Pulsano

Pulsano - Piazza Castello
Pulsano - Piazza Castello


Pulsàno (Puzànu o Pusànu in dialetto salentino) è un comune italiano di 11.200 abitanti situato nella parte salentina della provincia di Taranto, in Puglia, ed è il maggior centro dell'unione di comuni "Terre del Mare e del Sole".

Pulsano è un comune costiero: il territorio comunale, infatti, è bagnato dal Mar Ionio e si affaccia sul Golfo di Taranto con una costa di 7,5 km circa. Il paesaggio è caratterizzato da viti e ulivi secolari. È, ad oggi, il più antico insediamento rinvenuto sul Golfo di Taranto. Dopo l'epoca preistorica e dopo le dominazioni di greci (fece parte della Magna Grecia) e romani, conobbe l'egemonia di francesi e spagnoli, che ne hanno condizionato, come in tutto il Salento, la lingua. Le principali risorse economiche sono l'agricoltura e il turismo.

Frazioni: Marina di Pulsano.

 

Territorio

Posizione del comune di Pulsano nella provincia di Taranto
Posizione del comune di Pulsano nella provincia di Taranto

Pulsano sorge nella parte salentina della provincia di Taranto, 20 km a sud-est dal capoluogo, in un'area pianeggiante compresa fra le Murge Tarantine, il Mar Ionio e il Tavoliere di Lecce.

L'escursione altimetrica del territorio comunale è di 44 metri s.l.m. e il centro storico sorge ad un'altitudine di 37 metri. Comune costiero, sebbene il centro abitato disti circa 2 km dal mare, ha una costa frastagliata e ricca di piccole penisole (le "Sette Punte"), che formano a loro volta baie sabbiose. La marina un tempo ricca di vegetazione, dopo l'intensa urbanizzazione cui è andata incontro nel XX secolo si presenta ampiamente cementificata.

Tra le aree naturali di pregio c'è la grande area boscata del "Bosco Caggione", che degrada sino a ridosso del mare. Quest'area, tuttavia, non è sopravvissuta a fenomeni urbanizzativi, avendo sofferto sin dagli anni settanta di un massiccio abusivismo di villette e seconde case, in parte sanato legalmente, che ne ha fortemente modificato il profilo naturalistico.

 

clicca sul banner

Cenni storici

Le origini del nome

Alcuni importanti storici sostengono che il toponimo di Pulsano derivi dall’espressione ab insigni abitantium pulsu, cioè “dal polso forte degli abitanti”. La frase si riferisce agli antichi tornei di polso sano (attualmente conosciuto come "gioco del braccio di ferro"), che nobili e benestanti organizzavano in varie occasioni (Natale, Pasqua o, a volte, nei periodi di vendemmia e mietitura), tra i soldati e i cittadini più forti.

Un'altra ipotesi è che il toponimo derivi dal termine latino Publicianus (o Plautius). Così si chiamava uno dei patrizi romani che fece di questa località la sua residenza estiva (il nome del patrizio potrebbe anche essere stato Publicius che, con il suffisso -anus, che indica appartenenza, avrebbe dato il nome di proprietà di Publicius a questa terra).

Anche secondo un'altra congettura furono i romani a chiamare il villaggio locale Pulsanus. Prova di ciò è la frase militis a pulsu Pulsanus dictus ubique, che indicava un eventuale presidio a difesa della marina o di Taranto. Il nome Pulsanus deriverebbe da pulsus (“spingere”, “respingere”) o puls (“polso”, inteso come “forza”, “vigore”); entrambi seguiti dal suffisso -anus (che riguardo alle città, indica “possesso” e, in questo caso, Pulsanus indicherebbe "della respinta" o "della forza").

Altri studiosi affermano che il nome Pulsano potrebbe derivare da Pule, la porta dell'estrema zona a nord dell'abitato pulsanese (nell'attuale piana della contrada Stigliano), dove venivano impiccati i disertori.

Un'ulteriore teoria sostiene che il nome della città sia da cercare nel nome latino fulix, folaga; in quanto il luogo in cui sorge attualmente il paese un tempo era una località paludosa, abitata appunto da folaghe. Dal nome fulix è derivato, sempre con il suffisso -anus citato in precedenza, il nome fulcianus, con cui si indicava il luogo delle folaghe. Per ragioni legate al dialetto, la f di fulcianus venne trasformata in p, divenendo Pulcianus e poi, per traslazione, la località divenne Pulsanus.

Infine, altri esperti sostengono che l'attuale nome Pulsano sia nato almeno nel 1409, prima data utile in cui si ha prova dell'esistenza del termine Puluetzanon (indica la zona corrispondente all'attuale Pulsano). Nel 1409, infatti, le terre di Puluetzanon furono lasciate da Gemma, vedova di un funzionario bizantino di Taranto, ai nipoti. Da precisare che più volte, nei vecchi testi, Pulsano è ricordata con il nome di Pulzano, dalla quale derivano probabilmente i termini puzanese e puzanisi, per definire gli abitanti del posto.

 

Emblema dello stemma

Stemma di Pulsano
Stemma di Pulsano

Lo stemma di Pulsano raffigura uno scudo con in cima una corona turrita. Sotto lo stemma ci sono due ramoscelli legati fra loro da un fiocco tricolore. Lo scudo raffigura un cielo azzurro su campo verde sul quale insistono tre fiori: un gladiolo giallo a sinistra, un papavero rosso al centro e una margherita bianca a destra. Sul papavero volteggia un'ape. Dalla parte superiore dello scudo pendono tre ciliege.

 

Le origini e la storia

Lapide di una via a lui intitolata
Lapide di una via a lui intitolata

Fra il 1948 e il 1952 sull'altopiano della Castelluccia, vicino Lido Silvana, presso il litorale di Pulsano, è stato scoperto il più antico insediamento preistorico finora messo alla luce sul Golfo di Taranto, risalente al XVI secolo a.C. e collocabile nell'età del bronzo. I ritrovamenti dimostrano che gli abitanti di tale insediamento erano pescatori dediti anche all'agricoltura e avevano consolidate tradizioni culturali e religiose. Con l'arrivo di nuove popolazioni, fra l'XI e il X secolo a.C. la stessa area ospitò un nuovo insediamento, più precisamente nella limitrofa Lido Silvana, presente poi anche in epoca magno-greca e romana. Già prima che le coste della penisola italica entrassero nella sfera d'influenza delle poleis greche (conosciuta come Magna Grecia), il villaggio intratteneva rapporti commerciali con i popoli dell'Egeo come attestato dai numerosi ritrovamenti di ceramiche micenee. Il porto di Pulsano, però, non è stato mai ritrovato perché probabilmente sommerso; alcune tracce nello specchio d'acqua antistante Lido Silvana (sul lato opposto rispetto a dove è situato il villaggio protostorico), però, farebbero pensare al ritrovamento dello stesso e sono attualmente allo studio e alla base, assieme alle strutture rilevate sulla terraferma, di un progetto museale e di parco archeologico; questo permetterà di stabilire con maggiore precisione il ruolo di Pulsano e del suo porto anche nelle successive epoche magno-greca e romana. Significativa anche la produzione ceramica locale, in particolare dei dolii, una sorta di giare analoghe a quelle diffuse negli insediamenti dell'Italia meridionale del bronzo finale, che avevano decorazioni di tipo egeo, miceneo e sub-miceneo. Sempre in epoca antecedente a quella magno-greca, qui sbarcarono gli Iapigi (qui in Salento chiamati Messapi), che non occuparono Pulsano, con la quale intrattenevano alleanze e rapporti commerciali. Intensa era l'attività commerciale, che fu anche alla base di numerosi conflitti dopo l'arrivo degli spartani che riuscirono a farsi spazio sulla costa a nord di Pulsano sottraendo ai messapi prima l'altopiano di Saturo, fondando l'omonima città, e poi il territorio dove avrebbero successivamente eretto Taranto. L'alleanza tra Pulsano, Saturo e messapi (stanziati nell'entroterra, dalle parti di Manduria e Oria) si oppose per diversi anni a Taranto, alleata a sua volta con gli Iapigi del centro-nord Puglia, ovvero Peucezi e Dauni. Dopo l'iniziale sconfitta, i pulsanesi, i messapi e gli abitanti di Saturo riuscirono, dopo 30 anni di sottomissione, a costringere i tarantini ad arretrare il loro campo d'azione fino alla loro isola. Dopo numerose lotte, susseguitesi ancora negli anni, si arrivò ad un'alleanza: Pulsano fu ridimensionata (diventando probabilmente un insediamento a difesa di Taranto) ed annessa così alla Magna Grecia mentre Saturo scomparve; entrambe le località, inoltre, diventarono sede di residenze estive di nobili tarantini. Si arrivò all'alleanza in quanto incombeva sulla zona la minaccia di Roma, che comunque riuscì, successivamente, a comprenderla nella propria sfera d'influenza. Il re dell'Epiro, Pirro, si servì del porto di Pulsano per sbarcare, con le sue truppe, a difesa della zona in questo periodo. Successivamente, sulla costa sorsero numerose villae romane, alcune delle quali tuttora visibili (come quella di Lido Silvana), in quanto i Romani, come precedentemente i Greci, fecero di Pulsano località di villeggiatura, godendo del mare e del vino locale. Nella zona marina, oltre al villaggio preistorico della Castelluccia con le sue necropoli con tombe "a grotticella" (ricavate cioè in piccole grotte, nel bosco retrostante) e al successivo insediamento di epoca magno-greca e romana di Lido Silvana con annessi resti di una villa romana (o, si pensa, di una struttura portuale) e di un mosaico romano scoperto casualmente nel 1964 da turisti tedeschi, sono stati ritrovati resti di due navi (una romana e l'altra, si presume, greca) e di una necropoli di mammuth, sempre nei pressi dei predetti insediamenti. Da ricordare anche Aulonia (che, secondo alcuni ritrovamenti, sorgeva nell'attuale località Luogovivo, sulla costa pulsanese) famosa per il suo vino ma della quale, tuttora, si sa ben poco. Ancora resti sono presenti nei pressi della sorgente del Fiume Cannedde, dietro il Bosco Caggioni: le vestiglie di tale "Pulizano" (vi sono tracce di una piccola chiesa bizantina che conservava l'immagine scolpita e dipinta della Madonna di Costantinopoli, poi Madonna dei Martiri, ora custodita all'interno dell'ex Convento dei Padri Riformati di Pulsano). Infine, alcuni ritrovamenti nell'entroterra, nella zona ovest del paese, hanno attestato la presenza di un villaggio risalente alla preistoria, più precisamente al periodo del neolitico (intorno al 4000-6000 a.C.), in epoca antecedente rispetto ai suddetti villaggi sul mare.

Nell'entroterra, il castello, inizialmente formato dalla sola Torre Quadrata (o Torre Massima) che attualmente si affaccia su Piazza Castello, era adibito a tenuta di caccia. Nel 1100 la popolazione locale, probabilmente spinta dalle continue scorribande dei pirati, si spostò dalla costa verso l'interno e trovò rifugio dapprima nella zona corrispondente all'attuale rione Scorcora (ove vi sono grotte sotterranee) e poi nell'allora unica torre del castello, non visibile dalla costa. Proprietà di diverse famiglie durante gli anni, il castello "De Falconibus" prende il nome dalla famiglia che lo ha ampliato e portato alle dimensioni attuali (a volte ricordata come "delli falconi" o "de li falcuni"). Nel 1326 Renzo De Falconibus morì durante la difesa di Pulsano da un assalto in un tratto di costa che da allora si chiama Terrarossa, in ricordo del sanguinoso evento. Nel 1480 le truppe pulsanesi, capitanate da Giovanni Antonio Delli Falconi (figlio di Marino, colui che portò il castello all'attuale stato), partecipò alla spedizione ad Otranto per difendere il Salento dagli attacchi dei turchi. Giovanni Antonio Delli Falconi fu incaricato dal re di Napoli, assieme al tarantino Francesco Zurlo, di prendere il comando della situazione ad Otranto. Dopo aver tentato di affrontare la minaccia turca (numericamente eccessivamente superiore) e dopo aver tentato di trattare la pace, i 2 capitani decisero di chiudere la cittadinanza in città e tentare la resistenza. Dopo 2 settimane, Otranto cedette e i turchi la conquistarono. Tra i tantissimi morti vi furono anche i 40 soldati pulsanesi, compreso il rampollo De Falconibus (a cui successe suo fratello Cosimo, o "Cosma", De Falconibus; l'altro fratello, Raffaele, era ambasciatore degli aragonesi in Francia). La città fu liberata solo un anno dopo, l'8 settembre 1481, giorno in cui a Pulsano si festeggia la Madonna dei Martiri, in ricordo dei pulsanesi morti lì. Sempre nel 1481, il già gravemente malato sultano ottomano Maometto II fece recapitare, prima della sua morte, una statua della Madonna dei Martiri al castello di Pulsano in onore al gesto eroico compiuto dai pulsanesi ad Otranto; quella statua è ancora onorata e portata in processione oggigiorno assieme a quella di San Trifone durante i festeggiamenti per le festività patronali. Nel 1980 le autorità pulsanesi incontrarono quelle otrantine per ricordare i martiri di quell'epica vicenda. Ad Otranto, nel centro storico, vi è inoltre una via intestata a Giovanni Antonio Delli Falconi, di fronte ad una via intestata all'altro capitano, il tarantino Francesco Zurlo. Sul finire del XVI secolo gli spagnoli edificarono una torre di avvistamento costiera denominata "Torre Castelluccia", sull'altopiano che porta lo stesso nome. Questa torre, insieme alle altre fatte edificare dagli spagnoli in tutto il Salento, fu costruita come difesa dall'incombente rischio di invasioni saracene (anche un'altra torre era presente in territorio pulsanese, a nord della Castelluccia; tale torre risulta oggi scomparsa). Fece parte dell'Impero Bizantino (VI-XII secolo d.C.) e successivamente del Principato di Taranto all'interno del Regno di Sicilia (XII secolo - 1262) prima e del Regno di Napoli (1262-1816) poi.

Nel 1647 la popolazione si rivoltò contro i Muscettola (che nel 1617 avevano acquistato il feudi di Pulsano e della contigua Leporano) per le alte imposte; questo evento è noto, nei libri di storia locale, come "rivoluzione pulsanese". L'epidemia di peste del 1656 ridusse significativamente la popolazione. I violenti terremoti del 5 agosto 1742 e del 20 febbraio 1743 furono probabilmente la causa del definitivo abbandono degli insediamenti costieri (in mare vi sono tracce di vecchie pavimentazioni). Tra il Settecento e l'Ottocento nei territori di Pulsano e Leporano si sviluppò notevolmente la cotonicoltura; in questo periodo sorsero molte norie (dette 'ngegne nel dialetto locale), strutture ancora visibili dotate di impianti di sollevamento idrico a trazione animale. Pulsano ebbe anche una propria costituzione che fu promulgata dal principe Giovanni Antonio Muscettola spinto dagli accesi ideali patriottici dei pulsanesi, dovuti ad un assetto carbonaro piuttosto consolidato nella cittadina. Giovanni Giannone, sindaco per otto volte, salvò a sue spese la cittadina dal colera, acquistando quintali di calce da spargere per tutto il paese come antisettico. A livello statale, passò dal Regno di Napoli al Regno delle Due Sicilie (1816-1860) e, poi, al Regno d'Italia, l'attuale Repubblica Italiana (1860-oggi). Con l'eversione della feudalità nel Regno di Napoli (1806), fu istituito il comune di Pulsano, che fino al 1820 comprese anche l'abitato di Leporano Prima che, nel 1860, circondari e distretti fossero aboliti, Pulsano faceva parte del circondario di San Giorgio all'interno del distretto di Taranto nella Provincia di Terra d'Otranto (poi Provincia di Lecce). Nel 1923 Pulsano entrò a far parte dell'istituenda Provincia dello Jonio (dal 1951 provincia di Taranto), ricavata proprio dall'abolito distretto di Taranto. Quando, in assemblea costituente, si stabilì per la prima volta la nascita dell'ente "regione", la Puglia e il Salento erano divise e Pulsano faceva parte di quest'ultima; poi, all'attuazione vera e propria delle regioni, la regione Salento venne annessa alla Puglia (con conseguenti tentativi, negli anni, di separazione). Il 25 giugno 2001 un incendio ha devastato 48 ettari del Bosco Caggione di Lido Silvana, distruggendo molte abitazioni e alcuni esercizi commerciali e colpendo l'intero settore turistico della cittadina.

 

Personaggi illustri

Giovanni da Matera, al secolo Giovanni Scalcione (Matera, 1070 circa – Foggia, 20 giugno 1139) è un monaco. Ha vissuto a Pulsano.

Giovanni Antonio Delli Falconi (Pulsano, 1453 – Otranto, 1480) è un condottiero caduto nella battaglia di Otranto.

Roberto Delli Ponti (nasce a Pulsano nel 1904) è un ex calciatore, di ruolo difensore.

Benedetto Calati (Pulsano, 12 marzo 1914 – Camaldoli, 21 novembre 2000) è un monaco della Congregazione Camaldolese dell'Ordine di S. Benedetto.

Del Sorto Nunzio, all’anagrafe Lorenzo D’Ostuni (Pulsano, 1920) è uno scrittore.   

Cosimo Fornaro (Pulsano, 1928 - Taranto 1992) è uno scrittore e poeta.

Maurizio Turco (Taranto, 18 aprile 1960) è un politico. E’ cresciuto a Pulsano.

Emilio Pucci (Pulsano, 1961) è un editore internazionale di pubblicistica sulla comunicazione.

Antonio Guzzone (Pulsano, 14 febbraio 1965) è un ex cestista.

Gianni Sperti (Manduria, 12 aprile 1973) è un ballerino e personaggio televisivo. E’ cresciuto a Pulsano.

Cosimo Petraroli (Torino, 10 maggio 1978) è un politico. E’ cresciuto a Pulsano.

Angelo Antonazzo (Taranto, 2 ottobre 1981) è un calciatore. E’ cresciuto a Pulsano.

 

Rioni

I Rioni di Pulsano sono 8.

 

Feste e tradizioni locali

FESTE PATRONALI
Festa della Madonna dei Martiri e San Trifone
7-8 settembre
Festa patronale a Pulsano con luminarie e programma religioso. Si esibiscono le bande musicali del circondario. Finale con i fuochi pirotecnici.

Processione dei Misteri
Aprile
Pulsano è meta religiosa anche per la sua processione dei misteri del venerdì Santo, organizzata dall'Arciconfraternita del Purgatorio. Il venerdì Santo di ogni anno una processione di "perduni" "nazzicanti" attraversa l'abitato per tutta la notte, portando con sé le statue raffiguranti la passione di Cristo. La processione è stata annoverata dalla regione Puglia tra quelle più rappresentative della settimana santa pugliese e, secondo antiche scritture, sarebbe più antica di quella di Taranto, in quanto risalente alla metà del 1600. Le statue, in legno con gli occhi in cristallo, furono scolpite a mano tra il '700 e l''800.

Festa della Madonna di Lourdes
11 febbraio
Il centro del paese si anima grazie a numerose bancarelle, luminarie, complessi musicali e fuochi d'artificio.

Festa dell'Assunzione
15 agosto
Le barche dei pescatori locali trasportano in mare la statua della Madonna lungo buona parte della marina pulsanese; passando per la località "Le Canne", terminano il percorso in località "Montedarena" dove, portata sulla spiaggia la statua, la riconducono nella chiesa "Stella Maris" situata di fronte alla predetta spiaggia, sulla Litoranea Salentina.

FIERE
Fiera del Sole
Estate
Degustazioni di prodotti tipici ed esposizioni commerciali. Alla fiera, che si tiene dal 2002, sono presenti, oltre alle aziende pulsanesi e del vicino circondario del tarantino, anche altre aziende pugliesi, del resto dell'Italia e dell'estero.

EVENTI
Polso Sano
Estate
Corteo storico medievale e competizione del gioco del polso ("braccio di ferro") tra i rioni.

Presepe artistico
Dicembre
Ogni anno la Pro Loco locale organizza tra le mura della sua sede.

MERCATO INFRASETTIMANALE
Il giovedì.

 

Località di mare

Marina di Pulsano

L'area della Marina di Pulsano è caratterizzata da un alternarsi di scogliere e cale sabbiose, le principali sono Luogovivo, La Fontana, Le Canne, Montedarena, Ospedale Capparone (o Villa Verde), Pezzarossa, Serrone, Lido Silvana (nel cui golfo è presente un isolotto scoglioso, raggiungibile anche a nuoto, e sulla cui spiaggia sono presenti ancora, seppur in minor numero rispetto al passato, esemplari di ginepro coccolone che pongono le loro radici tra la sabbia), Terrarossa e Lido Checca (ricadente in parte nella suddetta exclave del Comune di Taranto).

 

Torri costiere

Torre Castelluccia

Torre Castelluccia
Torre Castelluccia

Torre Castelluccia in Marina di Pulsano domina la bella spiaggia del Lido Silvana e sorge su di un promontorio. L'intera area faceva parte del Bosco Caggione, in parte distrutto da un incendio nel 2001, lasciando intatta solo l'area della Torre.

Torre Castelluccia viene anche chiamata "La Saracena" in quanto facente parte di una serie di torri edificate che vanno da Taranto fino al Salento dagli Spagnoli nel ‘500, per difendersi dalle incursioni saracene. Accanto alla Torre durante una serie di scavi avvenuti dal 1948 al 1952 sono stati rinvenuti ritrovamenti di un villaggio di pescatori con mura difensive, dell’età del bronzo, il più antico insediamento messo alla luce sul Golfo di Taranto. Sono stati ritrovati resti di ambienti a pianta rettangolare e lastricati, risalenti alla Preistoria.

 

Monumenti e luoghi d'interesse

La Città di Pulsano presenta sul suo territorio architetture che testimoniano la sua importanza storica e culturale. Di seguito una galleria fotografica con i luoghi di maggiore interesse.

 

Scheda tecnica

Provincia
Taranto
Sindaco Giuseppe Ecclesia (PdL) dal 13.06.2013
Altitudine

37 m s.l.m.

Superficie

18,77 km²

Popolazione residente

11.261 (dato ISTAT al 01.01.2014)

Densità 599,95 ab./km²
Estensione comunale 18 km²
Frazioni, Marine, Località

Marina di Pulsano, Lido Silvana,

Bosco Caggione, Monti d’Arena

Codice postale 74026
Prefisso telefonico

099

Targa

TA

Denominazione abitanti

Pulsanesi

Santo patrono
San Trifone
Festa patronale

8 settembre

Mercato settimanale

Giovedì

 

Sito Istituzionale

 

Meteo

Dove siamo