Lapillo
Torre Lapillo

La torre di avvistamento, conosciuta anche con il nome di Torre di San Tommaso, presenta una struttura a base quadrata e una scalinata di accesso con tre archi sottostanti, di cui l'ultimo aggiunto solo in epoca recente; la scalinata terminava infatti con un ponte levatoio. Ha i lati di base lunghi 16 metri ed è alta 17 metri. A pian terreno è presente una cisterna mentre al primo piano si apre un ampio vano. Fu terminata nel febbraio del 1568. Comunicava a sud con Torre Chianca e a nord con la distrutta Torre Castiglione.

I locali interni ospitano un Centro Visite Turistico-Ambientali dove è possibile reperire materiale informativo sugli itinerari, le tradizioni, i principali siti architettonici e culturali del territorio, nonché partecipare ad eventi culturali e manifestazioni enogastronomiche volte a valorizzare i prodotti del parco.

 

Torre Castiglione

Torre Castiglione
Torre Castiglione

Monumenti e luoghi d'interesse

Porto Cesareo presenta sul suo territorio architetture che testimoniano la sua importanza storica e culturale. Di seguito una galleria fotografica con i luoghi di maggiore interesse.

 

Scheda tecnica

Provincia
Lecce
Sindaco

Salvatore Albano (lista civica)

dal 16.05.2011

Altitudine

3 m s.l.m.

Superficie

34,66 km²

Popolazione residente

5.886 (dato ISTAT al 01.01.2014)

Densità 169,82 ab./km²
Estensione comunale 35 km²
Frazioni, Marine, Località

Console, Eurovillage, Il Poggio,

La Strea, Padula Fede, Punta Prosciutto,

Salmenta, Scala di Furno,

Torre Castiglione, Torre Lapillo

Codice postale

73010

Prefisso telefonico

0833

Targa

LE

Denominazione abitanti

Portocesarini

Santo patrono
Madonna del Perpetuo Soccorso
Festa patronale

Ultimo sabato di giugno

Mercato settimanale Giovedì

 

Sito Istituzionale

 

Meteo

Dove siamo