Soleto

Soleto
Soleto


Soleto (Sulítu in griko e in dialetto salentino) è un comune italiano di 5.515 abitanti della provincia di Lecce, inserita nella lista dei siti Patrimonio dell'UNESCO nel 1997.

Collocato in Salento ed equidistante dal mare Adriatico e dallo Ionio, a circa 18 km dal capoluogo provinciale, fa parte della Grecìa Salentina, isola linguistica in cui si parla un'antica lingua di derivazione greca, il griko.

 

Territorio

Posizione del comune di Soleto nella provincia di Lecce
Posizione del comune di Soleto nella provincia di Lecce

La cittadina si trova a metà strada fra Otranto e Gallipoli su un piccolo altopiano a 90 metri s.l.m.

 

Il territorio circostante degrada fino a 48 metri s.l.m. nella pianura salentina. Il punto più alto è a 106 metri s.l.m. in località Specchia Murica da dove si può vedere ad occhio nudo la collina di Collepasso, dopo il comune di Sogliano Cavour e l'avvallamento argilloso-tufaceo di Cutrofiano.

 

 

 

 

clicca sul banner

Cenni storici

Le origini del nome

Stando ad una diffusa, ma con ogni probabilità erronea interpretazione, il nome Soleto deriva dalla parola sole. Alcuni studi hanno ipotizzato, invece, che il termine si riferisca a basoleto (syllithos in greco), la pietra utilizzata nella zona.

Nel 2003 è stato trovato un ostrakon con una mappa antichissima, detta la Mappa di Soleto, in cui le prime tre lettere del nome (SOL) sono chiaramente incise a identificare il paese. Essendo l'ostrakon di epoca messapica, non è chiaro cosa questa parola possa significare. Plinio il Vecchio, nel libro III della Naturalis Historia parla di Soletum, che in latino ha il significato di (luogo) solitario. È attestato anche il toponimo Salentum, ritrovato sulle monete coniate in zona e, ancora, Sallentia citata dallo storico Stefano Bizantino.

 

Emblema dello stemma

Stemma di Soleto
Stemma di Soleto

Un grande sole campeggia sullo stemma di Soleto. L’accostamento del sole al nome del paese rimane un mistero per la maggior parte degli studiosi. Non ci sono relazioni linguistiche né storiche che giustifichino un abbinamento del genere.

Soleto fu certamente una fiorente e ricca cittadina ai tempi dei Messapi, ma tre secoli dopo versava in una totale decadenza. Le ragioni di questo cambiamento sono ad oggi ancora sconosciute.

 

 

 

 

 

Le origini e la storia

Tracciato viario nel salento Messapico
Tracciato viario nel salento Messapico

Soleto è uno dei siti neolitici più noti del Salento per il ritrovamento di manufatti e un deposito di asce in bronzo (usate per funzioni religiose o come merce di scambio) oggi esposte nel Museo Archeologico Nazionale di Taranto. Alcune campagne di scavi, nelle vicinanze dell'attuale Convento dei Francescani, hanno portato alla luce parte dell'antica cinta muraria di età messapica visibile ancora nel Cinquecento e citata dall'erudito Galateo nel De situ Japigiae. Molto prima di lui Plinio il Vecchio, nel libro III della Naturalis Historia, narra di aver trovato, durante il suo viaggio nel Salento nel I secolo d.C., "Soletum desertum".

Soleto fu un ragguardevole nodo viario che metteva in comunicazione i più importanti centri messapici. La strada che da Rudiae portava a Basta (oggi Vaste) e Vereto (nei pressi di Patù) qui incrociava una via trasversale che collegava il porto di Thuria Sallentina (oggi Roca Vecchia) sull'Adriatico con il porto Nauna (l'attuale Santa Maria al Bagno) sullo Ionio.

La città, come la maggior parte delle località messapiche, venne rasa al suolo con la conquista romana del Salento, dopo le guerre contro Annibale. Di quest'epoca rimangono visibili deboli tracce di centuriazione nell'ambiente rurale ed i resti di una "villa rustica" romana del 150 a.C. venuti alla luce nel fondo Paparusso nella campagna di scavo 2011.

Nascita della famiglia Orsini Del Balzo
Nascita della famiglia Orsini Del Balzo

 

La storia più conosciuta di Soleto è, tuttavia, quella medioevale e coincide con la storia della Contea di Soleto che comprendeva gli attuali comuni di Galatina, Zollino, Aradeo, Cutrofiano, Sternatia, Collepasso, Castrignano de' Greci e Sogliano Cavour. La Contea di Soleto, assieme a quelle di Nardò e Lecce, nasce nel 1055 con la conquista normanna della Puglia da parte di Roberto il Guiscardo della famiglia Altavilla e la creazione del principato di Taranto con il figlio Boemondo I nel 1088.

Il Catalogus Baronum, redatto verso la metà del XII secolo, aveva censito nel distretto feudale di Soleto, cinque corpi feudali di collazione regia. Con l'arrivo degli Svevi, Federico II nomina il figlio Manfredi principe di Taranto a cui succederà Filippo I d'Angiò nel 1266 dopo la battaglia di Benevento.

I primi conti di Soleto di cui si conoscono il nome sono d'età sveva. Il primo fu Glicerio de Persona, signore delle terre di Ceglie del Gualdo, di Mottola e del casale di San Pietro in Galatina. In seguito alla morte di Federico II rimase fedele al figlio di questi, Corrado IV, re di Sicilia contro gli angioini. Caduto anche Manfredi di Sicilia, Carlo I d'Angiò lo condannò per fellonia e ne ordinò la cattura. I possedimenti che deteneva furono confiscati e ceduti ad Anselino de Toucy. Questi ebbe per primo, tra il 1271 e il 1272 il titolo di Comes Soleti.

Nel 1277 passò al fratello Philippe finché nel 1299, morto l'ultimo erede della famiglia senza figli, Filippotto, Carlo I d'Angiò cedette la Contea di Soleto ad Ugo del Balzo, venuto al suo seguito dalla Francia. Alla morte di Ugo, avvenuta nel 1319, gli succedette il primogenito Raimondo (1303-1375). Raimondo cinse la città di mura e acquistò i casali di Cutrofiano (che includeva il territorio dell'odierna Collepasso) e di Castrignano de' Greci. Successivamente Nicola Orsini(1331-1399), conte di Nola, la ereditò dallo zio Raimondo del Balzo (fratello della madre Sveva del Balzo) nel 1375 con la promessa di lasciarla a Raimondello e di unire i cognomi delle due famiglie Orsini-Del Balzo.

Raimondo Orsini Del Balzo, conosciuto anche come Raimondello, (1361 – 17 gennaio 1406) era il secondogenito di Nicola Orsini. Fu Conte di Soleto (1382), Duca di Benevento (1385-1401), Principe di Taranto (1393-1406), Conte di Lecce (1401-1406), Duca di Bari, Gran Connestabile del Regno di Napoli, Gonfaloniere della Sacra Romana Chiesa.

Sposò Maria d'Enghien, (1367-9 maggio 1446), contessa di Lecce, che dopo la morte del marito continuò ad interessarsi concretamente di Soleto, sotto gli aspetti architettonici ed artistici, urbanistici, sociali ed amministrativi. Dopo la morte di Raimondello, Maria completò l'ultimo ordine della Guglia, collaborò per molteplici opere d'arte come la cappella di San Leonardo e la cappella di Santa Lucia (oggi inesistenti) e commissionò diversi affreschi della chiesetta di Santo Stefano. Alla sua morte i domini vennero ereditati dal figlio primogenito Giovanni Antonio. Dopo che questi fu ucciso dai sicari del re Ferrante d'Aragona, questi fece sue le ricchezze degli Orsini compresa la contea di Soleto.

Nel 1479 viene sottomessa a Lodovico Fregoso il cui stemma del castello con tre torri compare sul portale di palazzo Gervasi con le iniziali L.C.. Nel 1485 la contea va alla famiglia Castriota Scanderbeg. Prima a Giovanni Scanderbeg, e poi a suo figlio Ferrante. L'unica figlia naturale del Duca Ferrante, Irene, portò la contea di Soleto nella famiglia Sanseverino grazie al matrimonio di lei con il principe Pietro Antonio Sanseverino, nel 1539. I Sanseverino rimasero fino al 1606 ed una loro rappresentazione pittorica si trova nel quadro della Madonna del Rosario nella Chiesa Matrice di Soleto dove, probabili committenti dell'opera dopo la battaglia di Lepanto, si possono vedere in basso a destra.

Alla famiglia Sanseverino seguì Giovan Vincenzo Carafa. Ai Carafa seguirono nel 1613 i Brayda ed infine, nel 1615, subentra la famiglia genovese degli Spinola, con Giovan Battista. Nel 1741 Maria Teresa Spinola sposa il milanese Giovanni Battista Gallarati Scotti ed il loro figlio Carlo è l'ultimo feudatario di Soleto. Nel 1806 fu soppressa la feudalità ma non i titoli nobiliari ed ultimi baroni di Soleto furono i Carrozzini (titolo acquistato a metà del Settecento dal re di Napoli in quanto nel Regno di Napoli il termine "Barone" non corrispondeva alla proprietà di un feudo ma era solo un titolo "onorifico").

 

Una veduta di Soleto nel Settecento
Una veduta di Soleto nel Settecento

Una ventata giacobina fece seguito alla proclamazione della repubblica napoletana ed il 10 febbraio 1799 Ignazio e Ferdinando Greco, Giuseppe Guglielmi e Vincenzo Sambati piantarono in piazza l'albero della libertà, simbolo repubblicano, ad iniziativa del sindaco Marcello Greco. La popolazione intervenne con coppole rosse, bandiere e coccarde tricolori. La restaurazione borbonica e la reazione sanfedista non tardarono ad inquisire e mettere in carcere i responsabili.

Anche la Carboneria, sorta già nel 1816 dopo il ritorno dei Borboni a Napoli, ebbe l'attivissima "vendita" denominata Sole Rallegrato cui aderirono numerosi spiriti sensibili e generosi che pagarono a caro prezzo le feroce repressione borbonica perdendo l'impiego. L'elenco dei nomi stilato dal giudice nel 1829 contiene: Salvatore Manca (capitano della milizia) e Domenico Valente,il medico Realino De Luca, Ignazio e Bonaventura Sergio,Domenico Blanco,Giuseppe Oronzo Salvatori, Luigi Patera ed il notaio Giuseppe Romano. Gran Maestro era il canonico Don Luigi Orsini, segretario Ippolito Campa. Le riunioni avvenivano nella masseria La Torre sulla via per Corigliano.

Soleto fu istituito Capo di circondario con Legge 132 del 1806 del Regno di Napoli fino all'annessione al Regno di Sardegna ed all'unità d'Italia nel 1860-61. La suddivisione amministrativa del Regno di Napoli era organizzata su quattro livelli: provincia, distretto, circondario e comune. Nell'ambito della Provincia di Terra d'Otranto e del distretto di Lecce il circondario di Soleto includeva i comuni di Soleto, Sternatia, Martignano e Zollino. Le funzioni del circondario riguardavano esclusivamente l'amministrazione della giustizia ed erano affidate a un magistrato che risiedeva nel comune capoluogo di circondario ed era nominato dal sovrano.

Subito dopo lo sbarco a Marsala, nell'ambito della spedizione dei mille, vista l’impossibilità dell’esercito sabaudo di presidiare tutto il mezzogiorno d'Italia e la necessità di creare un nuovo esercito nazionale, si decise la creazione della Guardia Nazionale Italiana, sul modello della guardia nazionale francese, con il regio decreto 5 luglio 1860. Dal 14 luglio 1860 il nuovo Ministro dell'interno Liborio Romano nominava i nuovi sindaci in tutti i Comuni del Regno. Francesco Luceri Tafuri fu nominato capo compagnia della guardia nazionale(GN) a Soleto mentre fu confermato il sindaco Pietro Sergio. Un documento del 26 agosto 1860 registra come alcuni reazionari soletani invasero il Regio Giudicato non riconoscendo l'autorità del capo della GN. affermando che il Re non avesse concesso il 25 giugno 1860 la Costituzione di sua spontanea volontà. Dopo il plebiscito del 21 ottobre 1860 per l'annessione al Regno d'Italia, altre manifestazioni reazionarie si registrarono a Soleto il 21 novembre 1860 e 17 agosto 1861.

 

Personaggi illustri

Glicerio de Persona, noto anche come Glycerius o Glicisius de Matino (Mottola, 1235 circa – Brindisi, 22 aprile 1269) è un signore feudale, fedele alla dinastia imperiale sveva. E’ signore delle terre di Soleto (comprendente Cutrofiano, San Pietro in Galatina, Sternatia, Zollino, Sogliano e Aradeo), di Matino, di Ceglie del Gualdo e Mottola.

Matteo Tafuri (Soleto, 8 agosto 1492 – Soleto, 13 giugno 1582) è un filosofo e medico.

Antonio Arcudi (Soleto, 1550 ca - 1612) è l’autore del breviario greco “Nèon Anthològhion”, pubblicato nel 1598 dalla Tipografia Vaticana.

Francesco Arcudi (Soleto, 1596 – Nusco, 7 ottobre 1641) è un vescovo cattolico.

Niceta Attanasi (Soleto, XVII secolo) è un valoroso uomo d'armi. Partecipa alle guerre di Fiandra o Guerra di devoluzione (1667-1668) ed è da Filippo IV di Spagna nominato Tenente Generale e visitatore di tutti i castelli del regno.

Fra' Giuseppe da Soleto (morto a Soleto nel 1667) è un ebanista e francescano.

Pasquale Manni (Soleto, 1796 – Soleto, 1876) è uno scultore.

Mario Marti (Cutrofiano, 19 maggio 1914) è un letterato, accademico e rettore. Ha percorso tutti i gradi della carriera accademica. Ora professore emerito dell'Università di Lecce. Nato da genitori entrambi soletani trascorre la sua infanzia a Lecce per poi trasferirsi a Soleto, dove vive durante il periodo degli studi superiori.

 

Feste e tradizioni locali

FESTE PATRONALI
Festa di Sant'Antonio di Padova
12-13 giugno
La festa di Sant'Antonio di Padova, protettore del paese. Ai riti e alle celebrazioni religiose si susseguono le manifestazioni civili con luminarie, spettacoli, bande musicali e fuochi pirotecnici.

Festa della Madonna delle Grazie
5 agosto
Festa con riti religiosi e manifestazioni di folklore popolare, luminarie, bande, spettacoli pirotecnici.

Festa di Santa Lucia
13 dicembre
Riti religiosi, luminarie, spettacoli pirotecnici.

Festa di Santo Stefano
26 dicembre
Festa popolare con cuccagna.

EVENTI
"Focare" di Sant'Antonio Abate
17 gennaio
Vengono accesi grandi falò propiziatori ai crocicchi delle strade.

Lunedi di Pasqua

Marzo/aprile
Festa popolare con cuccagna.

Notte della Taranta
11 agosto 2013
Da sempre una delle tappe più belle e suggestive è quella di Soleto. Come ogni anno l’evento si svolgerà sulla Villa Comunale.

Festival Soletoperalnero
Agosto/settembre
Anche quest’anno il Comune di Soleto organizza il Festival: concerti, balli e teatro.

MERCATO INFRASETTIMANALE
Il lunedì.

 

Monumenti e luoghi di interesse

Soleto presenta sul suo territorio architetture che testimoniano la sua importanza storica e culturale. Di seguito una galleria fotografica con i luoghi di maggiore interesse.

 

Scheda tecnica

Provincia
Lecce
Sindaco

Graziano Vantaggiato (lista civica)

dal 26.05.2014

Altitudine

90 m s.l.m.

Superficie

29,95 km²

Popolazione residente

5.539 (dato ISTAT al 01.01.2014)

Densità 184,94 ab./km²
Estensione comunale 30 km²
Frazioni, Marine, Località
-
Codice postale

73010

Prefisso telefonico

0836

Targa

LE

Denominazione abitanti

Soletani

Santo patrono
Sant’Antonio da Padova
Festa patronale

13 giugno

Mercato settimanale Lunedì

 

Sito Istituzionale

 

Meteo

Dove siamo