Roca Vecchia

Roca Vecchia
Roca Vecchia


Roca Vecchia o Rocavecchia è una località costiera del Salento, una frazione e una delle marine di Melendugno, in provincia di Lecce. Si affaccia sul Mare Adriatico ed è posta tra San Foca e Torre dell'Orso.

 

Territorio

Posizione della frazione di Roca Vecchia, appartenente al comune di Melendugno, nella provincia di Lecce
Posizione della frazione di Roca Vecchia, appartenente al comune di Melendugno, nella provincia di Lecce

Sede di importanti scavi archeologici, è un centro turistico di rilievo durante il periodo estivo. Si segnalano la torre di avvistamento cinquecentesca, le rovine del castello a picco sul mare, il santuario della Madonna di Roca del XVII sec. e le due grotte Posia.

A nord dell'area archeologica sorge il centro attualmente abitato (22 residenti nel 2001), noto anche come Roca li Posti, frequentato in estate da vacanzieri.

Lungo la strada che collega Torre dell'Orso a Melendugno sorge il vecchio villaggio disabitato, con una masseria fortificata attualmente in restauro, di Roca Nuova. Tale borgo sorse intorno al 1480, quando la popolazione di Roca Vecchia fu messa in fuga dalle incursioni turche.

 

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Cenni storici

Le origini del nome

Si racconta che nel XIV secolo, il conte Gualtiero di Brienne decise di edificare in questo luogo una cittadella fortificata, attratto dalla felicità della sua posizione geografica, e la chiamò Roche, da cui Roca, a cui apparteneva anche la Torre di Maradico, altro nome della Torre Roca Vecchia, così chiamata a causa delle paludi che ancora oggi la circondano, rendendola una zona poco salubre.

 

Le origini e la storia

La colonna di Santa Maria di Roca
La colonna di Santa Maria di Roca

Gli scavi effettuati a Roca hanno evidenziato un imponente sistema di fortificazioni risalente all'età del bronzo (XV-XI secolo a.C.), oltre a numerosi reperti che per affinità ricordano modelli minoici ed egei. Si ritiene che, in un periodo databile intorno al XV secolo a.C., il sito sia stato assediato e incendiato. Anche le successive mura, ricostruite nell'XI secolo a.C., presentano tracce di incendio. Di questo luogo misterioso, che come la mitica Troia fu più volte distrutto e più volte ricostruito si ignora chi fossero i popoli fondatori e perfino se queste fortificazioni servissero a difendere una città oppure - come appare più probabile - un importante luogo di culto. Il sito fu comunque frequentato per tutta l'età del ferro, mentre decisamente più cospicue sono le tracce relative all'età messapica (IV-III secolo a.C.): una cinta muraria (che tuttavia non fu completata), un monumento funerario, diverse tombe e delle fornaci. Il nome della città messapica (o per meglio dire la sua latinizzazione) si pensa fosse Thuria Sallentina.

Il sito fu successivamente abbandonato (non sono state rinvenute tracce del periodo romano), mentre fu frequentato nell'alto medioevo da anacoreti, provenienti perlopiù dall'Impero Romano d'Oriente, che col tempo costituirono una comunità, abitando in una serie di grotte scavate nel calcare. Agli inizi del XIV secolo, Gualtieri di Brienne, conte di Lecce, ricostruì Roca facendone una città fortificata, ma nel 1480 la sua popolazione venne messa in fuga dalle incursioni turche. In quell'anno infatti il sultano Maometto II, dopo aver conquistato Costantinopoli (1453) e sottomesso tutta la Penisola Balcanica, inviò una spedizione che sbarcò sulla costa orientale del Salento. Roca Vecchia fu saccheggiata e usata dai Turchi come base operativa per sferrare attacchi alla città di Otranto e ad altri centri salentini. E'in questo contesto che si colloca la figura, ricorrente nei racconti dei casali di discendenza Rocana, Calimera, Melendugno, Borgagne e Vernole, della mitica Donna Isabella sventurata, identificata forse come Maria d'Enghien, castellana di Roca che perse il feudo, insieme al marito ed al figlio morti in battaglia. La città, liberata nel 1481, divenne successivamente rifugio di corsari barbareschi, tanto che nel corso del '500 Ferrante Loffredo, governatore della provincia di Terra d'Otranto, dette l'ordine di raderla al suolo.

 

Vicende storiche di Roca Vecchia e Nuova

- 213-209 a.C.: Annibale si impossessa della messapica Roca (chiamata allora Thuria) e del Salento, nella guerra tra Cartaginesi e Romani, quando deve prendere la città di Taranto.

- 209 a.C.: Il territorio di Roca e del Salento torna in possesso dei Romani.

- Roca sede vescovile (III-IX sec.d.C.): I successori di San Pietro benedicono Roca come sede vescovile. Da Roca passa nel IV sec.d.C. anche il Santo Vescovo di Remesiana Niceta.

- 544 d.C.: L'imperatore bizantino Giustiniano dona Roca e Gallipoli alla Chiesa di Roma.

- VII-XV sec.d.C.: Roca è sede fissa dei monaci greco-bizantini tanto che tra i secoli XI-XIV viene chiamata Basilea, prima, e Croce dopo.

- IX-X sec.d.C.: Roca viene distrutta intorno all'860 d.C dai Mori-Saraceni, i quali distruggono anche la sede vescovile roccana. Nel 924 d.C., Roca viene assalita nuovamente dai Saraceni che la radono al suolo; vi sono però i Monaci Basiliani che risollevano per quello che possono le sorti della città di Roca.

- XIV sec.d.C. (1350-1353): Roca viene riedificata dal Conte di Lecce, duca d'Atene e signore di Firenze: Gualtieri VI di Brienne.

- 1459: All'interno di Roca sono presenti 13 famiglie ebree; un documento attesta che la città di Roca è numerata, nel 1459, per 93 fuochi(famiglie) complessivi ma di questi solo 85 erano fuochi locali.

- 1480/81: Roca viene attaccata dai Turchi e messa a soqquadro.

- 1544 d.C.: Roca viene definitivamente rasa al suolo dal governatore spagnolo Ferrante Loffredo per ordine e con l'autorità di Carlo V.

- 1589 d.C.: Viene costruita una nuova Roca distante non più di 3-4 Km dalla vecchia Roca che prende il nome di Roca Nuova.

- 1646 d.C: Roca Nuova raggiunge i 60 abitanti.

- 1699 d.C: Roca Nuova raggiunge i 95 abitanti.

- 1720 d.C: Roca Nuova raggiunge i 130 abitanti

- 1805 d.C: Il territorio di pertinenza della parrocchia di Roca Nuova raggiunge le 150 famiglie, il grosso delle quali risiede nelle numerose masserie dei dintorni.

- Primi decenni del XIX secolo: Inizia lo spopolamento dell'area di Roca Nuova, mentre va crescendo il centro abitato sorto intorno alla cappella di San Foca

- 1834 d.C: Il governo borbonico esenta i comuni con meno di 500 abitanti dall'obbligo della leva. L'afflusso di famiglie che si trasferirono in Roca Vecchia allo scopo di non compiere il servizio militare frena lo spopolamento dell'area.

- 1861 d.C: Il regno delle Due Sicilie è annesso all'Italia. Cade la legge del 1834. Le famiglie trasferitesi nel centro a scopo di non prestare servizio militare si trasferiscono in Melendugno. La popolazione di Roca Nuova diminuisce inesorabilmente, insieme a quella delle masserie falciata dalla malaria.

- 1879 d.C: Nel territorio di Roca Nuova rimangono solo 2 famiglie. Le case risultano in gran parte diroccate e il parroco smette di recarsi nella parrocchia se non per rarissime occasioni

- 1925 d.C: La parrocchia è trasferita nella chiesa di San Foca, dove il centro abitato è composto da diverse centinaia di abitanti. Roca Nuova viene definitivamente abbandonata. In una data che non ci è data sapere dirocca l'ultimo piano della grande torre che costituiva la Santa Barbara del casale

 

Personaggi illustri

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Torri costiere

Torre di Roca Vecchia

Torre di Roca Vecchia
Torre di Roca Vecchia

Sorge su un isolotto poco distante dalle rovine del vecchio castello di Roca, in posizione avanzata verso il mare e in comunicazione visiva con le torri di S.Foca a nord e Torre dell'Orso a Sud, alle quali assomiglia molto per struttura e tipologia.

 

In passato era nota col nome di Torre di Maradico e ricadeva nel territorio del Comune di Roca Nuova. Fu costruita intorno al 1568 su disegno del Regio, dal maestro Tommaso Garrapa, quando la città medievale era già in rovina, è a base quadrata e a forma troncopiramidale, tipica del periodo vicereamale spagnolo.

 

Grotte

Grotta della Poesia

Grotta della Poesia
Grotta della Poesia

E’ una cavità scavata dal mare nel corso dei secoli, che ha anche offerto rifugio in tempi più antichi.

Il suo nome deriva da “posia”, un termine della lingua greca del medioevo che significa  “sorgente di acqua dolce”, un chiaro riferimento alla fonte che in passato scorreva al suo interno, i cui segni sono ancora oggi visibili.

In molti però, soprattutto gli abitanti del posto, pensano che il suo nome sia legato alla famosa leggenda tramandata da generazioni, secondo la quale una bellissima principessa era solita fare il bagno nelle sue acque. Quando la notizia si diffuse schiere di poeti si recarono in questo posto per ammirare la bellissima principessa e comporre versi di poesie in suo onore. Questo spiegherebbe il nome “grotta della poesia”.

Con il passare dei secoli, la grotta ha subito dei mutamenti strutturali causati dal mare che hanno portato ad una serie di crolli della stessa.  Nonostante tutto, sulle sue pareti sono stati rinvenuti dei segni sovrapposti uno sull’altro di figure preistoriche ed iscrizioni messapiche che sono sopravvissuti all’usura del tempo. Stando ai ritrovamenti pervenuti al suo interno, si pensa addirittura che in passato la grotta fosse stata un santuario di una divinità indigena chiamata  Taotor, il cui nome è riportato molte volte sulle pareti della grotta, anche se il significato dei segni è ancora in fase di soluzione.

 

Roca Nuova

Roca Nuova
Roca Nuova

 

Roca Nuova, in dialetto leccese Roca Noa, è un villaggio medioevale disabitato. Sito importante per il buon livello di conservazione, è stato recentemente ristrutturato. Da notare la torre cinquecentesca e la chiesetta ex parrocchiale di San Vito.

 

Monumenti e luoghi d'interesse

La frazione Roca Vecchia, del comune di Melendugno, presenta sul suo territorio architetture che testimoniano la sua importanza storica e culturale. Di seguito una galleria fotografica con i luoghi di maggiore interesse.

 

Scheda tecnica

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