Vernole

Vernole - Piazza
Vernole - Piazza


Vernole (Ernule in dialetto salentino) è un comune italiano di 7.304 abitanti della provincia di Lecce.

Situato a sud del capoluogo provinciale, il comune include un tratto della costa adriatica della penisola salentina. Nel territorio comunale ricadono la cinquecentesca cittadella fortificata di Acaya e la Riserva naturale statale Le Cesine gestita dal WWF. Fa parte dell'Unione dei comuni Terre di Acaya e Roca.

Frazioni: Acaya, Acquarica di Lecce, Pisignano, San Cataldo, Strudà, Vanze.

 

Territorio

Posizione del comune di Vernole nella provincia di Lecce
Posizione del comune di Vernole nella provincia di Lecce

Vernole è situata nel versante orientale della penisola salentina, a 12 km dal capoluogo provinciale in direzione sud-est. Il territorio comunale ricade nella Valle della Cupa, una porzione di pianura, intorno al capoluogo leccese, caratterizzata da una grande depressione carsica.

Fa parte del comune di Vernole la Riserva naturale statale Le Cesine, una riserva statale naturalistica situata a ridosso della costa adriatica.

La riserva rappresenta una delle ultime zone paludose che in passato si estendevano da Otranto a Brindisi. Nell'oasi vi sono gli stagni Salapi e Pantano Grande, alimentati dalle piogge, che sono separati dal mare da un cordone di dune sabbiose.

 

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Cenni storici

Le origini del nome

Lo storico Eugenio De Carlo, in una pubblicazione del 1941, afferma che il nome di Vernole un tempo era Vernulae e che questo termine deriva senza dubbio dal verbo latino verno, ossia “germogliare”, “essere primavera” (visto anche il clima mite predominante dei luoghi).

 

Lo studioso Giacomo Arditi, invece, nel 1879, sostiene che il toponimo di Vernole derivi da vernatio, ossia “deporre le vecchie spoglie” (per indicare la rinascita degli abitanti di San Lorenzo).

 

Tradizionalmente, infine, si pensa che Vernole derivi da ver in olae, ossia “primavera tra gli ulivi” (per le distese di ulivi che contraddistinguono il paese).

 

Emblema dello stemma

Stemma di Vernole
Stemma di Vernole

Lo stemma di Vernole raffigura un albero di pino e un uccello che si sta per adagiare sulla sua chioma. Il pino simboleggia l'immortalità e la voglia di unione e rimanda alla resistenza che mostrarono gli abitanti del paese per sfuggire alle incursioni dei pirati. L'uccello, invece, indica che Vernole ebbe feudatari appartenenti a famiglie nobili capaci di difendere i loro territori.

 

Le origini e la storia

Costanza d'Altavilla
Costanza d'Altavilla

Le testimonianze di un primo insediamento umano risalgono all'età del bronzo. Già in età preistorica infatti, si evidenzia una presenza di popolazioni indigene che si insediarono dapprima nel triangolo Acquarica-Acaya-Pisignano dove hanno fatto la loro apparizione i monumenti megalitici, menhir e specchie. Questi insediamenti cominciano a subire mutamenti con nuovi apporti culturali dei Messapi, quindi dei Greci e poi dei Romani. I segni più evidenti della presenza umana appartengono al periodo messapico. In località Pozzo Seccato, presso Acquarica di Lecce, scavi archeologici condotti dall'Università del Salento hanno portato alla luca un insediamento messapico che consisteva in una vera e propria masseria fortificata costruita alla fine del IV secolo a.C..

Le prime notizie scritte su Vernole si hanno nel 1115 nell'atto di donazione al Vescovo di Lecce Formoso Lubelli della "metà del casale di Vernole, che si dice di San Lorenzo" che il normanno Goffredo, conte di Lecce e Ostuni, firma il 15 agosto per il restauro della chiesa maggiore di Lecce. Donazione successivamente confermata da Costanza d'Altavilla, imperatrice e regina di Sicilia il 23 novembre 1195. In seguito alle continue irruzioni saracene gli abitanti decisero di spostarsi nell'attuale sito di Vernole. Del primo nucleo rimangono solo le vestigia della piccola chiesa di San Lorenzo, ormai diroccata. L'appartenenza alla Chiesa Vescovile di Lecce cessò nel 1806. L'altra metà del casale seguì le stesse sorti dinastiche di Lecce fino all'arrivo degli Aragonesi che nel 1463 assegnaro il feudo ai Tarantini. Quindi passò ai Pagano, ai Saluzzo, ai Saraceno ed infine ai Bernardini, ultimi feudatari fino al 1806. Nel marzo 1865, in seguito alla legge per l'unificazione amministrativa del Regno d'Italia, le attuali cinque frazioni cessarono di essere comuni e furono annesse al comune più grande.

 

Personaggi illustri

Salvatore De Giorgi (Vernole, 6 settembre 1930) è un cardinale e arcivescovo cattolico.

Franco Mazzei (Vernole, 28 settembre 1939) è un orientalista, esperto di relazioni internazionali e docente universitario.

Raffaele De Giorgi (Vernole, 1º settembre 1947) è un accademico, sociologo, filosofo e docente universitario.

Pantaleo Corvino (Vernole, 1º gennaio 1950) è un dirigente sportivo.

 

Feste e tradizioni locali

FESTE PATRONALI
Festa religiosa di Sant'Anna
18 gennaio
Ricorrenza votiva per ringraziare la Santa che salvò il paese dal terremoto del 18 gennaio 1833.

Festa della Madonna del Terremoto
Gennaio
E' tradizione accendere la "focara", un falò, degustando prodotti tipici locali.

Festa religiosa della Madonna di Roca
Ultimo sabato di aprile
Ricorrenza simbolica condivisa con Melendugno, Borgagne e Calimera.

Festa patronale Sant'Anna e San Gioacchino
25-26 luglio.

Festa religiosa di San Pio
21 settembre
Festa organizzata nella zona 167

FIERE
Fiera della Madonna dell'Addolorata e Sagra de Pampasciuni
Marzo
Sagra popolare con degustazione di "pampasciuni", cipolline selvatiche tipiche del Salento, con stand gastronomici e musica dal vivo. Inoltre mercato tipico istituito nel XV secolo con vendita di tessuti, terrecotte e merci varie.

Fiera della Madonna del Buon Consiglio
Aprile
Festa religiosa con processione e fuochi pirotecnici.

Fiera di San Giovanni
Quarta domenica di giugno
Fiera agricola organizzata dalla Pro Loco.

SAGRE
Birra And Friends
19-20-21 luglio
Festa con argomento principale la birra.

EVENTI
Presepe Vivente
Dicembre
Suggestiva rappresentazione della natività di Gesù presso la cava di pietra.

QuartierInGioco
Giugno
Evento organizzato dalla Pro Loco di Vernole che vede i quattro quartieri del paese, o rioni (Munte Fuggiaru, Trappiti, Sulicara, Campu) sfidarsi in alcune competizioni.

MERCATO INFRASETTIMANALE
Il venerdì.

 

Masserie

Masseria Copertini

Masseria Copertini
Masseria Copertini

 

La Masseria Copertini fu completata nel 1800, ristrutturata oggi secondo i metodi tradizionali, con le sue volte a stella, botte e tetti a falde si integra armoniosamente con la natura circostante.

Si accede dalla corte d’ingresso, con la sua pavimentazione “a monte” di pietra calcarea, alberi di fico d’india e fichi accentuano l’antico fascino. Oggi è un'azienda agrituristica.

 

Masseria Avarella o Favarella

Masseria Avarella o Favarella
Masseria Avarella o Favarella

La Masseria Avarella o Favarella è databile alla seconda metà del XVI sec., l'insediamento sorge e circa 2 Km. dalla cittadella fortificata di Acaya, sulla strada che conduce al mare, e si inserisce in quel fitto disegno difensivo che interessa il territorio compreso nel triangolo Lecce-S. Cataldo-Roca Vecchia. La mole massiccia della torre è appena alleggerita dal raffinato disegno della cornice che delimita il parapetto. Ampi locali coperti da eleganti volte si dispongono su due piani collegati internamente da una scala in muratura che si interrompe in prossimità del ballatoio del primo piano per dar luogo ad una sorte di ponte levatoio.

Nello "Inventario ed annotazione generale de' corpi feudali e burgensatici del feudo terra di Acaya" del 1776, la troviamo così descritta:"Situata mezzo miglio distante dall'abitato della terra di Acaya, consiste in casamenti, cioè camere due sottane, tre soprane, rimessa, molino in ordine, due tagliere, forno coverto, scernituro, capanne di bovi, curti, puzzo, pile per adacquare le bestiami e per uso della masseria con giardino murato, con vari alberi comuni, e con stradone in frontespizio a detta Masseria, con alberi di celsi e di fiche nei lati euna nevera atta a conservare la neve".

La neviera è ricavata in un locale sotterraneo scavato nella roccia a forma di grotta. In questo locale durante l'inverno, veniva raccolta tutta la neve disponibile che, una volta solidificata, era confezionata in piccoli box mantenuti divisi con paglia o foglie secche. Quando, per ragioni climatiche, la neve non cadeva, questa era importata dalle località montane della Calabria o della Lucania con conseguenti ingenti spese di trasporto che solo alcuni latifondisti potevano permettersi.

 

Masseria Li Candi

Masseria Li Candi
Masseria Li Candi

La Masseria Li Candi prende il nome da Domenico Candido, che ne fu proprietario nel corso del XVIII sec. , è la testimonianza più significativa di una fitta rete difensiva del territorio tra Acaya e il mare.

La "Torre lamiata" descritta nei documenti del Settecento, corrisponde al solo piano terra dell'edificio-torre, di forma tronco-piramidale, databile ai primi del XVI secolo. Il piano superiore, invece, coperto da embrici, è stato realizzato successivamente. Un piombatoio a doppia bocca difende la finestra del primo piano e la porta d'ingresso del piano terra originariamente munita di una porta-levatoia, che una volta chiusa e addossata alla muratura rendeva difficile qualsiasi tentativo di accesso.

 

Masseria Pier di Noha

Masseria Pier di Noha
Masseria Pier di Noha

La Masseria Pier di Noha prende il nome probabilmente da un certo Pier de Noha, un prelato di origine francese giunto nel Salento al seguito di Carlo D'Angiò. Dal 1755 fino agli inizi dell'800 la masseria fu di proprietà del Venerabile Real Monastero dei Padri Celestini sotto il titolo di Santa Croce.

Su una facciata della torre campeggia ancora lo stemma degli Acaya, baroni della vicina cittadella fortificata, patria dell'architetto militare di Carlo V, Gian Giacomo dell'Acaya.

Il complesso edilizio si sviluppa all'interno di un cortile rettangolare ed è dominato dalla torre fortificata.

Al centro, un pozzo con alcuni abbeveratoi circondati da colonne che reggevano una copertura di materiale vegetale (freschera), che consentiva agli animali di stare al fresco durante l'abbeveraggio. Una spaziosa stalla per bovini chiude un lato della corte.

 

Masseria Cesine

Masseria Cesine
Masseria Cesine

La Masseria Cesine, databile tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo ("Situata due miglie distante dall'abitato della Terra di Acaya"), si colloca nel quadro di quel progetto difensivo che, dopo la presa di Otranto del 1480, si rese necessario per far fronte alle terrorizzanti scorrerie dei Turchi.

Una torre di difesa costiera, situata all'interno di un'area poco favorevole alle attività agrofondiarie e a contatto con le paludi, intorno alla quale si è organizzato il complesso edilizio della masseria. Verso la metà del diciassettesimo secolo la masseria risulta essere stata abbandonata "per mancanza di abitanti". Nella seconda metà del '700 risulta invece affittata per 193 ducati l'anno. Faceva parte del feudo di Acaya e consisteva in "una camera per la merce, una pagliera, una capanna per bovi, e l'altra per le vacche, una neviera con una camera affianco per comodo della gente, quando deve fatigare per riponere la neve e il g(h)iaccio in quella".

Recentemente restaurata è stata acquistata dal WWF che la utilizza come punto di riferimento per le visite guidate alla Riserva naturale delle Cesine.

 

Masseria Visciglito o Gesuini

Masseria Visciglito o Gesuini
Masseria Visciglito o Gesuini

La Masseria Visciglito o Gesuini è in prossimità dell'abitato di Strudà. Accanto vi passa ancora un antico tracciato viario.

Il complesso edilizio puntualizza le varie fasi di sviluppo della masseria che, sin dal XVI secolo, si pone come punto di riferimento di un esteso patrimonio feudale compreso tra i feudi di Specchia Mezzana e di Acaya. Cinquecentesca è la chiesetta posta alle spalle dell'edificio palazziato, che già troviamo registrato nel 1755, quando la masseria apparteneva al Venerabile Collegio della Compagnia di Gesù e consisteva: "in molino, case palazziate e sottane, Chiesa, capanne, pozzo e curti e dentro i suddetti curti vi sono due trappeti uno in ordine e l'altro dirupo e con molte chiusure murate di parieti a fabbrico". La spaziosa scala che porta al piano superiore e l'adozione del colonnato per creare un corridoio di disimpegno esterno, sono elementi che esprimono chiaramente la funzione di dimora rurale per la villeggiatura.

 

Località di mare

San Cataldo

San Cataldo
San Cataldo

L'economia si basa sul turismo estivo che si riversa nei dodici stabilimenti balneari della frazione.

 

Uno dei più antichi lidi è quello un tempo intitolato Lido Prete e da alcuni anni Lido York. Caratteristico anche il lido Turrisi che originariamente era costituito da palafitte sul mare e che oggi sorge all'ombra del faro di S. Cataldo.

Da qualche anno è stato valorizzato il porticciolo per barche di piccole dimensioni e modesto pescaggio, che viene molto utilizzato dai pescatori professionisti e anche dai pescatori sportivi durante tutto l'anno.

Vi è anche un circolo velico di derive e catamarani (sicuramente il più importante della provincia e molto noto a livello nazionale) situato nelle vicinanze dell'antichissimo Porto Adriano. La domenica mattina anche d'inverno è meta di passeggio dei cittadini leccesi che possono fare acquisti nel mercato domenicale.

 

Monumenti e luoghi d'interesse

Vernole presenta sul suo territorio architetture che testimoniano la sua importanza storica e culturale. Di seguito una galleria fotografica con i luoghi di maggiore interesse.

 

Scheda tecnica

Provincia
Lecce
Sindaco Luca De Carlo (lista civica) dal 28/05/2013
Altitudine

38 m s.l.m.

Superficie

60,57 km²

Popolazione residente

7.250 (dato ISTAT al 01.01.2014)

Densità 119,70 ab./km²
Estensione comunale 61 km²
Frazioni, Marine, Località

Acaya, Acquarica Di Lecce, Le Cesine,

Pisignano, Strudà, Vanze, Campo Verde,

Torre Specchia Ruggeri, San Cataldo

Codice postale

73029

Prefisso telefonico

0832

Targa

LE

Denominazione abitanti

Vernolesi

Santo patrono Sant’Anna
Festa patronale

26 luglio

Mercato settimanale Venerdì

 

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