Crispiano

Crispiano - Panorama
Crispiano - Panorama

 

Crispiano (Crespiène in dialetto) è un comune italiano di 13.668 abitanti della provincia di Taranto.

Sebbene il moderno centro abitato si sia sviluppato agli inizi dell'Ottocento, l'area è abitata fin dal secondo millennio a.C..

 

Territorio

Posizione del comune di Crispiano all'interno della provincia di Taranto
Posizione del comune di Crispiano all'interno della provincia di Taranto

Il comune di Crispiano si trova al centro di una serie di colline, le più note sono: il monte della Gravina (204 m), il monte dell'Angelo (242 m), il monte Specchia (211 m) e il monte Calvello (228 m). Le cime più alte si trovano al confine con il territorio di Martina Franca.

Si tratta del monte Scorace (276 m), del monte Papa Ciro (385 m), del monte Trazzonara (425 m). Crispiano è situato geograficamente a nord di Taranto e dista dal capoluogo circa 16 km.

 

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Cenni storici

Le origini del nome

Il toponimo di Crispiano, secondo il parere di alcuni storici, deriva dal nome dei santi Crispo e Crispiniano. Altri studiosi invece sostengono che il termine provenga dal nome della matrona romana Crispinilla. Alcuni esperti inoltre affermano che il toponimo derivi da un tale Crispius (raffigurato nello stemma del comune). Un recente studio infine dichiara che il nome ha origine da callis plana, ossia 'tratturo pianeggiante'.

 

Emblema dello stemma

Stemma di Crispiano
Stemma di Crispiano

Lo stemma di Crispiano raffigura uno scudo con in cima una corona turrita. Sotto lo stemma ci sono due ramoscelli legati fra loro da un fiocco azzurro. Sotto i rami compare la scritta “Crispivs”. Lo scudo ha lo sfondo azzurro e raffigura un guerriero romano che galoppa a cavallo, sormontato da una pezza di stoffa rettangolare con tre pendenti. Fra essi è ritratta a sinistra una croce greca d’oro e a destra una conchiglia.

 

Le origini e la storia

Antichi Romani
Antichi Romani

Originariamente piccolo insediamento messapico invaso dagli Spartani di Taranto e successivamente sottomessa dai Romani.

Durante il Medioevo i casali che hanno dato origine a Crispiano, come anche quelli di Martina Franca, Grottaglie e Villa Castelli erano compresi nel territorio del principato di Taranto. Crispiano fu invasa dai Saraceni del X secolo, fu proprietà degli Altavilla nel XI secolo ed infine acquistata nel XIV secolo della famiglia Antoglietta.

Nel XVIII secolo il territorio crispianese è caratterizzato da insediamenti a macchia di leopardo che sorgevano nei dintorni delle numerose masserie.

All'inizio dell'Ottocento le campagne crispianesi furono rifugio del Prete Brigante don Ciro Annicchiarico all'interno della complessa dinamica di lotta tra brigantaggio e masserie fortificate.

Nel 1919 ottiene l'autonomia da Taranto, diventando comune autonomo.

 

Feste e tradizioni locali

FESTE PATRONALI
Festa patronale della Madonna della Libera
Luglio
Rito religioso e civile con luminarie e spettacolo pirotecnico.

 

SAGRE

Sagra delle Lumache, della Focaccia e del Gelato
Luglio
Sagra enogastronomica all'interno del Carnevale Estivo di Brigantino a Crispiano. Settimana dal 11 al 18 luglio piena di manifestazioni e occasioni enogastronomiche.

EVENTI
Carnevale del fegatino
Luglio
Una festa popolare articolata in otto serate di grande divertimento, durante le quali si può assistere a concerti dal vivo e partecipare alle feste danzanti allestite in piazza. E' un evento davvero unico nel suo genere, essendo una grande manifestazione con carri allegorici, gruppi mascherati, artisti di strada e gruppi folk che animano le vie del paese. Senza dimenticare le sagre dedicate al Gelato e alla Focaccia o la sagra della Bombetta.

I Presepi di Crispiano
Dicembre
Lo scenario naturale ed incantevole è straordinariamente "mozzafiato", conferendo alla rappresentazione un'atmosfera suggestiva. Sono oltre 200 le comparse in rigoroso costume d'epoca si muovono scrupolosamente nella surreale atmosfera creata dalla neve e dalla musica che accompagna il turista su tutto il percorso e l'opportunità di ammirare in diretta mestieri in disuso.

Presepe a sagome fisse
Dicembre
120 personaggi a e 80 animali a grandezza naturale e (alcuni con movimento meccanico) dislocati sull'intero costone delle grotte rupestri del Vallone sec.XI, visitabile tutti i giorni, durante le rappresentazioni viventi vengono sostituiti dai figuranti.

MERCATO INFRASETTIMANALE
Il martedì.

 

Masserie

Masseria Acchille, Masseria Belmonte o Pizzichicchio, Masseria Casellone, Masseria del Carmine, Masseria Fogliano, Masseria Il Vignaletto, Masseria La Grotta, Masseria Le Mesole, Masseria Le Monache, Masseria Li Russoli, Masseria Lupoli, Masseria Medico di Maglie, Masseria Monti del Duca, Masseria Pilano, Masseria Pizzica, Masseria San Domenico Soriano, Masseria Triglie.

 

Masseria Casellone

Masseria Casellone
Masseria Casellone

La Masseria Casellone fu costruita nel 1742; oggi è un'azienda olivicola e seminativo, da visitare: masseria a blocchi, frantoio e una cappella. Dopo la ristrutturazione, oggi è un resort.

 

Masseria Lupoli

Masseria Lupoli
Masseria Lupoli

La Masseria Lupoli è il punto focale di un’azienda agricola di indirizzo prevalente olivicolo. E' ubicata nel versante orientale dell’agro di Crispiano ad un’altitudine media sul livello del mare di 234 metri.

A nord dei fabbricati, la collina delle Murge, con la sua tipica macchia mediterranea, sale sino a 399 metri di quota, rendendo il paesaggio, tipico dell’antica "Selva Tarantina", di suggestiva bellezza.

Le piante di olivo sono ultrasecolari ed in parte già documentate nel 1733. La varietà predominante è l’olearola (o ogliarola). Il “Barone” è l’albero più imponente e maestoso.

La Masseria Lupoli è di proprietà della famiglia Perrone sin dal 1913. La sua estensione, sino al 1986, era più grande di alcuni comuni della Provincia di Taranto.

La Masseria Lupoli conserva ancora oggi un bagaglio culturale di notizie, dati, reperti che permettono di conoscere il suo territorio sin dalle origini. Anche i fabbricati rappresentano un segno tangibile del susseguirsi dei vari periodi storici: la Torre Tardo-Medioevale con piombatoio, la Chiesa del Seicento, gli ampi locali adibiti a stalle per il ricovero del bestiame ed i dormitori del personale del Settecento, la casa padronale completata alla fine della prima guerra mondiale.

 

Masseria Pilano

Masseria Pilano
Masseria Pilano

 

La Masseria Pilano è un’antica masseria del XVII secolo, collocata in una vasta piana della zona pre-murgiana, a quota 340 m s.l.m., nel cuore del Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine. Il territorio, di circa 235 ettari, è collocato nell’agro tra i Comuni di Crispiano e di Martina Franca, in provincia di Taranto. Il versante montuoso della masseria costituisce il con­fine storico dei comuni di Martina e di Taranto, stabilito il 15 aprile 1359 da Roberto d’Angiò, principe di Taranto, quando con­cesse a Martina un ampio territorio demaniale, in aggiunta a quello del distretto delle due miglia, assegnato nel 1317 dal padre Filippo I.

Con l’introduzione del catasto onciario nella metà del Settecento, la masseria fu ripartita fra Martina e Taranto, come risulta nel catasto provvisorio del 1812-1822. Dal 1919, inve­ce, con l’istituzione del comune di Crispiano, Taranto cedette tutta l’antica zona di confine con Martina alla nuova entità territoriale. Il toponimo Pilano è piuttosto recente, la masseria è citata la prima volta in un atto notarile del 9 settembre 1627, precedentemente i territori della masseria prendevano il nome dalla Gravina del Lepore che li attraversa. Nel catasto onciario di Taranto del 1748 la masseria Pilano risulta intestata a Francesco Paolo Motolese, con 40 tomoli di terreni seminativi e con trulli (il palazzo fu costruito dal figlio Domenico nel 1785), con una rendita di 50 ducati; a tale superficie va aggiunta la parte ricadente nel territorio di Martina. Il corpo di fabbrica, variamente articolato fra casa padronale e locali di servizio, presenta strutture edificate in tempi diversi. Il nucleo più antico è certamente quello dei trulli disposti ad angolo retto su due lati dell’odierno cortile in­terno murato.

Detti trulli hanno le volte intercomunicanti e i tetti con copertura unificata a doppio spiovente; adibiti in origine ad abitazione del massaro, a depositi e a ricovero degli animali, sono attribuibili ai secoli XVII-XVIII. Nel 1785 Masseria Pilano (3)Domenico Motolese addossò al preesistente fabbricato la casa padronale, costruita su due livelli e prospiciente la corte, il cui accesso è dato da un grande portale ad arco della stessa epoca. Artisticamente rilevabile è il portalino della casa, riccamente ornato in puro stile rocaille, recante l’iscrizione ANNO DOMINI 1785. Sito presso il tamburo del pozzo della corte costituì l’unico ingres­so della casa fino alla metà del XX secolo, quando fu praticata una nuova apertura per il piano superiore. Esternamente al lato meridionale del cortile, esiste un grande pagliaio a trullo edificato nel 1845, come si rileva dall’iscrizione apposta sull’architrave della porta con arco antistante (ANNO DOMINI 1845).

L’interno di questo casellone è un vano di circa 30 mq (compresa, per così dire, l’anticamera) coperto da una candela ardita che è sostenuta da tre ampie ar­cate, oltre che da spessissime murature a secco. Per dimensioni architettoniche è senz’altro da considerarsi uno dei pochi rari esemplari esistenti in tutta la Murgia dei Trulli. Nelle immediate adia­cenze del corpo di fabbrica descritto sussistono altri locali in pietra, fra cui stalle, depositi, capannoni a trulli, costruiti fra l’Ottocento e il Novecento. Fra gli spazi destinati ai servizi, è da notare ancora il vasto chiazzile (spiazzo), antistante i fabbricati, con una grande aia lastricata e datata: una chiancola posta al centro, infatti, reca una croce e l’iscrizione M.A.1890, ossia le ini­ziali di Alberico Motolese che la fece impiantare nel detto anno. Paolo Motolese, figlio di Alberico, cedette la masseria in dote alla figlia Rita nella metà del secolo scorso. Oggi la masseria è di proprietà dei fratelli Palmisano, da sempre residenti a Pilano dove i loro genitori, il dott. Vito Palmisano, commercialista di Crispiano, e la prof.ssa Luisa Ferrara, figlia di Rita Masseria Pilano (6) Motolese, di Martina Franca, stabilirono la residenza stabile della loro famiglia dopo il matrimonio.

 

Masseria Triglie

Masseria Triglie
Masseria Triglie

La Masseria Triglie è una costruzione edificata a corte chiusa, priva di fortificazioni, nella prima metà del XVII secolo, con successivi ampliamenti e ristrutturazioni. Sorge in uno dei luoghi più ricchi di storia locale, a pochi passi dall'acquedotto del Triglio (che sin dal II sec. a.C. approviggionava Taranto con purissima acqua) e dal tempio preistorico di Artemide Trigliantina. Situata nell'agro di Crispiano, famoso come territorio delle "Cento Masserie", è collocata su un'altura, in posizione panoramica dalla quale si domina la campagna circostante, coltivata a uliveto e vigneto, e l'abitato di Crispiano.

In proprietà dal 1742 a Domenico Bitetto di Taranto , nel 1812 pervenne ai Baroni Blasi di Statte (TA) e, nella seconda metà del detto secolo, alla famiglia Cordiglia, per poi confluire in proprietà ai germani Annese di Massafra.

Attualmente è stata oggetto di ampi e conservativi lavori di restauro da parte dei nuovi proprietari, la famiglia Grippa di Massafra. Sorge in una località amena e la sua estensione originaria era di circa 300 tomoli ed una rendita di 270 ducati annui.

La Masseria Triglie è citata in innumerevoli atti storici: era un punto fiorente di commercio e di transito per gli armenti; ed è proprio difronte al corpo di fabbrica che sorgeva una "foggia" per la sosta degli animali che, provenienti dalla Calabria e dall'Abruzzo, percorrevano l'antica via di transumanza che, scorrendo, alle spalle della Masseria, conduceva sui terrazzamenti martinesi. Fu teatro, inoltre, durante il brigantaggio, di diversi episodi cruenti.

 

Monumenti e luoghi d'interesse

Crispiano presenta sul suo territorio architetture che testimoniano la sua importanza storica e culturale. Di seguito una galleria fotografica con i luoghi di maggiore interesse.

 

Scheda tecnica

Provincia
Taranto
Sindaco Ippolito Vito Egidio (PdL) dal 27.05.2013
Altitudine

232 m s.l.m.

Superficie

111 km²

Abitanti

13.809 (dato ISTAT al 01.01.2015)

Densità 124,40 ab./km²
Estensione comunale 111 km²
Frazioni, Marine, Località

San Simone, Vallenza,

Iazzo delle Fabbriche, Montetermiti

Cod. postale

74012

Prefisso

099

Targa

TA

Nome abitanti

Crispianesi

Patrono Madonna della Neve
Festa patronale

5 agosto

Mercato settimanale

Martedì

 

Sito Istituzionale

 

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