Talsano

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Talsano


Talsano è la più importante e popolosa frazione di Taranto. Essa si sviluppa a sud-est del capoluogo, e dopo il riordino delle suddivisioni amministrative, è stata inserita nella circoscrizione Talsano-San Vito-Lama.

Appartengono a Talsano anche le contrade di San Donato, Palumbo e Sanarica; arrivando così ad una popolazione di circa 50.000 abitanti per tutta la circoscrizione.

 

Territorio

Posizione della frazione di Talsano, appartenente al comune di Taranto
Posizione della frazione di Talsano, appartenente al comune di Taranto

Talsano presenta due realtà contrastanti: la prima è formata da un terreno molto fertile che si estende a nord-est sino alle alture di San Giorgio Jonico; la seconda a nord è formata da una vasta salina , di natura argillosa, chiamata Salina Grande, non coltivabile. Anticamente era una palude, a causa delle acque del Mar Piccolo, in questa zona era abbondante la pesca delle anguile, ora estinte. la parte fertile del territorio Talsanese è ricca di varie colture (ulivi, viti, grano, agrumi, mandorle, fichi ecc); la lavorazione è del tipo artigianale, che mortifica le grandi possibilità di questa terra, rendendo il raccolto irrisorio.

Talsano è la più importante e popolosa circoscrizione di Taranto. Essa si sviluppa a sud-est del capoluogo, e dopo il riordino delle suddivisioni amministrative, è stata inserita nella circoscrizione Talsano-San Vito-Lama. Appartengono a Talsano anche le contrade di San Donato, Palumbo e Sanarica; arrivando così ad una popolazione di circa 50.000 abitanti per tutta la circoscrizione. Dagli anni cinquanta, la naturale espansione della città ha urbanizzato le zone un tempo rurali, creando dei moderni quartieri.

 

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Cenni storici

Le origini del nome

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Le origini e la storia

Invasione dei Turchi
Invasione dei Turchi

La nascita del primo nucleo abitativo può essere fatta risalire intorno al 1300 d.C.: all’epoca delle scorrerie dei famigerati Turchi le nostre coste erano meta continua di incursioni da parte dei Saraceni che distruggevano e saccheggiavano tutto ciò che apparteneva agli infedeli (considerazioni che avevano dei non appartenenti alla religione Musulmana); per questo gli abitanti (generalmente agricoltori e pastori) dapprima isolati cominciarono a riunirsi in gruppi dando vita alle prime piccole comunità, preferendo insediarsi in fortificazioni (le famose masserie provviste di alte mura) nell’entroterra a debita distanza dal mare. Un gruppo di monaci d’origine greca dell’ordine di San Basilio, per ovviare a questi ripetuti attacchi da parte dei Saraceni, s’insediò ed edificò un tempio (ingrandito e ristrutturato nel 1844 con una spesa di 1.138 ducati per volere dell’allora Re di Napoli e tuttora esistente) dedicato alla madre di Dio nei pressi dell’attuale Cimitero, zona detta allora "Talassano" (termine greco indicante una zona paludosa vicina al mare) che anticamente tramite la Salina Grande era collegata al Mar Piccolo.

Intorno a questo insediamento sorsero le prime case, dando vita ad un piccolo villaggio (verso il 1400 si contavano più di duecento abitanti) che prese il nome dalla zona e cioè Talsano. Ma Talsano acquisì altro appellativo da parte degli abitanti dei paesi del circondario, San Giorgio Jonico, Roccaforzata e Faggiano e cioè "Le Torri" con riferimento alle molte masserie-torri presenti sul territorio.

Le "Masserie-Torri“, presenti anche su Lama e San Vito, erano circondate da casupole abitate da contadini fissi e stagionali ed erano dei nuclei abitativi quasi del tutto autosufficienti che sfruttavano, trasformavano e commerciavano le risorse agricole del territorio (oliveti, vigneti, cereali, mandorleti e pastorizia).

Alcune delle denominazioni delle suddette masserie sono giunte sino a noi, talvolta derivanti dal nome della famiglia proprietaria, altre volte dalla zona d’ubicazione; quelle più importanti: Ospedalicchio (D’Ayala Valva), Abateresta, Rapillo, Pizzariello (contessa Carducci), Lucignano, La Fica Piccola, Nisi, Troccoli, Giangrande, Capitignano, Lecutrane, Sanguzza, Lo Jucco, San Domenico, La Battaglia.

Tutto ruotava intorno alle masserie, uniche fonti di lavoro dell’epoca e per questo richiamo della gente di fuori.

Con la spartizione del latifondo, all’inizio del 1800, i contadini in prevalenza provenienti dal basso Salento, che prestavano la loro opera in queste masserie, ricevettero delle terre da coltivare in mezzadria o in affitto sulle quali i più fortunati tra loro ebbero la possibilità di costruirsi una propria casa, che si componeva: di una "rimessa" dove dimorava il mulo, una grande stanza che fungeva da dormitorio per tutta la famiglia, la cucina e l’orto con "'u rummat" (letamaio).

Le abitazioni erano al quanto piccole ma in compenso erano dotate di ampie e fresche cantine scavate nel carparo dove avveniva la preparazione del vino (vi si pigiava e poi si lasciava a fermentare il mosto), che lì veniva conservato assieme ad altre provviste: olio, ceci, lenticchie, fagioli, fave, grano ed altro.

Con il tempo questi centri agricoli si incrementarano e verso la metà del 1800 divennero un vero e proprio agglomerato assumendo la caratteristiche dei classici paesini del meridione: case basse, pitturate a calce con richiami architettonici alle popolazioni dominanti del passato come gli Spagnoli, gli stessi Arabi, i Normanni che avevano influito anche sul dialetto intercalato da termini linguistici stranieri.

L’avvento dell’era industriale nella provincia di Taranto, con l’insediamento dell’Arsenale Militare prima e dell’Italsider (ora Ilva) poi, ha portato cambiamenti radicali anche a Talsano che da borgata prevalentemente agricola si è trasformata in circoscrizione con una sua propria identità.

 

Personaggi illustri

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Feste e tradizioni locali

FESTE PATRONALI
Riti Pasquali
Marzo
Quella di Talsano è una processione singolare anche per altri aspetti. I confratelli non sono scalzi, ad eccezione dei due crociferi. Le troccole sono due, una per Confraternita. A Talsano le gare non si fanno: a confratelli e parrocchiani vengono consegnate delle buste nelle quali riporre libere offerte per pagare le bande. Altro elemento distintivo, la partecipazione dei parrocchiani non confratelli. Vengono scelti dal parroco tra chi frequenta la chiesa più assiduamente e partecipa alla vita della parrocchia. Aiutano i confratelli a portare le statue. E lo stesso discorso vale per i confratelli. Anche tra loro c’è una specie di rotazione. I partecipanti alla processione del Venerdì Santo vengono scelti su indicazione del parroco, in base alla loro condotta. Il principio è lo stesso:devono frequentare la chiesa. Don Michele ha voluto abbandonare anche la visione che definisce“maschilista”. Dall’anno scorso 16 consorelle, due per statua, accompagnano la processione. Una visione corale dei Riti contraddistingue il Venerdì Santo talsanese.

Festa della Madonna delle Grazie
5 luglio
Rito religioso e civile con luminarie, manifestazione musicale e spettacolo pirotecnico.

EVENTI
Carnevale a Talsano
Febbraio
Manifestazione dei carri allegorici.

I presepi a Talsano
Dicembre
Ecco una iniziativa straordinaria di un'Associazione di Talsano che si chiama AUSER e che ha realizzato a mano una serie di presepi che è stato possibile visitare fino all'Epifania in via Regina Elena 148. E' un peccato che una manifestazione di questo genere venga trascurata... Guardate le foto e stupitevi della bellezza dei lavori e della cura dei fantastici particolari. Ringraziamo Maristella Masi dell'AUSER per la segnalazione.

 

Monumenti e luoghi d'interesse

La frazione Talsano, del comune di Taranto, presenta sul suo territorio architetture che testimoniano la sua importanza storica e culturale. Di seguito una galleria fotografica con i luoghi di maggiore interesse.

 

Scheda tecnica

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