Seclì

Seclì - Piazza
Seclì - Piazza


Seclì è un comune italiano di 1.944 abitanti della provincia di Lecce.

Situato nel versante occidentale del Salento, tra la Serra di Cutrofiano e la Serra dei Campi Latini, dista 28 km dal capoluogo provinciale in direzione sud-ovest e 12 km dal mare Ionio.

 

Frazioni: Case Nuove.

 

Territorio

Posizione del comune di Seclì nella provincia di Lecce
Posizione del comune di Seclì nella provincia di Lecce

Il comune di Seclì, che si estende su una superficie di 8,65 km², sorge sulle propaggini settentrionali delle Serre salentine ed è compreso tra i 62 e i 118 metri sul livello del mare.

Il centro è situato tra le Serre di Cutrofiano e le Serre dei Campi Latini a 76 metri s.l.m. L'agro di Seclì è coltivato principalmente ad uliveto e a vigneto.

 

 

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Cenni storici

Le origini del nome

Le tesi sull'origine del toponimo di Seclì sono varie: il nome potrebbe derivare dalla parola latina seculum, un’antica moneta romana trovata nei dintorni del paese. Secondo questa stessa tesi Seclì sarebbe quindi nata tra il 281 e il 275 a.C.

 

Secondo alcuni storici, invece, l'espressione Seclì deriverebbe da Siclì, un etimo di origine ebraica che si riferiva ad una moneta usata al tempo di Gesù Cristo. Questa tesi fa riferimento anche alla reale esistenza di una colonia di ebrei che abitò a Seclì fin dal 1100. A dimostrazione di ciò c’è da considerare che attualmente nel paese esiste via Giudecca.

 

Per altri studiosi, infine, Seclì potrebbe derivare dal verbo "secludo", ovvero “separare, dividere” o dall' aggettivo "seclusus", ossia “separato, diviso”. Questa ipotesi si riferisce al periodo della dominazione greca nel Salento, quando dei profughi della Tessaglia diedero origine a due città: Galatone e Fulcignano. Fino a quando entrambe le città mantennero il rito religioso greco non ci furono problemi; quando invece Galatone decise di cambiare per il rito latino, gli abitanti delle due cittadine entrarono in guerra. Galatone ebbe la meglio e, dalle popolazioni in fuga da Fulcignano, nacquero dei piccoli centri più a sud, tra cui Seclì.

 

Emblema dello stemma

Stemma di Seclì
Stemma di Seclì

Lo stemma di Seclì raffigura nella parte alta ventiquattro segni o simboli a forma tonda, che ricordano uno scudo; mentre in basso è presente un serpente ondeggiante, che forma una “S” al rovescio, a ricordare l’iniziale del nome del paese.

 

Alcuni studiosi ritengono che i ventiquattro simboli rappresentino delle monete romane, da cui il termine Seculum e quindi Siclì. Altri storici riconducono i segni alle olive, e quindi all’ovicoltura, la cui produzione è diffusissima nella zona. Altri sostengono invece si tratti di semplici pietre (in paese c'era una pietraia che si chiamava “serra dei campi latini”, dove molta gente andava a raccogliere i sassi), utilizzate sia per costruire i tradizionali e classici muretti a secco (“pariti”) che servono ad indicare la fine delle proprietà, sia per edificare delle casette (“furni”, “furnieddhi”, “pajare”) e sia per la copertura delle case (“chianche”). Secondo la tradizione, infine, i ventiquattro segni simboleggiano le monete. Lo stesso toponimo, come abbiamo già scritto, potrebbe derivare da seculum, un'antica moneta romana rinvenuta anche nei dintorni del paese.

 

Le origini e la storia

Antonio De Ferrariis
Antonio De Ferrariis

Sulle origini di Seclì sono state avanzate diverse ipotesi, ma nessuna può essere ritenuta quella certa a causa della mancanza di documentazione. Alcuni studiosi fanno risalire le sue origini ai tempi della guerra tra truppe romane e Pirro. Seclì sarebbe stato in questo caso un luogo di accampamento scelto dai romani. Secondo l'umanista Antonio De Ferrariis, detto il Galateo, il paese è stato fondato da alcuni fuggiaschi del casale di Fulcignano che, persa la battaglia con Galatone, si rifugiarono nelle campagne circostanti fondando nuovi centri.

Il De Rossi crede invece che Seclì avrebbe avuto origine in epoca normanna. A questo periodo risale la prima documentazione storica e da questa si evince che faceva parte della Contea di Lecce, e che nel 1192, re Tancredi d'Altavilla concesse il feudo a Filippo de Ranna (o Filippo de Persona) con il titolo di barone. Nel corso del XIV e XV secolo la proprietà del feudo passò ai Brienne, ai d'Enghien e agli Orsini Del Balzo. Nel 1484, con l'occupazione della flotta veneziana di Gallipoli, Seclì fu invasa dai veneziani. Nella prima metà del Cinquecento si susseguirono i De Persona, i Del Dolce e i Caracciolo. Nel 1550 divenne feudataria di Seclì, con il titolo ducale, la nobile famiglia spagnola dei D'Amato giunta in Italia al seguito degli aragonesi. Nel 1686 passò ai Sanseverino, nel 1796 ai baroni Rossi, signori di Caprarica di Lecce, ed infine nell'Ottocento ai Papaleo.

Nel 1861, con l'Unità d'Italia e con la nascita del Regno d'Italia, Seclì divenne un comune della provincia di Terra d'Otranto. Nel 1930 fu annesso al Comune di Aradeo, divenendone una frazione. Riacquisì l'autonomia amministrativa nel 1948.

 

Personaggi illustri

Padre Francesco da Seclì (Seclì, 1585 – Gallipoli, 14 luglio 1672) è un sacerdote e missionario.

Suor Chiara di Seclì, al secolo Isabella D'Amato (Seclì, 14 marzo 1618 - Nardò, 6 luglio 1693) è una suora.

Beato Frate Diego (Seclì, XVII secolo – Gallipoli, 1687) è un frate.

Padre Arcangelo (Seclì, XVII secolo) è un sacerdote e missionario.

 

Feste e tradizioni locali

FESTE PATRONALI

Festa di San Paolo
25 gennaio
In ricordo della festa della Conversione. In programma la processione per le strade del paese e la festa civile con uno spettacolo musicale ed i fuochi pirotecnici a conclusione della festa.

Festa di Sant'Antonio da Padova
13 giugno
Festa religiosa
30-31 luglio e 1° agosto
La festa è anche detta festa di "Sant’Antoni grande” in contrapposizione alla festa prevalentemente religiosa del 13 giugno ("Sant’Antoni picciccu"). Concerti bandistici e spettacoli di musica leggera. Le luminarie addobbano le strade principali del paese. La festa si conclude con un suggestivo spettacolo di fuochi pirotecnici.

SAGRE
Sagra te la carne te cavaddhu
Agosto
Sagra della carne di cavallo dedicata alla degustazione di carne di cavallo preparata in diverse maniere. Numerosi stand gastronomici e musica dal vivo.

MERCATO INFRASETTIMANALE
Il lunedì.

 

Monumenti e luoghi d'interesse

Seclì presenta sul suo territorio architetture che testimoniano la sua importanza storica e culturale. Di seguito una galleria fotografica con i luoghi di maggiore interesse.

 

Scheda tecnica

Provincia
Lecce
Sindaco

Antonio Casarano (lista civica)

dal 26.05.2014

Altitudine

76 m s.l.m.

Superficie

8,65 km²

Popolazione residente

1.906 (dato ISTAT al 01.01.2014)

Densità 220,35 ab./km²
Estensione comunale 9 km²
Frazioni, Marine, Località
Case Nuove
Codice postale

73050

Prefisso telefonico

0836

Targa

LE

Denominazione abitanti

Seclioti

Santo patrono
San Paolo
Festa patronale

25 gennaio

Mercato settimanale Lunedì

 

Sito Istituzionale

 

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