Avetrana

Avetrana - Piazza
Avetrana - Piazza


Avetrana (l'Aitràna in dialetto salentino) è un comune italiano di 7.079 abitanti della provincia di Taranto.

Il comune di Avetrana è situato nel Salento al confine delle tre province salentine di Taranto, di Brindisi e di Lecce.

Frazioni: Urmo Belsito.

 

Territorio

Posizione del comune di Avetrana nella provincia di Taranto
Posizione del comune di Avetrana nella provincia di Taranto

Il territorio comunale di Avetrana, è incuneato fra le province di Brindisi e Lecce. Confina ad ovest e a sud con il comune di Manduria a nord con il comune di Erchie e ad est con i comuni di San Pancrazio Salentino, Salice Salentino, Nardò e Porto Cesareo. Il territorio si estende per 73,38 kmq su una altitudine media di circa 62 m.sul livello del mare e dista dal mare Jonio circa 6 km senza averne però pertinenza alcuna.

Il clima è quello tipicamente mediterraneo, con estati piuttosto calde, lunghe e secche, appena mitigate dal vento in prevalenza di scirocco e inverni particolarmente miti, nei quali si concentrano le scarse precipitazioni annuali, che solo rarissimamente hanno carattere nevoso. Percorrendo in maniera comoda e scorrevole le principali strade del territorio comunale si possono osservare vasti appezzamenti di uliveti, vigneti (da sempre alla base dell’economia avetranese) e coltivazioni varie intervallati da grandi spiazzi brulli, un tempo ricoperti dalla macchia mediterranea, ricca di varie specie di selvaggina che i nobili amavano cacciare. Per un certo periodo di tempo Avetrana ha sfruttato le cave di tufo che si possono osservare ormai in abbandono lungo la s.s. 174 che collega Avetrana a Nardò. Il territorio di Avetrana è costituito litologicamente da terreni calcarei che hanno sviluppato al loro interno la formazione di grotte, caverne, inghiottitoi, e gravi. Esso, infatti, è ricco di caratteristiche naturali e paesaggistiche tutte da scoprire e ammirare: il complesso del Canale di S.Martino, a sud del territorio, con le sue grotte; le numerose masserie simbolo della feudalità e della vita agraria di un tempo, il castello medievale di Modunato un tempo vero e proprio casale.

 

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Cenni storici

Le origini del nome

Il toponimo di Avetrana ha conosciuto le spiegazioni più disparate.  

Alcuni storici sostengono che il termine derivi da habet ranas (frase che un centurione romano avrebbe pronunciato per indicare qui un luogo ricco di rane per via delle paludi).

Altri studiosi, invece, dicono che il toponimo derivi da ave rana (un improbabile saluto rivolto ad una rana).

Qualche esperto, infine, dichiara che il toponimo di Avetrana derivi dalla frase habet traheas (indicante la presenza del traino, antico mezzo di trasporto utilizzato in agricoltura).

A ciò va aggiunta un’altra ipotesi secondo la quale il nome del paese potrebbe derivare dalle condizioni originarie del territorio: “terra veterana”, cioè “non coltivata”.

L’antico borgo nei documenti e nelle carte topografiche dei secoli XVII, XVIII e XIX veniva indicato col nome Vetrana; mentre in un documento di G.Gastaldi nel 1567 appare la denominazione Vetrina.

In alcuni registri settecenteschi dell’Archivio Storico Parrocchiale il nome del paese è talvolta indicato come "Oppidum Veteranorum Messapicorum" o "Regia Veterana Messapica" .

Simile infine la denominazione in un manoscritto inedito dello storico manduriano Giuseppe Pacelli: “Oppidum Veteranorum vel Veteranensium vulgo Veterana et Vetrana”.

Per lo storico Ferrari, il toponimo di Avetrana deriva da “A-vetrana”, intendendo “A” come una particella che regge il complemento d’agente; quindi il siginificato sarebbe “paese costituito da veterani”.

Anche altri studiosi sostengono che il toponimo deriva da “A-vetrana”, ma la “A” la intendono come “alpha privativo”; quindi il significato sarebbe “paese senza vecchi a causa della mortalità prodotta dalle vicine paludi”.

Molti esperti dicono che il toponimo si riferisce al termine Veterana o Vetrana, in cui la radice “Vet” ci riporta ai lemmi latini “vetus”, “vetustus”, “veteranus” che indicano qualcosa di “antico”, “vecchio”, “vetusto”.

Un’altra ipotesi farebbe derivare il toponimo da “Villa rustica veterana”; quindi un’originaria fattoria romana (non ci pare inopportuno ricordare che a pochi chilometri fuori dall’abitato, lungo la strada che conduce a Nardò, esiste una vecchia masseria nominata “Corte Vetere”).

Sembrano tuttavia più plausibili gli ultimi studi per cui il nome trarrebbe origine da “terra Veturiana” o “Veturia”.

Ora, la terminazione in “ano” o “ana” sarebbe una suffissazione di carattere prediale (dalla voce latina “predium” che indicava un podere, un fondo rustico) per cui in termini semplici sarebbe come dire “terra appartenente a…” Appartenente magari a tale Veturius (e quindi traccia di un’antica centuriazione romana), che era un antico romano padrone di questi luoghi.

Sulla radice latina o romana concorda anche il Coltella secondo cui il nome del comune di Avetrana orienta subito il pensiero verso il diminutivo latino “veteranus”, che ebbe tanta diffusione nella storia di Roma.

Il famoso storico Arditi si limita a riportare le varie ipotesi etimologiche: “Alcuni lo fanno derivare da Vetustus, Veteranus e quindi Veterana; altri da S.Maria dei Veterani o Terre dei Veterani da cui il paese prese a poco a poco il nome di veterana, Vetrana ed Avetrana”. 

 

Emblema dello stemma

Stemma di Avetrana
Stemma di Avetrana

Lo stemma di Avetrana raffigura tre colli (chiaro riferimento alle tre alture presenti sul territorio: S.Maria, S.Giorgio, Modunato) al di sopra dei quali campeggia la parola “AVE” e al di sotto la parola “TRANA”. Lo stemma è racchiuso in uno scudo sormontato dalla corona araldica. In basso sono presenti due ramoscelli (uno d’alloro ed uno di quercia) legati fra loro da un fiocco tricolore.

 

Le origini e la storia

Carlo V d'Asburgo
Carlo V d'Asburgo

Il suo territorio era già abitato durante il Neolitico, infatti sulla via Tarantina in località Masseria della Marina, a sud dell'abitato, sono venuti alla luce tracce di un villaggio preistorico capannicolo del VI millennio a.C. Altro luogo frequentato nel neolitico sono le grotte nel Canale di San Martino, i cui reperti sono custoditi nel Museo nazionale di Taranto.

Importanti ritrovamenti nel XIX secolo sono relativi a numerose armi dell'età del bronzo in zona Strazzati-Sinfarosa, a nord del paese.

Nei pressi del più antico tracciato della via Traiana (detta anche via Sallentina), in località di San Francesco sono stati rinvenuti i resti di una villa rustica romana. Numerosi erano poi i casali, piccoli insediamenti dapprima messapici, poi romani ed infine medievali abbandonati a seguito delle incursioni saracene. Monte d'Arena, Ruggiano, Frassanito, Modunato, Santa Maria della Vetrana, Vetrana, San Giorgio, San Martino, San Giuliano ecc.

All'origine l'attuale territorio comunale avetranese, era diviso in tre (e forse più) feudi: Vetrana, Ruggiano e Modunato. Il feudo ed il casale di Ruggiano probabilmente distrutto dalle varie invasioni saracene, venne accorpato con quello di Vetrana forse già dal XIV secolo. Mentre il feudo ed il casale di Modunato fu annesso al Comune di Avetrana nel XIX secolo.

Il paese attuale sorge sul secondo tracciato (tardo impero) dell'importante arteria stradale che in epoca messapica prima e successivamente in quella romana collegava Taranto, Manduria, Nardò, Leuca e Otranto: La "Via Traiana Messapica", detta anche da alcuni storici "via Sallentina".

Una traccia di epoca romana, probabilmente del primo secolo, è il "canale romano" ("fratello" dell'omonimo canale di Manduria). È un canale lungo circa due chilometri, largo tre metri e profondo un paio, perfettamente diritto in direzione nord-sud, si trova a est del paese e faceva defluire le acque pluviali nel canale naturale di San Martino. Oggi il tratto nord è stato quasi del tutto cancellato dalle cave di estrazione di conci di tufo, invece a sud, nonostante in parte affogato da pietrisco è tuttora evidente. Attraversa la strada di Nardò e in quel tratto è denominato "Ponte Rescio" (dalla omonima vicina masseria).

Con il nome di "Vetrana" fu feudo di diverse famiglie durante la tirannide feudale. Nel 1481 passò alla signoria dei Pagano, come dote di Colella o Ippolita, figlia di Francesco Montefuscoli, sposa a Galeotto Pagano. Sotto i Pagano si iniziò la costruzione della nuova chiesa matrice (prima chiesa) e delle mura, di cui oggi rimangono visibili solo pochi resti.

Durante la signoria dei Pagano il territorio fu teatro di alcuni scontri: presso il casale di San Giuliano (probabilmente l'odierna "masseria San Paolo"), truppe imperiali di Carlo V furono sconfitte da un contingente francese. Nel 1547 pirati turchi sbarcarono presso Torre Columena.

Nel 1587 Avetrana fu venduta da Carlo Pagano a Giovanni Antonio Albrizi, che diventò il signore di Avetrana. Il castello nel 1644 era in proprietà del vescovo Geronimo di Martino e nel 1656 passò ai Romano e successivamente, divenne proprietà di Michele Imperiale, marchese di Oria e principe di Francavilla.

Non si può escludere che in un primo momento i Romano potessero essere stati i conestabili degli Imperiali e poi successivamente, con acquisizione diretta, i Signori di Avetrana.

Nel 1782, estintasi la famiglia Imperiale, Avetrana passò al fisco regio e da questo venduta a Massenzio Filo, rimanendo in proprietà della famiglia fino all'abolizione della feudalità nel 1806. Rimasero di proprietà della famiglia fino agli inizi del Novecento diversi possedimenti, tra cui il palazzo, in seguito ceduti al loro amministratore e frazionati in numerose proprietà.

Nel 1929 una rivolta contadina fu duramente repressa dal regime fascista.

All'inizio degli anni ottanta Avetrana fu sede di manifestazioni del movimento antinucleare, in opposizione alla volontà, manifestata da parte della regione Puglia e del governo nazionale, di impiantare una centrale elettronucleare nel territorio avetranese. Volontà stroncata dal Referendum Popolare che sancì l'abbandono della tecnologia nucleare per la produzione di corrente elettrica in Italia.

A seguito di una decisione del Governo italiano sulla soppressione di alcune province, dando la possibilità ai comuni confinanti di scegliere la nuova provincia, Avetrana, con un referendum svoltosi domenica 21 ottobre 2012, sceglie di passare alla provincia di Lecce (votanti 1162) con i SI al 94%. Al momento, dopo la caduta del governo Monti, il governo Letta non ha ancora deciso in merito alla soppressione di alcune o di tutte le province italiane.

 

Personaggi illustri

Maurizio Faboni (XVI secolo) è uno storico.

Lancellotto de’ Lancellotti (XVI secolo) è un medico e filosofo.  

Don Francesco Valerio Briganti (1706 – 1780) è un arciprete, dotto in diritto Romano e Canonico.  

Amanzio Parisi (1728 – 1803) è un notaio.

Michele Preti (1749 – 1836) è un procuratore.

Padre Bonaventura Sicara (nasce nel 1750) è un frate riformato e professore emerito.

Celestino Scarciglia (XVIII secolo) è un procuratore generale.

Padre Tarantini (XVIII secolo) è un frate riformato, filosofo e teologo.  

Claudio Biasco (1793 – 1854) è un notaio.  

Don Luigi Marasco (1808 – 1890) è un sacerdote.

Don Vincenzo Scarciglia (1829 – 1901) è un dotto arciprete.  

Davide Parlatano (nasce nel 1836) è un avvocato e sindaco.

Federico Marasco (1839 – 1899) è un avvocato e sindaco.

Carlo Mazzei (1860 – 1925) è un insegnante.

Michele Morleo (1862 – 1938) è un insegnante.

Antonietta Mingolla (1867 – 1943) è un’insegnante.

Pietro Briganti (1867 – 1951) è un medico.  

Don Francesco Saverio Ferrara (1868 – 1963) è un arciprete.

Aristodemo Marasco (1877 – 1967) è un sindaco e podestà.  

Don Arturo Mazzei (1887 – 1956) è un sacerdote, pittore e musicista.

Mario Morleo (1894 – 1915) è un sottotenente dell’esercito morto durante il primo conflitto mondiale.

Don Pietro Saracino (1902 – 1970) è un sacerdote salesiano.

Francesca Scarciglia (1913 – 1981) è un’insegnante e poetessa.

Leonida Spedicato (1922 - 2007) è un docente di lettere classiche e autore di vari saggi relativi ad autori greco-latini.

 

Feste e tradizioni locali

FESTE PATRONALI
Falò di Sant'Antonio abate
17 gennaio
E' tutto concentrato in una breve processione con la banda, alla benedizione dei pani (pupi ti sant’Antoniu), degli animali e del fuoco con l’accensione di un unico grande falò (d’onde l’espressione dialettale “Sant’Antoniu ti lu fuecu”) fuori l’abitato: si tratta di un enorme piramide di tralci di vite appena potata a cui si da fuoco la sera della festa per ottenere la protezione del santo.

Tria di San Giuseppe
19 marzo
Si organizzano le tavolate nella piazza principale, offrendo agli avventori il piatto tipico della festa, la "tria" (tagliatelle fatte in casa) con il pesce.

Festa patronale di San Biagio
28-29 aprile
Rito religioso e civile con spettacolo musicale e pirotecnico. Stand di vario tipo.

SAGRE
Sagra ti la frisa
Agosto
Manifestazione, questa, diventata ormai un classico appuntamento della stagione estiva. Anno dopo anno essa richiama un numero sempre maggiore di visitatori, ed è certamente destinata a far parte del patrimonio culturale e popolare cittadino. Giunta alla IX edizione essa si svolge nel cuore dell’estate, prima metà del mese di Agosto, all’interno del suggestivo scenario della storica piazza Vittorio Veneto per poi snodarsi all’interno di quel palcoscenico naturale che è il centro storico dove i monumenti si alternano in un piacevole contrasto alle cosiddette “caseddi” (case piccole e basse) circondate da vicoli e viottoli. L’obiettivo è quello di proporre al pubblico la degustazione del prodotto principe, la tradizionale “frisa” appunto, condita in svariati modi per ricreare il sapore del Sole e della Terra. La frisa, o frisella, è un pane di piccole dimensioni prodotto esclusivamente con farina di grano duro. Un tempo i nostri contadini non potevano avere pane fresco ogni giorno. Così, nei loro forni di pietra e con il loro grano, producevano dei piccoli pani di forma circolare che, una volta cotti, venivano tagliati a metà e fatti essiccare come biscotti. In questo modo, il pane si conservava molto più a lungo. Fanno da contorno poi alla manifestazione tutta una serie di altre iniziative: la presentazione dei prodotti tipici, la degustazione del vino locale, la proiezione di documentari che illustrano i luoghi caratteristici del territorio, con un´attenzione particolare alle masserie e alle grotte, e infine spettacoli di musica popolare che coinvolgono fino a tarda notte un gran numero di spettatori.

EVENTI
Carnevale Avetranese
Febbraio
Sfilata di maschere e carri allegorici.

Passeggiata Ecologica
25 aprile
Festa nata all’inizio degli anni ottanta come momento di aggregazione e di sensibilizzazione alle tematiche ecologiche, sulla scia delle battaglie antinucleari che videro coinvolti i cittadini avetranesi.

Estate Avetranese
Estate
Particolare rilievo va dato ai numerosi eventi dove musica, cultura e gastronomia si incontrano attirando e accogliendo per tutto il periodo estivo centinaia di turisti e visitatori. Iniziative, spettacoli e sagre all'insegna della buona cucina tradizionale e musica popolare, nelle vie del centro storico, allietano ormai da anni le notti estive di Avetrana, come "friscennu e mangiannu", "la notte bianca"," la sagra ti la frisa" e tanti altri eventi.

La Giostra dei Rioni
Agosto
Da un idea del gruppo-giovani della parrocchia S.Giovanni Battista nasce nel 1985 questa manifestazione che ha come suoi ingredienti i giochi e la pseudo-rievocazione storica di stile medievale. Con l’accurata regìa del Comitato Giostra dei Rioni il paese è stato diviso in quattro rioni o quartieri equivalenti dando loro i nomi storici di: Castello, S.Martino, Saraceno, S.Francesco. Ogni rione ha un suo emblema e un colore particolare che lo contraddistingue. Premio finale della competizione il palio consegnato al rione vincente e poi messo in mostra nella “sala degli stemmi” del Comune. Tutto ha inizio con il corteo storico in abiti d’epoca (principi, dame, paggi, giullari etc.) che attraversa le suggestive viuzze del centro storico. L’ultima sera, quella della premiazione, al termine del corteo ha luogo l’immaginaria rievocazione storica del solenne banchetto del principe Galeotto Pagano, signore di Avetrana tra il XV e il XVI secolo.

MERCATO INFRASETTIMANALE
Il venerdì.

 

Masserie

Tra parentesi, la pronuncia in dialetto salentino.

Abbatemasi (Bbatimasi)
Bosco (Oscu)
Cannelle (Canneddi)
Centonze (Cintonzi)
Frassanito (Frassanitu) fortificata, sul sito dello scomparso omonimo casale
Granieri (Cranieri)
Grottelle (Curteddi)
La Marina (La Marina) fortificata
Monte d'Arena (Monti t'Arena)
Monte la Conca (Monti la Conca)
Mosca (Mosca) in origine Torre Mosca (la vecchia torre circolare è scomparsa)
Nuova (Noa)
Palommaro (Palummaru) nel centro abitato, scomparsa
Pastori (Pashturi) nel centro abitato
Porticella (Purticedda) nel centro abitato
Porcile (Purcili) nel centro abitato
Quarto Grande (Quartu Cranni)
Quartulli (Quartuddi) rudere
Rescio (Resci)
Ruggiano (Ruggianu) masseria moderna sul sito dello scomparso omonimo casale
Sinfarosa (Cinfarosa)
Strazzati (Shtrazzati)
Torre Di Pierri (Torri ti Pierri) diruta

 

Monumenti e luoghi d'interesse

Avetrana presenta sul suo territorio architetture che testimoniano la sua importanza storica e culturale. Di seguito una galleria fotografica con i luoghi di maggiore interesse.

 

Scheda tecnica

Provincia
Taranto
Sindaco Mario De Marco (lista civica) dal 15.05.2011
Altitudine

62 m s.l.m.

Superficie

73,23 km²

Popolazione residente

6.875 (dato ISTAT al 01.01.2015)

Densità 93,88 ab./km²
Estensione comunale 73 km²
Frazioni, Marine, Località

Urmo Belsito

Codice postale

74020

Prefisso telefonico

099

Targa

TA

Denominazione abitanti
Avetranesi
Santo patrono
San Biagio
Festa patronale

29 aprile

Mercato settimanale

Venerdì

 

Sito Istituzionale

 

Meteo

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