Ugento

Ugento - Piazza
Ugento - Piazza


Ugento (IPA: /uˈʤɛnto/, Uššèntu in dialetto salentino) è comune italiano di 12.327 abitanti della provincia di Lecce.

Il territorio comunale è situato nel basso Salento e include un tratto della costa del mar Ionio. Il centro abitato, distante 58,6 km dal capoluogo provinciale, sorge in parte sul sito dell'antica Ozan (Uxentum in latino), importante città messapica. È sede della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca.

Il comune di Ugento è stato riconosciuto come città d'arte e località ad economia turistica dalla Regione Puglia nel 2008 per le sue bellezze architettoniche, archeologiche ed ambientali.

Frazioni: Gemini, Torre San Giovanni, Fontanelle, Lido Marini, Torre Mozza.

 

Territorio

Posizione del comune di Ugento nella provincia di Lecce
Posizione del comune di Ugento nella provincia di Lecce

Il territorio di Ugento è vasto e piuttosto variegato. L'ampiezza della costa va di pari passo con una considerevole estensione nell'entroterra, caratterizzata da un sistema di coltivazione intensivo soprattutto di ulivo e vite e da massiccia presenza di aree di pascolo. Nonostante la grande estensione, le aree urbane sono relativamente piccole, il che spiega la non alta densità demografica.

Stratigraficamente il territorio è costituito da terreno vegetale e alternanze di calcari compatti (calcilutiti organogene), arenarie e calcareniti, terreni altamente permeabili e inclini a fenomeni carsici d'erosione (doline). Vista la totale mancanza di corsi d'acqua dolce superficiali, l'approvvigionamento idrico è dato dall'acquedotto pugliese e da pozzi artesiani.

Una particolarità importante del territorio di Ugento è costituita dalla presenza dei bacini di bonifica. La zona in prossimità della costa è stata da sempre caratterizzata dalla presenza di vaste aree paludose e malsane. Nel 1927, l'istituzione del Consorzio di bonifica Ugento-Li Foggi permise di dare il via ai lavori di risanamento che consistettero principalmente nella costruzione di grandi bacini, collegati fra loro tramite canali e sfocianti in mare, che permisero il deflusso delle acque altrimenti stagnanti. Con il terreno di risulta furono colmate le zone di maggiore depressione, consentendo il recupero di vastissime aree in parte rimboschite a conifere e in parte destinate all'agricoltura (in quanto il bacino costituiva un'importante risorsa idrica per l'irrigazione) e soprattutto permettendo di debellare definitivamente la malaria.

 

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Cenni storici

Le origini del nome

Il toponimo di Ugento, secondo l'ipotesi dello storico Francesco Ribezzo, ripresa successivamente da Antonio Nicolazzo, deriva da Ausentum, collegando la parola alla radice Auso, che significa "lucente".

 

Emblema dello stemma

Stemma di Ugento
Stemma di Ugento

Lo stemma di Ugento raffigura Ercole, con capelli e barba castani, che impugna con la mano destra la clava e indossa la pelle di un leone che, scendendo dalla spalla sinistra, copre i fianchi e parte della gamba. Sia in alto a destra che in alto a sinistra ci sono due cornucopie d’oro, ricolme di fiori e frutti. In basso allo stemma compare la scritta, in lettere maiuscole nere, OZAN (il nome del paese in lingua messapica).

 

Ai tempi della dominazione messapica, Ozan, poi divenuta Uxentum, era una città ricca e potente e la scelta di raffigurare Ercole sullo stemma rimanda proprio alla sua invincibilità e forza. Gli oggetti che l'eroe tiene in mano sintetizzano, invece, le fatiche che lo videro sempre vincitore.

 

Le origini e la storia

Mappa Soleto
Mappa Soleto

La moderna cittadina di Ugento si sovrappone in gran parte ad uno dei principali centri messapici della penisola salentina, situato all'estremità meridionale di una serra. L'altura fu già occupata in età protostorica, ma testimonianze sicure di un insediamento si hanno solo a partire dal VI secolo a.C., epoca a cui risalgono due dei più importanti rinvenimenti: lo Zeus bronzeo e la tomba dipinta di via Salentina[10]. Intorno al IX secolo a.C., flussi migratori di probabile origine illirica si stanziarono nella parte meridionale della Puglia e, fondendosi con le popolazioni locali, diedero origine alla civiltà Messapica, di cui Ugento fu uno dei centri urbani più grandi e potenti. Divenne una città-stato con una zecca e un proprio esercito, difesa da poderosa mura. In questa stessa epoca, e poi anche in età romana, Ugento arrivò a disporre di un proprio scalo portuale sullo Ionio, presso Torre San Giovanni.

Durante l'Impero Romano, Ugento entrò a far parte del grande disegno espansionistico di Roma, divenendo municipio alleato. In occasione delle guerre puniche contro Cartagine, cercò di opporsi alleandosi con Annibale, nella vana speranza di riconquistare l'antica autonomia. L'epilogo della guerra in favore di Roma fu pagata a caro prezzo per opera del Console Romano Numerio Fabio Pittore eletto nel 266 a.C., che con le sue legioni attaccò e conquistò la Città. Fu l'ultima città messapica a resistere alle truppe romane. Nell'82 a.C. divenne municipio romano e seguì le sorti dell'impero. A questo periodo risalgono le fondazioni di diversi villaggi nel territorio circostante, quali Paternò, Geminiano (l'attuale Gemini), Varano, Pompignano, ecc.

Tra V e VI secolo, la città fu teatro di diverse invasioni barbariche (Visigoti, Vandali, Eruli, Ostrogoti) che si conclusero nel 545 con la distruzione da parte dei Goti. Subì una seconda distruzione ad opera dei Saraceni nell'842. Ugento risorse grazie all'apporto dato dai monaci basiliani, che contribuirono alla sua ricostruzione in cima all'acropoli. La città assunse la caratteristica fisionomia greca e fu dotata di nuove mura.

Con l'avvento dei Normanni intorno al 1020, il vescovato greco fu nuovamente sostituito da quello latino, anche se le due chiese greca e latina coesistettero per circa due secoli; fu riedificato il castello sulle rovine della fortezza romana e si ebbe un notevole incremento demografico. Verso la fine dell'XI secolo, la città fu infeudata per la prima volta a Pecicco de Trebigne e nel 1195 fu incorporata al principato di Taranto, che Federico Barbarossa concesse al figlio Enrico IV. Diverse furono le casate che si alternarono al governo di Ugento: i D'Aquino, gli Orsini, i Della Ratta, i Del Balzo. Nel 1537 fu nuovamente distrutta dalle truppe di Khayr al-Din Barbarossa. Successivamente passò sotto il controllo dei Pandone, dei Vaaz de Andrata, ed infine dei D'Amore, ultimi feudatari fino all'eversione della feudalità nel 1806.

 

Personaggi illustri

Antonio Minturno, pseudonimo di Antonio Sebastiani Minturno (Traetto, 1500 – Crotone, 1574) è un vescovo cattolico, poeta e umanista. Viene nominato Vescovo di Ugento il 27 gennaio 1559.

Adolfo Colosso (Ugento, 11 agosto 1854 – Ugento, 14 novembre 1915) è un viticoltore, bonificatore e imprenditore agrario.

Salvatore Zecca (Ugento, 1907 - 1995) è un archeologo.

Marilù Lucrezio (Ugento, 1968) è una giornalista.

Mirko Corsano (Casarano, 1973) è un pallavolista. E’ cresciuto ad Ugento.

 

Feste e tradizioni locali

FESTE PATRONALI
Festa del santo patrono San Vincenzo Martire
22 gennaio
Processione per le strade del paese, celebrazione religiosa nella chiesa Cattedrale, rappresentazione di San Vincenzo a cavallo, festa e mercato nel centro storico.

Festa della Madonna della Luce
16 febbraio
Si narra che la Madonna ridette la vista ad un vescovo cieco che si recava al santuario di Santa Maria di Leuca. Nel luogo dove è avvenuto il miracolo, sorge una chiesetta, nella periferia della città andando verso Casarano. Festa e processione.

San Giuseppe
19 marzo
E' consuetudine dar fuoco alle "focareddrhe", covoni di rami d'ulivo provenienti dalla mondatura annuale.

Madonna del Casale
Lunedì dopo Pasquetta
Celebrazione religiosa presso l'Eremo della Madonna del Casale, contrada fontanelle. Tradizionale scampagnata.

Festa di San Giuseppe Artigiano
1° maggio
Festa dei lavoratori, festeggiato presso la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, con Sante Messe nella mattinata, processione nel tardo pomeriggio. Il programma civile comprende la sagra del dolce.

Festa della Madonna dell'Aiuto
Seconda domenica di agosto
Processione in mare, Torre San Giovanni. Festa per le strade della frazione e fuochi d'artificio.

Festa dei Santi Medici Cosimo e Damiano
26-27-28 settembre
Processione per le strade del paese, celebrazione nella cappella dei Santi Medici in via Salentina, concerti bandistici in piazza San Vincenzo, grande mercato nel centro storico, fiera degli animali in periferia.

SAGRE
Sagra della Puccia
Luglio
Sagra della puccia, tipico pane salentino, con stand gastronomici e musica dal vivo.

EVENTI
Premio Mauro Carratta
Giugno
Manifestazione e competizione canora in ricordo di un giovane artista ugentino prematuramente scomparso. Si svolge all'inizio della stagione estiva e partecipano artisti emergenti di tutta Italia. L’evento promosso e organizzato dall'Associazione Amici di Mauro assegna ogni anno: il primo premio, il premio della critica, il miglior testo e la miglior composizione musicale.

Notte della Pizzica
14 agosto
In tutto il centro storico è una grande festa: numerose bancarelle espongono l'artigianato locale e si consumano piatti tipici tradizionali a suon di musica. Sono dislocati tre palchi (piazza San Vincenzo, Via dei Cesari e Via Marchesi di Ugento) sui quali si esibiscono gruppi di musica popolare che suonano la pizzica – in una maratona di allegria – fino all’alba del giorno dopo.

Premio internazionale di archeologia Zeus città di Ugento
Settembre
Il premio è un evento che si ripete annualmente ed ha come scopo quello di dare un riconoscimento pubblico a coloro che si distinguono nel campo dell’archeologia.

MERCATO INFRASETTIMANALE
Il sabato.

 

Masserie

Masseria Gianferrante

Masseria Gianferrante
Masseria Gianferrante

La Masseria Gianferrante fu costruita intorno al 1200. Restaurata oggi è adibita a resort.

 

Masseria Vecchia

Masseria Vecchia
Masseria Vecchia

La Masseria Vecchia è recintata con all’interno una tipica torre fortificata. E' abitata.

 

Masseria Torre Vecchia

Masseria Torre Vecchia
Masseria Torre Vecchia

La Masseria Torre Vecchia è una inusuale costruzione lunga e stretta e una torre circolare simile alle torri costiere. il piano inferiore è adattato ad abitazione.

 

Masseria Grande

Masseria Grande
Masseria Grande

La Masseria Grande è recintata con abitazione all’interno. Abitata da pastori.

 

Masseria Caposella

Masseria Caposella
Masseria Caposella

La Masseria Caposella è recintata e di forma trapezoidale con curti, stalle e una piccola abitazione in discreto stato. E' in stato di abbandono.

 

Masseria De Pandis

Masseria De Pandis
Masseria De Pandis

La Masseria De Pandis è una costruzione articolata in un recinto con alcuni vani di tipo recente, in discreto stato, un bel viale di pini la collega con la Masseria Pioppi. E' in stato di abbandono.

 

Masseria Colombo

Masseria Colombo
Masseria Colombo

La Masseria Colombo è una torre fortificata a due piani con caditoie più due piccoli vani adiacenti, in buone condizioni, presenza sul prospetto un massiccio contrafforte. Non abitata ma frequentata.

Masseria Volpi

Masseria Volpi
Masseria Volpi

La Masseria Volpi è semidiruta, ne rimangono due vani con volta a botte, di cui uno lastricato con basoli irregolari, un’altro locale distaccato presenta una caditoia e colombari sui muri. E' in stato di abbandono ed è in pericolo di crolli.

Masseria Fornari

Masseria Fornari
Masseria Fornari

La Masseria Fornari era di proprietà della monache Benedettine di Ugento, un antico monastero già fondato alla fine del 1500. Fino a pochi anni fa, infatti, sul frontespizio dell’immobile si vedeva lo stemma dell’ordine benedettino, poi trafugato. La masseria ed i terreni circostanti, dopo l’unificazione nazionale e la soppressione dei monasteri, furono acquistati dal duca Lopez y Royo di Taurisano, tant’è che la zona viene denominata, ancora oggi, “Lòpisi“. Negli anni settanta del secolo scorso i Lopez vendettero tutta la proprietà, compresa la masseria che, per essere adibita a macello, fu completamente ristrutturata ed ampliata.

 

Masseria Vincenza

Masseria Vincenza
Masseria Vincenza

La Masseria Vincenza è stata restaurata ed adibita a magazzino, in buono stato, sembra abbandonata. Nelle vicinanze un’aia e i resti di una stalla in parte crollata.

 

Masseria Cristo

Masseria Cristo
Masseria Cristo

La Masseria Cristo è una torre fortificata, con caditoie e in buono stato. Si notano lavori di restauro in corso. E' abitata.

Masseria Potraddo

Masseria Potraddo
Masseria Potraddo

Nella Masseria Potraddo è presente un recinto per animali con al centro questo semplice fabbricato con un vano di difesa al primo piano. a pianterreno due vani a botte di cui uno puntellato, il resto è crollato e anche quello che rimane è destinato presto al crollo. E' in stato di abbandono.

 

Masseria Fabrizio

Masseria Fabrizio
Masseria Fabrizio

La Masseria Fabrizio è di costruzione semplice, un unico grande recinto con al centro un unico fabbricato in parte crollato. E' in stato di abbandono.

 

Masseria Vanini

Masseria Vanini
Masseria Vanini

La Masseria Vanini risale del '500 e fu del fratello del filoso Giulio Cesare Vanini. E' una piccola masseria fortificata ed è presente una stanza superiore di difesa con una unica caditoia. Si notano lavori di restauro iniziati e abbandonati. E' in uno stato precario, destinata al crollo.

Masseria Del Feudo

Masseria Del Feudo
Masseria Del Feudo

La Masseria Del Feudo ha un monumentale portale di ingresso (in parte trafugato) che introduce in un grande androne con una bella volta a stella. Una ampia scala signorile (con il portale trafugato) conduce al piano solare; ciò sembra insolito, probabilmente si doveva costruire un piano superiore mai terminato. Si affianca una piccola torre fortificata con caditoia e feritoia. Il muro di cinta è restaurato.

 

Masseria Baroni

Masseria Baroni
Masseria Baroni

La Masseria Baroni è una torre fortificata ed è composta da due torri affiancate, in discreto stato, ma destinate al crollo se non si interviene presto. Ci sono stalle, alcuni locali crollati, un cortile sul davanti e curti dietro. Sul dietro una piccola costruzione in pietra, forse un pollaio. E' in stato di abbandono.

 

Masseria Pioppi

Masseria Pioppi
Masseria Pioppi

La grande e misteriosa Masseria Pioppi con ampio giardino interno, costruzioni basse e in parte crollate, vi abita Fra Rufino del Casale. Costruita agli inizi dell’800 dai Colosso. Il bosco retrostante era una loro riserva di caccia, presenti numerosi lecci monumentali.

Masseria Cupeddhe

Masseria Cupeddhe
Masseria Cupeddhe

Fino a pochi anni fa la Masseria Cupeddhe era abitata, ora è abbandonata e in cattivo stato. Nelle vicinanze troviamo grotticelle, cave e una pista di motocross.

Masseria Tonda

Masseria Tonda
Masseria Tonda

La Masseria Tonda è dotata di una torre di difesa rotonda (unico esempio). Attualmente in stato di abbandono, è un ricovero di pecore.

Masseria Canne

Masseria Canne
Masseria Canne

Di semplice costruzione, la Masseria Canne risale probabilmente al ’700, consistente in abitazione per il massaro e stalle, attualmente restaurata ed abitata.

Si trova al centro di quello che doveva essere il Ninfeo di Felline, ritrovate nelle vicinanze numerose selce, una ascia di pietra nera e frammenti di pavimento a mosaico.

 

Masseria Fondo di Pere

Masseria Fondo di Pere
Masseria Fondo di Pere

La piccola Masseria Fondo di Pere è dotata di costruzioni di epoche diverse. Adiacente si trova in costruzione un edificio in stile di tre piani.

Masseria Don Cesare

Masseria Don Cesare
Masseria Don Cesare

La Masseria Don Cesare è a poche centinaia di metri dal mare, nelle vicinanze della litoranea Gallipoli S.M. di Leuca. Sovrasta quel tratto di litorale costiero che attualmente viene denominato col termine “la cabina” per via della presenza di una cabina, costruita verso la fine degli anni ’30, per il controllo della bonifica delle paludi del comprensorio. Questa masseria infatti, era anticamente conosciuta col termine “delle Paduli”; acquistata verso la metà del XVII secolo dal nobile siciliano don Cesare de Franchis, venne da quel momento così chiamata al pari del territorio ricoperto di macchia mediterranea che la circondava, noto appunto come “macchie Don Cesare”.

Il nobile Don Cesare de Franchis infatti, si trasferì da Palermo a Salve dove, nel 1648, sposò la nostra concittadina Lucrezia de Notaris.

La masseria doveva consistere di un insediamento rurale precedente alla costruzione della torre e databile al XIV secolo; di questo oggi rimangono alcuni vani, in pessimo stato o diruti e resti dei muri perimetrali, in pietrame irregolare e terra rossa, del cortile. La torre del XVI sec., crollata nel novembre del 2003, era rettangolare e si sviluppava su due piani; era caratterizzata da beccatelli a sostegno del parapetto aggettante del terrazzo sommitale.

Poco distante dal complesso, sulla cresta rocciosa della serra, si intravede un pozzo e un’aia in parte ricavata nella roccia.

La masseria è storicamente legata ad un atto di valore compiuto verso la fine dell’ottocento dalla massara Salvatora Buccarello, che riuscì a trarre in salvo due marinai naufraghi di un bastimento genovese affondato nei pressi delle nostre rive. Per questo atto di valore venne conferita alla signora Buccarello una medaglia d’argento al valor civile.

 

Località di mare

Marina Torre Mozza

Marina Torre Mozza
Marina Torre Mozza

Torre Mozza è un piccolo centro abitato, abitato quasi esclusivamente durante la stagione estiva.

 

Prende il nome dalla torre di avvistamento denominata Torre Fiumicelli, realizzata nel 1565, rinominata poi Torre Mozza a causa di crolli e lesioni parziali che la caratterizzano.

 

La località offre un mare limpidissimo, larghe spiagge e più a sud anche bassa scogliera con la presenza sia di lidi che di spiaggia libera.

 

Lido Marini

Lido Marini
Lido Marini

Il territorio di Lido Marini appartiene a due comuni: Ugento e Salve.

 

Si sviluppa come località residenziale estiva degli abitati di entrambi i centri urbani.

 

D'estate è molto frequentata; è meta apprezzata di turisti che godono delle sue lunghe spiagge e del mare cristallino.

 

Torre San Giovanni

Torre San Giovanni
Torre San Giovanni

Torre San Giovanni è una località balneare salentina posta sul Mar Ionio, in provincia di Lecce.

 

È frazione del comune di Ugento, da cui dista circa 5 km ; sorge a 3 metri sul livello del mare con 430 abitanti durante tutto l'anno e oltre 50.000 residenti durante il periodo estivo.

 

Torri costiere

Torre Mozza

Torre Mozza
Torre Mozza

La torre, eretta per ordine del Re Carlo V nel XVI secolo era destinata all'avvistamento e per la difesa delle coste salentine contro le invasione dei pirati Saraceni, nella sommità vi era una pira di legna che veniva accesa in caso di avvistamento di navi saracene (nella tradizione popolare è rimasta a rappresentazione di una situazione di pericolo il detto "mamma li turchi" ovvero: attenzione arrivano i saraceni e/o turchi) per avvisare, con il fumo prodotto dalla combustione, le altre torri costiere limitrofe e quelle presenti nelle masserie nell'entroterra. Al primo piano vi è un locale dove erano posizionate le sentinelle, esse avevano a disposizione dei cavalli attraverso i quali, in caso di una imminente invasione, avvisavano la popolazione dei paesi nell'entroterra, compreso il capoluogo di Ugento. Torre Mozza apparteneva anticamente al territorio di Gemini che a sua volta era un ex Feudo della Mensa vescovile.

Detta torre ha forma di tronco di cono, e durante la seconda guerra mondiale è stata usata dai soldati come postazione di mitragliamento.

Realizzata nel 1565 con il nome di torre dei Fiumi e crollata appena ultimati i lavori, è stata successivamente riedificata. Nel corso dei secoli sono avvenuti crolli parziali della stessa. Per questo le è stato attribuito il nome di Torre Mozza.

 

Torre San Giovanni

Torre San Giovanni
Torre San Giovanni

La Torre San Giovanni rappresenta il sito più antico dell'intero villaggio e costituisce, oltre che un punto di riferimento terrestre e marittimo di grande utilità e importanza, anche una tangibile testimonianza dei fasti ricoperti da Ugento e dal suo territorio nel passato. Voluta da Carlo V nel XVI secolo come sito di difesa da parte dei saraceni, si trova su un piccolo promontorio proteso in mare che divide idealmente a metà la costa ugentina.

 

A nord infatti, si estende la parte rocciosa, piuttosto bassa quasi ovunque, mentre a sud, oltrepassata la zona del porto, iniziano le celebri coste sabbiose, bianche e fini, che attirano i turisti da tutta Italia e dall'estero.

 

Nel corso dei secoli, la sua funzione è mutata. Da torre di vedetta è diventata faro, per il sollievo dei naviganti che da sempre incappano nelle pericolosissime secche, situate proprio in prossimità del segnale luminoso.

 

Attualmente è di proprietà della Marina Militare in quanto è sede della Guardia Costiera. Ai suoi piedi, oltre alle mura messapiche di cui si è detto, ogni anno a Natale viene allestito un piccolo presepe all'aperto che costituisce un'inusuale attrattiva. Nel periodo estivo invece, nella piazzetta sottostante, si tengono i vari festeggiamenti che caratterizzano l'estate ugentina: in particolare, si tiene la Festa dell'Emigrante (generalmente la prima settimana del mese di agosto).

 

Caratteristico è il suo aspetto: la piastrellatura bianca e nera, disposta in foggia di una grande scacchiera, oltre a rendere la torre visibile da grande distanza in mare, la identifica nell'immaginario collettivo.

 

Monumenti e luoghi d'interesse

La Città di Ugento presenta sul suo territorio architetture che testimoniano la sua importanza storica e culturale. Di seguito una galleria fotografica con i luoghi di maggiore interesse.

 

Scheda tecnica

Provincia
Lecce
Sindaco Massimo Lecci (lista civica) dal 16.05.2011
Altitudine

108 m s.l.m.

Superficie

98,68 km²

Popolazione residente

12.560 (dato ISTAT al 01.01.2014)

Densità 127,28 ab./km²
Estensione comunale 99 km²
Frazioni, Marine, Località

Fontanelle, Gemini, Torre San Giovanni,

Lido Marini, Torre Mozza

Codice postale

73059

Prefisso telefonico

0833

Targa

LE

Denominazione abitanti

Ugentini

Santo patrono
San Vincenzo
Festa patronale

22 gennaio

Mercato settimanale Sabato

 

Sito Istituzionale

 

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