Torre Pali

Torre Pali
Torre Pali


Torre Pali è una località balneare della provincia di Lecce e frazione di Salve. Si trova nel basso Salento, a poca distanza da Santa Maria di Leuca e da Gallipoli.

Il litorale è basso e sabbioso, caratterizzato dalla presenza di dune retrostanti ricoperte da macchia mediterranea.

La località prende il nome dall'omonima torre di avvistamento cinquecentesca. L'antico borgo di pescatori si è recentemente sviluppato diventando un'importante località turistica.

Torre Pali e il comune di Salve si sono guadagnate il prestigioso riconoscimento della Bandiera blu nel 2009 per il suo mare limpido e le spiagge pulite, premio riconfermato anche nel 2010, 2011, 2012, 2013.

 

Territorio

Posizione della frazione di Torre Pali, appartenente al comune di Salve, nella provincia di Lecce
Posizione della frazione di Torre Pali, appartenente al comune di Salve, nella provincia di Lecce

Il paese è molto piccolo ma ultimamente il boom del turismo sta facendo espandere la frazione e stanno sorgendo molte abitazione nella parte ovest del paese.

 

Le vie principali sono Via Caboto e Corso Cristoforo Colombo che attraversa il ponte di ultima costruzione che serve a oltrepassare il canale dove sono attraccate molte barche.

 

Nella parte est il paese si sviluppa in lunghezza seguendo Via Caboto in modo perfetto. In questa zona vi sono le spiagge più belle con un alternarsi nel mare di scogli e sabbia.

 

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Cenni storici

Le origini del nome

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Le origini e la storia

Torre Pali
Torre Pali

 

Torre Pali è una delle numerose torri di avvistamento costiere fatte costruire nel XVI secolo da Carlo V per difendere il territorio salentino dalle invasioni dei pirati saraceni. Ai tempi della costruzione la torre si trovava sulla terraferma ma a causa dell'erosione costiera attualmente si trova completamente circondata dalle acque del mare a circa 15 metri dalla costa.

La torre a pianta circolare, di cui rimane solo il basamento, si sviluppava su due piani e doveva presentare feritoie nella parte superiore.

 

Personaggi illustri

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Il porto

Il porticciolo
Il porticciolo

 

Nel paese vi è un piccolo porticciolo di recente costruzione con una capacità di 100-150 imbarcazioni di piccola media grandezza all'incirca. La costruzione è iniziata nell'autunno del 2008 per poi concludersi dopo la sistemazione di zone malsane adiacenti alla spiaggia. L'approdo è composto da una darsena divisa in due da un pontile centrale; l'accesso è aperto a Est e la darsena è raggiungibile attraverso un canale mediamente orientato per Est-Sud-Est lungo circa 280 m.

Già nel passato, negli anni 70, si tento di costruire un porto per i pescatori locali, ma si riuscì solo a costruire un piccolo braccio di molo ora assolutamente inservibile. Dopo la costruzione del braccio di molo si è assistito ad un progressivo depauperamento dell'arenile, come se fossero sparite le correnti marine che rifornivano di sabbia la zona prospiciente al porto. La coincidenza degli eventi ha indotto a pensare che la costruzione del manufatto, ora assolutamente inservibile, abbia interrotto la corrente che riforniva di sabbia l'arenile di Torre Pali.

Di fronte alla zona portuale vi erano i ricoveri tipici dei pescatori "gli strazzi" ove erano collocati gli attrezzi del mestiere, le reti, le nasse ecc. e dove si svolgeva l'attività a terra di pesca, con l'aggiustatura delle reti rotte, la costruzione delle nasse, la pittura delle reti stesse, la pesatura del pescato. Di queste costruzioni, purtroppo, non è rimasta traccia; sono state abbattute per far posto a edifici abitativi di nuova costruzione negli anni '80.

 

L'isola della Fanciulla

L'isola della Fanciulla
L'isola della Fanciulla

 

A circa cento metri dalla spiaggia di Torre Pali si trova uno scoglio isolato, chiamato Isola della Fanciulla. Il nome è dovuto ad una delle più tristi leggende locali.

Si racconta che durante una delle tante incursioni piratesche (forse intorno al 1547) il corsaro Dragut, noto per la sua ferocia, sbarcò sulla riva di S. Antonio ("S. Antonio" era il nome dell'attuale marina di Torre Pali. Questo perché ultimata la Torre (1563) a difesa delle scorrerie piratesche, fu costruita poi una cappelluccia dedicata a S. Antonio per i pochi soldati spagnoli presenti nel presidio) dirigendosi verso l'entroterra per depredare i paesi.

Giunto in prossimità di Salve, trovò la popolazione, già allertata e pronta a resistere, forte del proprio fortilizio già messo a dura prova e brillantemente superate in altre occasioni.Dopo un assiduo scambio di fuciliere, ben presto le truppe corsare furono allontanate dai valorosi salvesi, e ritirandosi furibondi si diressero verso i paesi limitrofi saccheggiandoli e facendo razzia di ogni cosa.

Sfogata la loro rabbia, i corsari ripresero la strada del ritorno, raggiungendo le loro imbarcazioni ormeggiate e custodite al largo della nostra costa. Durante questo tragitto sorpresero, alle prime luci dell'alba una famiglia, coloni di una masseria.

I turchi fecero razzia di agnelli, ferirono l'anziano ammassaro e la moglie e rapirono la loro unica figlia.

Ben presto la giovane capì le intenzioni di quel branco di pirati.

Arrivata nell'ansa di "S. Antonio", trascinarono la rapita verso la scialuppa ancorata presso l'isolotto ad un centinaio di metri dalla battigia. in questo istante, la ragazza, vedendo al largo le galere turche che si apprestavano a spiegare le vele, cominciò a urlare disperandosi solo al pensiero di vedersi schiava per tutta la vita in una terra lontana!

Dimenandosi agilmente sfuggì ai suoi rapitori, ma la sua fuga durò ben pochi metri, i suoi aggressori infatti la riacciuffarono e per punirla della sua indomita resistenza ne abusarono tanto che la povera giovane ormai stremata, giaceva, rassegnata alla sua morte.

Le galere dei pirati erano già pronte per salpare, diverse scialuppe cariche dei turchi con l'ingente bottino razziato nei nostri paesi, si accostavano man mano lungo le fiancate delle navi, quando il feroce Dracut, informato dai suoi commilitoni della resistenza della giovane rapita, volle egli stesso interrogarla.

Aprendosi un varco nel capannello dei manigoldi stretti intono alla ragazza gli chiese: "Rinneghi tu la fede cristiana, o morirai di morte atroce!" con voce esile, la giovane rispose: "Scelgo piuttosto di morire, anziché abbandonare la mia fede e la mia gente!"

Allora il capo dei turchi, accecato dall'ira, comandò che la giovane sotto i suoi occhi, fosse passata a fil di spada, lasciando poi il corpo della sventurata nel medesimo luogo, l'isola, per essere divorato dagli uccelli e dai granchi...

Alla sua morte non ci fu alcun pietoso ufficio funebre, ma il Signore ebbe misericordia dei resti mortali di questa giovane destinata a rimanere esposta alle intemperie giorno e notte: levatosi un forte vento, coprì con la minuta sabbia quasi tutto il corpo inerme...

Passati poi 7 giorni, il corpo con gli occhi rivolti al cielo e con il sorriso sul volto fu trovato dai pescatori locali, dandogli finalmente cristiana sepoltura.

Si racconta, tra i pescatori più anziani, che nelle giornate di bonaccia, all'albeggiare del nuovo giorno, quando una leggera nebbia copre la piccola isola si può intravedere una minuta figura di giovinetta che vaga inquieta per la riva assassinata perché fedele alla sua cristianità...

Da quel martirio, l'isola ad ovest di Torre Pali è chiamata: "l'Isola della Fanciulla".

 

Scheda tecnica

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